La Sampdoria adesso si aggrappa a quella zuccata di Pazzini, a quella torsione eccezionale da vedere in slow motion che ha dato un po’ di senso alla partita di ritorno. Del preliminare di Champions League di ieri sera rimane però tanto, troppo Werder Brema. Più esperienza internazionale, più abitudine alle sfide europee, più fisico. Forse, un pizzico in meno di tecnica, ma se l’unico distributore di giocate come Cassano per una sera è fuori servizio, allora questo fattore non poteva contare. Eppure la squadra tedesca non è più quella degli anni passati: appena un paio di stagioni fa, per esempio, poteva contare su un Diego versione Bundesliga, su
un Ozil in rampa di lancio e su un Frings con qualche acciacco in meno nelle gambe. La Sampdoria, invece, è quella dell’anno scorso, eccezion fatta per Curci, che ha preso il posto di Storari: in pratica, nessun guadagno. Una squadra che l’anno scorso si è insinuata nelle pieghe di un campionato balordo per la Juventus e troppo stancante per la Fiorentina impegnata in Champions, avendo la meglio sul Palermo, più attrezzato, come rosa. Avesse raggiunto la Champions, Zamparini uno tra Cavani e Kjaer lo avrebbe tenuto, credo. E magari avrebbe investito per migliorare una rosa superiore a quella della Sampdoria. Garrone, invece, ha confermato tutti. Probabilmente non basterà e dopo un anno di sacrifici per raggiungerla, dopo averla sognata a lungo, la Samp saluterà la Champions League.
Cavani al Napoli è un grande colpo per i partenopei oppure no? Per valore assoluto direi proprio di sì: da sempre sono un estimatore dell’attaccante uruguaiano. Come valore aggiunto al progetto della squadra non saprei. In fondo si tratta di una punta, sì, ma di una punta che parte da lontano, non del classico uomo d’area che sarebbe servito al Napoli. La squadra di Mazzarri ha già Lavezzi e Quagliarella, due che insieme mettono venti gol l’ann
o. Serviva uno che da solo ne facesse altrettanti: Cavani viaggia sulla media gol di Quagliarella, anche se è più giovane e può sicuramente migliorare. Al Napoli mancava uno come Denis, però forte. Non l’ha preso, ma il materiale umano a disposizione di Mazzarri rimane più che buono: non bisogna infatti dimenticare che in rosa c’è un certo Hamsik, uno che una decina di reti a stagione le fa. Cavani ha fatto bene a scegliere il Napoli? Per il suo conto in banca sì, per il resto, non mi sembra un grande passo in avanti per la sua carriera. Come piazza quella partenopea è più seguita, ma per Cavani forse ci poteva già essere il salto di qualità. Peccato che nessuno avesse soldi da spendere:se proprio bisogna spendere quelle cifre (seppur dilazionate nel tempo), megolio farlo per un bomber vero. Comunque, Cavani meglio averlo in squadra che contro, sia chiaro.
Che io simpatizzi per l’Uruguay non è un mistero, fin dai tempi delle merendine. Ho da sempre un debole per le nobli decadute e sono contento che questa nazionale si stia facendo valere in questo Mondiale. Manifestazione che perde dopo i gironi la squadra ospitante, ma che almeno è riuscito a darci la soddisfazione di vedere quell’Armata Brancaleone chiamata Francia ancora sconfitta. Chiedo scusa all’Armata
Brancaleone, sia chiaro. Non che l’italia stia facendo faville, ma ci si accontenta di queste piccole cose… A proposito di piccole cose, sarebbero bastati degli accorgimenti minimi alla Nigeria per superare la fase a gironi, come per esempio mettere tra i pali un portiere, oppure spingere sempre tra i pali, ma quelli avversari, il pallone. Ma si vede che non era destino per le africane. Il destino sembra invece dire Argentina. Certo, anche quando mette in campo le riserve Maradona può comunque schierare una squadra da paura, però il Pibe de oro si sta dimostrando un buon tecnico, o almeno è uno di quelli che non peggiora le squadre. Non sembra essere, diciamo, un Domenech. E’ un istrione, le sue conferenze stampa non sono mai banali, ha un intero paese che pende dalle sue labbra e i giocatori lo venerando come un dio, lui che di divino almeno una cosa ce l’ha, la mano. Ok, due, perchè ci metto anche il piede sinistro. Come quello di Messi: se inizia a fare gol anche lui, per il Mondiale sarà meglio ripassare nel 2014.
