Ma davvero, ma che bel campionato che sta diventando questa Serie A. Ok, lo spettacolo ancora latita per larghi tratti, però almeno non c’è una fine già scritta a più di dieci giornate dalla fine. Per adesso, solo un verdetto sembra inappellabile, ovvero quello che vede il Siena in B. Per il resto, la situaizone è piuttosto fluida: le partite di ieri, ad esempio, hanno rilanciato in grande stile il Catania e fatto rientrare nei ranghi il
Bari, fino a pochi turni fa una delle realtà più belle del campionato ma che all’ombra dell’Etna ha preso quattro dolorosissimi schiaffoni. Il Catania mette fieno nella cascina della salvezza? Anche la Lazio fa qualcosa, anche se le rimane l’amaro in bocca per il gol preso nel finale ad opera di Keirrison. Siviglia fa un gol che se lo fa Totti se ne parla un mese, i biancocelesti sognano tre punti d’oro, poi il brasiliano che aveva dimenticato come si segna trova il guizzo. Un punto a testa che non fa felice nessuno, ma tant’è. Romani ancora contestati ed invischiati ancora di più nella melma della zona-B. Il campionato è imprevedibile: una squadra come la Fiorentina è decima ed agganciabile pure dal Chievo. Davanti corrono Sampdoria, Palermo e Cagliari e dietro, insieme alla Lazio, arranca anche l’Udinese.
Pochi turni fa la classifica odierna sarebbe sembrata fantascienza ed invece è tutto vero. Ok, l’Inter è ancora lassù da sola, di punti di vantaggio ce ne sono ma il campionato può essere considerato ufficialmente riaperto. I nerazzurri non vincono più e a forza di pareggi si sono fatti avvicinare dalle inseguitrici. Gongola la Roma, seconda e con velleità da scudetto pienamente legittime: superato all’Olimpico il Catania, l’Inter è a 5 punti. Se il Milan dovesse vincere la partita che deve recuperare, però, al secondo posto salirebbero i
rossoneri, che dunque sono virtualmente a -4 dai cugini nerazzurri. La corsa al quarto posto, nel frattempo, si infiamma: la Juventus di Zaccheroni adesso riesce a vincere partite che un mese fa avrebbe perso, il Napoli sembra in leggera flessione ma è lì a un punto dai bianconeri, che ora sono quarti, il Palermo è in grande spolvero, la Sampdoria è una squadra tosta in grado di mettere in difficoltà chiunque, il Cagliari è una sorpresa che non smette di stupire e il Genoa è sempre in grado di vincere e giocare bene, soprattutto in casa. Un po’ più attardata la Fiorentina, che ha superato il Livorno con qualche patema dopo la beffa subita a Monaco. Insomma, il campionato è più vivo che mai. Nel frattempo, scorrendo la classifica, ecco la crisi profonda di due squadre non abituate ad avere l’acqua alla gola: la Lazio e l’Udinese, che prova a correre ai ripari richiamando in panchina Marino, esonerato poco tempo fa.
Tutti gli occhi, in questa 22° giornata, saranno puntati sul posticipo, che vedrà opposte Juventus e Lazio. Sarà l’esordio sulla panchina bianconera di Zaccheroni, chiamato a sostituire Ferrara. Un tempo la Juve faceva notizia se perdeva, oggi la farebbe se vincesse, una volta tanto. Ciro non era l’unico colpevole, ma la sua sorte era segnata da tempo, Zac traghetterà la squadra fino a giugno, poi, salvo clamorose sorprese, lascerà il posto a qualcun altro. Tr
a l’altro, per la serie “corsi e ricorsi storici”, Zaccheroni ha già allenato la Lazio, anzi, c’era lui il 5 maggio 2002 quando l’Inter cadde a Roma e regalò lo scudetto più bello alla Juve. La partita tra i bianconeri e la Lazio non sarà l’unico match da seguire: il Napoli da corsa di Mazzarri attende al San Paolo il Genoa nell’anticipo serale. Il gemellaggio tra le due tifoserie è più che noto ed ebbe la sua sublimazione nel pareggio che portò entrambe le squadre in A nel 2006/07. Stavolta l’amicizia tra i tifosi non entrerà nelle variabili del risultato: i partenopei vogliono altri punti per la Champions ed il Genoa, a -6 lunghezze dal Napoli, è, tutto sommato, una diretta concorrente. Le prime tre in classifica avranno invece impegni nettamente più abbordabili. L’Inter, che arriva da due sfide vinte contro i rivali storici Milan e Juventus, va a Parma, ospite di una squadra che era partita a razzo e che adesso sembra essersi un po’ sgonfiata. Il Milan invece, aspetta a San Siro il Livorno, reduce dalla telenovela-Cosmi: per i rossoneri i tre punti sono decisamente alla portata. La classifica dice lo stesso anche per la Roma, che ospita il Siena: insomma, per la Juve sarebbe proprio il caso di vincerne una.
