In realtà, nessuna sorpresa

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Vero, ammetto. Sono stato un po’ distratto. Perciò mi sento in dovere di farvi partecipe di un’idea che condivido. Il direttore del Guerin Sportivo, Marani, ha scritto nel numero uscito martedì che è erroneo considerare Parma e Bari le sorprese del campionato. Se sono così in alto non è per un caso, ma perchè stanno sfruttando un progetto che si sta rivelando fruttifero. La sorpresa, semmai, sta nel fatto che diverse società con più risorse non siano state capaci di fare lo stesso, aggiungo io. In effetti la tesi di Marani è più che condivisibile: soprattutto a Bari, modesto parere, stanno facendo un capolavoro. Dopo essere stata sedotta e abbandonata da Barton, la Bari (e non il Bari) è rimasta alla famiglia Matarrese. E’rimasto però anche Perinetti, dirigente capace che, una volta digerito il divorzio da Conte, ha affidato la squadra ad un tecnico che nella sua recente esperienza al Pisa aveva fatto giocare i toscani esattamente come aveva fatto Conte: quasi con un 4-2-4. Qualche buon acquisto ed il gioco era fatto: d’altra parte, certi club di B sono meglio, già in partenza, di alcune squadre di A, se poi azzecchi gli innesti giusti… Stessa musica a Parma, dove sono arrivati diversi giovani di talento, qualche vecchietto ancora arzillo e anche qualcuno in cerca di rilancio. A qualcuno un tempo mancava l’amalgama? In Emilia pare ne abbiano in abbondanza. Lungimiranza, ecco cosa ci vuole per far bene.

Juve e Milan ci sperano un po di più

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Dato già per morto, il campionato dà invece ancora segnali di vita. Il vantaggio dell’Inter è ovviamente ancora consistente, ma se prima si trattava di sette punti, adesso sono “solo” cinque. La vetta della classifica, tra l’altro, sta assumendo una fisionomia da pronostico con i nerazzurri primi e a seguire Juventus, Milan e Fiorentina. Pecora nera la Roma, ancora attardata e lontana dalla zona-coppe. La squadra è comunque di valore ed infatti capace di andare a Milano e imporre il pareggio alla capolista, andando anche in vantaggio. L’Inter, dunque, si può fermare e, a quanto pare, se vince in Europa magari fa un mezzo passo falso in Italia. Certo, non che le inseguitrici regalino grandi certezze: la Juve, nonostante i cinque gol segnati a Bergamo, è riuscita a complicarsi per due volte la vita subendo gol evitabilissimi, ed il Milan, in vantaggio di due reti, ha sofferto troppo dopo la segnatura (più che rocambolesca) della Lazio, che ha pressato fino al triplice fischio dell’arbitro. Quarta piazza per la Fiorentina, che passa a Udine grazie ad una punizione leggermente deviata di Vargas, mentre in zona Europa League stazionano adesso le genovesi: per la Samp, tuttavia, c’è stata la terza sconfitta consecutiva, il Genoa, invece, ha superato il derelitto Siena a Marassi. Bene, benissimo anche Parma, Cagliari e Bari, ormai delle piacevoli realtà del campionato. Che tra l’altro adesso si ferma per dare spazio alla Nazionale, in cui hanno trovato spazio elementi più che improbabili. Uno su tutti? Palladino. Inspiegabile.

C’è mediocrità generale?

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Siamo appena all’undicesima giornata, quindi a nemmeno un terzo del campionato, troppo presto, dunque, per certe valutazioni. Tuttavia, per molti anni uno dei limiti della Serie A, secondo molti addetti ai lavori, è stata la presenza di un divario evidente tra le “grandi” e le altre. Ecco, in questo campionato non è così. O meglio, c’è una squadra schiacciasassi come l’Inter che doimina la classifica con un pesantissimo +7 sulle seconde, per il resto c’è grande equilibrio. Tutti possono perdere con chiunque. La sorpresa di giornata, cioè il colpaccio esterno in rimonta del Napoli a Torino ne è il chiaro segnale. Il Milan sta faticando e ancora adesso ha davanti la Sampdoria, dietro ha ad un passo la Fiorentina e a due Napoli, Genoa e Parma. Le romane, poi, arrancano dietro in posizioni di classifica che non dovrebbero occupare, almeno in teoria. E’ un buon segno? Questo vuol dire maggiore competitività? Non so, forse vuol semplicemente dire mediocrità generale. Comunque sia, tra poco i veri valori verranno fuori e le distanze aumenteranno, è fisiologico, e magari l’Inter incapperà, come ha detto Mourinho, in un periodo poco felice. In generale il gioco latita, le difese sono allegre, nessun tecnico inventa nulla, non c’è nessun giovane in rampa di lancio. Non per essere disfattisti, ma ora come ora il campionato è sì livellato, ma in maniera preoccupante verso il basso.

