In classifica la Juventus ha guadagnato un punto. Sotto sotto, però, se ne sente anche qualcuno in più, perché il pareggio di Napoli, per come è arrivato, vale quasi come una vittoria. Certo, bisogna ammettere che l’arbitro un piccolo aiuto l’ha dato: Lichtsteiner poteva essere espulso, ad esempio. Ma il carattere c’è, su questo non ci piove. Dodici partite, zero sconfitte e dieci punti raccolti nelle sfide con Milan, Inter, Lazio e
Napoli. Non c’è nessuna fuga per adesso, perché tutto sommato, anche se la Juventus è imbattuta ha comunque pareggiato cinque volte, ma i segnali sono confortanti e il fatto di non avere impegni di coppa il suo peso ce l’ha, eccome. E poi, per adesso la rosa di Conte non ha subito infortuni significativi. La squalifica di Marchisio ha portato al ritorno del 4-2-4 abiurato dopo una manciata di partite, segno che l’allenatore non reputa Pazienza un ricambio adeguato. Per questo, dal mercato dovrà arrivare un centrocampista dinamico in grado di fare un po’ tutto: di dare il cambio a Marchisio e Vidal, ma anche a Pirlo. Non farebbe male anche un difensore centrale, visto che con Bonucci c’è sempre il rischio di sbandare un po’ dietro. Per il resto, Conte può essere ottimista: l’amalgama c’è e non serve andare a comprarlo. Il carattere pure e sono sicuro che in questo ci sta mettendo del suo.
Cose che un anno fa non sarebbero mai state pronosticabili: Krasic è ormai nella storia della Juventus (nel senso che di lui ormai si parla al passato), mentre Pepe ha il posto fisso. Dell’umoralità del serbo ho scritto già, nel frattempo il suo procuratore lo sta dirottando all’estero e Conte non sembra credere per niente in lui. Pepe, invece, si è guadagnato i galloni da titolare in virtù della sua disciplina tattica e del suo spirito di abnegazione. C’è riuscito anche perché la concorrenza non era irresistibile: detto di Krasic, Elia è un altro bocciato, Estigarribia è da ultimi venti minuti e Giaccherini è oggettivamente mediocre, il peggiore dell’intero lotto. Ma Pepe ci ha anche messo qualche gol e giocate interessanti. Sia chiaro, non è Robben ed è inferiore ad un Krasic in giornata-sì, probabilmente avrà un calo a breve, ma al momento è davvero un giocatore prezioso per la Juventus, ed è anche grazie al suo rendimento attuale che la squadra scende sempre in campo con il 4-3-3. Per questo, credo che Prandelli dovrebbe portarlo all’Europeo. Ad oggi è l’unico che potrebbe permettere al ct una variazione sul tema rispetto al solito 4-3-1-2. E’ un’ala e in Italia non c’è nessun fenomeno in quel ruolo: c’è Pepe, facciamocene una ragione. Ma mica deve partire titolare anche in azzurro.
Il risultato che conta è quello del campo. Però è anche vero che in campo ci vanno l’arbitro e, appena fuori dalle linee di gioco, i suoi assistenti. L’Inter ha vinto, Milan e Napoli hanno pareggiato. Questo, appunto, il verdetto del campo. Però i nerazzurri hanno sbloccato il risultato con Thiago Motta in posizione palesemente irregolare. Al contrario alle squadre di Allegri e Mazzarri sono stati negati per dei fuorigioco errati due gol validi. Questo non vuol dire che l’Inter avrebbe raccolto un punto o che Milan e Napoli ne avrebbero portati a
casa tre, per carità. Ogni partita ha la sua storia e chissà come sarebbero andate a finire i match in questione. Però questi sono errori che pesano tantissimo, soprattutto in un campionato molto equilibrato come quelli al quale stiamo assistendo. Anche grazie a queste sviste, nel frattempo la Juventus si ritrova in testa con una partita in meno, quella di Napoli che tanto ha fatto parlare. A proposito, gran bella prestazione quella dei bianconeri: bel gioco e gol, impossibile chiedere di più. Sarà Conte, sarà l’assenza delle coppe, sarà una rosa all’altezza, ma per lo scudetto, udite udite, c’è sul serio anche la Juventus. Ma il mio entusiasmo da tifoso potrebbe subire un duro colpo tra poco: Lazio e Napoli in trasferta nel giro di tre giorni non sono cosa da poco.
