Eccoci al traguardo

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Un campionato che sembrava già scritto e che invece si risolverà oggi, all’ultima giornata. Trentotto partite per decidere il vincitore. La favorita c’è, in virtù dei punti di vantaggio e della rosa più forte. Ovviamente è l’Inter, che con ogni probabilità si aggiudicherà il suo quinto scudetto di fila. La Roma ha quasi compiuto l’impresa, era passata in testa, poi non ce l’ha fatta a tenerla. L’ha condannata Pazzini, l’uomo che ha deciso tutto. Sia chiaro: mancano ancora novanta minuti e tutto può ancora accadere, ma il match point è, per così dire, troppo comodo per sbagliarlo. Il calcio è imprevedibile, si sa, ma il Siena può essere solo uno sparring partner e, nonostante le recenti polemiche sull’asse Oriali-Mezzaroma, il campionato in tasca sarà l’aperitivo per la sfida di Champions League. In più, non è assolutamente detto che la Roma sbanchi il Bentegodi: il Chievo ha dato del filo da torcere all’Inter giusto domenica. In ogni caso, onore ai giallorossi: chi l’avrebbe detto nove mesi fa? Una squadra allo sbando, presa per mano da un tecnico che mai in carriera si era trovato così in alto, e che ha sognato il suo quarto alloro. Il resto delle partite non conteranno niente, e due le hanno fatte giocare ieri per motivi di ordine pubblico. Inter e Roma. Comunque vada, per loro due è stata una stagione da applausi.

Basta fare le vittime…

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Le comiche. Oriali fa la vittima e attacca duramente il presidente del Siena Mezzaroma, forse poco rassicurato dal suo cognome, chissà. Fatto sta che sono state queste le sue parole: “Noi abbiamo motivazioni importanti, vogliamo continuare a vincere però è stato un pò surriscaldato l’ambiente e se ne poteva fare a meno. Andiamo ad affrontare una squadra che è già retrocessa ma, stando alle dichiarazioni del suo presidente, diventa una partita delicata: lui ha dichiarato che avremo gli occhi del mondo addosso, che tutti guarderanno Siena-Inter, ma aggiungo che sarà così anche per le dichiarazioni che ha fatto e che poteva risparmiarsi”. Facendo un passo indietro, quello a cui si riferisce Oriali è in pratica il fatto che Mezzaroma aveva paragonato Mourinho a Moggi: “Mi spiegò che in certi momenti di una stagione agonistica la pressione è tale che c’è bisogno da parte dell’allenatore o di qualche dirigente di una dichiarazione sopra le righe per togliere tensione alla squadra. A distanza di tanti anni Mourihno mi sembra che confermi in pieno gli insegnamenti di Moggi”. Dunque è colpa di Mezzaroma se tutti gli occhi saranno rivolti verso Siena? Certo, certo. Non era stato l’allenatore dell’Inter a parlare di “premi a vincere” da parte della Roma? Suvvia, un po’ di buonsenso, ogni tanto.

Non l’hanno aripijati

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Per una attimo, il titolo del Il Romanista “Aripijatece” apparso dopo il sorpasso della settimana scorsa è sembrato una gufata pazzesca. Invece, la Roma ce l’ha fatta a rispondere all’attacco dell’Inter ed è tornata in testa a meno di 48 ore dal sorpasso nerazzurro. Due big match che, in un modo o nell’altro, potevano decidere la stagione. La Juventus era partita bene nel derby d’Italia, poi una sciocchezza di Sissoko le ha tagliato le gambe: arroccata dietro, sono finiti presto i rifornimenti per le punte. L’Inter è passata con una prodezza di Maicon, ma dopo aver fallito molto. Ha sofferto per arrivare ai tre punti anche la Roma, passata in svantaggio contro la Lazio: farlo rinunciando a Totti e De Rossi potrebbe giovare ancora di più al morale della truppa giallorossa. Il “generale” Ranieri, bravo o fortunato, ha scelto la strategia giusta. Il campionato ha comunque emesso due verdetti: il Milan è fuori dalla corsa scudetto dopo essere caduto a Genova. D’altra parte, quando al centro della difesa gioca un onesto ex terzino destro come Oddo e deve affrontare uno dei migliori nel gioco aereo come Pazzini, il gol è sempre nell’aria. La rete-vittoria della Sampdoria è arrivata al 90°, così come il pareggio del Palermo, autore di una rimonta in extremis a Cagliari. Questi due risultati, insieme colpo esterno del Napoli a Bari, ottenuto grazie ad un super-Lavezzi, spingono la Juve sempre più giù. Con tre squadre davanti, troppi punti da recuperare e quattro partite al termine, per i bianconeri la Champions League è pura utopia. In coda, vitale la vittoria dell’Atalanta sulla Fiorentina: i bergamaschi, così, si avvicinano a Bologna e Lazio. Con una squadra che insegue così in forma, può davvero succedere di tutto là dietro.

