La situazione del Milan è tragicomica: Galliani dice che c’è ancora tempo per fare acquisti fino al 31 agosto, ma il campionato inizia il 23 e alla seconda c’è già il derby, Berlusconi vorrebbe solo Under 23 (ben vengano, ma non tutti sono Pato), nel frattempo Leonardo, dopo la sonora sconfitta contro il Bayern Monaco per 4-1, sembra davvero sul punto di perdere la pazienza. La rosa attualmente a sua disposizione è carente non solo dal p
unto di vista numerico, ma a preoccupare sono anche i presunti titolari: Nesta non sembra ancora poter dare garanzie e forse mai ne darà, Thaigo Silva è un’incognita e Ronaldinho non sembra poter essere quel leader del giuramento fatto a Berlusconi. Vendere Kakà e ridimensionarci ci sta, basta non prendere in giro i tifosi dicendo che si è più competitivi dell’Inter: ora come ora il Milan non è superiore a Roma e Fiorentina. Tuttavia qualcuno acquisterà, per forza di cose: penso a quello che poteva essere un nuovo innesto, cioè Elano, che si è accasato oggi al Galatasaray. Non è un fenomeno, ma è un giocatore nel giro della nazionale brasiliana, duttile (il che è ottimo per una rosa ristretta), con un buon senso dell’inserimento, nel pieno della sua maturità calcistica. Un discreto giocatore che poteva arrivare ad un prezzo abbordabile, visto che è andato in Turchia per 6.5 milioni di euro. Al Milan avrebbe fatto comodo, ed invece è andato a giocare ai margini del grande calcio.
Ieri è ufficialmente partita la stagione del Milan 2009/10: non è stata però una festa, perchè all’esterno di Milanello si sono presenati circa duecento tifosi, che hanno scandito slogan di protesta contro la dirigenza. Gli ultras hanno cominciato a contestare con cori e striscioni. Nel gruppo dei tifosi anche un folto gruppo appartenente alla Curva Sud Milano, che già nel finale della scorsa stagione aveva contestato la società. Tra di loro anche “Il Barone”, Giancarlo Capelli, storico capo-ultrà: intervistato da 7Gold, o almeno
io l’ho visto lì, ha detto che Berlusconi deve ringraziare i tifosi del Milan perchè se adesso ha questo successo è grazie a loro. Opinabile: direi che sono loro a dover ringraziare il presidente più vincente della storia rossonera, che prese il Milan da Farina e lo portò sul tetto del mondo nel giro di tre anni. Detto che la riconoscenza ci deve essere, i tifosi fanno bene ad essere preoccupati: ceduto il fuoriclasse, la società fatica a trovare il nuovo centravanti. Ormai il prezzo standard è di 30 milioni: Dzeko? 30! Adebayor? 30! Luis Fabiano? 30! D’altra parte gli altri club sanno che il Milan ha liquidità e cercano di vendere alle loro condizioni. Galliani ha avuto però l’idea: per fare shopping aspetterà i saldi, con il rischio, però, di non trovare più la merce che aveva adocchiato… Leonardo vorrebbe Luis Fabiano, l’ha detto in conferenza stampa: più mobile, si adatterebbe meglio al tridente che ha in mente. Ma, per ora, il brasiliano costa come un capo di alta moda. E poi, tanto, come ha ricordato Berlusconi, il Milan ha l’organico più forte di tutti. Opinabile anche questa.
Notizione ieri sera: finisce il CDA della Juventus e cosa ne viene fuori? Che gli investimenti saranno concentrati su due giocatori: un terzino destro ed un centrocampista centrale. Bene, niente che non si sapesse, quello che invece mi ha turbato è il fatto che Galliani (e qua cambio argomento, come ho cambiato pagina ce
rcando al notizia) ha detto che il prossimo anno l’obiettivo è arrivare tra le prime tre in campionato e andare più avanti possibile in Europa. Fossi un tifoso rossonero sarei preoccupato. Cioè, ancor più preoccupato, perchè immagino che un po’ lo sarei già: ceduto Kakà, non tutti i soldi incassati saranno reinvestiti. L’allenatore è un’incognita, potrebbe partire anche Pirlo, la squadra è ancora vecchia, come centrali difensivi non può bastare Thiago Silva e, soprattutto, non arriva il grande “botto” davanti. Dzeko è già della serie dei “vorrei ma non posso”, Adebayor è forse già più possibile, ma ha un costo comunque importante. Dichiarare già da ora che l’obiettivo è il podio, beh, è tirare i remi in barca un po’ troppo presto. Siamo già a “Arriviamo terzi ? Ve l’avevamo detto” e al “Abbiamo vinto lo scudetto? E dire che non partivamo in prima fila“. Credo che una squadra come il Milan, cioè la più titolata al mondo, come direbbe Galliani, non possa e non debba mai correre accontentandosi di “zero tituli”, come direbbe Mourinho.