Tanta attesa è stata ripagata: la Juventus ha esordito alla grande in campionato superando in scioltezza il Parma. Un 4-1 che poteva essere un 4-0: e anche se quel golletto su rigore ad un minuto dalla fine fa storcere un po’ il naso pr aver sporcato un risultato rotondo e perfetto, i tifosi juventini possono essere contenti. Era difficile immaginare un esordio migliore: il Parma non ha mai tirato in porta (nemmeno fuori, a dire il vero), la Juve ha fatto la partita dal primo al novantesimo, con un grande possesso palla e diverse giocate di livello. Certo, si dirà, l’avversario non era granché. Ed infatti non c’è da stappare lo spumante, ma
si può essere ottimisti, quello sì. Il mercato non ha portato un grande difensore centrale, è vero, ma sono arrivati, rimanendo ai goleasor odierni, un Vidal tuttofare ed un terzino come Lichtsteiner, uno che la fascia la ara senza sosta. A proposito, le famose fasce: bene Pepe, con la ciliegina del gol, male Giaccherini, forse emozionato o forse solo scarso, chissà. Continuo comunque a vedere titolare Krasic sulla destra, sempre che sia in forma, ed uno tra Elia e Estigarribia sulla sinistra. Devono assimilare gli schemi, lo faranno presto: Conte è un martello che picchia forte. La favola dell’allenatore integralista è già finita, come quella dei terzini bloccati: guardatevi il taglio di Lichtsteiner sul gol. Perfetto, come il lancio di Pirlo, che ha imbeccato poi anche Marchisio per una rete sontuosa. Quando si corre (e lo si fa non a vuoto) viene tutto più facile, cè poco da fare. E poi, è bene sottolineare certe cose come ha fatto Conte nel post-gara: l’arbitro ha sbagliato due volte (rigore e gol annullato) penalizzando la Juve. Ricordatevene in futuro, mi raccomando, quando accadrà il contrario.
Dopo gli arrivi a costo zero e in attesa di piazzare il grande colpo, quello del top player (e il Cda di domani dirà molto in questo senso), la Juventus ha riscattato quattro giocatori che erano già in rosa nella stagione appena finita. Matri, Quagliarella, Pepe e Motta, tutti bianconeri al 100%, per la non modica cifra di 37 milioni, più quelli versati l’estate scorsa. Perchè quando compra la Juve strapaga e quando deve vendere,
invece, raccoglie solitamente briciole. Non si è smentita nemmeno nell’affare che ha portato metà Giovinco al Parma. Non sono un fan di questo giocatore, anzi, ma è stato valutato, in pratica, come Motta. Traducendo, si è trattato di uno scempio. Ma d’altra parte era stata la dirigenza bianconera a consegnare al Parma il coltello dalla parte del manico: dando la possibilità di riscattare la metà di Giovinco per una cifra così esigua, era cosa certa che il riscatto venisse esercitato. Perchè era inverosimile che in una sola stagione il valore complessivo scendesse sotto i sei. E poco conta che il prestito di Giovinco sia stato oneroso: la cifra non cambia molto. Il Parma lo ha riscattato giustamente: adesso si ritrova una metà che vale più di tre e la Juve, invece, ci ha rimesso “virtualmente” qualche milione che avrebbe fatto comodo. Per venderne mezzo a tre milioni c’era tempo, ma evidentemente a Marotta e soci non piace fare buoni affari.
