Come non detto. Le dirette rivali della Juventus forse non sono Milan, Fiorentina, Roma, Napoli, Palermo e Genoa, ma squadre come l’Udinese, per fortuna battuta nello scontro diretto di domenica. La Juventus vista ieri sera non si era mai vista nemmeno nella passata stagione, o forse sì, ma almeno l’anno scorso non c’era un allenatore (poi c’era ma era troppo tardi). Non pretendo dopo una manciata di partite che si veda la mano di Delneri, ma che almeno i giocatori non sembrino gente presa a caso in strada e messa in campo, questo sì. Perchè non è possibile che ogni azione avversaria (ed è così giuro, per chi non ha visto la partita) si
trasformi in una palla gol. Questa Juventus, mi ripeterò, dovrebbe giocare sulle ali, ma non ce n’è una mancina, per limiti della rosa si ritroverà spesso senza avere nessuno che possa prendere la palla di testa sui cross e, ultimo problema, non ha terzini degni di questo nome. Per la partita di ieri sera, infatti, vorrei fare una menzione speciale per Motta: non sono sicuro che si tratti di un giocatore di calcio. In caso lo fosse, sarebbe meglio come ala destra che come terzino. Difende peggio di De Ceglie, e non pensavo fosse possibile. Non pensavo fosse possibile nemmeno rimpiangere Molinaro, ed invece presto potrebbe succedere. Ultima cosa: anche Storari mi sembra davvero un portiere mediocre ma, d’altra parte, lui sarebbe la riserva di Buffon. Bene, tanto valeva tenere Manninger e risparmiare soldi. La Juventus ha quattro punti: se non avesse segnato due reti in fuorigioco contro la Sampdoria e se Chiellini fosse stato espulso dopo una dozzina di minuti a Udine chissà dove sarebbe adesso. Non si può che migliorare, consoliamoci così.
La vittoria per 2-1 dell’Inter contro l’Udinese sembrava un successo striminzito di cui non andare troppo soddisfatti ed invece Rafa Benitez starà gongolando pensando alla partita di ieri e ai punti messi in cascina, visti i risultati ottenuti dalle rivali in serata. Tonfo del Milan a Cesena, dopo l’esordio spettacolare contro il Lecce (probabilmente la peggior squadra della Serie A, si badi bene), crollo della Roma a Cagliari. I
giallorossi, che in Sardegna oltre alla partita hanno perso proprio la testa, dopo due incontri hanno appena un punto, mentre il Cesena in questi due primi turni ha prima bloccato i giallorossi all’Olimpico e poi dato una dura lezione al Milan al Manuzzi. L’Inter ha faticato contro una gran bella Udinese, rapida e capace di mettere in crisi i nerazzurri, ma un po’ troppo ingenua. Incredibile, infatti, il fallo di mano che ha di fatto consegnato la vittoria alla squadra guidata da Benitez. Sembra un campionato in cui tutti possono soffrire con tutti: per dire, mentre scrivo, il Palermo ne sta prendendo tre a Brescia. Insomma, come campionato questo appena iniziato dà l’impressione di poterci riservare diverse sorprese e, forse, anche una squadra come la Juventus potrebbe fare la sua porca figura.
