Chi cerca trova

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Come non detto: la mia chiavetta è saltata e, dunque, non è facile trovare tempo e modo per scrivere su questo blog. Comunque, adesso che il campionato ha dato tutti i suoi verdetti (tranne due posti per l’Europa), mi viene naturale rivolgere un pensiero alla Sampdoria ed alla sua caduta in B. Chi cerca trova: una squadra che l’anno prima aveva conquistato la Champions League è stata stravolta durante il mercato di gennaio. Via Cassano (escluso da tempo), via anche Pazzini: solo due giocatori, ma la Samp erano loro. Prendete la squadra che oggi è scesa in B: tolto Palombo, niente che andasse sopra al livello medio di Bari, Brescia, Lecce e Cesena, per dire. Non a caso, le prime due le faranno compagnia nella serie cadetta, mentre le latre due si sono salvate perchè non se la sono fatta sotto. Perchè erano partite per salvarsi. La Samp, invece, è stata risucchiata nel baratro, ha avuto timore di non farcela, e si è afflosciata vittima delle proprie paure. Arrivederci, Doria. E chissà quando rivedremo una Juventus vera, argomento che mi sta a cuore: ricapitalizzazione o no, c’è da cambiare la guida tecnica, e fare un mercato adeguato di conseguenza. Perchè i soldi ci sono sempre stati, ma sono stati spesi male, malissimo. Mazzarri, Conte e Villas Boas offrirebbero tre soluzioni tattiche diverse. Va bene chiunque, basta che poi arrivi gente adatta al modulo. Non altri Martinez: nè carne, nè pesce, ma solo un qualcosa di inutile pagato a peso d’oro.

Buona questa

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Il Milan si vendica della sconfitta patita all’andata battendo il Cesena e approfitta della caduta dell’Inter a Udine per allungare di nuovo, in attesa della partita che i nerazzurri devono ancora recuperare. Il campionato, insomma, si tinge sempre più di rossonero. Corre forte anche il Napoli e tre punti li raccoglie anche la Roma. Non ce l’ha invece fatta la Juventus: la partita di oggi contro la Sampdoria è stata semplicemente squallida. I blucerchiati ci hanno messo del loro, se è vero che al termine del primo tempo no avevano fatto nessun tiro in porta, nè dentro nè fuori lo specchio. Ma la pochezza della Juventus di questo inizio 2011 è disarmante. Amauri non è più classificabile come “attaccante” e di questo ho già scritto. A preoccupare è però la condizione fisica: per dire, Aquilani non sembra più lui, Krasic idem, per non parlare di Chiellini. Ma Delneri ha di che sorridere e riparla ancora di scudetto: confesso, prima di Natale ci avevo creduto anche io. Ma c’era Quagliarella in stato di grazia e la squadra lottava e correva di più. La Juve di ieri, secondo il tecnico, può vincere il tricolore perchè a Genova tante altre squadre hanno perso. Vero, ma a Genova si può anche vincere. O, almeno, si può pareggiare ma provando a giocare a calcio, anche se la rosa è quella che è. Pensavo di aver toccato il fondo nella vittoria contro il Bari, mi devo ricredere. Al peggio non c’è limite. Sarà stata colpa del campo di Marassi.