Scrivo così, d’amblè, appena finita Juventus-Parma. Il fatto è che uno aspetta venti giorni, passa tutte le feste aspettando che ricominci il campionato e poi succedono cose di questo genere. Parlo da un’ottica bianconera, ovviamente. Immagino che se fossi un tifoso del Parma sarei contentissimo, ma non è il mio caso. Comunque, l’incontro l’ha deciso Felipe Melo, che è tornato dal Brasile scemo come l’anno scorso, o forse, appunto, ha mandato qua il suo gemello cattivo. Ok, la Juventus aveva anche perso Quagliarella ed era
stato un brutto colpo, ma il calcio in faccia con conseguente espulsione è stata la vera mazzata. Non c’erano gambe, non c’era nemmeno la testa. Hanno sbagliato tutti oggi: anche Delneri, che ha subito tolto Del Piero. Non capirò mai che bisogno ci sia di togliere ogni volta il numero 10 di ogni squadra quando si rimane in dieci, appunto: out Quagliarella, a quel punto di punta rimaneva solo Amauri, che è come dire “Ok, noi gol non lo facciamo, almeno su azione. Per favore non segnate”. Già, Amauri: in due anni solari ha segnato la bellezza di 6 reti in campionato. Eppure è accreditato come “attaccante”. Nel fantacalcio, negli album di figurine, sui siti internet, nell’immaginario collettivo è un centravanti. Ma in base a cosa? Che lo metta in difesa, Delneri. Il fisico ce l’ha. A questo punto, in attacco ci metta Sissoko, oppure Sorensen. Anche Traorè, volendo. Tanto peggio dell’oriundo peggiore della storia non potrebbero fare.
Il Milan, ormai è ufficiale, è la grande favorita per la vittoria dello scudetto: se non altro, per la serie “corsi e ricorsi storici”, avere Ibrahimovic lo pone in pole position. Lo segue la Lazio, sempre più convincente, prima sorpresa ed adesso splendida realtà del campionato. La giornata di ieri ha però detto un’altra cosa, ovvero che per il tricolore può lottare anche la Juventus, che probabilmente non vincerà, ma che può stare lassù in
alto. I tre punti raccolti a Catania valgono doppio: perchè nessuno ci vinceva da tempo, perchè conquistati nonostante un gol non visto e perchè arrivati dopo aver sofferto per una buona parte della partita, all’inizio e alla fine, quando i rossoazzurri hanno giocato bene, ma pungendo troppo poco. La doppia ala Pepe-Krasic ha consentito alla squadra di avere più soluzioni offensive in una giornata in cui Aquilani non ha brillato, ma in cui Melo si è confermato un grande centrocampista. Quagliarella, poi, sta disputando una stagione da bomber di razza, cosa che probabilmente non è, così come Maxi Lopez, obiettivo (ex, spero) del mercato di gennaio. Bene anche Storari e Grosso, ex-emarginato che si sta rivelando utilissimo alla causa bianconera. Adesso stiamo a vedere: se non ci sarà lo sciopero, domenica sera la sfida più attesa sarà quella tra i bianconeri e la Lazio: una prova di maturità, per entrambe.
Chiariamo prima di tutto una cosa: il rigore per la Roma c’era. Non ha senso lamentarsi del mancato rigore concesso al Palermo in settimana per il fallo di mano di Boateng e poi fare lo stesso quando la sanzione c’è, ma ai propri danni. La dirigenza juventina, quindi, poteva fare a meno di fare rimostranze nei confronti della direzione arbitrale. E poi, ce n’era un altro prima, di rigore. Detto ciò, non è stata una bella partita nel senso stretto del termine, ma non si può dire che Juventus-Roma sia stato un brutto incontro. Poche occasioni
nitide, vero, ma buon ritmo e tanto agonismo. Devo dire che nel complesso, nonostante abbiano creato meno, mi sono piaciuti di più i giallorossi, che però giocavano in 10: Totti era da 4 in pagella, praticamente invisibile fino alla realizzazione del rigore, dopo il quale, tra l’altro, ha esultato con la consueta signorilità. Il Pupone non smette mai di meritare applausi, davvero. La Juventus non mi è piaciuta nelle piccole cose, nei troppi passaggi elementari sbagliati. Sbagliati da tutti, ma mai da Aquilani: a 26 anni è praticamente a metà carriera, peccato davvero che lo abbiano frenato i troppi infortuni, perchè ci sarebbe stata tantissima qualità. Il gol di Iaquinta, infatti, è suo almeno al 50%. Bene anche Pepe, insolitamente efficace sui cross, ma anche Grosso: ho la sensazione che questo ex emarginato alla Juventus farà parecchio comodo da qui alla fine della stagione.
