Ridateci l’Europeo!

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Citando i tifosi della Juventus, Euro 2012 era un manifestazione che poteva “andare” all’Italia, che aveva avanzato la sua candidatura a paese ospitante. Invece, come tutti i calciofili sanno, l’Europeo di calcio si disputerà in Polonia e in Ucraina. Questa soluzione mi ha da sempre lasciato qualche dubbio: in fondo si tratta di due paesi confinanti, però è come se l’Italia avesse deciso di organizzare qualcosa con la Francia o con la Svizzera. Che infatti, per esempio, due anni fa aveva ospitato l’Europeo, ma insieme all’Austria. Una sorta di “vicinanza”, al di là di quella geografica, che poteva riguardare anche la manifestazione del 2000, svoltasi in Olanda e Belgio. L’Ucraina, che ne so, l’avrei vista bene con la Bielorussia, per dire. Ma non è di queste finezze che si parla oggi: i giornali sportivi hanno sparato titoloni sulla corruzione che avrebbe portato all’assegnazione di Euro 2012. Ha parlato l’ex tesoriere della federcalcio cipriota, Spyros Marangos: “Prima del 18 aprile 2007 - giorno in cui Polonia-Ucraina ottennero 8 voti contro i 4 dell’Italia - ho notato strani movimenti“. In pratica, i due paesi i 2 paesi avrebbero corrotto 4 membri dell’Uefa. Numero non indifferente, considerati appunto i 4 voti di scarto che hanno separato l’Italia dall’organizzazione del Campionato Europeo. Che andava fatto là, ad ogni (è proprio il caso di dirlo) costo. Vediamo come andrà a finire, in attesa che spuntino, magari, testimoni credibili. Fatto sta che in Italia siamo sì bravi a fregare gli altri, ma in questo caso potremmo aver fatto la figura dei dilettanti…

Pugno duro

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All’Uefa inizia una nuova era, quella del Fair Play finanziario. La prima squadra a subirne le conseguenze è il Mallorca, ufficialmente escluso dalla prossima Europa League. 60 milioni di deficit e pagamenti sospesi: intollerabile. Fuori i maiorchini, dentro il Villareal. La parola chiave è “pareggio di bilancio”: secondo il regolamento ufficiale prevede che un club non possa spendere più denaro di quanto ne guadagni. Questa dovrebbe essere la norma, ma raramente è stato così. In più, sarà tenuto in considerazione il debito accumulato e il monte ingaggio, ed inoltre tutte le scadenze di pagamento dovranno essere rispettate. Le misure entraranno in vigore gradualmente, ma intanto ecco la prima vittima: il Mallorca essenzialmente paga per la sospensione dei pagamenti, oltre al debito accumulato. Come sempre, però, ci si deve lamentare: lo ha fatto Laudrup, l’attuale allenatore, che appresa la sentenza l’ha bollata come ”ingiusta e che punisce meriti ottenuti sul campo“. E la società ha già fatto sapere che farà ricorso ”a qualsiasi livello”. Peccato: si invocano sempre regole più severe, ma quando si rimane vittime di queste regole, allora si contestano. Tutto il mondo è paese, eppure, come ha spiegato Platini, si tratta di una norma che “non punisce i club, ma li protegge“. Ma non capiscono.

Orrori arbitrali

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Certe cose te le puoi aspettare quando a decidere le tue sorti è un arbitro guatemalteco, oppure Ovrebo. Non quando a dirigere la gara hai Rosetti & Co. Ed invece Ayroldi, stavolta, ha toppato clamorosamente: tra Tevez e la porta non c’era proprio nessuno. Non un giocatore, figuriamoci due. Fuorigioco clamorosamente solare e altrettanto clamorosamente non visto. Interminabili quei momenti di attesa, e quel conciliabolo, prima che Rosetti si avviasse verso centrocampo. Ok, probabilmente il Messico non avrebbe retto alla forza d’urto dell’Argentina, però questo non c’entra. Questo quarto di finale è stato deciso, in parte, da un grave errore arbitrale. Anche l’altra squadra che ha passato il turno e che guarda caso si troverà di fronte l’Argentina, cioè la Germania, ha goduto di una svista altrettanto clamorosa: il tiro di Lampard era dentro, ma era dentro di un bel pezzo. Per la serie “corsi e ricorsi storici”… Sarebbe stato il 2-2, e qua, davvero, sospetto che avremmo assistito ad un’altra partita, se non altro per il fattore psicologico a favore dell’Inghilterra. Invece nulla e nel finale la Germania addirittura dilaga in contropiede. Inglesi fermi, sulle gambe, è il tramonto di una generazione che sembrava promettere tanto e che non ha vinto nulla. Lampard, Terry, Gerrard, Cole (entrambi), Ferdinand, Carragher e perchè no, anche Barry e Carrick. Oltre a Owen, quello che doveva essere il più forte e che invece si è perso per primo. Chi di loro andrà al prossimo Mondiale, lo farà da “vecchietto”. E’ rimasto solo Rooney, dietro di lui il diluvio.

