Sarebbe meglio aspettare ancora un po’, forse. Però la sensazione è quella, ovvero che la Juventus ha portato in Italia davvero un gran bel giocatore. I palati fini potrebbero dire che ieri sera Krasic non ha fatto nulla esclusi i gol… che però sono stati tre. Ok, due e mezzo. Il buon Milos ha fatto la differenza segnando a raffica nella serata in cui non è praticamente mai partito in fascia a testa bassa, proprio nella partita in c
ui sarebbe servito, viste le due torri messe in campo da Delneri. Lo prendo come un buon segno: almeno, il serbo è in grado di variare il suo gioco e di trovare la porta, cosa di cui non ero certo (a proposito: ieri in Spagna doppietta di Trezeguet, ma la Juve va avanti con Amauri, bene così). In Russia le sue segnature sono andate via via aumentando, dalle 2 del 2005 alle 9 del 2009: se non altro: segnale di crescita costante. Non me ne aspetto più di 10, per carità: sarebbe chiedere troppo, anche se con questa Juve “zemaniana” potrebbe anche succedere. A 26 anni, l’ala serba è arrivata nel grande calcio, dopo aver, forse, sprecato almeno un paio d’anni nella gelida Russia, se è davvero questo il vero Krasic. C’è arrivato tardi, ma la sensazione è che ci possa tranquillamente stare. Non sarà Nedved, a cui la suggestione dei tifosi bianconeri lo ha già accostato, riservandogli anche lo stesso coro: non ha il suo tiro e poi, soprattutto, ha le meches.
Come non detto. Le dirette rivali della Juventus forse non sono Milan, Fiorentina, Roma, Napoli, Palermo e Genoa, ma squadre come l’Udinese, per fortuna battuta nello scontro diretto di domenica. La Juventus vista ieri sera non si era mai vista nemmeno nella passata stagione, o forse sì, ma almeno l’anno scorso non c’era un allenatore (poi c’era ma era troppo tardi). Non pretendo dopo una manciata di partite che si veda la mano di Delneri, ma che almeno i giocatori non sembrino gente presa a caso in strada e messa in campo, questo sì. Perchè non è possibile che ogni azione avversaria (ed è così giuro, per chi non ha visto la partita) si
trasformi in una palla gol. Questa Juventus, mi ripeterò, dovrebbe giocare sulle ali, ma non ce n’è una mancina, per limiti della rosa si ritroverà spesso senza avere nessuno che possa prendere la palla di testa sui cross e, ultimo problema, non ha terzini degni di questo nome. Per la partita di ieri sera, infatti, vorrei fare una menzione speciale per Motta: non sono sicuro che si tratti di un giocatore di calcio. In caso lo fosse, sarebbe meglio come ala destra che come terzino. Difende peggio di De Ceglie, e non pensavo fosse possibile. Non pensavo fosse possibile nemmeno rimpiangere Molinaro, ed invece presto potrebbe succedere. Ultima cosa: anche Storari mi sembra davvero un portiere mediocre ma, d’altra parte, lui sarebbe la riserva di Buffon. Bene, tanto valeva tenere Manninger e risparmiare soldi. La Juventus ha quattro punti: se non avesse segnato due reti in fuorigioco contro la Sampdoria e se Chiellini fosse stato espulso dopo una dozzina di minuti a Udine chissà dove sarebbe adesso. Non si può che migliorare, consoliamoci così.