Un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni per la Juventus, anche se tutto sommato il punto raccolto a Salisburgo non è da buttare via in ottica qualificazione. Inoltre, i bianconeri erano anche andati in svantaggio: il bicchiere potrebbe essere anche considerato mezzo pieno. Trabocca se si considera l’acquisto di Krasic, perchè questo qua sembra davvero forte, perchè in pratica salta sempre l’uomo. E trova anche il gol con una certa facilità. Certo non è Cristiano Ronaldo, perchè una volta saltato il suddetto uomo, non è poi scontato che trovi l’uomo in mezzo all’area oppure la porta con un gran tiro. Anzi, mi pare di aver capito che
in questo non somigli proprio a Nedved. A dirla tutta, al ceco somiglia solo per i capelli, ma Krasic, ad essere fiscali, si fa le meches. Dunque, cosa potrebbe davvero accomunarli? Il fatto di giocare sulla fascia, sebbene opposta. Hanno in comune la facilità di corsa. Ma se Nedved lo faceva ininterrottamente per novanta minuti (ed oltre, visto che in pratica si allenava sempre, anche durante le vacanze), raramente riusciva a saltare l’uomo in progressione. Lo fa invece Krasic, che gioca però a corrente alternata: va progressione, crea la giocata, poi si defila, si accentra e si nasconde, ricarica le pile. Quando poi è pronto, riparte, brucia i difensori, si riposa di nuovo e così via. Come ieri sera: segna, poi per una quarto d’ora non si vede, ed al’improvviso da poco oltre centrocampo vola verso la porta, sbagliando però la rete da pochi metri. Sono le pause di Krasic che rischiano di fregare la Juventus, perchè sembra davvero una squadra che dipende molto da lui. E quando lui rifiata, è raro che qualcun altro si inventi qualcosa. Da tifoso, spero di essere smentito.
Sarebbe meglio aspettare ancora un po’, forse. Però la sensazione è quella, ovvero che la Juventus ha portato in Italia davvero un gran bel giocatore. I palati fini potrebbero dire che ieri sera Krasic non ha fatto nulla esclusi i gol… che però sono stati tre. Ok, due e mezzo. Il buon Milos ha fatto la differenza segnando a raffica nella serata in cui non è praticamente mai partito in fascia a testa bassa, proprio nella partita in c
ui sarebbe servito, viste le due torri messe in campo da Delneri. Lo prendo come un buon segno: almeno, il serbo è in grado di variare il suo gioco e di trovare la porta, cosa di cui non ero certo (a proposito: ieri in Spagna doppietta di Trezeguet, ma la Juve va avanti con Amauri, bene così). In Russia le sue segnature sono andate via via aumentando, dalle 2 del 2005 alle 9 del 2009: se non altro: segnale di crescita costante. Non me ne aspetto più di 10, per carità: sarebbe chiedere troppo, anche se con questa Juve “zemaniana” potrebbe anche succedere. A 26 anni, l’ala serba è arrivata nel grande calcio, dopo aver, forse, sprecato almeno un paio d’anni nella gelida Russia, se è davvero questo il vero Krasic. C’è arrivato tardi, ma la sensazione è che ci possa tranquillamente stare. Non sarà Nedved, a cui la suggestione dei tifosi bianconeri lo ha già accostato, riservandogli anche lo stesso coro: non ha il suo tiro e poi, soprattutto, ha le meches.