Anticipo importante

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Clima rovente dopo le intercettazioni riguardanti l’Inter. L’impressione è che si risolverà tutto in una bolla di sapone, però per avvelenare il clima era proprio l’ideale, in vista del rush finale. Meno sei giornate alla fine del campionato e tutto è ancora in ballo. I nerazzurri sono ancora soli in vetta, ma c’è la Roma che fa sentire il fiato sul collo, il Milan, leggermente più distante, è pronto ad approfittare di eventuali passi falsi. Molto si deciderà fin dall’anticipo serale di stasera: la Fiorentina, che non vuol,e abbandonare i suoi sogni di Champions, aspetta in Toscana la capolista. Come sfida, mettiamola così, non è delle più facili. Tra l’altro, l’Inter affronterà di nuovo in settimana i viola per la Coppa Italia: insieme all’Europa, altri impegni che potrebbero distrarre  e togliere energie in vista della corsa al tricolore. La Roma ha decisamente un impegno più morbido contro l’Atalanta, squadra che comunque cerca punti salvezza, ma vedere i giallorossi in testa domani sera non è utopia. Il Milan, poi, cerca il bottino pieno col Catania in attesa di sviluppi interessanti. Per l’appassionante corsa al quarto posto, il Palermo aspetta il Chievo in Sicilia: i clivensi già sono arrendevoli in generale, figuriamoci  in casa dei rosanero… Il match clou di giornata è l’attesissimo derby tra Sampdoria e Genoa, che potrebbe influire sulle sorte di entrambe le squadre nella corsa all’Europa. La Juventus, sempre in crisi ma ancora in corsa nonostante tutto, affronta a Torino il Cagliari, una squadra con il serbatoio vuoto da un pezzo dopo un girone d’andata col turbo. Per i bianconeri i tre punti sono fondamentali. Lo sono anche per il Napoli, che apre la giornata sfidando al San Paolo il Parma già salvo: tre punti decisamente alla portata per Hamsik e soci.

L’incolpevole Serse

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Dell’Inter che stasera si gioca l’accesso alla semifinale di Champions League parlerò domani, oggi vorrei fare un pensierino sul calcio “minore” (si fa per dire), quello dei bassifondi della Serie A, quasi Serie B, non ci fosse ancora la matematica a tenere in vita le esigue speranze. Spinelli ha esonerato Cosmi, che era subentrato alla coppia Russo-Ruotolo, adesso è di nuovo sulla panchina del Livorno. Che colpe ha Cosmi se la rosa del Livorno è oggettivamente inadeguata alla Serie A? All’inizio aveva fatto anche troppo, risollevando la squadra, poi era finita la benzina ed era arrivato anche alle dimissioni il 24 gennaio, ritirate appena due giorni dopo. Con Spinelli non si può mai stare tranquilli, vero, ma qua, sul serio, Cosmi non ha nessuna colpa. In più, stiamo parlando di un buon tecnico, che probabilmente in carriera ha sempre un po’ pagato per il suo aspetto un po’, come dire, rustico? Con quel cappello lì e quella voce, credo che il buon Serse non sia mai stato preso troppo sul serio, e la superba imitazione di Crozza non lo ha certo aiutato. Il Livorno non era in grado, così come il Siena, tanto per dirne un’altra, di arrivare alla quota salvezza, tutto qua. La coppia Tavano-Lucarelli era buona, ma fino a un paio di anni fa, per il resto, meglio sorvolare: l’unico decente era Candreva e se n’è andato alla Juve. Per lui, un piccolo salto di qualità.

