Sorriso di coppa

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Per il secondo anno consecutivo l’Inter trova nei quarti di finale di Champions League un avversario morbido dopo averne superato uno più ostico nel turno precedente. Poteva uscire qualsiasi nome dall’urna: Barcelona, Real Madrid, Manchester United, Chelsea… invece è saltato furoi lo Schalke 04, senza ombra di dubbio la più debole tra le otto squadre rimaste. E così, i nerazzurri possono già iniziare a guardare alla semifinale: certo, nel calcio non si sa mai, ma è oggettivamente impensabile che in un doppio scontro i tedeschi possano far fuori l’Inter. Lo hanno fatto con il Valencia, ma la squadra di Leonardo è di tutt’altro spessore. Per il resto, il sorteggio pone un eventuale scontro con l’amato ex Mourinho solamente in un’eventuale finale, che dovrebbe vedere in ogni caso una spagnola in campo. da quella parte del tabellone, infatti, si prospetta una bollente semifinale tra Barcelona e Real Madrid. L’Inter, invece, in caso di passaggio del turno si scontrerà con una inglese, una tra Manchester United e Chelsea. Il percorso verso il bis di coppa, insomma, se nei quarti sembra agevole, dopo potrebbe diventare decisamente in salita, con una finale più impegnativa rispetta a quella dell’anno scorso. Nonostante questa sia una delle peggiori Champions League di sempre, come livello qualitativo.

Pazzo Bayern

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Quanto ci si può mordere le mani per una partita di pallone? Non ne ho idea, ma sono sicuro che a Monaco adesso lo stanno facendo. Perchè partire da un 1-0 in trasferta ed uscire a causa di una sconfitta per 3-2 in casa non è cosa che si digerisce facilmente, anche se davanti avevi l’Inter, proprio la stessa squadra che meno di un anno prima ti aveva battuto in una finale secca per 2-0. L’Inter, già l’unica italiana rimasta in corsa, se non altro per il fattore-calendario, è anche quella che ha fatto più strada. Adesso sono rimaste in otto, e tra le “pescabili” di Champions League c’è anche qualche bel materasso, diciamo così. Anche se nel calcio di sicuro c’è poco. Tornando all’incontro di ieri sera, forse i nerazzurri sono più competitivi dei bavaresi: lo dice la passata stagione, lo dice questa, che vede l’Inter ancora in corsa per lo scudetto e il Bayern Monaco attardato in Bundesliga. Ci sta, per carità. Però ci stava anche di chiudere prima il match dell’Allianz Arena, tra occasioni clamorose fallite e contropiedi sciupati. Ma questo è il calcio: oggi leggo di una pazza Inter: qualsiasi cosa faccia, è pazza. Eh vabbè, ma rimango convinto che ieri sera la squadra pazza, tra le due, sia stata quella tedesca.

Non pervenuto

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Qunado se ne andò a Barcelona, Ibrahimovic lo fece perchè là si giocava il calcio del futuro. Sono quasi passati due anni, ma lui in non riesce a giocare nemmeno in quello del presente, almeno in Europa. Lo svedese è sempre stato allergico al palcoscenico continentale: preferisce fare collezione di scudetti. Grande con i piccoli e piccolo contro i grandi, Ibra è sempre stato così e non era verosimile che cambiasse adesso che va per i trenta. Certo, il Milan ha altri giocatori in grado di risolvere una partita, uno su tutti Pato, che non ha trovato la porta ma che almeno ieri sera si è sbattuto facendo molto lavoro sporco. Ibra no, è rimasto fermo come un palo, a lamentarsi di continuo per ogni pallone che a lui non arrivava. Senza chiedersi, a quanto pare, perchè non glielo passavano. Non so se il Tottenham ha meritato la qualificazione. Di sicuro c’è che tra andata e ritorno la porta del Milan l’ha vista da lontano e che sono stati i rossoneri a creare di più. Ma senza segnare: è bastato un contropiede e tanta organizzazione difensiva a far passare gli inglesi. Abbiamo vinto così per decenni, non vedo perchè l’Italia dovrebbe sentirsi “derubata” dalla vittoria del Tottenham nel doppio scontro.

Fuori una

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Il rischio c’era, perchè partire con una sconfitta interna non è esattamente il modo migliore per passare un turno di coppa, fatto sta che la Roma ieri sera ha fatto davvero una pessima figura in Ucraina. Il pericolo, per il calcio italiano, è che accada lo stesso anche a Milan ed Inter, entrambe sconfitte 1-0 a domicilio, rispettivamente da Tottenham e Bayern Monaco. Per i rossoneri siamo giunti al momento della verità: ancora primi in campionato, stanno vedendo negli specchietti l’Inter. Chi andrà avanti in Europa, se qualcuno lo farà, potrebbe risentirne in Italia. Ma torniamo alla Roma: la trasferta a Donetsk era complicata, e serviva una vittoria con due gol di scarto per passare il turno, oppure improbabili 4-3, 5-4 e così via. Perdere ci stava, perchè tutto sommato una trasferta in Ucraina presenta da sempre delle insidie, se non altro dal punto di vista climatico e perchè lo stadio dello Shakhtar è un fortino dove la squadra di casa non perde da qualcosa come 55 partite. Fatto sta che è stato un tracollo: tre reti subite (e sei in due incontri), un rigore sbagliato e, soprattutto, la brutta gomitata che De Rossi ha rifilato a Srna. Brutto gesto dal quale la società ha preso le distanze: per il giocatore, che portava al braccio anche la fascia di capitano, è in arrivo una multa pesante. Almeno questo è da salvare. Per il resto, Montella dovrà lavorare parecchio.