Imprevisti scontri diretti

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Questa undicesima giornata offre diverse partite che, vista la classifica, potrebbero essere considerati scontri diretti. Partiamo dall’anticipo serale tra Milan e Parma: adesso al quarto posto, obiettivo minimo dei rossoneri, ci sono proprio i parmensi. I rossoneri, dunque, puntano decisi alla zona Champions. Da quelle parti, appena un po’ più giù, ci sono anche Palermo e Genoa, che chiudono la giornata affrontandosi in una partita dall’esito imprevedibile, considerando le caratteristiche delle due squadre: votato sempre e comunque al bel gioco il Genoa, capace di clamorosi alti e bassi il Palermo, come si è visto nel recente incontro con l’Inter. L’attuale terza in classifica Sampdoria, poi, ospita il Bari, che è nella parte sinistra della classifica. Si prospetta una bella partita tra due autentiche sorprese del campionato. Il match clou della giornata, tuttavia, è Juventus-Napoli. Si tratta di due squadre che stanno attraversando un buon periodo, con i bianconeri finalmente vincenti con gioco e i partenopei che forse hanno trovato in Mazzarri la loro guida giusta. La Juve punta ad avvicinare l’Inter, il Napoli ad arrivare il più presto possibile in una posizione di classifica adatta alle ambizioni estive. La cpolista Inter? Per lei impegno sulla carta abbordabilissimo, cioè trasferta a Livorno, ma se la cura-Cosmi dovesse continuare a far effetto…Diventano scontri diretti anche un paio di partite “insospettabili” come Roma-Bologna e Siena-Lazio. I giallorossi sono di nuovo in crisi nera, i biancocelesti hanno la media di un punto a partita e sono stati contestati dai loro tifosi. Entrambe le romane, con l’acqua alla gola, non possono davvero sbagliare.

Chi sale, chi scende

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Non che ci fossero realmente dei dubbi sul fatto che fosse la Juve la sola possibile anti-Inter. Però almeno stavolta lo ha dimostrato e lo ha fatto in maniera netta e decisa contro una squadra che fino a ieri la precedeva in classifica. D’altra parte prima o poi i bianconeri dovevano iniziare a giocare e a correre: la mini crisi in cui erano incappati era destinata a finire. Ora come ora, con Marchisio e Del Piero fuori e con Sissoko recuperato, è questo, cioè il 4-2-3-1, il modulo giusto per la Juve. Camoranesi-Diego-Giovinco a sfogare la loro tecnica e Amauri o Trezeguetsi liberi di fare quello per cui sono nati, cioè la prima punta da area di rigore. Se la Juve è la nota lieta di questa giornata, brutte prestazioni per Fiorentina e Roma. I viola stanno buttando via il buon inizio di stagione e non sembrano capaci di reggere tre punte di ruolo, mentre i giallorossi, alla terza sconfitta consecutiva, continuano a denunciare i limiti di una rosa corta e di una condizione psico-fisica approssimativa. Non si spiegano in altro modo due gol subiti in fotocopia e un attacco, soprattutto Vucinic, che non sa più pungere. Butta via due punti il Milan, che si fa rimontare per la legge del contrappasso a Napoli, dove finisce 2-2 grazie a due reti in piena zona-Mazzarri. E così, in zona Champions, invece dei rossoneri, ci arriva il Parma, nemmeno fossimo negli anni ‘90…