E’ sempre bello quando ci si prepara ad una grande partita senza nessuna tensione, senza l’ombra di polemica, giusto con la voglia di superare l’avversario in campo come sta succedendo per il derby di Milano, in programma il prossimo fine settimana. Tra magheggi made in Galliani ed allusioni Oriali doc, non poteva mancare la solita battuta di Mourinho, che con tanti assenti vorrebbe giocare la partitissima del week end ad aprile. Più facile che nel frattempo Moratti gli compri Julio Baptista, Ledesma e Kolarov. Detto ciò e lasciando da parte l’ironia, in effe
tti le cose si potevano fare con più discrezione, oppure non farle. Chiedere il rinvio si può, ci mancherebbe, però così la faccenda puzza e fa pensare male. Oppure bene, oppure in maniera naturale è normale che Galliani in Lega goda ancora di grande potere. Forse è meglio così: entrambe le squadre arriveranno al derby nelle migliori condizioni. D’altra parte si potrebbe decidere gran parte del resto del campionato: giusto così. Milano si godrà una super partita, che forse in questo momento vede favorito il Milan. Chi l’avrebbe detto dopo la lezione di calcio impartita dall’Inter ai rossoneri alla seconda dell’andata? Fu impressionante. Adesso a impressionare è il Milan. L’Inter spesso si ritrova a dover rimontare. Se stavolta andasse sotto, potrebbe essere difficile rimettere in piedi la partita…
Alla fine, niente Crespo in bianconero. Invece dell’attempato (massimo rispetto per lui, eh) argentino arriva un prodotto del vivaio bianconero, che ormai da ex promessa si sta trasformando in un mediocre giocatore di Serie A dal minutaggio trascurabile. No, non è Lanzafame, bensì Paolucci. 24 anni, ha sempre giocato nella massim
a serie, non è mai andato in doppia cifra, ma tra Ascoli e Catania ha fatto due buone annate, mentre tra Udinese, Atalanta e Siena ne ha persa almeno una e mezza. Nota positiva il fatto che la dirigenza non l’ha pagato 3,5 milioni come sembrava che dovesse fare, visto che è arrivato in prestito, rimanendo in comproprietà tra Siena e Juventus. Sul sito ufficiale dei bianconeri (quelli di Torino) ecco come viene presentato il nuovo semiacquisto: “Punta potente e tecnica, dotato di buona velocità e di un ottimo fiuto del gol finora da professionista ha collezionato settantanove presenze, realizzando quindici reti. Paolucci già oggi si allenerà con i nuovi compagni e sarà già a disposizione per la trasferta di Verona”. Insomma numeri importanti. Ironia a parte, di soldi immagino non ce ne siano molti, i dirigenti non è che siano delle volpi e magari servirà contante per un centrocampista. Sempre che la Juve non faccia tornare a casa qualcun’altro buon prospetto proveniente dal settore giovanile. Ma credo che Milanetto ormai sia tutto del Genoa.
