Che io simpatizzi per l’Uruguay non è un mistero, fin dai tempi delle merendine. Ho da sempre un debole per le nobli decadute e sono contento che questa nazionale si stia facendo valere in questo Mondiale. Manifestazione che perde dopo i gironi la squadra ospitante, ma che almeno è riuscito a darci la soddisfazione di vedere quell’Armata Brancaleone chiamata Francia ancora sconfitta. Chiedo scusa all’Armata
Brancaleone, sia chiaro. Non che l’italia stia facendo faville, ma ci si accontenta di queste piccole cose… A proposito di piccole cose, sarebbero bastati degli accorgimenti minimi alla Nigeria per superare la fase a gironi, come per esempio mettere tra i pali un portiere, oppure spingere sempre tra i pali, ma quelli avversari, il pallone. Ma si vede che non era destino per le africane. Il destino sembra invece dire Argentina. Certo, anche quando mette in campo le riserve Maradona può comunque schierare una squadra da paura, però il Pibe de oro si sta dimostrando un buon tecnico, o almeno è uno di quelli che non peggiora le squadre. Non sembra essere, diciamo, un Domenech. E’ un istrione, le sue conferenze stampa non sono mai banali, ha un intero paese che pende dalle sue labbra e i giocatori lo venerando come un dio, lui che di divino almeno una cosa ce l’ha, la mano. Ok, due, perchè ci metto anche il piede sinistro. Come quello di Messi: se inizia a fare gol anche lui, per il Mondiale sarà meglio ripassare nel 2014.
Peccato per la Corea del Nord, così arcigna contro il Brasile, così molle contro il Portogallo. Questo 7-0 è veramente un risultato d’altri tempi. Facendo un po’ di umorismo nero, fossi uno dei 23 (o forse meno) giocatori nordcoreani mi preoccuperei seriamente. Questo risultato, comunque, mi ha reso contento per un motivo, cioè per la doppietta di Tiago, giocatore in cui ho creduto a tratti (tipo dieci partite in due anni e mezzo). Non sono felice perchè potrà rientrare alla base per dimostrare il suo valore, ma perchè que
sta doppietta potrebbe invogliare qualche squadra a prenderlo. Altro girone, altra corsa. Il Cile continua a fare bene, anzi benissimo, e stende quella discreta nazionale che è la Svizzera. I sudamericani vedono gli ottavi, ma anche gli elvetici ci credono, visto che affronteranno nell’ultima partita l’Honduras, che è davvero poca cosa. La Spagna ha fatto la sua partita ed ha superato Suazo e compagni con disinvoltura, rilanciandosi in ottica qualificazione. Il girone potrebbe vedere alla fine tre squadre a sei punti se le Furie Rosse batteranno il Cile e la Svizzera l’Honduras. Insomma, nel nostro raggruppamento la seconda potrebbe anche passare con tre punti, qua invece la terza potrebbe andare fuori con sei. Non ci sarebbe davvero meritocrazia.
Per me il rigore su De Rossi c’era. Dunque, errori arbitrali alla mano, possiamo recriminare qualcosa. Ma d’altra parte la terna, anzi quaterna arbitrale arrivava dal terzo mondo del calcio. Eh vabbè, inconvenienti che ci possono stare e che, in ogni caso, non giustificano il pareggio contro la Nuova Zelanda, anche lei arrivata direttamente dal terzo mondo, sempre calcistico. Non sono nemmeno tutti professionisti gli All Whites, eppure non siamo stati capaci di andare oltre il pareggio. Andando ovviamente in svantaggio, in quella che
sembra poter diventare una brutta abitudine. Il nostro Mondiale è già a rischio: non sono mai stato ottimista sulle nostre possibilità, ma che fossimo così molli non lo pensavo davvero. Non c’è nessuno che salta l’uomo, non c’è nessun fuoriclasse, si sapeva, ok. Ma che nessuno corresse e/o avesse un barlume di idea andava oltre ogni nefasta previsione. Lippi ha le idee confuse, anche se dice di no: vero, il compito dell’allenatore consiste nel variare modulo e uomini, ma se fai tre cambi dopo nemmeno un’ora e cambi schema ogni venti minuti, allora qualcosa c’è che non va. Il calcio è una ruota che gira: quattro anni fa girò dalla nostra parte e tutti giocarono il miglior torneo della loro vita. Stavolta vincerà qualcun altro. Magari l’Olanda, visto che potrebbe avere un ottavo decisamente abbordabile. Sempre se passiamo noi.
