Non rischia

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Difficile, ma non impossibile, che dopo questa giornata il Milan allunghi in classifica: nell’anticipo di stasera i rossoneri affrontano la Fiorentina in casa, squadra in ripresa, mentre l’Inter va a Verona per giocare contro il Chievo in una partita il cui esito può essere un “2″, nonostante i tanti infortuni che hanno colpito i nerazzurri. C’è chi parla di crisi, che chi parla di un prossimo esonero di Benitez, c’è anche chi ha messo un panettone in prima pagina. Francamente tutto questo mi sembra eccessivo: l’Inter non sta andando male, sta andando peggio rispetto agli ultimi anni, ma prima o poi l’effetto-Calciopoli doveva finire e questo potrebbe essere l’anno buono, per le altre. In primis il Milan, già primo, però chissà: negli anni dopo il Mondiale vince sempre l’outsider, o comunque chi non vinceva da secoli. Benitez al panettone ci arriverà: paga il fatto di non essere Mourinho, ma nessuno lo è, come hanno già capito anche in Spagna, e paga, come già detto, una marea di infortuni, ma era la miglior scelta possibile. Non ha mai espresso un calcio spettacolare, ma Moratti lo sapeva ed in fondo, nemmeno con Mou c’era stato. Squadra solida e tanta corsa. Ok, l’Inter è meno compatta dell’anno passato ma, soprattutto, quest’anno ci sono anche le altre, tutto qua.

Azzurro a caso

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Unica attenuante il fatto che, ancora una volta, si trattava di una Nazionale sperimentale, almeno quella del primo tempo. Ma questa nuova Italia di Prandelli non riesce ad ingranare, nonostante l’abbondante presenza di piedi buoni a centrocampo, o forse è proprio per questo motivo che ieri sera è costantemente andata in affanno. Diamanti dietro le punte, poi Aquilani, Mauri e Ledesma: forse bello da vedere, forse, ma chi rompe il gioco avversario? La Romania è sembrata più in forma ed ha fatto e disfatto la partita, con Marica che è andato in gol nella stessa porta, ma per squadre diverse. Nazionale sperimentale, dicevo: il problema è che ormai per vestire di azzurro un giocatore ci vuole davvero poco e mi sto riferendo a Diamanti. Nessuno discute il suo mancino, ci mancherebbe altro, ma stiamo parlando di un 27enne (giovane per fare qualsiasi altra professione, ma per uno sportivo non è un’età da “primo pelo”) che in carriera ha frequentato a lungo le serie minori, che è andato in Inghilterra senza sfondare, per poi ripartire da Brescia quest’anno. Dove l’unico vero acuto è stata la rete alla Juventus nel turno infrasettimanale della settimana scorsa. Troppo poco, a mio avviso. Anche la naturalizzazione di Ledesma, poi, non mi sembrava necessaria: buon giocatore, da tempo in Italia, ma serviva davvero? Pirlo, Aquilani, Montolivo, D’Agostino, De Rossi: di gente che può far girare la palla, tutto sommato, ne abbiamo già. Già c’era stato Amauri, assolutamente inadeguato a certi livelli. Ecco, cerchiamo di non farci prendere la mano perchè Camoranesi era un caso particolare: in Italia non c’era davvero uno con le sue caratteristiche.