Ho sempre sentito dire che i campionati si vincono con le piccole, che se si centra la vittoria giocando male è un buon segno e che se si portano a casa certe partite è positivo. Ergo, in casa nerazzurra dovrebbero essere euforici, ma invece sospetto che non sia così. Sì, i tre punti sono arrivati e il campionato è di nuovo chiuso a doppia mandata (se avesse perso e il Milan avesse superato stasera la Juve, chissà…), però c’è
poco da stare allegri. I campionati si vincono con le piccole e l’Inter lo farà, però prenderne 3 in casa dal Siena non è confortante. Ha vinto pur giocando male? Vero, ma il Siena non è che stava facendo catenaccio, anzi, è andata a San Siro a fare la partita. Se si portano a casa certe vittorie è un buon segno? Ecco, questo sì. Perchè quando a un minuto dalla fine sei sotto di una lunghezza e poi rimonti vuole almeno dire che hai carattere. In più, le forze in campo non erano esattamente le stesse. Il calcio è strano, non sai mai cosa ti riserva, ma l’Inter che ieri sera ha superato a fatica il Siena non sembra in grado di fare molta strada in Europa. Perchè certe amnesie non se le potrà permettere, perchè difficilmente la difesa del Chelsea lascerà un uomo libero in area nei minuti di recupero e perchè non ci sono sempre portieri che sul loro palo prendono gol da trenta metri.
Inter campione d’inverno, ma questo non era certo in dubbio. E’ bastato un gol di Balotelli per permettere ai nerazzurri di espugnare il campo del Chievo ed assicurarsi così la matematica certezza di essere in testa al giro di boa. La vera notizia che viene da Verona è, invece, il fatto che Balotelli se l’è presa con i tifosi clivensi (”Questo pubblico mi fa schifo”) per i ripetuti cori a sfondo razzista. Da quelle parti c’è chi non l’ha presa bene, ma c’è anche da capire la punta dell’Inter. Nella giornata della Befana, insomma, carbone per la curva del Chievo.
Dietro ai nerazzurri c’è ancora il Milan, nonostante una partita in meno rispetto alla Juventus terza. Per i rossoneri goleada al Genoa, precipitato al tredicesimo posto. Da incorniciare il secondo gol di Borriello, che sembra voler fare della sforbiciata il suo marchio di fabbrica. Ma da antologia è, anche, la prima rete del Napoli, un vero e proprio gioiello “made in Quagliarella”. I partenopei sono ora da soli al quarto posto, perché le due squadre che li precedevano, cioè Parma e Roma, hanno fatto un punto in due. Gli emiliani si sono fatti superare in casa dalla Juventus, che torna così, seppur soffrendo, alla vittoria. I giallorossi, poi, in vantaggio di due gol a Cagliari, hanno subito il pareggio dei sardi nei minuti di recupero. Tra i risultati di giornata non passa inosservata la cinquina che la Fiorentina rifila al Siena nel derby toscano e tra le prestazioni personali da sottolineare il fortunato esordio di due punte: Suazo ha segnato al Milan, ma non è servito. Floccari, invece, con una doppietta ha aiutato la sua Lazio ad avere la meglio sul Livorno.
Ormai non mi arrabbio nemmeno più. Se una stagione è destinata ad andare male, c’è poco da fare. Non c’è davvero nulla che vada in questa Juventus: dirigenza, allenatore e il suo staff, giocatori. Nulla. A questo punto rivaluto la stagione 98/99, quella dell’infortunio di Del Piero, della fine del ciclo di Lippi, dell’arrivo di Esnaider. Dal punto di vista prettamente tecnico-tattico, mai visto la Juve giocare così male. Che poi anche usare il termine “giocare” può risultare improprio, dato che di solito non si vedono tre passaggi di fila. I
problemi sono atletici, perchè tutti corrono più dei bianconeri, ma soprattutto di testa: pensiamo a Felipe Melo, semplicemente imbarazzante. C’è chi critica Ferrara per averlo tolto dopo trenta minuti. Ecco, io credo che sia stata l’unica cosa giusta che ha fatto. Si è reso conto di aver sbagliato a metterlo in campo ed ha rimediato all’errore. Anche se, a dire il vero, sarebbe stato da togliere anche Tiago: era un cadavere (anche più del solito) ed aveva pure causato scioccamente il rigore. Cannavaro è un ex difensore che solo in coppia con Chiellini talvolta riesce a risultare affidabile, Grosso passeggia e non crossa, pensare ad Amauri ai Mondiali è uno scempio e Del Piero, duole dirlo, probabilmente è finito. Almeno Caceres ci mette la voglia di fare qualcosa, così come Marchisio, che però aveva perso la testa ed andava espulso per quell’intervento a forbice e ovviamente Salihamidzic, che ci mette sempre il cuore. Sono cose fritte e rifritte lo so. Vogliamo dare attenuanti? In minima parte il campo, che ha azzerato le differenza tecniche tra le due squadre. Sempre che ce ne siano.