Spot per la Coppa

Filed under: Coppa Italia by: Matteo Innocenti

Sulla Coppa Italia è già stato scritto tanto. Competizione antica, da almeno una decina di anni ha perso totalmente il suo appeal. Magari non saranno d’accordo i tifosi delle squadre che hanno vinto le ultime edizioni, ma tutto sommato credo che questo corrisponda al vero. Ogni nazione ha la sua coppa, appunto, nazionale. La nostra è di sicuro tra le più “sfigate”: spesso è vista come un fastidio e la si usa per mettere in campo le seconde linee, se non le terze. Il fatto è che vincerla non porta praticamente nessun beneficio economico, ma magari un po’ più di fatica nelle gambe in vista degli incontri di campionato. La coppa, infatti, è di solito snobbata da tutte: grandi, medie, piccole. Se la vittoria equivalesse all’accesso in Champions League o almeno ad uno spareggio la musica cambierebbe, ma chi ce lo vuole un club che non “tira” a sentire quella musichetta? E’ anche un problema di “format”: le big entrano nel tabellone tardi, mentre in Inghilterra fin dai primissimi turni il Manchester United va a giocare nella più estrema periferia del calcio, per dire. E magari ci perde: fascino assicurato. Si parte con incontri ad eliminazione secca, ma la semifinale ha andata e ritorno, ed anche questa mica l’ho capita bene. Almeno la finale è in campo neutro. Ai vecchi tempi, la Coppa delle Coppe (bellissima, ne ho già parlato) dava un senso alla Coppa Italia, adesso si finisce nel calderone dell’Europa League, dove vanno cani e porci: le piazzate in campionato, le eliminate ai preliminari di Champions League e le terze nei gironi, chi ha punteggio nel fair play e, appunto, le vincitrici delle Coppe Nazionali. Porcata. Tutto questo per dire che però le belle e tirate partite di ieri hanno dato un po’ di lustro a questa competizione. Evviva.

Raccolto misero

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Milan e Juventus non possono essere certo soddisfatte del loro sabato di campionato, perchè rispetto a quanto hanno fatto, alla fine sono riuscite a portare a casa appena un punto a testa. Come avevo scritto ieri, partivano favorite, ma non sarebbero statiu incontri facili. E così è stato. A Genova il Milan ha tenuto il pallino del gioco per l’intero match, non riuscendo però a chiuderlo dopo aver trovato il vantaggio allo scadere del primo tempo. A proposito, bella azione, ma l’assist di Ibrahimovic è smorzato da un difensore, che lo rende perfetto per Robinho: un segnale che davvero questo potrebbe essere l’anno dei rossoneri. Insomma, possesso palla a favore, belle combinazioni, poi una distrazione e il tocco in porta di Pazzini: ed è 1-1. Lo stesso risultato è arrivato a Torino, ma in vantaggio è andata la Fiorentina dopo una manciata di minuti, ma lo ha fatto casualmente, grazie ad una sciagurata deviazione di Motta (sciagurato poi in ogni sua azione, a dire il vero) su un cross teso di Vargas. Da lì in poi, la partita l’ha sempre fatta la Juventus, con meno qualità del Milan, vero, ma le occasioni sono arrivate. A differenza delle giocate degli impalpabili Del Piero, Quagliarella, Krasic e Aquilani, tutti in giornata-no. E così ci ha pensato il ruvido Pepe ad inventare una parabola sulla quale il fino a lì ottimo ha compiuto un brutto errore. I bianconeri potevano vincere, ma visto che il gol del pareggio non arrivava, anche un punto alla fine va bene. Il Milan può lottare per lo scudetto, e forse potrà farlo anche la Juve, a patto che a gennaio arrivi un centravanti. Ma non uno come Maxi Lopez, per dire.

Allenatori protagonisti

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Un sabato da leoni: il Milan che va a far visita alla Sampdoria e la Juventus che aspetta a Torino la Fiorentina. Sulla carta, rossoneri e bianconeri partono favoriti, ma non dovrebbero essere due partite scontate. La Sampdoria, infatti, è una squadra che non segna molto, specialmente dopo l’allontanamento di Cassano, ma che concede anche poco. La Fiorentina, poi, contro la Juventus trova sempre stimoli particolari e non potrebbe essere altrimenti, vista la rivalità, sentita tra l’altro molto più in Toscana che in Piemonte. In settimana Allegri e Delneri hanno vestito i panni dei grandi intrattenitori: il primo se l’è presa con Mourinho, il secondo è di nuovo tornato a parlare di scudetto. Per quanto riguarda Allegri, mi sembra stranon che Mourinho non lo abbia ancora insultato, ma forse è troppo impegnato a dare del perdente a Wenger. Poi tochherà anche al tecnico del Milan, sicuro. Delneri, invece, dopo aver parlato di scudetto e poi aver detto che la Juventus non era pronta, adesso ci ripensa e dice che è un obiettivo reale, ma che è meglio pensare agli obiettivi a breve termine, ovvero partita per partita. Ma che si decidesse, una volta per tutte. Prima sì, poi no, poi sì di nuovo. Altra possibile interpretazione: sta dicendo da luglio le stesse cose, ma siccome nessuno le capisce, si va con la libera interpretazione.