Prego, si accomodi. Gradisce un thè, dei pasticcini? Mancava questo dialogo, poi la scena sarebbe stata perfetta. Sto parlando del gol di Rommedahl: spiega benissimo perchè le squadre africane non faranno mai molto in un Mondiale. Almeno, non si può dire che sia stata una brutta partita. Quando ci sono tanti errori, facilmente viene fuori una bella partita. Lungi da me l’esaltare i brutti 0-0, da qualcuno ritenuti partite
perfette. Ci vorrebbe la via di mezzo… Anche la giornata di ieri, comunque, ha alimentato i dubbi che il temuto Jabulani sia tale non per sentito dire, ma perchè davvero stiamo parlando di una terribile minaccia. Non voglio credere che certe papere siano al 100% da attribuire ai portieri: sarebbe davvero preoccupante. qualcuno scarso c’è, è indubbio, e tra di loro c’è Kingson, quello del Ghana, altri possono dare un po’ di colpa al pallone. La traiettoria che ha trafitto il portiere del Giappone, per dire, non mi è sembrata “regolare”. Fatto sta che l’Olanda vince non giocando bene, e questo è un ottimo segnale. In ogni competizione si arriva in fondo se anche nei momenti non brillanti si riesce ad ottenere qualcosa di buono, e gli orange lo stanno facendo. Tra le grandi che arrancano, almeno l’Olanda fa punti, e non è poco. Oggi tocca all’Italia: facciamo come loro. Se poi c’è anche il bel gioco, meglio. Ah, e comunque Anelka un po’ di ragione ce l’ha.
Capello non è mai stato un allenatore che ha basato le sue fortune sul calcio spettacolo. Ha vinto molto, ma solo alla guida di squadre attrezzate per vincere. L’Inghilterra che si è presentata a questo Mondiale era partita tra le favorite, anche se a dire il vero come selezione non si discosta molto dalle versioni 2006 e 2008… Comunque, quella vista ieri sera contro l’Algeria è stata un’Inghilterra pessima, addirittura terrificante
per mancanza di gioco e lentezza dell’azione. Il pareggio contro gli Stati Uniti non era un caso, e sembra oro colato dopo la prestazione degli americani contro la Slovenia, veloce e pieno di spettacolo. Questa Inghilterra è davvero da rivedere, di sicuro avere quella statua di Heskey lassù non aiuta, ma in generale gli uomini di Capello giocano peggio della Juventus 2009/10. Gioca bene, come ho già detto, la nazionale Usa, ma lo fa anche la Slovenia, per me la vera rivelazione di questo Mondiale. Questo girone si sta rivelando più complesso del previsto e potrebbe riservare qualche gustosa sorpresa. L’ha fatto di sicuro la prima partita di ieri, che ha visto la Serbia domare quella Germania che aveva impressionato tutti all’esordio contro l’Australia. Sempre che si trattasse della stessa squadra, perchè non sembrava proprio… Unica nota stonata nello splendido pomeriggio serbo, un altro rigore per un assurdo fallo di mano. Ma lo sanno che non è il Mondiale di volley, vero?
Una squadra africana non vincerà mai un Mondiale. Non che mi aspettassi che fosse le Nigeria a farlo nel 2010, per carità. Però mi se,bra che le nazionali del continente nero stentino a decollare. La Nigeria che ci stava eliminando nel 1994 pareva avviata verso un futuro radioso, terminato però appena due anni dopo alle Olimpiadi. Da lì in poi, il nulla. Certo, ogni rappresentativa ha le sue star, per il resto, però, c’è voglia di fare
e poco altro, e ci sono limiti spaventosi. Prendiamo Enyeama, splendido per tutta la partita, ma capace di quella nefandezza che ha consentito alla Grecia di vincere. Comunque, finalmente sprazzi di Grecia. Era l’ora. Argentina a fiumi, invece. Confesso, non ho visto la partita, ma il tabellino sta a testimoniare che sì, si può anche tenere in panchina uno come Milito: Higuain è un cavallo di razza che il Real Madrid deve tenersi stretto. Per vincere non ha bisogno di Rooney, meglio che si rafforzi altrove. Mourinho non è un pirla, questa cosa la sa già. Infine, la conferma che io di calcio non ci capisco nulla: avevo pronosticato un buon Mondiale per la Francia (mi era balenata addirittura l’idea di andare a scommettere), che però è già quasi fuori dopo un pareggio scialbo con l’Uruguay e una sonora sconfitta patita dal Messico. Segno, forse, che il 2-1 ai nostri danni in amichevole non era un caso, o che forse non era tutta colpa nostra.
Dopo la bella prestazione offerta dalla Corea del Nord, ecco subito la vera prima sorpresa del Mondiale: la sconfitta della Spagna contro la Svizzera. Ok, gli elvetici sono tutt’altro che una squadra scarsa, però gli uomini di Del Bosque sono partiti per il Sudafrica da grandi favoriti. Niente è perduto, sia chiaro, ma partire così non aiuta di certo. Come partita, non si può dire che la Spagna non abbia tenuto in mano il pallino del gioco. Però nel gioco del calcio l’obiettivo è segnare e per farlo c’è bisogno di tirare in porta. Sembrava di
vedere Barcelona-Inter, con la differenza che la squadra che si difendeva ha anche segnato. In maniera piuttosto rocambolesca, ma l’ha fatto. Il Dna è quello: troppi passaggi in orizzontale non portano a nulla se la difesa è ben schierata e se il cross al centro non rientra tra le variabili d’attacco per la pochezza nel gioco aereo. La Spagna può ancora vincerlo questo mondiale, ma deve alzare i ritmi. Può arrivare lontano anche l’Uruguay, squadra che guardo con simpatia fin da quando con i punti delle merendine presi la sua maglia in occasione di Usa 94 (a cui poi non si qualifico, ma vabbè). Bel Cile, anche, che manda a segno un haitiano. E’ la globalizzazione, bellezza.