Super turno

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Il programma che ha stilato il calendari del campionato 2010/11 ha, senza volerlo, “disegnato” una dodicesima giornata con i fiocchi. Si scontrano tutte quelle lassù in alto: prima contro quarta, seconda contro terza e quinta contro sesta. Traducendo, derby di Milano, Lazio-Napoli e Juventus-Roma. Come se non bastasse, ci sarà anche il caldissimo derby siciliano tra Palermo e Catania. La classifica è corta e la stagione è lunga: nessun risultato sarà ovviamente decisivo, ma trattasi di giornata campale, senza dubbio. Il Milan arriva alla stracittadina in testa, con tre punti di vantaggio sui cugini e tanta voglia di farli diventare sei. Obiettivo non impossibile con una partita in cui, causa infortuni, tutte e due le squadre arrivano rimaneggiate: tra l’altro, notizia di ieri le sei settimane di stop per Pato. Juventus-Roma, poi, è già sfida caldissima e già iniziata fuori dal campo grazie, o per colpa, di frecciatine dirigenziali, diciamo così. Stasera si sposterà sul terreno di gioco dell’Olimpico di Torino. Nessuna frizione, per ora, tra Lazio e Napoli: con ogni probabilità la discesa dei capitolini verso posizioni più consone dovrebbe continuare nelle prossime settimane, da decifrare invece i partenopei, anche se non penso che saranno in grado di competere per il tricolore. Questa, comunque, sarà una vera e propria prova di maturità. Insomma, comunque vada sarà bel turno di campionato. Non vedo l’ora che inizi.

Milan, al derby in testa

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Cercavano conferme tutte, in una giornata segnata da qualche errore arbitrale di troppo non le hanno però trovate Lazio, Inter e Juventus. L’ormai ex capolista incassa la seconda vittoria consecutiva: fisiologico dopo la partenza a mille all’ora. Certo è che perdere contro la Roma è un conto, farlo contro il Cesena è un altro. Ai tifosi laziali brucerà di più la prima, certo, ma è più preoccupante la seconda. Ha di che riflettere anche l’Inter, poco brillante in questo periodo, che non va oltre il pareggio in quel di Lecce, con la nota positiva, almeno, del ritorno al gol di Milito. Continua a segnare Quagliarella nella Juventus e lo fa dopo aver anche colpito un palo. Tra i bianconeri è sempre lui l’uomo più pericoloso, ma a Brescia non è bastato per “colpa” di Diamanti, migliore in campo per distacco. La classifica, come già detto, adesso non vede più in vetta la Lazio, ma il Milan, che ha avuto la meglio sul Palermo. D’estate una squadra da rottamare fino all’arrivo di Ibrahimovic e Robinho, che adesso sia lei la squadra da battere? Personalmente ne dubito: il derby di domenica, comunque, ci dirà di più. Raggiungono i piani alti la Roma e il Napoli. I capitolini dopo aver battuto la Fiorentina nel match con più reti, cinque, in un turno infrasettimanale avaro di segnature. Importantissima però quella di Lavezzi a Cagliari: i partenopei prendono il volo grazie al “Pocho”, che segna allo scadere. La partita finisce quando arbitro fischia, diceva qualcuno. E’ sempre bene tenerlo a mente.

In cerca di conferme

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Turno infrasettimanale per l’undicesima giornata del campionato di Serie A, che potrebbe essere definito “di transizione”: viste le partite in programma, non ci dovrebbero essere sorprese. O forse sì, visti i continui impegni ravvicinati? Partiamo dalla capolista Lazio: i biancocelesti, archiviato un brutto derby perso di rigore tra le polemiche, proveranno a ripartire di slancio affrontando il Cesena, squadra in caduta libera dopo un ottimo inizio di campionato. In Romagna la “favola”, termine a dire il vero fin troppo abusato, sembra già essere finita e Ficcadenti non è esattamente saldo sulla panchina. In caso di ennesima sconfitta, dopo Gasperini potrebbe essere lui il secondo allenatore esonerato della Serie A. Non corre rischi, anche se qualcuno fantasticava di un suo allontanamento, nemmeno Benitez: il tecnico spagnolo guiderà la sua Inter falcidiata dagli infortuni a Lecce. I salentini sono una delle squadre meno attrezzate del campionato: per i nerazzurri, seppur in emergenza, i tre punti sono decisamente abbordabili. Non sta bene, in quanto ad uomini disponibili, nemmeno la Juventus, che però sembra in continua crescita. A Brescia avrà l’occasione per confermarsi ad alti livelli contro un avversario di caratura inferiore. Lo stesso per il Napoli: dovrebbe stare a riposo Cavani, superbo in questo inizio di stagione, ma l’ostacolo-cagliari non sembra impossibile da scavalcare. Più equilibrate, infine, le sfide tra Milan e Palermo e tra Roma e Fiorentina, sicuramente i due match più interessanti della giornata.