Uno dei campionati più incerti (su tutti gli obiettivi) degli ultimi anni potrebbe trovare tutte le risposte domani, alla penultima giornata. Finalmente tutta in contemporanea, come una volta. L’Inter ha l’occasione per aggiudicarsi il quinto tricolore di fila, tra scudetti assegnati a tavolino, senza concorrenza ed altri vinti normalmente. Tanto per cambiare, è di ieri l’ennesima polemica sull’asse Milano-Roma: insomma, Mourin
ho e Ranieri non si stanno molto simpatici. Ma non potrebbe essere altrimenti. L’Inter, insomma, potrebbe mettere in cascina il secondo “titulo” della stagione, in attesa di giocarsi il pezzo forte il 22 maggio. Per la zona Champions League, il destino ha voluto che ci fosse lo scontro decisivo sul rettilineo finale: tra Palermo e Sampdoria sarà battaglia. I siciliani hanno dalla loro il fattore campo, i blucerchiati, invece, possono contare sul vantaggio della classifica. Sfida nella sfida, quella della fantasia pugliese tra il salentino Miccoli e il barese Cassano. Difficile che si decida già oggi la corsa per il sesto posto, mentre potrebbe arrivare il verdetto riguardante l’ultima delle retrocesse: già in B le toscane Livorno e Siena, con ogni probabilità scenderà nella serie cadetta anche l’Atalanta. Peccato, davvero, perchè quella bergamasca è una formazione che vorrei sempre vedere in A. E non me ne vogliano i numerosi bresciani che leggono questo blog.
Dopo aver vinto un derby azzeccando cambi “delicati”, Ranieri non è riuscito a fare lo stesso contro la Sampdoria. Dopo essere passata in vantaggio, la Roma non ha chiuso la partita ed ha subito la rimonta. L’ingresso di Taddei ha infatti aperto il casello sulla fascia sinistra dei genovesi, ed è da lì che è arrivata la sconfitta. Sampdoria in paradiso e Roma in quell’inferno chiamato secondo posto. Ranieri ha provato a vincerla: a conti fatti, uno o zero punti cambiava poco. L’Inter sarebbe rimasta davanti: con gli scontri diretti a favore, adesso i giallorossi devono vincerle tutte e sperare che i nerazzurri ne pareggino una. Basterebbe per il tricolore, ma considerando che i neraz
zurri si troveranno davanti Lazio, Chievo e Siena si capisce come le speranze della Roma siano ridotte al lumicino. La Samp, insomma, si è ripresa il quarto posto dopo che le era stato temporaneamente soffiato dal Palermo, mentre adesso, nonostante i tre punti ottenuti contro il Bari, deve dire addio alla Champions League la Juventus. Lo stesso vale per il Napoli, addirittura bloccato al San Paolo dal Cagliari. Le squadre che andranno in Europa si fermano qua: il Genoa si è fatto superare a domicilio dalla Lazio, che così è praticamente salva e potrebbe non rappresentare un grande ostacolo per l’Inter nella prossima giornata, figuriamoci col rischio di fare un grosso favore ai cugini giallorossi… La Fiorentina, poi, sempre più alle prese con uno spogliatoio in ebollizione, si è arresa mestamente al Chievo. A proposito di toscane, il Livorno saluta la A ed è quasi in B anche il Siena, caduto a Udine. Vittoria vitale per il Bologna, infine, che batte il Parma nel derby emiliano e scaccia l’incubo della retrocessione: per l’Atalanta l’aggancio ai rossoblu sembra pura utopia.