North Corea, of course. Questa squadra farò zero punti, dopo aver retto più di un tempo contro il Brasile crollerà miseramente davanti a Portogallo e Costa d’Avorio, me lo sento. Però mi ha fatto sognare, questa Corea del Nord. Nessuno sapeva nulla di questa formazione, nemmeno i nordcoreani, presumo. La differita con cui fanno vedere la partita da quelle parti potrebbe anche aver permesso alla regia di tagliare i gol di Maicon e Elano, chissà.
Scherzi di cattivo gusto a parte, il calcio è bello per questo: undici carneadi vestiti con le maglie da calcetto della Legea (della Legea!) che tengono testa alla Nazionale più blasonata del mondo infarcita di campioni strapagati. In quale altro sport potrebbe succedere? In nessuno, ve lo dico io. Ah, nota tecnica: bravissimo Maicon, ma l’errore è del portiere. Detto ciò, squadra simpatia a parte e ottime figure da parte di entrambe le Coree, stiamo assistendo al Mondiale più brutto si sempre. Considerando le papere dei portieri, ma non solo: pochi gol, ancora più rare le partite gradevoli. Il Portogallo, nonostante i suoi abili palleggiatori, si è ben guardato dal dare spettacolo, soffocato dalla fisicità della Costa d’Avorio. Almeno è arrivata la buona notizia per l’Italia, ovvero il pareggio tra Slovacchia e Nuova Zelanda. Il primo posto è sempre più possibile, nonostante l’infortunio di Buffon, che starà fuori fino agli ottavi.
Il vero melting pot non va ricercato nelle strade di Brooklyn, ma, forse, nella formazione della Germania vista ieri sera. L’integrazione è lì: di tedeschi come quelli di un tempo, di quelli alti e biondi, di quelli che vengono in vacanza in italia con ai piedi orripilanti calzini bianchi e sandali, ce ne saranno un paio, forse. Per il resto, tanti figli di immigrati, o naturalizzati. E la miscela funziona benissimo, a quanto pare. Il campo ha detto la sua: la Germania non sarà la favorita di questo Mondiale, però gioca un calcio piacevolissimo, con grande
velocità e ottime combinazioni. Podolski e Klose, polacchi, Cacau, brasiliano da anni in Germania, e poi Muller, cognome tedesco al 100%, cognome che riporta la memoria dei tifosi teutonici ad antichi fasti. La sintesi della “novelle vague” tedesca è in questi nomi. La società da quelle parti è sicuramente più multietnica che da noi, o semplicemente c’è più integrazione, chissà. Noi ci siamo limitati all’oriundo Camoranesi: ci poteva essere Balotelli, ma come sappiamo tutti i Mondiali li sta vedendo in tv. Le altre partite di ieri sono state tutt’altro che memorabili e ci lasciano una certezza: che ci sono portieri scarsi in giro per il mondo. Senza tirare in ballo il pallone. Sono scarsi e basta. Infine, uno sguardo alla B: torna in A il Brescia, peccato per il Torino, e lo dico da juventino. Giocare un derby fa sempre piacere.
Ieri lo show si è visto più in panchina che in campo. Maradona, superbo giocatore, non avrà la stessa stoffa da allenatore, ma almeno è pittoresco. Una parola per tutti, una protesta continua, così improbabile con il completo da far quasi tenerezza. I suoi tifosi lo adorano, ci mancherebbe, lui lo sa e ci gioca un po’. Cosa ci ha detto il campo? Innanzitutto che la Corea del Sud è una squadra in grado di mettere in crisi chiunque,
soprattutto una formazione lenta e senza idee come la Grecia versione 2010. Certo, non che quella campione d’Europa nel 2004 esprimesse calcio-champagne, ma almeno era solida e si affidava alle capocciate di un Charisteas mai tornato su quei livelli. L’Argentina, dicevo. L’albiceleste ha un attacco atomico, ma a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato Heinze, un difensore. Polveri bagnate che potevano portare ad un pareggio, se le punte nigeriane fossero state degne di questo nome. Comunque, rosa alla mano, l’Argentina è tra le favorite. Rosa alla mano lo sarebbe anche l’Inghilterra, soprattutto considerando l’allenatore. Che però ha a che fare con due problemi non da poco: il portiere ed un degno partner di Rooney. Heskey ha sempre segnato poco: come se l’Italia avesse portato, che ne so, Plasmati. Ok, non che la realtà sia molto diversa… Comunque, Heskey è uno che vorrei con me in una gara di tiro alla fune, ma se dovessi scegliere uno con cui fare coppia in attacco, mi sa che cercherei altrove. Per quanto riguarda l’annoso problema del portiere, l’Inghilterrà si trova a rimpiangere “Calamity” James. E non serve dire altro.
