Ci sono squadre che azzannano l’avversario, imponendo grandi ritmi, giocando con il cuore, e che rendono al di là di ogni più rosea previsione. E’ il caso del Napoli, che adesso fa sul serio. Non vincerà lo scudetto, non ne ha ancora la forza, ma la Champions League ormai è l’obiettivo reale di questa stagione. Non ci avevo creduto, lo ammetto, ma a questo punto la squadra di Mazzarri ce la può fare. C’è chi come l’Inter, invece, soffre maledettamente e riesce a superare l’avversario con l’aiuto della buona sorte, in virtù di pali colti e
rigori sbagliati dall’avversario. Ovviamente tutto questo considerando la partita di ieri, in cui i nerazzurri hanno avuto la meglio sul Palermo, ma che lascia spazio ai “se” e ai “ma”. Nel calcio, però, queste cose non contano. Conta vincere, in un modo o nell’altro. Ed eccomi alla Juve: questa squadra proprio non ce la fa e la formazione vista ieri sera proprio non poteva fare tre punti. Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato tifare per un club da metà classifica: ecco, il destino mi ha accontentato e devo dire che si stava meglio prima. Tuttavia, stavolta non riesco ad essere arrabbiato con chi è sceso in campo. Piuttosto, quella che provo è rassegnazione: i giocatori, proprio, sono in condizioni pietose. Ormai per me è chiaro: complici gli infortuni, che hanno decimato una rosa già non eccelsa, la benzina è finita. E adesso, con le due trasferte di Palermo e Cagliari la situazione potrebbe davvero precipitare. Il quarto posto inizia ad essere un obiettivo proibitivo: l’unica reale speranza è che chi è davanti inizi a rallentare un po’. La vedo dura, anche perchè iniziano ad essere in troppe.
Sulla Coppa Italia è già stato scritto tanto. Competizione antica, da almeno una decina di anni ha perso totalmente il suo appeal. Magari non saranno d’accordo i tifosi delle squadre che hanno vinto le ultime edizioni, ma tutto sommato credo che questo corrisponda al vero. Ogni nazione ha la sua coppa, appunto, nazionale. La nostra è di sicuro tra le più “sfigate”: spesso è vista come un fastidio e la si usa per mettere in campo le seconde linee, se non le terze. Il fatto è che vincerla non porta praticamente nessun beneficio
economico, ma magari un po’ più di fatica nelle gambe in vista degli incontri di campionato. La coppa, infatti, è di solito snobbata da tutte: grandi, medie, piccole. Se la vittoria equivalesse all’accesso in Champions League o almeno ad uno spareggio la musica cambierebbe, ma chi ce lo vuole un club che non “tira” a sentire quella musichetta? E’ anche un problema di “format”: le big entrano nel tabellone tardi, mentre in Inghilterra fin dai primissimi turni il Manchester United va a giocare nella più estrema periferia del calcio, per dire. E magari ci perde: fascino assicurato. Si parte con incontri ad eliminazione secca, ma la semifinale ha andata e ritorno, ed anche questa mica l’ho capita bene. Almeno la finale è in campo neutro. Ai vecchi tempi, la Coppa delle Coppe (bellissima, ne ho già parlato) dava un senso alla Coppa Italia, adesso si finisce nel calderone dell’Europa League, dove vanno cani e porci: le piazzate in campionato, le eliminate ai preliminari di Champions League e le terze nei gironi, chi ha punteggio nel fair play e, appunto, le vincitrici delle Coppe Nazionali. Porcata. Tutto questo per dire che però le belle e tirate partite di ieri hanno dato un po’ di lustro a questa competizione. Evviva.