Gasp!

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Il regno di Sir Alex Ferguson a Manchester continua a resistere da ben 25 anni, quello di Gian Piero Gasperini a Genova, sponda rossoblu, non è arrivato a durare un lustro. Fine dell’era-Gasperson, dunque. Preziosi lo ha infatti esonerato ieri, dopo la sconfitta di Palermo ed un inizio di campionato tutt’altro che esaltante, soprattutto alla luce del mercato che il presidente ha fatto questa estate. Al Genoa sono arrivati tanti giocatori, a differenza di ciò che è accaduto alla Sampdoria, rimasta la stessa squadra dell’anno scorso. Evidentemente, dopo aver svuotato il portafoglio, Preziosi si aspettava un Genoa da prime posizioni in classifica, ma proprio i troppi uomini cambiati nella formazione titolare potrebbero essere stati un problema. Gasperini dice che non si aspettava l’esonero, ma la verità è che da tempo tra lui e Preziosi c’erano tante, troppe frizioni. Entrambi amati dalla piazza rossoblu, uno per i soldi spesi, l’altro per il gioco spumeggiante dato alla squadra, godevano entrambi di una posizione piuttosto solida e da intoccabile, almeno agli occhi dei tifosi. Ma tra i due, quello col coltello dalla parte del manico era il presidente, che ha preferito virare su Ballardini. Peccato, perchè il Genoa degli ultimi anni è stato davvero bello da vedere: giocava bene grazie al grande spirito di sacrificio di tutti, che aveva permesso ai rossoblu di tornare in A ed ai livelli che competono ad una squadra che appartiene alla storia del calcio italiano. La rosa c’è, vediamo cosa riuscirà a fare Ballardini. Quanto a Gasperini, sono proprio curioso di vedere quale sarà la sua prossima panchina…

L’aquila non vola, Krasic sì

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In attesa che l’aquila Olimpia vinca la sua timidezza e non faccia più i capricci (con buona pace degli animalisti), nel frattempo a volare sicura in alto ci pensa la Lazio, che evidentemente non soffre nessuna sindrore da alta quota. In questo momento per i biancocelesti gira tutto nel modo giusto: basta vedere la rete di Mauri ieri e di Floccari nella trasferta vittoriosa di Bari. Lazio prima dunque, Inter per adesso seconda, in attesa della partita del Milan di stasera. I nerazzurri non vanno oltre l’1-1 casalingo contro la Sampdoria, tra l’altro andata in vantaggio. Ci pensa Eto’o a mettere le cose a posto con una zampata delle sue: c’è poco da fare, questa Inter dipende in tutto e per tutto dalle lune del camerunense, per adesso mai storte. Ha una pericolosa dipendenza anche la Juventus, ma da Krasic: quando il serbo ha le gambe molli, i bianconeri non brillano. Tra l’altro, la nota stonata della giornata riguarda proprio la simulazione dell’ala juventina: sono già partiti i processi, come se non fosse mai successo prima. Che paghi, ma che paghino tutti. A proposito di sanzioni disciplinari: è possibile squalificare un giocatore perchè è troppo scarso? Credo di no. Peccato, perchè nel caso di Iaquinta qualche turno fuori sarebbe stati provvidenziale. Al di là del rigore sbagliato: per quello c’è solo da ringraziare i suoi piedi, meglio così.