(* ringrazio Lorenzo Mantelli per il titolo)
Le milanesi fanno 3-1, sì, ma di tipo diametralmente opposti. L’Inter era partita male, malissimo contro l’Atalanta, concedendo un gol ad un Tiribocchi in stato di grazia (ha segnato più di Amauri e Iaquinta insieme, che però forse andranno entrambi al Mondiale), per poi rimontare con calma, sfruttando errori altrui
e talento proprio. Nota davvero positiva, il gol di Chivu, dopo che il romeno aveva rischiato non solo la carriera poco tempo fa. Il Milan, invece, ha offerto una prestazione semplicemente inguardabile a Palermo. Certo, gli stimoli nel calcio contano ed i rossoneri, c’è poco da fare, in Sicilia se ne sono portati il giusto. Ormai per loro il terzo posto è cosa certa, per i rosanero, invece, tenere il piede sull’acceleratore è obbligatorio per poter tagliare il traguardo Champions prima degli altri. Il Palermo è davvero una bella squadra: finalmente Zamparini ha per le mani il giocattolo che ha sempre desiderato, ed è frutto di fiuto e lungimiranza, se non altra negli acquisti, visto che i rosanero avevano iniziato la stagione con un altro tecnico, cioè Zenga, che aveva “mentalizzato” i giocatori, ma si vede che lo aveva fatto a scoppio ritardato. Ancora gran gol di Miccoli, per la cronaca. Ma anche segnatura di Hernandez: questo, insieme a Pastore, farà strada.
Allora, questo campionato chi lo vince? La Roma ha effettuato il sorpasso, impensabile fino a poche giornate fa, ed adesso ha un punto in più rispetto alla capolista Inter. I calendari delle due squadre si equivalgono, all’incirca. Fuori dai giochi il Milan, attardato di quattro lunghezze dai giallorossi e atteso da impegni che porteranno inevitabilente ad una serie di punti persi per strada. Lotta a due, insomma. Inter contro Roma,
Mourinho contro Ranieri. I nerazzurri sono ancora in corsa su tre fronti, ma potrebbero anche finire la stagione con zeru tituli, i capitolini erano partiti in maniera disastrosa e con un allenatore rifugiatosi in Russia. Il prossimo turno dirà molto: già venerdì la Juve farà visita all’Inter (con lo stimolo delle nuove interecettazioni), la Roma sarà impegnata nel derby, partita indecifrabile per antonomasia. Continua poi ad essere avvincente la corsa al quarto posto: Palermo ok col Chievo, Sampdoria idem grazie alla vittoria nella stracittadina col Genoa, Juventus che resiste superando a fatica il Cagliari. Perde terreno invece il Napoli, che ora a cinque punti dalla Champions League e con tre squadre da superare: dopo l’harakiri col Parma è molto difficile l’aggancio al quarto posto. Per quanto riguarda la salvezza, fondamentale il successo della Lazio a Bologna: gli emiliani, adesso, rischiano grosso. Tutte quelle che stanno sopra, ad occhio e croce, sono salve.
Clima rovente dopo le intercettazioni riguardanti l’Inter. L’impressione è che si risolverà tutto in una bolla di sapone, però per avvelenare il clima era proprio l’ideale, in vista del rush finale. Meno sei giornate alla fine del campionato e tutto è ancora in ballo. I nerazzurri sono ancora soli in vetta, ma c’è la Roma che fa sentire il fiato sul collo, il Milan, leggermente più distante, è pronto ad approfittare di eventuali passi falsi. Molto si deciderà fin dall’anticipo serale di stasera: la Fiorentina, che non vuol,e
abbandonare i suoi sogni di Champions, aspetta in Toscana la capolista. Come sfida, mettiamola così, non è delle più facili. Tra l’altro, l’Inter affronterà di nuovo in settimana i viola per la Coppa Italia: insieme all’Europa, altri impegni che potrebbero distrarre e togliere energie in vista della corsa al tricolore. La Roma ha decisamente un impegno più morbido contro l’Atalanta, squadra che comunque cerca punti salvezza, ma vedere i giallorossi in testa domani sera non è utopia. Il Milan, poi, cerca il bottino pieno col Catania in attesa di sviluppi interessanti. Per l’appassionante corsa al quarto posto, il Palermo aspetta il Chievo in Sicilia: i clivensi già sono arrendevoli in generale, figuriamoci in casa dei rosanero… Il match clou di giornata è l’attesissimo derby tra Sampdoria e Genoa, che potrebbe influire sulle sorte di entrambe le squadre nella corsa all’Europa. La Juventus, sempre in crisi ma ancora in corsa nonostante tutto, affronta a Torino il Cagliari, una squadra con il serbatoio vuoto da un pezzo dopo un girone d’andata col turbo. Per i bianconeri i tre punti sono fondamentali. Lo sono anche per il Napoli, che apre la giornata sfidando al San Paolo il Parma già salvo: tre punti decisamente alla portata per Hamsik e soci.