Cambiano gli uomini, ma gli effetti sono sempre quelli. Il mercato della Juventus, adesso nelle mani di Marotta, presentato come autentico mago del mercato, somiglia pericolosamente a quello della premiata ditta Blanc-Secco. Quando la Juventus vuole comprare qualcuno, i prezzi si alzano a dismisura, quando invece la società intende vendere, lo fa per cifre irrisorie. Pepe, per il quale è solo stato pagato un “acconto”, è stato valutato una dozzina di milioni, lo stesso dicasi per Martinez. Bonucci addirittura quindici. Non
parliamo poi dei possibili acquisti saltati: per Krasic la valutazione del Cska sfiorava i venti, per Dzeko non ne sarebbero bastati più di trenta. Quando arriva a vendere, invece, la Juve trova grandissime difficoltà: certo, gli ingaggi pesanti non aiutano, ma rimango convinto che dalle partenze poteva incassare di più. Poulsen se n’è appena andato al Liverpool per poco più di cinque milioni, Tiago se ne potrebbe andare all’incirca per la stessa cifra. Se a comprare fosse la Juventus, sono sicuro che la loro valutazione avrebbe sfiorato i dieci milioni. Lo stesso accadrà per Diego, che partirà, ormai è certo, e lo farà per una cifra irrisoria rispetto a quella suo acquisto: sei o sette milioni in meno, e non credo che nonostante un’annata sciagurata (per tutti, però), la valutazione di un 25enne possa scendere di così tanto.
In attesa che la Juventus vendendo Diego compia l’operazione in uscita più sbagliata degli ultimi undici anni, ovvero dai tempi di Henry sbolognato all’Arsenal, è già tempo di amichevoli internazionali. E importanti, anche, perchè ieri ha esordito la nuova Italia di Prandelli che, a dirla tutta, non è stata molot migliore dell’ultima di Lippi. Tuttavia, è bene chiarire che si tratta pur sempre di calcio agostano, ovvero di un calcio che non conta nulla. Tutte le squadre in preparazione, esordienti in quantità, nuovo tecnico: si può vincere
5-0 come perdere 1-0 contro la Costa d’Avorio. Di cose buone se ne sono viste poche, e quelle milgiori sono arrivate sui calci piazzati, escludendo un’incursione di Motta che arrivato in area di rigore ha poi colpito il palo. Amauri non ha segnato, ma questa non è una novità, c’era chi si aspettava qualcosa di più dalla coppia Cassano-Balotelli, che invece devono ancora affinare l’intesa. Mi ha fatto una buona impressione Sirigu: più di Marchetti, può essere lui il vice e l’erede di Buffon. Da notare come ci fosse un blocco juventino anche ieri sera: tre quarti di difesa erano bianconeri e l’altro, Molinaro, lo era fino ad un mese fa. Molinaro, tra l’altro, ieri sera non si è esibito nel pezzo forte del suo repertorio, ovvero il cross. Peccato. Comunque, in generale non credo che il 4-2-3-1 sia il modulo adatto a questa squadra, ma magari mi sbaglio.
Rimarrò sempre dell’opinione che se un portiere si fa infilare sul suo palo da una punizione calciata da 35 metri è sempre colpa sua. Se metti la barriera devi stare poi dall’altra parte della porta, sennò succede che fai il mezzo passo e uno come Del Piero ti frega. Ma d’altra parte stiamo parlando del portiere degli Shamrock Rovers, con tutto il rispetto possibile per la squadra irlandese. Onore agli avversari della Juventus, che hanno onorato una partita che oggettivamente aveva poco da dire, aiutati da un clima che ha fatto temere la
sospensione della gara. Più pallanuoto che calcio nel primo tempo, quasi calcio nel secondo, dove effettivamente si è vista di più la differenza tra le due squadre. Bene Del Piero, decisivo, ancora fuori dal gioco Diego, che è e sarà sempre meno attaccante del capitano. Amauri ha lottato, ma stavolta non ha segnato: comunque è stato tra i migliori. Per quanto riguarda le fasce laterali, che saranno il vero ago della bilancia della stagione bianconera, sottotono Pepe, che sembra avere un bel cross, meglio Lanzafame, se non altro più volenteroso. Il suo problema è che non cerca mai il fondo, ma tende sempre ad accentrarsi. Come avrebbe fatto Giovinco, insomma, ceduto in prestito proprio al Parma, da dove arriva Lanzafame. Adesso per la Juventus c’è lo Sturm Graz: aumenta la difficoltà dell’impegno, meglio così.