Viola, missione compiuta

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Tre punti servivano alla Fiorentina, tre punti sono arrivati per i viola. Non senza difficoltà, ma non starei a cercare il pelo nell’uovo. Questa squadra, però, fatica davvero tanto a far gol: come scusante, la contemporanea assenza di Jovetic e Mutu, come ho scritto ieri. Ed un Gilardino poco freddo davanti alla porta, perchè dopo il solito gol di rapina, ieri sera ne ha fallito un altro a porta clamorosamente vuota. Comunque, adesso Mihajlovic avrà un po’ di tempo per lavorare con meno ansia, vediamo se le cose migliorano. Ma vediamo cosa ci offre questa giornata di campionato: all’ora di pranzo la Roma va a Parma. Sarebbe l’occasione giusta per assaggiare prosciutti e cotechini ed invece i giallorossi dovranno scendere in campo, correre, sudare e magari vincere per poter così risalire la classifica. Prova di continuità, poi, per la Juventus di scena a Bologna. Al Dall’Ara i bianconeri non sono mai passati con facilità e a Salisburgo hanno fatto un passo indietro rispetto alle precedenti prestazioni: ad occhio e croce, il pronostico a favore della Juve non è per niente scontato. Pende decisamente verso la Lazio quello che riguarda la partita che vede in campo i biancocelesti ed il Cagliari, ed allo stesso modo l’incontro tra Inter e Sampdoria non può che far venire in mente l’1 fisso in schedina. Tutto sommato, dunque, una domenica senza il classico match clou, che però c’è e slitta a domani: Napoli-Milan, odore di anni Ottanta. Tempi migliori per entrambe, in attesa di poter tornare grandi.

Il calcio è questo

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Serie A, quanto ci sei mancata. Per colpa di quei cerebrolesi serbi, poi, non c’è stata nemmeno la Nazionale. Per questo, i calcio-dipendenti staranno aspettando anche più del solito la ripresa del campionato. Settima giornata, vediamo cosa ci offre… La partita di cartello, senza guardare la classifica ma le ambizioni estive, è quella che stasera mette di fronte Roma e Genoa. Rose e moduli di gioco alla mano, potrebbe capitare anche una pioggia di gol: in ogni caso, ci sono tutte le promesse per una bella partita. La giornata però la apre alle 18 il Milan, che alle 18 aspetta il Chievo a San Siro. Questa sì che, classifica alla mano, è una partita di alta, altissima classifica. Tuttavia, con tutto il rispetto per il bel Chievo di inizio stagione, i rossoneri devono vincere, niente scuse. E lo stesso deve fare la Juventus: dopo le buone prestazioni di Manchester e Milano, i bianconeri contro il Lecce hanno l’obbligo di centrare il bersaglio grosso, se vogliono puntare all’alta classifica. Classifica che vede ora in testa la Lazio, che chiuderà la giornata contro il Bari in trasferta. Impegno lontano da casa anche per l’Inter, di scena a Cagliari domani all’ora di pranzo: saranno in tanti a sperare che il risultato, per i nerazzurri, sia indigesto.

Buona stampa

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Ci sta che di calcio io ci capisca poco, per carità. Tuttavia continuo ad avere qualche caposaldo: uno di essi riguarda Antonio Cassano o, meglio, il fatto che si tratta di un giocatore sopravvalutato. All’alba della sua carriera, quando si fece beffe della difesa dell’Inter, era un 17enne pieno di talento. Oggi, passati undici anni, è un 28enne con lo stesso talento, ma con meno anni di carriera in cui sfruttarlo. Non sto dicendo che Cassano non sia un ottimo giocatore, tutt’altro: è l’atteggiamento di chi lo vuole ergere a salvatore della patria che mi è incomprensibile. Queste riflessioni nascono dopo aver visto la puntata di Premium Football Club di ieri sera: per sua stessa ammissione, Cassano ha buttato via intere annate, quelle di Madrid, ma anche l’ultimo periodo romano. Non era un terrorista, ma un giocatore poco affidabile, questo sì. Per ritrovarsi, si è vestito di blucerchiato, smettendo di lottare per certi obiettivi e trovando un ambiente dove essere coccolato e mai messo in discussione. Quando questo è successo, Cassano stava per accettare la corte della Fiorentina, per dire. Ancora oggi si parla tanto della sua maturazione, come se a 28 anni e dopo più di due lustri in A questa fosse una conquista, mentre la vedo piuttosto come un demerito: Cassano è forte, sì, ma per quanto mi riguarda l’unico fuoriclasse che potrebbe ridare nuovo slancio alla nostra Nazionale è Balotelli, uno che, sia chiaro, ha tutto per ripercorrere gli errori del talento di Bari Vecchia, a cui si è perdonato tutto. Cassano ha sempre goduto di ottima stampa e non capisco perchè ha avuto sempre questa fiducia incondizionata. Forse perchè è andato al Real Madrid ma non ha mai vestito le maglie di Juventus, Milan o Inter. E non credo sia un caso.