Un pensiero, in ritardo

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Faccio mea culpa. Ieri era l’anniversario di un evento triste, la finale dell’Heysel. Quel 29 maggio del 1985, per una partita di calcio, persero la vita degli uomini, delle donne, dei bambini. Mariti, mogli, padri, figli. Senza un motivo. Senza nessuna colpa. Avevo due anni, è giusto che ricordi quel giorno chi c’era, chi l’ha vissuto davvero, ma un pensiero, seppur in ritardo, è doveroso. Mi sono fatto una vera “cultura” ieri, montando macchie su quel giorno. In più, ieri pomeriggio mi sono guardato su youtube l’intera puntata de La storia siamo noi dedicata all’Heysel. Davvero toccante, la consiglio a tutti. Se ne sono dette tante su quella partita, opinione comune è che non si dovesse giocare. Personalmente credo che invece sia stato meglio farlo, magari però annullando l’esito dell’incontro e non assegnando la coppa. Motivi di ordine pubblico: cosa sarebbe successo con i tifosi dispersi in giro per Bruxelles? Meglio non saperlo. Già erano state sbagliate le scelta della sede e l’organizzazione, con reti da pollaio tra gli inglesi e il purtroppo famoso settore Z. Allo stadio le notizie erano confuse, anche i tifosi, forse ancora inconsapevoli, esultarono per la vittoria. L’errore più grande fu festeggiare al ritorno in Italia. L’odio e la stupidità umana non hanno limiti, comunque: a Torino, durante la commemorazione della tragedia, alcuni pseudotifosi hanno lanciato delle bombe carta. Applausi, davvero.

Stadi nuovi, comunque.

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C’era qualche dubbio sul fatto che la corsa all’Europeo del 2016 sarebbe stata vinta dalla Francia? Diciamocela tutta: no. Con Platini presidente Uefa, i transalpini erano in una botte di ferro. In più, hanno anche calato l’asso-Sarkozy. Così, bye bye Euro 2016 e forse gran parte dei progetti riguardanti gli ammodernamenti degli stadi già esistenti o direttamente la costruzione di nuovi impianti. La candidatura italiana non ha nemmeno superato il primo sbarramento: in pratica, ci ha battuti anche la Turchia, superata poi dalla Francia al ballottaggio per appena un voto, 7 a 6. Il sospetto, però, è che si tratti anche del classico “contentino”: in fondo, la Turchia era alla terza candidatura consecutiva. Forse ci riproverà per il 2020, o forse da quelle parti si saranno stufati. Sarebbe stato suggestivo giocare in Cappadocia, peccato. L’Italia si trova di fronte all’ennesima bocciatura, che però brucia meno rispetto alla precedente, quando vinse la candidatura congiunta di Polonia e Ucraina, scelta discutibile, per usare un eufemismo. Ok promuovere il calcio ovunque, coinvolgere tutti, aprirsi a nuovi orizzonti, ma il 2012 si avvicina e c’è ancora tanto da fare. Brucia meno stavolta, perchè c’era un avversario fortissimo, una corazzata che partiva con i favori del pronostico e con qualche santo in Paradiso. In più, non si è ben capito quale dovesse essere il ruolo fondamentale di Maldini in tutto questo. Tanto fumo e poco arrosto, direi. Ma gli stadi italiani sono da rifare. Europeo o no, è l’ora di darsi una mossa.

Ora ci sono tutte

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Una bella storia di calcio o un vero peccato per la maggiore competizione calcistica? L’eliminazione della Russia da parte della Slovenia può essere vista in entrambi i modi. Ok, la Russia è, forzando, ferma alla vittoria dell’Europeo del 1960, e stiamo parlando di Unione Sovietica, che poteva comunque attingere da un bacino più ampio. Però il calcio russo sta effettivamente vivendo un periodo di crescita: due Coppe Uefa per i club (CSKA Mosca e Zenit San Pietroburgo) e grandi Europei in Austria-Svizzera ne sono la testimonianza, oltre al fatto che diversi calciatori russi si stanno facendo valere in giro per l’Europa nelle loro squadre. Invece in Sudafrica ci andrà la piccola Slovenia, imbottita di atleti sconosciuti ai più. Avanti così, direi: questo è il bello del calcio. Sul 2-0 parziale dell’andata nessuno avrebbe pronosticato un simile risultato, invece il golletto in trasferta è risultato decisivo. Ben più clamorosa poteva essere l’eliminazione della Francia, lei sì un colosso anche a livello calcistico. Invece si è salvata estromettendo l’Eire del Trap. Sarebbe più corretto dire che l’Irlanda è stata fatta fuori per mano dei francesi… Peccato. O forse no. Stiamo per andare a difendere il titolo mondiale: meglio farlo con le migliori contro oppure avendo un percorso in teoria più agevole? Nel frattempo, azzardo il super-pronostico: il Mondiale lo vincerà l’Inghilterra.

Il caso è davvero cieco?

