Se salta Cissokho…

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

L’affare Cissokho per il Milan rischia di diventare un vero problema, ai limiti del grottesco. Se prima sarebbe stato riscontrato un problema ai denti, adesso ce ne sarebbe un altro al pube, ma forse anche all’apparato respiratorio. Insomma, il Milan si voleva rinnovare ed invece inizia subito nel solco della continuità: dopo i malanni di Dida, Nesta e Senderos (tutti con acciacchi da ospizio, mica da Serie A), ecco un nuovo acquisto che, secondo le ultime news, sembra già da rottamare. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: i rossoneri potrebbero infatti chiedere uno sconto, anzi un maxisconto. Si parla in pratica di un prestito gratuito, magari con prezzo del riscatto già fissato e ribassato. Al Porto non sembrano fare salti di gioa e al Milan già si guardano intorno nel caso l’affare dovesse saltare: si fa di nuovo il nome di Maxwell, brasiliano e stimato da Leonardo. Cissokho, nel frattempo, si sente in una botte di ferro: ”Ho fatto un primo esame da cui è emerso un problema ai denti, poi ne ho sostenuto un secondo, più approfondito, che ho superato. Non si tratta di nulla che non possa essere risolto in poco tempo. Ho firmato il pre-contratto e ora parto per le vacanze in Senegal. Andrà tutto bene“. Può darsi che tutto, alla fine, si risolva in una bolla di sapone. Ma se questa doveva essere la nouvelle vague rossonera, beh, sa già di vecchio…

Milan Crack

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Da altre parti del mondo si fanno meno ritiri, si fanno allenamenti più leggeri, etc etc, mentre da noi bisogna spremere i muscoli, perchè pare che così si ottengano buoni risultati, ma più che altro i giocatori tendono a farsi male, invece di arrivare in fondo alla Champions. A tal proposito, una clamorosa notizia filtra da Milanello. Il fondatore e responsabile di MilanLab, Jean Pierre Meersseman, sfinito da polemiche, pressioni interne e critiche esterne, vorrebbe lasciare l’incarico. Peccato, perchè aveva fatto un sacco di cose buone in questi anni. Sì, per le altre squadre. La società preme perché resti al suo posto. In fondo Milan Lab è stato dal 2002 uno dei fiori all’occhiello della società rossonera, insieme al fatto di essere la squadra più titolata al mondo (cosa, peraltro, largamente opinabile). A questo punto a Braida e Galliani non rimane altro che affrontare questa spinosa situazione. Fossi in loro, lo lascerei andare e chiuderei tutto, magari a doppia mandata. Quest’anno dalla parti di Milanello è stata un’ecatombe, così come a Vinovo e Trigoria. Insomma, il Milan, per avere gli stesi numerosi infortuni di Juventus e Roma, non ha certo bisogno di un laboratorio speciale. Ecco cosa dice la pagina ufficiale: L’obiettivo di Milan Lab è ottimizzare i risultati della squadra attraverso una metodologia volta a migliorare le prestazioni degli atleti, a prevedere il rischio di infortuni, e quindi a supportare il processo decisionale dello staff tecnico e del management del Club nella gestione delle risorse umane. La metodologia di MilanLab è finalizzata alla tutelare il benessere psicofisico del singolo calciatore. L’integrità psicofisica dei campioni è il patrimonio più prezioso di una società di calcio. Da ciò dipende il rendimento sul campo della squadra, e quindi il successo sportivo ed economico della Società. Si, è ora di chiudere tutto.