E così, i calciatori sciopereranno sul serio tra due settimane. Certo, come categoria di lavoratori è un po’ unica e non stiamo parlando di gente che si porta mille o meno euro a casa a fine mese, però, in fondo, anche loro hanno i loro diritti. Comunque, dopo aver saltato la prima di campionato, personalmente faccio l’esordio alla seconda e, sinceramente, non ce la facevo più. Oggi sono in programma tre anticipi, con in campo le tre squadre che partecipano alla Champions League. A proposito: oggi mi è capitato di rived
ere in tv i festeggiamenti della Sampdoria alla fine della scorsa stagione. Tanta fatica, 38 partite per arrivare in Champions League, un testa a testa col Palermo fino all’ultimo, poi un mercato inesistente e tutto finito, così, in due partite. Chissà chi lo vincerà, questo campionato… non che io sia un fanatico degli schemi che finiscono per “fantasia”, anzi, so quanto l’equilibrio sia importante e quanto gli scudetti si vincano subendo poche reti. Tuttavia, uno come Ibrahimovic in Italia è in grado di spostare gli equilibri, lo sappiamo bene. Lo fece nel primo anno alla Juventus, lo ha sempre fatto all’Inter. Come favorita c’è ancora l’Inter: se non altro perchè è la stessa squadra che ha distanziato il Milan la scorsa stagione. Dietro le due milanesi, poi, vedo il gruppone: Roma, Juventus, Fiorentina, Napoli, Palermo, Genoa e Sampdoria. Chiunque può arrivare da terza a nona. Se poi, come dice Ranieri, lassù sbagliano, tutte pronte ad approfittarne.
La Sampdoria adesso si aggrappa a quella zuccata di Pazzini, a quella torsione eccezionale da vedere in slow motion che ha dato un po’ di senso alla partita di ritorno. Del preliminare di Champions League di ieri sera rimane però tanto, troppo Werder Brema. Più esperienza internazionale, più abitudine alle sfide europee, più fisico. Forse, un pizzico in meno di tecnica, ma se l’unico distributore di giocate come Cassano per una sera è fuori servizio, allora questo fattore non poteva contare. Eppure la squadra tedesca non è più quella degli anni passati: appena un paio di stagioni fa, per esempio, poteva contare su un Diego versione Bundesliga, su
un Ozil in rampa di lancio e su un Frings con qualche acciacco in meno nelle gambe. La Sampdoria, invece, è quella dell’anno scorso, eccezion fatta per Curci, che ha preso il posto di Storari: in pratica, nessun guadagno. Una squadra che l’anno scorso si è insinuata nelle pieghe di un campionato balordo per la Juventus e troppo stancante per la Fiorentina impegnata in Champions, avendo la meglio sul Palermo, più attrezzato, come rosa. Avesse raggiunto la Champions, Zamparini uno tra Cavani e Kjaer lo avrebbe tenuto, credo. E magari avrebbe investito per migliorare una rosa superiore a quella della Sampdoria. Garrone, invece, ha confermato tutti. Probabilmente non basterà e dopo un anno di sacrifici per raggiungerla, dopo averla sognata a lungo, la Samp saluterà la Champions League.
Cavani al Napoli è un grande colpo per i partenopei oppure no? Per valore assoluto direi proprio di sì: da sempre sono un estimatore dell’attaccante uruguaiano. Come valore aggiunto al progetto della squadra non saprei. In fondo si tratta di una punta, sì, ma di una punta che parte da lontano, non del classico uomo d’area che sarebbe servito al Napoli. La squadra di Mazzarri ha già Lavezzi e Quagliarella, due che insieme mettono venti gol l’ann
o. Serviva uno che da solo ne facesse altrettanti: Cavani viaggia sulla media gol di Quagliarella, anche se è più giovane e può sicuramente migliorare. Al Napoli mancava uno come Denis, però forte. Non l’ha preso, ma il materiale umano a disposizione di Mazzarri rimane più che buono: non bisogna infatti dimenticare che in rosa c’è un certo Hamsik, uno che una decina di reti a stagione le fa. Cavani ha fatto bene a scegliere il Napoli? Per il suo conto in banca sì, per il resto, non mi sembra un grande passo in avanti per la sua carriera. Come piazza quella partenopea è più seguita, ma per Cavani forse ci poteva già essere il salto di qualità. Peccato che nessuno avesse soldi da spendere:se proprio bisogna spendere quelle cifre (seppur dilazionate nel tempo), megolio farlo per un bomber vero. Comunque, Cavani meglio averlo in squadra che contro, sia chiaro.