I tifosi non lo volevano e alla fine non è arrivato. Come era successo anni fa con Stankovic, la Juventus rinuncia al possibile ingaggio di un giocatore dopo le proteste di chi ogni domenica va allo stadio. In realtà, credo che, oltre ai tifosi, Floro Flores non lo volesse davvero nemmeno la Juve stessa. Almeno a certe condizioni, intendo. Soprattutto considerando che sarebbe stata una soluzione temporanea e di livello mediocre. Nel reparto d’attacco attuale, va detto, l’ex dell’Udinese non avrebbe sfigurato, ma ai bianconeri di Torino in questo momento serve altro e se non arriva, beh, a questo punto meglio non fare niente. Il Genoa,
che si è aggiudicato Floro Flores pagherà subito un milione e mezzo con riscatto fissato a dieci. Ecco, Marotta qualche porcheria l’ha fatta, almeno questa se l’è risparmiata. Ed è proprio il caso di parlare di “risparmio”: perchè le casse bianconere sono quasi vuote e non è il caso di investire in giocatroi di secondo (o terzo) piano. Per questo, credo, anche la trattativa per Barzagli stenta a concretizzarsi, anche se un discreto centrale difensivo non farebbe certo male. Comunque, niente Floro Flores: in fin dei conti i suoi gol li può fare anche Martinez, sempre che non si rompa di nuovo. Girano però altri nomi: su tutti, quello di Luis Fabiano, che si potrebbe liberare dal Siviglia per una decina di milioni o poco più. Ecco, sarebbe già un’operazione che darebbe qualcosa in più all’attacco juventino. Anche se il brasiliano va per i trentuno, e questo non è certo cosa buona.
Mentre l’Inter è a giocarsi il titolo mondiale nella calda Abu Dhabi, il resto d’Italia gioca per la gloria interna. Scongiurato lo sciopero dei calciatori, oggi sono tre gli anticipi in programma: Palermo-Parma, Udinese-Fiorentina e Genoa-Napoli. Il Milan capolista gioca domani all’ora di pranzo contro il Bologna messo in mora, mentre il match clou del turno è senza dubbio quello che vede opposte Juventus e Lazio. Oggi Palermo-Parma vedrà la sfida tra due argentini appartenenti a diverse generazioni ma che stanno mettendo la
loro firma su questo campionato, cioè Pastore e Crespo, mentre Udinese-Fiorentina è un incontro tra due squadre partite in maniera disastrosa che ora stanno risalendo la classifica: punti alla mano, si tratta di uno scontro diretto. La partita serale tra Genoa e Napoli vede opposte due squadre dalle tifoserie gemellate che nel 2007 andarono in A a braccetto. In campo uno dei più grandi bomber del decennio che sta finendo , Toni, e uno che con ogni probabilità caratterizzerà il prossimo, ovvero Cavani. Sfida tra cannonieri anche in Bologna-Milan: Di Vaio contro Ibrahimovic, due che creano dipendenza alle rispettive squadre. I rossoblu, nonostante i noti problemi societari, stanno facendo bene, i rossoneri, invece, vogliono continuare ad aumentare il distacco sulle rivali, in particolare sull’Inter, sfruttando anche il Mondiale per club. Davvero interessante la partita di domani sera, infine: due squadre che fanno del gruppo la loro fortuna, Juventus e Lazio, si scontrano per capire davvero dove possono arrivare.
Difficile, ma non impossibile, che dopo questa giornata il Milan allunghi in classifica: nell’anticipo di stasera i rossoneri affrontano la Fiorentina in casa, squadra in ripresa, mentre l’Inter va a Verona per giocare contro il Chievo in una partita il cui esito può essere un “2″, nonostante i tanti infortuni che hanno colpito i nerazzurri. C’è chi parla di crisi, che chi parla di un prossimo esonero di Benitez, c’è anche chi ha
messo un panettone in prima pagina. Francamente tutto questo mi sembra eccessivo: l’Inter non sta andando male, sta andando peggio rispetto agli ultimi anni, ma prima o poi l’effetto-Calciopoli doveva finire e questo potrebbe essere l’anno buono, per le altre. In primis il Milan, già primo, però chissà: negli anni dopo il Mondiale vince sempre l’outsider, o comunque chi non vinceva da secoli. Benitez al panettone ci arriverà: paga il fatto di non essere Mourinho, ma nessuno lo è, come hanno già capito anche in Spagna, e paga, come già detto, una marea di infortuni, ma era la miglior scelta possibile. Non ha mai espresso un calcio spettacolare, ma Moratti lo sapeva ed in fondo, nemmeno con Mou c’era stato. Squadra solida e tanta corsa. Ok, l’Inter è meno compatta dell’anno passato ma, soprattutto, quest’anno ci sono anche le altre, tutto qua.