Tutto come prima

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Fine settimana col brivido, quello appena trascorso. Perché, ad un certo punto, sembrava che fosse già tempo di titoli di coda. L’anticipo serale di sabato sembrava aver decretato l’ora del match point interista. Ieri sera, però, la capolista ha toppato, pareggiando 0-0 col Genoa. I nerazzurri forse hanno già in testa il Chelsea, magari stanno dosando le energie, forse, semplicemente, iniziano ad avere poca benzina: d’altra parte la squadra di Mourinho deve molte delle sue fortune alla condizione fisica e quando essa viene meno, qualche volta arrivano i dolori. Tuttavia il vantaggio sulle inseguitrici rimane lo stesso, ma con una partita in meno da giocare. Scendendo dal podio, ecco al quarto posto, ancora, il Palermo, che si è sbarazzato del Livorno respingendo l’assalto della Juventus. Corre ancora per il quarto posto il Napoli, sorpassato però dalla Sampdoria, visti i tre punti ottenuti dai blucerchiati contro la sempre più derelitta Lazio. I partenopei sono caduti a Bologna: nel calcio non si può sempre correre a mille all’ora e, se fino a qualche partita fa era il Napoli a far paura, adesso tocca al Bologna fare vittime illustri. Grazie alla vittoria di ieri, gli emiliani sono ad un passo dalla parte sinistra della classifica. Praticamente salvo. Si restringe, dunque, la lotta per non retrocedere: ad occhio e croce,  sono coinvolte in sei, dal Catania in giù.

Già tempo di verdetti

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Modalità juventino on: da tifoso bianconero toscano, vincere a Firenze mi dà sempre una soddisfazione particolare. In più, se a segnare sono due acquisti discussi come Diego e Grosso, allora i motivi per festeggiare sono anche di più. La Juventus ha ancora problemi di tenuta: gioca a sprazzi, soffre troppo, si fa chiudere dietro, ha amnesie preoccupanti, però la Champions League rimane lì, alla portata. Tanto per avere soldi per fare mercato, mica per vincerla l’anno prossimo, eh: quello non succedeva nemmeno quando la Juve era una squadra seria… Bene Diego (non era in fuorigioco, meno male), ok anche Candeva, un assist e tante buone idee in mezzo a un po’ di confusione, da censura la coppia De Ceglie-Manninger, duo comico sulla rete di Marchionni. A proposito della Fiorentina, la cosa certa è che se i viola vorranno partecipare alla Champions League l’anno prossimo, dovranno vincerla questa stagione. In serata la partita che potrebbe aver consegnato un’altra fetta di tricolore all’Inter, ovvero quel biscotto involontario tra Roma e Milan: due squadre a cui manca qualcosa per essere davvero competitive. Delle punte decenti, probabilmente. Huntelaar si è mangiato un gol clamoroso, lo stesso ha fatto Ronaldinho, la Roma, invece, nonostante tanta buona volontà, lassù si è fatta vedere poco. A questo punto sta all’Inter allungare di nuovo e spengere ogni residua speranza.