Che io simpatizzi per l’Uruguay non è un mistero, fin dai tempi delle merendine. Ho da sempre un debole per le nobli decadute e sono contento che questa nazionale si stia facendo valere in questo Mondiale. Manifestazione che perde dopo i gironi la squadra ospitante, ma che almeno è riuscito a darci la soddisfazione di vedere quell’Armata Brancaleone chiamata Francia ancora sconfitta. Chiedo scusa all’Armata
Brancaleone, sia chiaro. Non che l’italia stia facendo faville, ma ci si accontenta di queste piccole cose… A proposito di piccole cose, sarebbero bastati degli accorgimenti minimi alla Nigeria per superare la fase a gironi, come per esempio mettere tra i pali un portiere, oppure spingere sempre tra i pali, ma quelli avversari, il pallone. Ma si vede che non era destino per le africane. Il destino sembra invece dire Argentina. Certo, anche quando mette in campo le riserve Maradona può comunque schierare una squadra da paura, però il Pibe de oro si sta dimostrando un buon tecnico, o almeno è uno di quelli che non peggiora le squadre. Non sembra essere, diciamo, un Domenech. E’ un istrione, le sue conferenze stampa non sono mai banali, ha un intero paese che pende dalle sue labbra e i giocatori lo venerando come un dio, lui che di divino almeno una cosa ce l’ha, la mano. Ok, due, perchè ci metto anche il piede sinistro. Come quello di Messi: se inizia a fare gol anche lui, per il Mondiale sarà meglio ripassare nel 2014.
Uno dei campionati più incerti (su tutti gli obiettivi) degli ultimi anni potrebbe trovare tutte le risposte domani, alla penultima giornata. Finalmente tutta in contemporanea, come una volta. L’Inter ha l’occasione per aggiudicarsi il quinto tricolore di fila, tra scudetti assegnati a tavolino, senza concorrenza ed altri vinti normalmente. Tanto per cambiare, è di ieri l’ennesima polemica sull’asse Milano-Roma: insomma, Mourin
ho e Ranieri non si stanno molto simpatici. Ma non potrebbe essere altrimenti. L’Inter, insomma, potrebbe mettere in cascina il secondo “titulo” della stagione, in attesa di giocarsi il pezzo forte il 22 maggio. Per la zona Champions League, il destino ha voluto che ci fosse lo scontro decisivo sul rettilineo finale: tra Palermo e Sampdoria sarà battaglia. I siciliani hanno dalla loro il fattore campo, i blucerchiati, invece, possono contare sul vantaggio della classifica. Sfida nella sfida, quella della fantasia pugliese tra il salentino Miccoli e il barese Cassano. Difficile che si decida già oggi la corsa per il sesto posto, mentre potrebbe arrivare il verdetto riguardante l’ultima delle retrocesse: già in B le toscane Livorno e Siena, con ogni probabilità scenderà nella serie cadetta anche l’Atalanta. Peccato, davvero, perchè quella bergamasca è una formazione che vorrei sempre vedere in A. E non me ne vogliano i numerosi bresciani che leggono questo blog.
Dopo aver vinto un derby azzeccando cambi “delicati”, Ranieri non è riuscito a fare lo stesso contro la Sampdoria. Dopo essere passata in vantaggio, la Roma non ha chiuso la partita ed ha subito la rimonta. L’ingresso di Taddei ha infatti aperto il casello sulla fascia sinistra dei genovesi, ed è da lì che è arrivata la sconfitta. Sampdoria in paradiso e Roma in quell’inferno chiamato secondo posto. Ranieri ha provato a vincerla: a conti fatti, uno o zero punti cambiava poco. L’Inter sarebbe rimasta davanti: con gli scontri diretti a favore, adesso i giallorossi devono vincerle tutte e sperare che i nerazzurri ne pareggino una. Basterebbe per il tricolore, ma considerando che i neraz
zurri si troveranno davanti Lazio, Chievo e Siena si capisce come le speranze della Roma siano ridotte al lumicino. La Samp, insomma, si è ripresa il quarto posto dopo che le era stato temporaneamente soffiato dal Palermo, mentre adesso, nonostante i tre punti ottenuti contro il Bari, deve dire addio alla Champions League la Juventus. Lo stesso vale per il Napoli, addirittura bloccato al San Paolo dal Cagliari. Le squadre che andranno in Europa si fermano qua: il Genoa si è fatto superare a domicilio dalla Lazio, che così è praticamente salva e potrebbe non rappresentare un grande ostacolo per l’Inter nella prossima giornata, figuriamoci col rischio di fare un grosso favore ai cugini giallorossi… La Fiorentina, poi, sempre più alle prese con uno spogliatoio in ebollizione, si è arresa mestamente al Chievo. A proposito di toscane, il Livorno saluta la A ed è quasi in B anche il Siena, caduto a Udine. Vittoria vitale per il Bologna, infine, che batte il Parma nel derby emiliano e scaccia l’incubo della retrocessione: per l’Atalanta l’aggancio ai rossoblu sembra pura utopia.