Siamo partiti proprio bene, sì. Gli errori arbitrali hanno già fatto scattare le prime polemiche e i presidenti ci vanno giù pesantemente: è di oggi lo sfogo di Zamparini, che ha definito l’Inter “la nuova Juventus”. A parte il fatto che da tifoso bianconero mi sento offeso, tutto questo deve far riflettere. C’è stata Calciopoli? Il mondo del pallone non doveva essere pulito? Ed invece no, si è sempre pronti a piangere quando il direttore di gara sbaglia contro di noi, ma non si dice nulla se lo fa a favore. Zamparini parla di quattro rigori ma,
forse, ce ne poteva stare uno. Forse. Pozzo, patron dell’Udinese, ha accusato l’arbitro per non aver ravvisato il fallo di Chiellini su Sanchez ad inizio gara. Fallo solare, in effett, con un rosso che avrebbe potuto indirizzare la gara su ben altri binari. Però poi ha parlato anche della gara contro l’Inter, dimenticandosi di un rigore nettissimo non fischiato ad Eto’o. E poi, la Fiorentina: è bastato piangere un po’ dopo due partite ed ecco un rigore regalato contro la Lazio. In questo caso nessun Della Valle che abbia protestato, mi pare. Ma forse, la Serie A ha semplicemente gli arbitri che si merita: squadre mediocri o comunque non ancora in forma, direttori di gara nelle stesse condizioni. Oppure di sinistra.
Sì, confermo. Sarà dura per tutti ma, in particolare, lo sarà per la mia Juventus. Se il buongiorno si vede dal mattino, anche questa stagione sarà una sofferenza continua per i tifosi bianconeri. Due partite con una sconfitta a Bari ed un sofferto pareggio casalingo contro la Sampdoria. E qualcosa mi diche che la prossima trasferta a Udine porterà solo sventura: l’Alexis sanchez visto contro l’Inter farà venire dei grandi mal di testa ai difensori juventini, me lo sento. Mettiamoci anche il “quasi-ex” di Natale ed il gioco, anzi la frittata, è fatta. Comunque, magari mi sbaglio. Tuttavia se Atene piange, Sparta non ride: la Fiorentina ha perso a
Lecce, seppur con i solite recriminazioni arbitrali (a proposito, per pareggiare contro la Samp la Juve ha avuto bisogno di due reti in fuorigioco), il Napoli si è fatto mettere sotto gran parte della partita contro il Bari, il Palermo è caduto a Brescia ed anche una buona squadra come il Genoa ne ha presi tre in casa dal Chievo, rimasto da solo in testa alla classifica. Per non parlare delle sconfitte del sabato sera patite da Roma e Milan. Dunque, si prospetta un campionato in cui ci sarà da soffrire per tutti ed io, da tifoso della Juventus, almeno parto avvantaggiato, perchè mi sono allenato in tal senso per tutto il 2009/10: ma questa nostra Via Crucis, davvero, sembra non finire mai.
In attesa dell’inizio del Mondiale, uno sguardo al calciomercato. La squadra che si sta muovendo di più (e giustamente dico io, visto che ne ha più bisogno) è la Juventus. Il nuovo corso è partito dall’alto e il mercato si sta indirizzando di conseguenza. Dalla rosa della scorsa stagione, pensata in tutto e per tutto per il
rombo, ad un gruppo di giocatori adatti al 4-4-2 di Delneri. Non sarà facile. Intanto la Juve ha preso Pepe: fino a qualche tempo fa ero dubbioso su questo giocatore, anche per la sua presenza in Nazionale. Però, effettivamente il nuovo esterno bianconero viene da due buone stagioni, non salta l’uomo come Camoranesi, vero, ma anche l’oriundo quando arrivò alla Juventus non era certo un top player: doveva fare la panchina a Zambrotta… L’altro esterno dovrebbe essere Krasic. Entrambi sono destri, ma questo sembra essere un dettaglio. Il serbo ricorderà ai nostalgici un altro biondo che ha scritto la storia recente della società bianconera: Nedved. In effetti la somiglianza c’è, la corsa, a quanto pare, anche. Krasic, però, ha meno gol nei piedi, ma non si può certo pretendere tutto. L’affare, però, non è ancora andato in porto, visto che adesso sembra ci sia la concorrenza di qualche club inglese e della solita Inter, tutte squadre con maggiore disponibilità economica. Però, insomma, la Juve si sta muovendo. Di esterni per costruire un 4-4-2 di livello ne mancano ancora un bel po’, però. Qualcuno partirà: sarebbe un peccato se a farlo fosse Diego, ideale per essere la classica seconda punta di Delneri. Beh, comunque ci sarebbe anche da pensare alla prima. Dzeko costa troppo, meglio volare più basso e tenere un po’ di soldi per il resto. E comunque io prenderei Schelotto del Cesena.