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Certo che a volte si fa fatica a credere che il caso non ci veda. Il Milan affronterà il Real Madrid e dunque Kakà, mentre l’Inter dovrà scontrarsi contro il Barcelona, e cioè con Ibrahimovic. Non so perchè, ma avrei detto che sarebbe andata esattamente così. I nerazzurri, poi, se ne andranno verso est per affrontare Dinamo Kiev e Rubin Kazan (un po’ come fece la Juve l’anno scorso), mentre il Milan, oltre allo Zurigo, ha nel girone l’Olympique Marsiglia, avversario che riporterà alla mente un paio di ricordi: i riflettori del Velodrome e la finale persa nel 1993. La Juventus non trova un girone morbido, anzi: Bayern Monaco e Bordeaux sono avversari tosti e competitivi, in particolare i tedeschi, nonostante l’avvio di stagione disastroso, e il Maccabi Haifa ha stupito nei preliminari. E la Fiorentina? I viola tornano al passato, cioè al Lione già affrontato l’anno scorso. In più, l’affascinante sfida con il Liverpool e gli ungheresi del Debrecen, all’esordio nella fase a gironi della Champions League. Tirando le somme, le urne non sono certo state benevole con le italiane. Per la Fiorentina era scontato, essendo in terza fascia (ma almeno come quarta non ha il Wolfsburg), l’Inter ha pescato la peggior seconda possibile e affronterà squadre nel pieno della stagione, il Milan può sorridere davvero solo per lo Zurigo: in fondo, il Marsiglia non ha vinto il campionato l’anno scorso per un soffio. E la Juve, essenzialmente, può arrivare prima, ma anche terza. Certo, ci sono un paio di gironi da Europa League come Siviglia-Rangers-Stoccarda-Unirea Urziceni e Arsenal-AZ-Olympiacos-Standard Liegi, però è anche questo il bello del sorteggio…

Chi vuole la Superlega?

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Ritorna l’idea-Superlega, e stavolta pare essere più di una semplice suggestione. Già Platini ha cambiato la Champions League, adesso i capoccioni dell’Uefa hanno in testa un ambizioso progetto. La formula sarebbe quella di un grande torneo (che sostituirebbe tutte le coppe) strutturato in tre divisioni da 20/22 club ciascuna. La “Superlega A” assegnerebbe il titolo di campione d’Europa, e sarebbero previste le retrocessioni. Non ci sarebbe dunque il temuto “modello NBA”. Per subentrare nella terza serie serviranno dei preliminari. Una Superlega del genere prevederebbe, con partite di sola andata, 19 match di altissimo livello. Poi, a seguire, in pratica, i playoff. L’idea, sostanzialmente, è di far fuori le squadre dei campionati minori, una cosa che già non sopporto adesso. Vorrei il ritorno alle vecchia Coppa dei Campioni, quella che ha visto in finale il Malmoe, in cui ha vinto per due anni di fila il Nottingham Forest, in cui lasciarono il segno lo Steaua Bucarest, il Celtic e il Feyenoord. Ma d’altra parte i tempi delle tre coppe Uefa-Campioni-Coppe non torneranno più, e tutto è deciso dai soldi. Giusto o no, è così. Insomma, le slovacche, le bulgare e le svedesi (e tutte le altre) si dovranno accontentare di stare ai margini del calcio che conta. Devo guardare anche ai lati positivi, però: da tifoso Juventino, finalmente potrò anche esultare per una salvezza strappata all’ultima giornata.

Punterei su Ribery

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La Juve, secondo Tuttosport, ha in mano un poker d’assi e adesso dovrebbe scegliere quale dei quattro calare. Si tratterebbe di Cassano, Silva, Ribery e Rakitic. Già caduto nel dimenticatoio Diego, esattamente come accadde l’anno scorso con Van der Vaart. Come nomi direi che ci siamo, farebbero tutti comodo alla Juve. Vabbè, tranne Rakitic: se è stato scartato il brasiliano del Werder in quanto trequartista centrale, non vedo come mai sia considerato appetibile il croato, più giovane, meno pronto e, per ora, meno forte. Forse perchè costa meno. Cassano farebbe comodo, ovviamente per il dopo Del Piero, che credo sia più vicino di quanto si pensi. Alex in campionato ha segnato solo una volta su azione, e non sempre capitano calci piazzati sulla zolla giusta. Non sono un estimatore di Giovinco, dunque punterei su Cassano: di sicuro, a certi prezzi, non si trova di meglio. Capitolo Silva: mi piace, è forte, è giovane ma ha esperienza, ma è spagnolo. L’ultimo a far bene in Italia fu Suarez. Eccoci a Ribery: se dovessi fare un investimento pesante, lo farei per lui. Capace di giocare su entrambe le fasce, viene dalla Bundesliga, campionato da cui la Serie A non ha mai importato grosse fregature, è un classe ‘83 dalla grande esperienza internazionale. In più pare stia studiando l’italiano. Ok, lo studiava, dicevano, anche il suo compagno di squadra Schweinsteiger, già accostato alla Juve prima del suo rinnovo col Bayern, quindi questo non so quanto possa essere indicativo. Insomma, tra tutte le opzioni possibili, punterei tutto su Ribery. E’ pure francese, il che in bianconero non guasta (tranne “l’episodio” Blanchard). Tanto vale fare un solo investimento, ma questa volta sul sicuro.