Le brutte figure

Filed under: Champions League, Europa League by: Matteo Innocenti

Bilancio negativo anche questa volta per le squadre italiane impegnate in Europa. Malissimo l’Inter, presa a pallonate a Londra, da salvare il Milan, che rimane però con l’amaro in bocca dopo il pareggio in extremis del Real Madrid. Ok la Roma, poi, per quanto riguarda la Champions League. Ieri, invece, giornata davvero nera per le nostre squadre: miseri pareggi per Juventus e Sampdoria, due brutte sconfitte in trasferta per Napoli e Palermo. In particolare mi vorrei concentrare sui bianconeri e sui partenopei. Delneri aveva a disposizione una rosa ridotta, per usare un eufemismo: già nella formazione titolare giocava un Primavera. Poi ne sono entrati altri, si è prima fatto male Krasic, poi anche Legrottaglie. La Juventus ha finito in nove. Già, in nove, perchè fin dall’inizio, con Amauri, lo stava facendo in dieci. Ora le ultime due partite del girone: con i pareggi la Juve non va da nessuna parte, sarebbe l’ora di vincerne una. Capitolo Napoli: esaltante essere in vantaggio ad Anfield, seppur contro il derelitto Liverpool di questa stagione. Brutto prenderne tre e tutti alla fine, ma ancora più brutta la commedia (o tragedia) vista a fine partita: De Sanctis che si lamenta per il primo gol di Gerrard è la solita pagliacciata all’italiana. Rete valida, intervento sbagliato suo, stop. Ed il rigore ci stava. Però ci si deve sempre lamentare.

I nuovi mostri

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Di bravura, intendo: i nuovi arrivi del campionato italiano per ora non hanno sbagliato un colpo. Impressionante l’inizio di stagione di Hernanes, Krasic e Ilicic, tre stranieri che con modalità diverse sono giunti in Italia. Hernanes si è presentato con il fardello di un soprannome pesante, quello di “O Profeta” e per ora sta tenendo fede al suo nomignolo: tra i tanti brasiliani che predicano calcio in giro per il mondo, lui è tra quelli che al momento lo sta facendo meglio. E non a caso la sua Lazio adesso è da sola lassù, in vetta alla classifica. Per lui il Milan offrì un casco di banane: ad occhio e croce, se avesse proposto una piantagione non avrebbe fatto male per niente. Può vantare nel suo curriculum un flirt con il Milan anche Krasic, che ha aspettato tutta l’estate prima di potersi vestire di bianconero. Voleva la maglia della Juve, solo quella, e per ora la sta onorando al massimo. Non ha un grande dribbling nello stretto, Krasic. Forse nemmeno un piede delicato o la botta da fuori, ma quando punta l’uomo riesce sempre a saltarlo in progressione. La vera sorpresa di inizio campionato, però, è Ilicic: se si considera quanto è stato pagato, si può già ritenere l’ennesimo capolavoro della dirigenza del Palermo. Tra i rosanero il fenomeno è Pastore, vero, però questo granatiere di 22 anni ha fame, e sembra avere tutte le carte in regola per arrivare in alto. Centrocampista col fiuto del gol, è appena transitato da Maribor, prima che il sorteggio dell’Europa League mettesse di fronte la squadra slovena e il Palermo, che non se lo è fatto scappare. La fortuna gli ha dato una mano, lui sta dimostrando di averla meritata.