Il valzer delle panchine è decisamente iniziato. Partecipa ovviamente Leonardo, che se ne andrà alla fine del campionato, abbandonando il Milan per tornare in Brasile, lasciando il posto ad un ex milanista, come da tradizione: dovrebbe essere Galli, anche se la suggestione chiamata Van Basten è forte. Lascerà il suo po
sto anche Zaccheroni, già conscio del suo futuro al momento di accettare la panchina della Juventus: per la sua successione è ancora in pole position Benitez, anche se nelle ultime ore ci sono stati sviluppi in senso negativo. L’allenatore spagnolo, infatti, avrebbe chiesto una decina di giorni per decidere e la dirigenza bianconera non avrebbe gradito. Come soluzione Rafa sarebbe il top, l’alternativa si chiama Prandelli, anche se per lui c’è già un tappeto rosso che porta dritto alla panchina azzurra. Quindi la scelta juventina si complica, e non di poco: dopo un anno tremendo, serve una risposta forte. Che si può chiamare solamente Benitez o Prandelli. Valzer di panchine, dicevo: partecipa anche Guidolin che, dopo questa buona stagione alla guida del Parma con ogni probabilità andrà, o meglio tornerà, a Udine. Non lo farà, però, alle dipendenze di Pozzo, che, a quanto pare, dopo ben 23 anni di presidenza lascerà la società friulana per acquisire il pacchetto di maggioranza dell’Espanyol. D’altra parte la famiglia Pozzo da sempre ha interessi dalle parti di Barcelona. In Friuli si chiude un’epoca. Ah, a proposito di valzer, ballerà anche Mourinho? Magari sì, però al ritmo di… merengue.
Dopo aver vinto un derby azzeccando cambi “delicati”, Ranieri non è riuscito a fare lo stesso contro la Sampdoria. Dopo essere passata in vantaggio, la Roma non ha chiuso la partita ed ha subito la rimonta. L’ingresso di Taddei ha infatti aperto il casello sulla fascia sinistra dei genovesi, ed è da lì che è arrivata la sconfitta. Sampdoria in paradiso e Roma in quell’inferno chiamato secondo posto. Ranieri ha provato a vincerla: a conti fatti, uno o zero punti cambiava poco. L’Inter sarebbe rimasta davanti: con gli scontri diretti a favore, adesso i giallorossi devono vincerle tutte e sperare che i nerazzurri ne pareggino una. Basterebbe per il tricolore, ma considerando che i neraz
zurri si troveranno davanti Lazio, Chievo e Siena si capisce come le speranze della Roma siano ridotte al lumicino. La Samp, insomma, si è ripresa il quarto posto dopo che le era stato temporaneamente soffiato dal Palermo, mentre adesso, nonostante i tre punti ottenuti contro il Bari, deve dire addio alla Champions League la Juventus. Lo stesso vale per il Napoli, addirittura bloccato al San Paolo dal Cagliari. Le squadre che andranno in Europa si fermano qua: il Genoa si è fatto superare a domicilio dalla Lazio, che così è praticamente salva e potrebbe non rappresentare un grande ostacolo per l’Inter nella prossima giornata, figuriamoci col rischio di fare un grosso favore ai cugini giallorossi… La Fiorentina, poi, sempre più alle prese con uno spogliatoio in ebollizione, si è arresa mestamente al Chievo. A proposito di toscane, il Livorno saluta la A ed è quasi in B anche il Siena, caduto a Udine. Vittoria vitale per il Bologna, infine, che batte il Parma nel derby emiliano e scaccia l’incubo della retrocessione: per l’Atalanta l’aggancio ai rossoblu sembra pura utopia.
(* ringrazio Lorenzo Mantelli per il titolo)