Quella appena trascorsa poteva essere una giornata in grado di riaprire un po’ il campionato ed invece è successo esattamente il contrario. L’Inter, dopo aver steccato in Europa, dimostra nel giardino di casa che proprio non ce n’è: a subire la legge del più forte stavolta è la Fiorentina, squadra che invece pare aver trovato in coppa la sua dimensione ideale. Delude la Juventus, che adesso si trova a -8 dalla capolista: lo scontro in programma sabato prossimo contro l’Inter rimane importante, ma ha perso un po’ il gusto di sfida scudetto. Perché se i bianconeri sono quelli visti a Cagliari, allora i nerazzurri posson
o davvero stare tranquilli. Zero gioco, pochissime gambe e Cagliari a nozze: per i sardi è settimo posto, ad appena due lunghezze dalla Champions League. Juve a picco e superata dal Milan, che trova, finalmente, i gol di Huntelaar, da brocco a eroe in una manciata di minuti. La classifica, dietro le tre grandi, è corta, anzi, cortissima: al quarto posto resiste la Samp nonostante sia stata travolta nel derby-corrida dal Genoa, ora sesto. Tra le due genovesi c’è l’ottimo Parma, che impatta col Napoli in casa (ancora imbattuto Mazzarri), ma nella parte sinistra della classifica trova posto anche il Bari, a pari merito con Fiorentina e Roma. I giallorossi, finalmente, si affacciano in posizioni di classifica adeguate alle loro ambizioni. Ma è una graduatoria più che aperta a continui sorpassi: basti pensare che tra la Samp quarta e il Napoli undicesimo ci sono appena quattro lunghezze… almeno così il campionato conserva qualche interesse. Un paio di annotazioni: Di Natale si riprende lo scettro di capocannoniere e, nella giornata che segnava l’esordio in panchina di Rossi e Malesani, entrambi hanno perso. Alla prossima.
Rieccoci a parlare di campionato dopo una due giorni di Champions League non esattamente esaltante. Tra le quattro italiane ha gioito solo la Fiorentina, l’unica ad essere già agli ottavi. In pratica, i viola vanno meglio in Europa che in campionato, dove comunque sono al sesto posto. Al contrario, l’Inter in coppa non brilla, mentre in Serie A è uno schiacciasassi. Questo turno mette contro proprio queste due squadre: per i nerazzurri può una sorta di antipasto per il big match della prossima giornata, cioè Juventus-Inter, per i viola, invece, l’occasione per dimostrare di poter essere grandi anche tra i confini nazionali. La partita più sentita della settimana è però un derby, quello di Genova, che si gioca stasera a Marassi. La Samp è più tranquilla: sta volando alto e nemmeno sconfitta sarebbe ripresa dai cugini del Genoa. Come sempre, ci si attendono gol e spettacolo. Se li aspettano anche i tifosi della Juventus, ancora deludente in coppa. Ma l’impegno è davvero duro, perché la trasferta di Cagliari nasconde più di un’insidia e poi, per adesso, gol e spettacolo li hanno visti più che altro i tifosi sardi, mica quelli bianconeri. Pronto al sorpasso, dietro la Juve, c’è il Milan, che ha una partita lontano, molto lontano da San Siro, ma non impossibile, visto che è ospite di un Catania tristemente penultimo. Sempre meglio del Siena, alla cui guida torna in Serie A Malesani, “esordiente” di giornata insieme a Rossi, nuovo tecnico del Palermo.