Tutto da rifare

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Non lo avrei mai detto, ma questa Juventus è riuscita a farmi vivere meglio le sconfitte. Ieri sera, al gol di Gattuso, ho provato un senso di indifferenza e questo non mi era mai capitato. Indifferenza, come se a prenderlo non fosse stata la mia squadra, ma un’altra. Dopo Calciopoli mi ero, se possibile, affezionato ancora di più a quei colori per i quali tifavo da una quindicina d’anni. La risalita, l’entusiasmo per un paio di ottimi campionati con Ranieri, terminati con il terzo e secondo posto, fino all’anno scorso, quando ero sempre stato vicino alla squadra, nonostante tutto. Ma adesso si sta superando ogni limite. Perchè ci si barrica dietro ad un progetto che non c’è e a scuse che non stanno nè in cielo nè in terra, quando è chiaro che è stato sbagliato tutto dall’inizio, soprattutto sul mercato. Vero, il gol del Milan è arrivato grazie ad una orribile scarpata su cui Buffon non ha fatto il Buffon, ma conta poco. Giusto che in Europa ci vada chi merita. L’Udinese, che fa un grandissimo lavoro di scouting, la Lazio, che spende poco o lo fa solo quando ne vale la pena (vedi Hernanes), il Napoli, che con undici uomini contati riesce ad essere terzo… chiunque, tranne la Juve. Che non ha una, e dico una, nota di merito. Nessuno corre, nessuno lotta, nessuno tira in porta, nemmeno. Clamoroso ieri sera, ma zero conclusioni nello specchio si erano già viste (o, meglio, non si erano viste) anche a Lecce.

Rialzati, Juve!

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Altro big match per la Juventus in questa giornata di campionato: il Milan si presenta a Torino per cercare di mantenere e, chissà, magari anche aumentare il vantaggio sull’Inter in un torneo dal marchio ormai meneghino. Il primo e il secondo posto se li spartiranno le due squadre di Milano. La Juve, grande con le grandi e piccola con le piccole, a volte microscopica, con ogni probabilità sabato sera correrà, lotterà e darà tutto quello che si è tenuta per sè contro Lecce e Bologna. E magari giocherà anche bene. Il carattere c’è, ma solo quando si tratta di partite di cartello, e così non si va lontano. Delneri potrebbe essere allontanato a fine anno per far posto, con tanti saluti al progetto targato Marotta. In attesa di scoprire cosa succederà ai bianconeri, con una prossima rivoluzione già in vista a fine stagione, c’è da provare a salvare questa. I tre punti servono come il pane, anche se ottenendoli la Juve potrebbe dare una mano all’Inter: chissà se i tifosi da curva tiferanno per la propria squadra o magari un po’ contro… In fondo, con il Milan di rivalità si tratta, ma piuttosto moderata: le due squadre non hanno mai corso per lo scudetto negli stessi anni, eccezion fatta per il periodo cancellato da Calciopoli. Ma non ci saranno calcoli o favoritismi: in campo ci vanno i giocatori e quando davanti hanno certe maglie, viene più voglia di correre.

Undici leoni per Agnelli

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Giusto che dai vertici si siano fatti sentire. Il presidente della Juventus Andrea Agnelli, dopo aver commentato con amarezza la sconfitta di Lecce, ieri ha fatto visita alla squadra in quel di Vinovo portandosi dietro Nedved, che forse sarebbe meglio ricominciasse a giocare, perchè farebbe la sua porca figura. Di sicuro sarebbe il miglior esterno sinistro, anche perchè l’unico. Sperando che non abbia preso troppa umidità, apprezzo il gesto del giovane Agnelli, anche se sono consapevole che non sarà la cura di tutti i mali. Almeno, però, le parole del presidente, l’accenno al fatto di non aver nemmeno fatto la doccia sotto la gara ha reso l’idea e spero che gliel’abbia fatta pesare un po’. Mentre mi stavo gustando (si fa per dire) il match al pub, un tipo accanto a me aveva fatto meglio, dicendo più o meno così: “Se questi giocavano da soli facevano 0-0. Siamo riusciti a fargli fare due gol”. Bella davvero. Ad onor del Lecce va detto che in Salento non tutti hanno rimediato brutte figure, anzi. Però, insomma, la prestazione è stata mortificante. Marchisio non crede nemmeno nell’Europa League e Delneri, a quanto pare, traballa su quella panchina. Ma a questo davvero credo poco: c’è un progetto appena iniziato e va seguito fino in fondo. Non siamo mica la Fiorentina.