Mazzarri cerca la tripletta

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Giusto il tempo di metabolizzare la nona giornata ed eccoci già in attesa della decima. Questo è un turno di sicuro interesse, viste le partite in programma. La classifica dice che il match clou è Juventus-Sampdoria: i doriani sono avanti di due punti, dunque i bianconeri punatno al sorpasso e alla conquista del secondo punto. Juve-Samp di solito avrebbe come pronostico un 1 fisso, stavolta non è così, perché gli uomini di Del Neri sono la sorpresa di questo inizio di stagione, mentre Ferrara ancora non è riuscito a dare un gioco alla squadra, che oltretutto è già in affanno dal punto di vista fisico. Molto interessante anche la partita che mette di fronte, domani sera, Inter e Palermo, cioè la prima e la quarta della classifica. Per i nerazzurri potrebbe essere un’altra occasione per allungare in vetta, ma i siciliani si sono ripresi dopo un inizio da dimenticare e alla loro guida c’è Zenga, un ex interista che avrà voglia di farsi notare: in fondo la panchina ora di Mourinho è il suo obiettivo futuro… Questa giornata offre anche Genoa-Fiorentina. I genovesi sono in crisi, i toscani hanno perso l’ultima in casa col Napoli, entrambe di solito praticano un bel calcio: partita da 1×2 e molti gol. C’è anche una classica di fine anni 80. Al San Paolo, infatti, Il Napoli ospita il Milan esaltato dalle recenti vittorie in rimonta con Roma e Chievo e dall’impresa del Bernabeu. Mazzarri ha raccolto due vittorie su due, riuscirà a centrare la tripletta? Partita importante, poi, vista la posizione in classifica, quella che mette di fronte Parma e Bari, due tra le più belle rivelazioni del campionato: entrambe, infatti, sono nella parte alta della classifica, a ridosso della zona Europa League.

Questa Samp fa sul serio

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Complimenti davvero alla Sampdoria, sul serio. Può davvero ripetere il campionato del Genoa dell’anno scorso? Forse sì: in fondo, quando Del Neri ha potuto applicare il suo 4-4-2 come voleva, ha sempre fatto bene. In più la Samp ha il valore aggiunto Cassano, Pazzini versione 2009 finalmente goleador e qualche giocatore che pare aver azzeccato la stagione della vita: uno su tutti, Mannini. I doriani sarebbero in testa alla classifica se non ci fosse l’Inter, zoppicante in Europa ma dal passo sicuro in Italia. C’è da dire che Atzori ci ha messo del suo, schierando una squadra arrendevole ed incapace di creare pericoli nella prima parte del match, e ci ha messo del suo anche Campagnolo, che ha fatto finire in rete un cross di Muntari troppo lungo per Eto’o… Poi, certo, l’Inter ha gli uomini per chiudere ogni partita: e così, ecco anche la perla di Sneijder su punizione (anche qua Campagnolo non eccezionale). Insomma, Inter forte, brava, ma anche fortunata. Già la scorsa settimana aveva sbloccato il risultato a Genova grazie ad un’autorete, ieri l’errore del portiere del Catania. Oggi la Juventus, con tutto il rispetto per la Samp la rivale più accreditata, prova a rispondere: la vittoria a Siena è davvero obbligatoria, se non vuole veder davvero scappare l’Inter.

Spicca Fiorentina-Napoli

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Dopo i fasti dell’ottava giornata, in cui abbondavano le partite di cartello, questo turno è, diciamo, più “ordinario”. Apre alle 18 Sampdoria-Bologna: da una parte una squadra che è partita benissimo e che frequenta i piani alti, dall’altra una compagine che ha già cambiato la sua guida. Si tratta infatti, dopo l’esonero di Papadopulo, dell’esordio di Colomba sulla panchina del Bologna. Ricorderà poi il suo esordio su una panchina, ma su quella dell’Inter, Mourinho. Poco più di un anno fa, infatti, proprio contro il Catania, di scena stasera a San Siro, iniziava la sua avventura nerazzurra. L’Inter è già in fuga: gli etnei non dovrebbero rappresentare un grande ostacolo, nonostante il mezzo passo falso nerazzurro in Champions League. Vorrebbe invece ricominciare a correre come a inizio stagione la Juventus, che dopo il cambio di modulo col Maccabi si presenta a Siena ancora col 4-2-3-1. Esordisce in panchina anche Cosmi, che torna in Serie A alla guida del Livorno: per lui difficilissima trasferta contro la Roma. Il match clou di giornata può essere Fiorentina-Napoli: i viola sono in gran forma, ma potrebbero essere stanchi dopo l’impegno europeo, i partenopei hanno centrato la vittoria dopo un lungo digiuno e vorranno ripetersi. Davvero difficile fare un pronostico: partita da 1X2, esattamente come Palermo-Udinese, match che promette una vendemmia di gol. Chiude la giornata il Milan, di scena a Verona col Chievo. I clivensi non sono il Real Madrid: riusciranno i rossoneri a trovare i giusti stimoli per superarli?