OK, ho sbagliato, pensavo che gli Shamrock Rovers fossero una squadra paragonabile ad una che in Italia fa una bassa Serie B. In realtà somigliano di più ad una da Serie D. Comunque, dopo la sciagurata annata 2009/10, meglio non fidarsi di nessuno, mai. Nel calcio tutto è possibile, anche che la Juventus faccia una stagione come quella passata. Dunque, bene così, 2-0 e qualificazione già certa. Non che nel doppio scontro ci fossero dubbi su chi si sarebbe qualificato, ma così la partita di ritorno sarà un allenamento, che in fase di
preparazione non fa mai male. Qualcosa di buono c’è davvero, in qusto risultato, ed è la buona mole di gioco sviluppata sulle fasce, da Pepe in particolare, che sembra anche in discreto crossatore. La palla in mezzo per il 2-0 l’ha messa Motta: manna per Amauri, che ha nel gioco aereo il suo unico vero punto forte, quello in cui è davvero tra i primi in Italia. L’avversario non era dei più temibili, vero, non aveva a che fare con Samuel, Terry o Vidic, però ha già segnato quasi un terzo delle reti dell’anno passato. Certo, ripartire con Amauri titolare non sarebbe certo il massimo, dopo il fallimento della sua seconda stagione in bianconero. Ma se continuasse come è partito, magari chiuderei un occhio. Ma rimango dell’opinione che la Juve abbia davvero bisogno di un grande centravanti.
Quando si dice che la salute è tutto. Alla Juventus cambiano i giocatori, cambia la dirigenza, ma da quel punto di vista è sempre la stessa musica. Musica decisamente pessima: si sono già infortunati Manninger e Iaquinta. Se quello del portiere austriaco, destinato ad essere secondo e poi terzo con Buffon (operatosi per non farsi male mai più), è uno stop che non preoccupa, lo fa decisamente di più quello dell’attaccante,
perchè dopo un anno passato in infermeria ha ricominciato la stagione allo stesso modo. Un infortunio di Iaquinta non dovrebbe essere grave per una squadra come la Juve, se fosse una Juve vera: ma questa è ancora in costruzione e non è detto che in avanti arrivi qualcuno. Questa squadra è destinata a fare (purtroppo) grande affidamento su Iaquinta e non è un buon segno in generale, se parte rotto è ancora peggio. Nei primi giorni di ritiro si era fatto male anche Del Piero, ma è stata una cosa da poco. Si trovava a Pinzolo. Iaquinta, invece, ha avvertito il riacutizzarsi di un problema patito al Mondiale mentre si allenava a Vinovo: l’ennesimo indizio che Capello, quando lì non voleva stare, forse non aveva tutti i torti. Chi ben comincia è a metà dell’opera: ecco, per questa Juve l’inizio è già in leggera salita.
Mancano circa quaranta giorni all’inizio del campionato, normale che si stia attraversando una fase in cui ci sono più voci che fatti concreti. Il caldo, poi, non aiuta a riflettere: anzi, sono convinto che proprio il caldo abbia già giocato brutti scherzi, in particolare a Marotta, che per me (modestissimo parere) ha già sp
eso troppo per dei giocatori mediocri, o comunque non all’altezza del valore loro attribuito. Spero di sbagliarmi, sia chiaro, ma le operazioni Pepe-Martinez hanno prosciugato le casse bianconere ed adesso la Juve, prima di comprare, deve vendere. Non solo elementi palesemente in esubero o che hanno fatto il loro tempo, ma anche giocatori che potrebbero essere utili. Ovviamente sto parlando di Diego: non si diventa brocchi in una stagione, soprattutto in una nata male e finita peggio per tutta la squadra. Non ha senso vendere il fantasista brasiliano per arrivare a Dzeko, per esempio. E potrebbe succedere. E’ in partenza, invece, Giovinco, anche se la formula della cessione garantirebbe un eventuale ritorno alla base. Anche in futuro, però, vedo improbabile un Giovinco titolare nella Juventus. Non mi si venga a dire che si tratta dell’ennesima “vittima” di Del Piero: massimo rispetto per il suo talento, ma non mi è mai sembrato all’altezza. Senza ironia… sono alto come lui! Che provi a fare il salto di qualità a Bari, allora, portando qualche milione utile alla causa bianconera. Ventura sogna di averlo in squadra, lui potrebbe giocare finalmente titolare. Poi si vedrà.