Messi a caso

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Rivalutato il Pallone d’Oro dato a Sammer, e magari anche quello di Belanov. Niente contro Messi, ci mancherebbe: il talento puro e debordante dell’argentino non si discute. Se parliamo di giocatori offensivi, il più forte del pianeta è lui, e a contendergli lo scettro può essere solo Cristiano Ronaldo, questione di gusti, perchè a quantità di gol e giocate siamo lì. Ma il Pallone d’Oro che Messi ha vinto ufficialmente ieri sera non doveva essere suo. Sempre che valgano tutti i vecchi criteri di una volta, sia chiaro. Con il Barcelona ha disputato un 2010 stratosferico, ma al Mondiale si è fatto vedere davvero poco. Iniesta e Xavi quel Mondiale lo hanno vinto e non si può dire che nei loro rispettivi ruoli siano degli sprovveduti e in Nazionale come nel Barcelona sono importantissimi. Perchè se Leo segna, dietro c’è qualcuno che costruisce. Ergo, lo meritavano più di lui. Il mio favorito, fatto però fuori da tempo, era Sneijder: più vincente a livello di club degli altri, autore di un Mondiale di altissimo livello, con tanti gol e la tanta agognata coppa solo sfiorata. E poi, se lo ha vinto Messi, a questo punto poteva vincerlo anche Milito, sempre decisivo con la casacca dell’Inter e non pervenuto in Sudafrica (ma non per colpa sua). Allenatori, capitani delle nazionali, giornalisti: hanno votato tutti, il risultato è stato sbagliato, modesto parere. Tutta colpa dei giornalisti.

Strano ma vero

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Qua si va da un’estremità ad un altra: nel 2018 il Mondiale si disputerà in Russia, quattro anni dopo, invece, la massima manifestazione calcistica sarà ospitata dal Qatar. Il che, detto tra noi, ha dell’incredibile. Ieri mi ero stupito delle condizioni in cui la Juventus aveva giocato a Poznan, ma questa la supera tutte. Il Mondiale in Russia è cosa giusta e sacrosanta: paese vastissimo, grande tradizione calcistica se consideriamo l’Unione Sovietica, movimento attuale in crescita, campionato in grado di richiamare buoni giocatori, e più che discreti risultati nelle coppe europee. Ma il Qatar? Non sono in discussione i mezzi economici, per carità. Anzi, presumibilmente sono stati proprio loro ad indirizzare la scelta della Fifa nell’emirato. Ma è un posto in cui il calcio non esiste. Usa 94 cercò di rilanciare il football in un paese che conosceva solo il soccer, ma di sfuggita. E ancora gli effetti non si vedono. Non so vita, morte e miracoli della candidatura australiana, lo ammetto, ma presumo sarebbe stata preferibile a quella qatariota, che se non altro avrà colpito per la vicinanza tra i vari stadi e le strutture di allenamento. Pure troppa, forse: si tratta di un paese che ha la dimensione e la popolazione dell’Abruzzo, per dire. Il Mondiale rischia di starci anche un po’ stretto. Gli stadi saranno avveniristici, in pratica con l’aria condizionata, ma non penso ce ne fosse tutto questo bisogno. Appuntamento al 2022, per il primo Mondiale arabo,  l’ennesimo capolavoro di Blatter?

Il grande freddo

Filed under: Europa League by: Matteo Innocenti

Lech Poznan-Juventus, incontro dimostrativo per il nuovo sport delle prossime Olimpiadi invernali, finisce 1-1 ed elimina di fatto i bianconeri dall’Europa League. A forza di pareggi, la Juventus è scivolata fuori dalla seconda competizione continentale, ma lo ha fatto anche per colpa di una partita assurda. Quello che è successo è semplicemente scandaloso, perchè non c’erano assolutamente le condizioni per giocare: passi per il freddo, terribile, ma ad un certo punto non si vedevano più le linee del campo e sul terreno di gioco erano ormai depositati centimetri e centimetri di neve. La Juventus poteva vincere, come poteva farlo a Perugia dieci anni fa. Lo avrebbe anche meritato ai punti, a dire il vero, fatto sta che questo incontro non andava giocato, o almeno andava interrotto all’intervallo. Per dire: domenica in Serie A è stata rinviata Bologna-Chievo per condizioni atmosferiche e del campo molto meno proibitive. Servirebbe chiarezza e decisione: quando non è possibile giocare, non si gioca. Stop. Al diavolo la concomitanza delle partite. Al diavolo il fatto che la Juventus in Europa non conti un cavolo. E meno male che in giro si fa il tifo per il bel calcio: la musichetta dell’Europa League sembra quella di Giochi senza frontiere, e forse non a caso. Per me è uno scandalo, non ci sono altre parole. Dal Palaghiaccio di Poznan è tutto.