Inter già sola in testa?

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La risposta al quesito posta nell’intervento precedente è ovviamente no. La Samp non è grande, almeno nel senso comune del termine, ma può comunque fare un grande campionato. Certo, la prima vera prova di maturità è stata miseramente fallita, ma contro una Fiorentina vogliosa di riscatto e forte di una crescente affinità tra Gilardino e Jovetic e con un Vargas da Formula 1 sulla fascia ci può stare. Chi invece dovrebbe essere grande e non lo dimostra è il Milan. Ok, non era Champions League e magari in trasferta quella musichetta non si può mettere, però dopo la sofferta vittoria col Bologna ecco un’altra brutta prestazione, condita però da una sconfitta. Nemmeno a dirlo, ancora a segno l’indiavolato Di Natale. Senza idee, l’intera squadra del Milan ha fatto intendere a chiare lettere che Ronaldinho non è il problema, casomai uno dei tanti. Bene, benissimo l’Inter, che in pratica si sbarazza del Napoli in una manciata di minuti: troppo arrendevoli i partenopei, troppo forte la squadra di Mourinho (che era in tribuna). Eccezionale il rendimento della coppia Milito-Eto’o, ed ha segno anche Lucio, un difensore che in zona gol si farà sentire parecchio. Occhio a Donadoni, o meglio alla sua panchina, incandescente. Stasera tocca alla Juve: se i bianconeri vincono vanno da soli in vetta, se pareggiano eccoli a braccetto con l’Inter. In caso di sconfitta, i nerazzurri sarebbero già in testa al gruppo, da soli.

Samp, sei davvero grande?

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Eccoci di nuovo a parlare di campionato. Eh sì, perché è in programma un turno infrasettimanale ricco di partite interessanti. Spalmato su due giorni, domani sera c’è Genoa-Juventus, tutte le altre si giocano oggi alle 20.45. Tra i match sicuramente più interessanti c’è quello che a San Siro mette di fronte i padroni di casa dell’Inter e il Napoli. I partenopei sono partiti maluccio: uscissero con le ossa rotte da San Siro il presidente De laurentis potrebbe fare un bel bilancio dopo cinque anzichè sette giornate… Un’altra partita gustosa è quella che mette di fronte la Sampdoria capolista e la Fiorentina. Per i blucerchiati la prova del nove: tutto sommato il loro calendario finora è stato piuttosto benevolo, per i viola, invece, è l’occasione per il riscatto. L’altra genovese, il Genoa, ospita la Juventus nel posticipo di giornata. I bianconeri sono a punteggio pieno, ma nelle ultime partite Buffon è stato il loro miglior elemento, i rossoblu, invece, sono caduti contro il Chievo dopo un inizio col turbo. Senza dubbio una partita da 1X2: se la Juve riuscisse a uscire con tre punti da Marassi (terza trasferta “di lusso” su tre, dopo le due di Roma), darebbe un forte segnale alle rivali. Tra cui c’è il Milan, non eccezionale comunque in questo inizio di campionato. I rossoneri vanno a Udine per cercare i tre punti, sperando di ottenerli con meno patemi rispetto alla sfida col Bologna. Interessante poi la sfida tra Palermo e Roma, una partita che doveva essere da scudetto secondo i sogni di Zenga (occhi anche alla sua panchina) e le possibilità dei giallorossi, ma che ora, invece, per le due rappresenta già un crocevia fondamentale per una stagione appena decente.