Oggi inizia le due giorni dei quarti di finale, ma voglio parlare un po’ della mia squadra, cioè la Juventus. Reduce dalla peggior stagione di sempre, l’annata nera è stata “coronata” dalla tripletta dell’Inter. Insomma, peggio di così il nuovo corso non potrà andare. Per questo i tanti tifosi bianconeri sparsi per l’Italia si aspettano molto dalla nuova dirigenza, soprattutto da Marotta, arrivato come salvatore della patria e riconosciuto all’unanimità come uno degli uomini più bravi a muoversi sul mercato. Ci voleva, dopo anni di acquisti sbagliati, tra inutilità di certi elementi e quotazioni gonfiate di altri. Non c’è il budget di altre
società, vero, però finora sembra davvero un mercato da… Sampdoria. Onesti pedatori che prenderanno il posto di onesti pedatori un po’ più vecchi di loro. Ma forse, è proprio questo che serve: tanta corsa, pochi fronzoli. Però sono le quotazioni a far storcere la bocca, almeno la mia. Vada per Motta, che rimpiazzerà i vetusti/sempre rotti/inaffidabili Grygera e Zebina. Ma valutare Bonucci 15,5 milioni mi sembra un’esagerazione, ma visto che è uno die pochi centrali giovani italiani… Il reparto degli esterni si è arricchito di gente come Pepe, Lanzafame e Martinez. L’ex Udinese corre tanto, ma non mi dà l’idea di essere uno con grandi colpi. E sarà pagato una dozzina di milioni, Lanzafame non ha incantato a Parma, ma già era della Juve e partirà dalla panchina, l’uruguaiano ha la stessa quotazione di Pepe: troppo alta per un giocatore che ha fatto bene, sì, ma Catania. Ma se la dirigenza spende tanto, vuol dire che i soldi li ha. La cosa che mi lascia più perplesso, però, è il fatto che sono tutti esterni abituati a giocare “alti”, mentre Delneri dovrebbe avere come schema di base il 4-4-2…
Il risultato poteva essere migliore, vero. Perà tutto sommato dell’Italia vista ieri sera ci sono diverse cose da salvare. Il pareggio finale, intanto, consente di affrontare il resto delle partite con discreta tranquillità, lasciando aperte le possibilità di arrivare primi nel girone. L’Italia, contro un avversario in grande forma fisica ha dato dimostrazione di stare bene, almeno sul piano della corsa, e di saper anche tessere buone trame di gioco. Certo, manca il fuoriclasse, ma si sapeva. Dobbiamo essere tutti al 100% e giocare coralmente. Ma,
d’altra parte, anche in Germania non ci distinguemmo certo per il calcio spettacolo… Questa squadra è peggiore di quella, ma ai quarti arriverà. Poi, chissà. Comunque, nota negativa l’infortunio di Buffon, che poi infortunio non è: ormai quel mal di schiena è cronico e da ora in poi sarà sempre peggio. Inoltre, troppo timido Criscito su quella fascia, ma potrebbe essere stata l’emozione dell’esordio in un Mondiale. Ovviamente male Marchisio, ma quello non è davvero il suo ruolo. Preoccupante anche come è stato preso il gol. Note positive, almeno due: Montolivo, intanto. Ha dimostrato di avere gli attributi e di poter giocare ad alti livelli, finalmente. Sicuramente il migliore dell’Italia, ma è andato bene anche Zambrotta, che ha corso più in novanta minuti col Paraguay che in due stagioni al Milan. Bene anche De Rossi, per il gol ma non solo. All’Italia vista ieri, sommando le cose buone e quelle meno buone, darei un 6.5