(* ringrazio Lorenzo Mantelli per il titolo)
Le milanesi fanno 3-1, sì, ma di tipo diametralmente opposti. L’Inter era partita male, malissimo contro l’Atalanta, concedendo un gol ad un Tiribocchi in stato di grazia (ha segnato più di Amauri e Iaquinta insieme, che però forse andranno entrambi al Mondiale), per poi rimontare con calma, sfruttando errori altrui
e talento proprio. Nota davvero positiva, il gol di Chivu, dopo che il romeno aveva rischiato non solo la carriera poco tempo fa. Il Milan, invece, ha offerto una prestazione semplicemente inguardabile a Palermo. Certo, gli stimoli nel calcio contano ed i rossoneri, c’è poco da fare, in Sicilia se ne sono portati il giusto. Ormai per loro il terzo posto è cosa certa, per i rosanero, invece, tenere il piede sull’acceleratore è obbligatorio per poter tagliare il traguardo Champions prima degli altri. Il Palermo è davvero una bella squadra: finalmente Zamparini ha per le mani il giocattolo che ha sempre desiderato, ed è frutto di fiuto e lungimiranza, se non altra negli acquisti, visto che i rosanero avevano iniziato la stagione con un altro tecnico, cioè Zenga, che aveva “mentalizzato” i giocatori, ma si vede che lo aveva fatto a scoppio ritardato. Ancora gran gol di Miccoli, per la cronaca. Ma anche segnatura di Hernandez: questo, insieme a Pastore, farà strada.
Allora, questo campionato chi lo vince? La Roma ha effettuato il sorpasso, impensabile fino a poche giornate fa, ed adesso ha un punto in più rispetto alla capolista Inter. I calendari delle due squadre si equivalgono, all’incirca. Fuori dai giochi il Milan, attardato di quattro lunghezze dai giallorossi e atteso da impegni che porteranno inevitabilente ad una serie di punti persi per strada. Lotta a due, insomma. Inter contro Roma,
Mourinho contro Ranieri. I nerazzurri sono ancora in corsa su tre fronti, ma potrebbero anche finire la stagione con zeru tituli, i capitolini erano partiti in maniera disastrosa e con un allenatore rifugiatosi in Russia. Il prossimo turno dirà molto: già venerdì la Juve farà visita all’Inter (con lo stimolo delle nuove interecettazioni), la Roma sarà impegnata nel derby, partita indecifrabile per antonomasia. Continua poi ad essere avvincente la corsa al quarto posto: Palermo ok col Chievo, Sampdoria idem grazie alla vittoria nella stracittadina col Genoa, Juventus che resiste superando a fatica il Cagliari. Perde terreno invece il Napoli, che ora a cinque punti dalla Champions League e con tre squadre da superare: dopo l’harakiri col Parma è molto difficile l’aggancio al quarto posto. Per quanto riguarda la salvezza, fondamentale il successo della Lazio a Bologna: gli emiliani, adesso, rischiano grosso. Tutte quelle che stanno sopra, ad occhio e croce, sono salve.