Rifondazione Milanista

Filed under: Calciomercato, Pallonate by: Matteo Innocenti

Questo, per il Milan, doveva essere l’anno del riscatto. Senza Champions l’obiettivo primario era la conquista del tricolore, magari contornata da un dignitoso cammino in Uefa. Invece, a una dozzina di partite dalla fine del campionato, la capolista Inter veleggia lontana dalle insidie del Diavolo. Adesso, a ragione, si parla di rifondazione. Perchè, inutile girarci intorno, il solito ritornello siamo-la-squadra-più-titolata-al-mondo, già di per sè discutibile, ha finito per stancare. Non si può vivere di ricordi, soprattutto nel calcio, dove in poche settimane può succedere qualsiasi cosa. Innanzitutto, mi pare giunto alla fine il ciclo di Ancelotti, aziendalista fino in fondo e incapace di opporsi ai voleri di Berlusconi e di Galliani. Voleva solidità dietro, gli hanno preso Ronaldinho. Gli hanno riportato a casa il figliol prodigo ma quantomai arrugginito Shevchenko. Tempo fa gli rifilarono persino l’usurato e imbolsito Ronaldo. Il Milan ai milanisti e allora..a chi? Rijkaard? Van Basten? Donadoni? Chissà. Si sente dire in giro che il prossimo allenatore sarà Leonardo. Wow, la rifondazione parte bene. Ma andiamo per reparti in difesa avrà spazio Thiago Silva, Nesta ormai ha la schiena di un 70enne, forse i rossoneri potrebbero provare con Agger. Almeno se ne andrà Senderos, francamente improponibile. A centrocampo in crisi Seedorf (inconcepibile questo fatto ai miei occhi), potrebbe tornare Gourcuff, ma quanta voglia ne avrebbe il talento ora al Bordeaux? Nonostante tanta pubblicità, mi auguro un veloce ritorno di Beckham a Los Angeles: non avrebbe futuro. Anche se, in mezzo all’area, potrebbe esserci una bella punta fisica, oltre al povero Pato, troppo avvezzo ormai a starnazzare da solo. Adebayor? Forse. Di sicuro non Borriello, che ha vissuto un anno nerissimo, e non Inzaghi, più che bollito, e Shevchenko (trattasi di ex giocatore). Auguri, Milan.

Milan, la difesa ha meno rughe

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

Il Milan continua a fare spese, il che, a dire il vero, dovrebbe far preoccupare i tifosi rossoneri: quando si opera pesantemente sul mercato di riparazione, significa che le cose non stanno andando benissimo. Thiago Silva sarà disponibile per la prossima stagione, Beckham se ne dovrebbe andare tra un paio di mesi. E’ da poco arrivato a Milano Felipe Mattioni, l’ultimo erede di Cafu, stavolta legittimo, a quanto dicono in Brasile. E, a fargli compagnia ci penserà, nel nuovo scacchiere difensivo di Ancelotti, Agger. L’ex laterale del Gremio pareva essere vicinissimo alla Juventus, che però ha temporeggiato, forse spaventata dalle richieste della società brasiliana. Così il difensore ha preso la via di Milanello per circa sei milioni di euro (è il prezo per il suo riscatto, arriverà infatti in prestito), evidentemente troppi per la società bianconera, che punterà su Motta. O forse a Torino ancora si ricordano come andò con l’ultimo terzino brasiliano, Athirson… Su Mattioni e sul danese punta forte invece il Milan, anche nell’ottica di un ringiovanimento della squadra ed in particolare della difesa. Quella schierata contro la Roma aveva due particolarità: innanzitutto era formata da quattro potenziali terzini sinistri, Zambrotta, Maldini, Favalli, Jankulovski, ma soprattutto l’età media dell’intero reparto era di 34,5 anni. Il Milan a fine anno dovrà decidere cosa fare: se puntare ancora su Nesta o se ormai arrendersi davanti all’inevitabile declino di un ex fenomeno. Avrà Thiago Silva, al quale potrebbe, in caso di forfatit di Nesta, affiancarvi Kaladze. Agger sarà titolare? Oppure, come si dice, il Milan proverà anche l’assalto a Mexes? Intanto, con Mattioni, ha già messo un ventenne in fascia destra. Sarà davvero l’erede di Cafu? Se lo fosse anche solo a metà, sarebbe già qualcosa.