Davanti vincono tutte e la situazione rimane esattamente quella di una settimana fa. L’Inter approfitta della pochezza in attacco del Bologna per farlo a fette dopo avergli qualche spazio non sfruttato, la Roma si conferma in gran forma andando a vincere su un campo difficile come quello di Bari, il Milan dimostra di essere lassù senza essere davvero una squadra da scudetto, vista l’imbarazzante difesa
messa in campo a Cagliari. Eppure i rossoneri sono lassù, del trio che corre per il tricolore sono quelli più attardati, è vero, però sono solo tre punti. Questo la dice lunga sul livello del campionato italiano: c’è una grande mediocrità oppure un campionato sostanzialmente equilibrato è un buon segno? Io sono per la prima ipotesi. Lo stesso si può dire per la corsa al quarto posto: La Juventus, semplicemente inguardabile anche ieri sera a Udine, ha perso 12 gare in campionato, ma è ancora a tre punti da Palermo e Sampdoria, appaiate ai piedi del podio a quota 51 punti. Lì poi c’è pure il Napoli, una squadra partita male, resuscitata, andata in crisi di nuovo ed adesso ancora in corsa per la Champions League. Da Fiorentina e Genoa in giù, fino al Chievo, c’è quel limbo di squadre che ormai hanno poco da chiedere al campionato: viola e rossoblu sono a -6 dal quarto posto, se rientrano in corsa con quattro squadre davanti è un miracolo sportivo. I clivensi, a pari punti col Catania, sono essenzialmente salvi, visto che la terzultima è l’Atalanta a quota 31, lontana sette lunghezze. Rischiano invece la Lazio, ma anche il Bologna, che ha finito la benzina o forse si è creduto salvo troppo presto, ma anche l’Udinese, nonostante la vittoria di ieri. Ormai spacciate, invece, Siena e Livorno: per loro la salvezza sarebbe lontana otto punti, la vedranno col binocolo.
Il trentunesimo turno parte forte, fortissimo, con la partita che potrebbe decidere le sorti del campionato. L’Inter, infatti, alle 18 va a far visita alla Roma. I giallorossi sono a -4: per loro è la grande occasione di andare ad una sola lunghezza dai nerazzurri che, che al termine della giornata sarebbero sicuri di essere comunque primi, visti i continui tentennamenti del Milan, finora la più credibile candidata ad ereditare il tricolore sul petto. Tra i capitolini mancherà ancora Totti, tra i nerazzurri assente di nuovo Balotelli per la solita scelta tecnica di Mourinho, per così dire, ma ci sarà un Eto’o in posizione più centrale: è lì che può essere decisivo, come ha di
mostrato la doppietta rifilata al Livorno. Per l’Inter l’occasione per “far fuori” la Roma è certamente ghiotta. Il Milan, nel frattempo, aspetta e spera ed avrà tutta la domenica per prepararsi, visto che affronta la Lazio a San Siro nel posticipo di giornata. Per la corsa-Champions, il Palermo stasera aspetta in Sicilia il Bologna in una sfida che potrebbe portare altro fieno in cascina, la Sampdoria cerca di rispondere ospitando il Cagliari: un mese fa sarebbe stata certamente una sfida più delicata, ma adesso i sardi sembrano aver finito la benzina nel serbatoio dopo un campionato di alto livello. Il Napoli, dopo aver annichilito la Juventus giovedì, aspetta il Catania per confermare di essersi ripreso dopo un periodo così così. I bianconeri, invece, provano a salvare il salvabile (sempre che ce ne sia) affrontando in casa l’Atalanta in quello che solo grazie all’ottimo inizio di stagione dei torinesi non è diventato uno scontro diretto.