Il calcio è questo

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Serie A, quanto ci sei mancata. Per colpa di quei cerebrolesi serbi, poi, non c’è stata nemmeno la Nazionale. Per questo, i calcio-dipendenti staranno aspettando anche più del solito la ripresa del campionato. Settima giornata, vediamo cosa ci offre… La partita di cartello, senza guardare la classifica ma le ambizioni estive, è quella che stasera mette di fronte Roma e Genoa. Rose e moduli di gioco alla mano, potrebbe capitare anche una pioggia di gol: in ogni caso, ci sono tutte le promesse per una bella partita. La giornata però la apre alle 18 il Milan, che alle 18 aspetta il Chievo a San Siro. Questa sì che, classifica alla mano, è una partita di alta, altissima classifica. Tuttavia, con tutto il rispetto per il bel Chievo di inizio stagione, i rossoneri devono vincere, niente scuse. E lo stesso deve fare la Juventus: dopo le buone prestazioni di Manchester e Milano, i bianconeri contro il Lecce hanno l’obbligo di centrare il bersaglio grosso, se vogliono puntare all’alta classifica. Classifica che vede ora in testa la Lazio, che chiuderà la giornata contro il Bari in trasferta. Impegno lontano da casa anche per l’Inter, di scena a Cagliari domani all’ora di pranzo: saranno in tanti a sperare che il risultato, per i nerazzurri, sia indigesto.

Con tutta la rabbia possibile

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Oh ma come sono belli di anticipi di questo sabato! Milan-Genoa e, a seguire, Roma-Inter. Rose alla mano, potenzialmente potrebbe trattarsi di due scontri di alta classifica, anche se per ora in lato c’è solo l’Inter. Che sembra destinata a rimanerci ed a veleggiare da sola fino alla fine. Lo so, nel calcio tutto si fa e tutto si disfa velocemente: un paio di settimane fa il campionato sembrava avere un suo interesse e già ora pare che rimarranno da spartire solo le briciole. Comunque, mai dire mai. Il Milan, però, deve cambiare marcia se vuole essere una rivale seria per l’Inter: ok, davanti è messo bene e fa invidia a molti, ma per il resti, Boateng a parte, la squadra è quella dell’anno scorso, quella che non è esattamente arrivata ad un passo dallo scudetto. C’era arrivata la Roma, tra l’altro dopo essere partita male anche l’anno passato. Stavolta, c’è da dirlo, ci si sono messi di mezzo anche gli arbitri. La Roma ha tanta rabbia: che la metta in campo stasera, allora, per provare a rallentare la corsa dell’Inter. E che la trasformi in grinta , tanta corsa e voglia di vincere. Sennò qua si rischia di assistere al più classico dei campionati post-Calciopoli, con i nerazzurri sicuri della vittoria già a febbraio.

Non ci resta che piangere

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Come non detto. Le dirette rivali della Juventus forse non sono Milan, Fiorentina, Roma, Napoli, Palermo e Genoa, ma squadre come l’Udinese, per fortuna battuta nello scontro diretto di domenica. La Juventus vista ieri sera non si era mai vista nemmeno nella passata stagione, o forse sì, ma almeno l’anno scorso non c’era un allenatore (poi c’era ma era troppo tardi). Non pretendo dopo una manciata di partite che si veda la mano di Delneri, ma che almeno i giocatori non sembrino gente presa a caso in strada e messa in campo, questo sì. Perchè non è possibile che ogni azione avversaria (ed è così giuro, per chi non ha visto la partita) si trasformi in una palla gol. Questa Juventus, mi ripeterò, dovrebbe giocare sulle ali, ma non ce n’è una mancina, per limiti della rosa si ritroverà spesso senza avere nessuno che possa prendere la palla di testa sui cross e, ultimo problema, non ha terzini degni di questo nome. Per la partita di ieri sera, infatti, vorrei fare una menzione speciale per Motta: non sono sicuro che si tratti di un giocatore di calcio. In caso lo fosse, sarebbe meglio come ala destra che come terzino. Difende peggio di De Ceglie, e non pensavo fosse possibile. Non pensavo fosse possibile nemmeno rimpiangere Molinaro, ed invece presto potrebbe succedere. Ultima cosa: anche Storari mi sembra davvero un portiere mediocre ma, d’altra parte, lui sarebbe la riserva di Buffon. Bene, tanto valeva tenere Manninger e risparmiare soldi. La Juventus ha quattro punti: se non avesse segnato due reti in fuorigioco contro la Sampdoria e se Chiellini fosse stato espulso dopo una dozzina di minuti a Udine chissà dove sarebbe adesso. Non si può che migliorare, consoliamoci così.