Milan, il problema è dietro

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Il Milan visto domenica sera nel posticipo non può avere grandi speranze di raggiungere l’Inter. I rossoneri, infatti, hanno un problema evidente: la difesa. E’ vero che sarebbe meglio parlare di fase difensiva, perchè si difende in undici, ma a guardare i componenti del reparto arretrato milanista si capiscono tutti i limiti di questa squadra. E comunque non c’è da sorridere, visto che il mediano per eccellenza, Gattuso, ha finito la sua stagione e che il centrocampo è infarcito di trequartisti. Nel posticipo hanno giocato Zambrotta, che grazie alla sua corsa può fare ancora la sua figura (non l’ha fatta contro la Juventus, però), Maldini che, dispiace dirlo, a 40 anni non può più giocare a certi livelli, Kaladze, che è un onesto difensore ma niente di più, e Jankulovski, semplicemente disastroso e comunque più forte in fase ofensiva che difensiva. L’unico vero fuoriclasse sarebbe Nesta, che però da qualche anno ha perso lo smalto dei bei tempi. Ci sono poi Bonera, un’ex promessa mai fiorita, e Favalli, prossimo alla pensione e a Milano da sempre un rincalzo. Il MIlan nel corso degli anni non ha mai pensato a comprare un erede per Maldini ed adesso, a dire il vero, ci sarebbe da pensare agli eredi del capitano e di Nesta, che va per i 33 anni. Sì, l’estate scorsa era stato acquistato Senderos, che è giovane, ma che era già finito ai margini nell’Arsenal dopo un inizio carriera più che promettente. Senza considerare che è perennemente infortunato. E allora, ma per il prossimo campionato, ecco Thiago Silva, il difensore che faceva gola anche all’Inter. 24 anni, viene da un paio di buone stagioni alla Fluminense dopo essere transitato senza lasciare traccia da Portogallo e Russia. Basterà Thiago Silva? Visti i suoi illustri predecessori Julio Cesar e Roque Junior non c’è da giurarsi.

Le rinascite bolognesi

Filed under: Pallonate, Serie A by: Matteo Innocenti

Tra i grandi bomber di questa stagione, a maggior ragione dopo la tripletta di ieri sera, c’è anche Marco Di Vaio. L’attaccante romano sta vivendo a Bologna un seconda giovinezza, un po’ come accadde a Roberto Baggio e a Beppe Signori. Il Divin Codino arrivò in Emilia nel 1997, caduto ormai in disgrazia e rifiutato da Ancelotti a Parma. Fece 21 reti, tornando ai livelli del Pallone d’Oro del 1993 e conquistandosi a furor di popolo la convocazione per il Mondiale di Francia. Dopo una stagione se ne andò all’Inter per essere di nuovo incompreso, prima di cercare riparo e amore a Brescia. Signori sostituì Baggio in campo e nel cuore dei tifosi rossoblù dopo aver passato una brutta mezza stagione alla Sampdoria. Dopo Zemanlandia e dopo i fasti dei primi anni laziali (tre titoli di capocannoniere), le sue quotazioni scesero di botto. Ma si rigenerò a Bologna, dove rimase sei anni continuando a segnare come ai bei tempi. La città felsinea, insomma, pare essere un toccasana per bomber stagionati in cerca di rilancio. Il fatto che Di Vaio non abbia fatto la stessa carriera dei suoi predecessori, che abbia 32 anni, un paio in più di loro, che si vestirono di rossoblù trentenni e che il Bologna stia boccheggiando nelle parti basse della classifica, tutto questo rende ancora più speciale quello che Di Vaio sta facendo. Forse l’attaccante romano ha segnato ed ha avuto meno fortuna in carriera per il talento che aveva. Esordì da enfant prodige nella Lazio di Zeman, poi si perse un po’, ma esplose nella Salernitana, prima di approdare a Parma, dove alla terza stagione esplose definitivamente. Nelle ultime ore del calciomercato dell’estate 2002, mentre Nesta andava al Milan e Cannavaro all’Inter, Di Vaio fu acquistato dalla Juventus, dove rimase due stagioni, prima di emigrare, prima al Valencia, poi al Monaco. In Italia ci è tornato in rossoblù, ma al Genoa e in B. Dall’estate scorsa è al Bologna, nel solco tracciato da Baggio e Signori. Chissà fin dove arriverà…