Tanta carne al fuoco

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Il campionato a prima vista sembra ancora aperto, peccato che sia in calendario Roma-Milan, che tradotto significa che qualcuno perderà terreno dalla vetta, sempre che l’Inter, sia chiaro, non cada in casa col Genoa. Quella tra giallorossi e rossoneri è il match di cartello che non ti aspetti, seconda contro terza, perché l’inizio stagione di entrambe era stato a dir poco balbettante. Si sono riprese insieme, più o meno, e piano piano hanno risalito la china fino ad annusare l’odore del tricolore. Non troppo forte, però, perché lo scudetto è cucito su strisce nerazzurre e non sembra volersi staccare, almeno per quest’anno. Sognare, tuttavia è lecito, nonostante le due squadre, dopo una rincorsa prodigiosa, sembrino ora in affanno. L’Inter, come già detto, aspetta al Meazza il Genoa: all’andata fu una corrida, col toro rossoblu matato senza pietà dalle banderillas interiste. Il Grifone in classifica regge ancora, ma per fare risultato a Milano servirà l’impresa: i cugini della Sampdoria non ce l’hanno fatta in undici contro nove. Questo turno di campionato parte forte fin da subito, con la classica Fiorentina-Juventus. Una sfida tra deluse: i bianconeri arrancano tra una sconfitta e l’altra e Zaccheroni fa quello che può, tra equivoci tattici da risolvere e infortuni in serie. Sulla panchina opposta siederà Prandelli, l’uomo dei sogni juventini, colui che nei disegni dei vertici dovrebbe guidare la squadra il prossimo anno. Su di lui, però, c’è già l’ombra lunga della Federazione, che l’ha individuato come prossimo ct. Al quarto posto, che è nelle mire bianconere, adesso staziona il Palermo: Zenga aveva esagerato, ma per la Champions League ci sono buone possibilità e la partita col Livorno potrebbe contribuire a far mettere fieno in cascina. Il Napoli, altro contendente, va a Bologna ospite di una squadra in grande spolvero, capace di espugnare Marassi 4-3: partita imprevedibile, da 1X2.

Del doman non v’è certezza

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Ma davvero, ma che bel campionato che sta diventando questa Serie A. Ok, lo spettacolo ancora latita per larghi tratti, però almeno non c’è una fine già scritta a più di dieci giornate dalla fine. Per adesso, solo un verdetto sembra inappellabile, ovvero quello che vede il Siena in B. Per il resto, la situaizone è piuttosto fluida: le partite di ieri, ad esempio, hanno rilanciato in grande stile il Catania e fatto rientrare nei ranghi il Bari, fino a pochi turni fa una delle realtà più belle del campionato ma che all’ombra dell’Etna ha preso quattro dolorosissimi schiaffoni. Il Catania mette fieno nella cascina della salvezza? Anche la Lazio fa qualcosa, anche se le rimane l’amaro in bocca per il gol preso nel finale ad opera di Keirrison. Siviglia fa un gol che se lo fa Totti se ne parla un mese, i biancocelesti sognano tre punti d’oro, poi il brasiliano che aveva dimenticato come si segna trova il guizzo. Un punto a testa che non fa felice nessuno, ma tant’è. Romani ancora contestati ed invischiati ancora di più nella melma della zona-B. Il campionato è imprevedibile: una squadra come la Fiorentina è decima ed agganciabile pure dal Chievo. Davanti corrono Sampdoria, Palermo e Cagliari e dietro, insieme alla Lazio, arranca anche l’Udinese.

Lassù sono tutti più vicini

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Pochi turni fa la classifica odierna sarebbe sembrata fantascienza ed invece è tutto vero. Ok, l’Inter è ancora lassù da sola, di punti di vantaggio ce ne sono ma il campionato può essere considerato ufficialmente riaperto. I nerazzurri non vincono più e a forza di pareggi si sono fatti avvicinare dalle inseguitrici. Gongola la Roma, seconda e con velleità da scudetto pienamente legittime: superato all’Olimpico il Catania, l’Inter è a 5 punti. Se il Milan dovesse vincere la partita che deve recuperare, però, al secondo posto salirebbero i rossoneri, che dunque sono virtualmente a -4 dai cugini nerazzurri. La corsa al quarto posto, nel frattempo, si infiamma: la Juventus di Zaccheroni adesso riesce a vincere partite che un mese fa avrebbe perso, il Napoli sembra in leggera flessione ma è lì a un punto dai bianconeri, che ora sono quarti, il Palermo è in grande spolvero, la Sampdoria è una squadra tosta in grado di mettere in difficoltà chiunque, il Cagliari è una sorpresa che non smette di stupire e il Genoa è sempre in grado di vincere e giocare bene, soprattutto in casa. Un po’ più attardata la Fiorentina, che ha superato il Livorno con qualche patema dopo la beffa subita a Monaco. Insomma, il campionato è più vivo che mai. Nel frattempo, scorrendo la classifica, ecco la crisi profonda di due squadre non abituate ad avere l’acqua alla gola: la Lazio e l’Udinese, che prova a correre ai ripari richiamando in panchina Marino, esonerato poco tempo fa.