Questo, per il Milan, doveva essere l’anno del riscatto. Senza Champions l’obiettivo primario era la conquista del tricolore, magari contornata da un dignitoso cammino in Uefa. Invece, a una dozzina di partite dalla fine del campionato, la capolista Inter veleggia lontana dalle insidie del Diavolo. Adesso, a ragione, si parla di rifondazione. Perchè, inutile girarci intorno, il solito ritornello siamo-la-squadra-più-titolata-al-mondo, già di per sè discutibile, ha finito per stancare. Non si può vivere di ricordi, soprattutto nel calcio, dove in poche settimane
può succedere qualsiasi cosa. Innanzitutto, mi pare giunto alla fine il ciclo di Ancelotti, aziendalista fino in fondo e incapace di opporsi ai voleri di Berlusconi e di Galliani. Voleva solidità dietro, gli hanno preso Ronaldinho. Gli hanno riportato a casa il figliol prodigo ma quantomai arrugginito Shevchenko. Tempo fa gli rifilarono persino l’usurato e imbolsito Ronaldo. Il Milan ai milanisti e allora..a chi? Rijkaard? Van Basten? Donadoni? Chissà. Si sente dire in giro che il prossimo allenatore sarà Leonardo. Wow, la rifondazione parte bene. Ma andiamo per reparti in difesa avrà spazio Thiago Silva, Nesta ormai ha la schiena di un 70enne, forse i rossoneri potrebbero provare con Agger. Almeno se ne andrà Senderos, francamente improponibile. A centrocampo in crisi Seedorf (inconcepibile questo fatto ai miei occhi), potrebbe tornare Gourcuff, ma quanta voglia ne avrebbe il talento ora al Bordeaux? Nonostante tanta pubblicità, mi auguro un veloce ritorno di Beckham a Los Angeles: non avrebbe futuro. Anche se, in mezzo all’area, potrebbe esserci una bella punta fisica, oltre al povero Pato, troppo avvezzo ormai a starnazzare da solo. Adebayor? Forse. Di sicuro non Borriello, che ha vissuto un anno nerissimo, e non Inzaghi, più che bollito, e Shevchenko (trattasi di ex giocatore). Auguri, Milan.
Mourinho ha il suo bel da fare con il giovin svogliato Balotelli a tal punto che lo manda a giocare in Primavera (e lui risponde con una doppietta), ma anche a Milanello le acque sono agitate. Stavolta ci ha pensato Kakà a creare un piccolo caso, dicendo che come gioca adesso rende al 70%. La risposta di Ancelotti è stata: “Mi accontento“. Poi ha aggiunto “Non c’è nessun caso, io e lui parliamo tutti i giorni. giocando un po’ più indietro è normale che segni meno, ma in questo momento mi serve così“. Ovviamente credo che non ci sia davvero nessun caso, credo che Kakà abbia solo risposto ad una domanda di un’inter
vistatore senza nessuna intenzione polemica, in fin dei conti era preventivabile una sua minore presenza in zona gol. Perchè un conto è dividere il pianerottolo del trequartista con Seedorf, un conto è farlo con Ronaldinho, che già in estate fu definito “trecante” e che come disciplina tattica non mi pare una cima. Ancelotti ha continuato negando che i due si pestino i piedi, dicendo che non sono doppioni. In effetti non lo sono, perchè hanno due modi totalmente diversi di interpretare il ruolo del trequartista. Kakà ama le praterie in cui può andarsene in allungo e non disdegna la botta da fuori e solitamente attacca da vie centrali, Ronaldinho è un apolide forte nello stretto e molto abile su calcio piazzato. Tra i due quello che si deve prodigare nei rientri, per vari motivi, è dunque Kakà. Insomma, credo che alla fine i due possano coesistere, l’importante è che dietro ci sia un centrocampo solido. Il rulo del trequartista, al Milan, è una poltrona per due ed è normale che Kakà renda un po’ meno, anche perchè Ronaldinho sta giocando su buoni livelli. Alla fine, insomma, Ancelotti si accontenta. E come dargli torto? Un 70% di Kakà farebbe comodo a chiunque.
