La Juve c’è. E ci sarà

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

E così, dopo cinque giornate la Juventus è in testa. E si può ritenere una delle candidate allo scudetto, mi sbilancio. Lo è per demeriti altrui o per meriti propri. I demeriti sono della concorrenza milanese, ovviamente. L’Inter sta vivendo un inizio di stagione che definire travagliato è un eufemismo, il Milan, complici tanti infortuni, non sembra per ora in grado di ripetere il campionato 2010/11. I meriti bianconeri, invece, sono riassunti in una classifica che la vede in testa: niente di eccezionale in termini di punti, che con il calendario agevole (anche grazie alla prima giornata rimandata: trasferta insidiosa a Udine) potevano anche essere di più. Ma dopo due settimi posti un po’ di entusiasmo ci sta, ma con un occhio al passato. Con Ferrara la Juve era partita a mille all’ora, per poi sfaldarsi alle prime difficoltà, con Delneri era stata tra le prime fino a Natale per poi mettere insieme un intero girone di ritorno da incubo. Il Napoli, a detta di tutti, è da scudetto. Con tutto il rispetto per i partenopei, allora, non vedo perché non debba esserlo anche la Juventus, che non ha nemmeno gli impegni di coppa. La rosa è ampia e di qualità in certi reparti, ma ha delle lacune in altri. Ma questo vale per tutti: la difesa del Napoli in quanto a nomi non è di alto livello, il Milan ha un centrocampo di portatori d’acqua, l’Inter ha perso Eto’o davanti e per il resto si affida a gente come Obi e Nagatomo. La quota scudetto sarà bassa. Ci possono arrivare in tanti.

L’Inter è lenta, il Napoli è Rocchi

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Fossimo stati nel 2005 e se al posto del Napoli ci fosse stata la Juventus non so cosa sarebbe successo. Pensieri stupendi a parte, l’arbitro di ieri sera, Rocchi, è stato inadeguato, è vero, con la complicità di un guardalinee che, da pochi metri di distanza, ha avuto la stessa impressione dell’arbitro, ovvero che il fallo di Obi su Maggio fosse in area. Non ci piove. Ha sbagliato in quell’occasione, ha sbagliato anche prima, sul primo giallo dato all’interista per un intevento che più pulito non si poteva. In più, Campagnaro era dentro l’area nel momento in cui Hamsik ha tirato il rigore. Insomma, a fine primo tempo l’Inter si è ritrovata con un uomo ed un gol in meno dell’avversario, e tutto per demeriti non suoi. Vero, verissimo. Però c’è anche da dire che non è la prima volta che un arbitro sbaglia e questo, tutto sommato, non giustifica tutto il resto, cioè la sconcertante chiusura di Nagatomo su Maggio (complice anche uno Julio Cesar versione ultimo Dida milanista) e il goffo tentativo di Maicon di mettere in fuorigioco Hamsik. Questo per dire che l’arbitro ci ha messo del suo, ma l’ha fatto anche l’Inter. E poi c’è questo Napoli, grande con le grandi, per ora normale con le piccole e piccolo se fa troppo turnover. Potrebbe davvero essere l’anno buono, questo. Una crescita graduale che potrebbe portare i partenopei lassù dove non erano mai arrivati nè prima nè dopo dell’era maradoniana. Meno male che De Laurentiis prima e dopo i turni di Champions League non voleva big match…

Effetto Ibra

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Non che per aver ragione del Viktoria Plzen servisse per forza Ibrahimovic, ma è fuor di dubbio che il Milan si sia giovato del suo ritorno, e che il gigante svedese sarà molto utile ad una squadra che ha vissuto un inizio di stagione travagliato. Il rigore procurato non mi è sembrato così solare, ma l’azione del secondo gol spiega bene l’importanza che Ibrahimovic ha in una squadra come il Milan: ottimo il movimento di Cassano e il tocco del barese a scavalcare il portiere avversario, ma la maggior parte del merito è stata sua. Adesso per il Milan c’è un esame da superare per dimostrare di essere la squadra da battere in Italia, cioè la trasferta contro la Juventus di domenica sera. L’aria d’Europa ha fatto però bene a tutte le italiane. Il Napoli ha chiuso in fretta la pratica Villarreal, ma ha perso Cavani per il match contro l’Inter, almeno così pare. E considerando che non sarà più l’Inter di Gasperini non è un problema di poco conto: a proposito, ormai i nerazzurri sembrano tornati ad essere una squadra vera, testimone ne sono anche i tre punti raccolti a Mosca contro il Cska, in una trasferta che poteva essere insidiosa.

Mattator

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Come già scritto, Inter e Roma sono due cantieri. Come poteva finire un incontro tra le due? Con un pareggio, esatto. E allora, dopo due giornate di campionato hanno messo insieme un paio di punti. Arrivano a tre con quello del Milan. Tre, come le reti messe a segno da Cavani proprio contro i rossoneri. L’attaccante uruguaiano è chiamato alla stagione della conferma da bomber da venti e passa gol a campionato e sta rispondendo alla grande. In attacco il Napoli è lui, o almeno è lui l’uomo che finalizza il grande lavoro dei compagni: lo ha dimostrato a Manchester, lo ha ripetuto, anzi lo ha urlato ieri sera. E Napoli, come l’anno scorso, sogna. Fa bene, perchè la concorrenza non è irresistibile e, soprattutto, è battibile. In più Mazzarri è un tecnico in grado di far giocare al meglio gli uomini a sua disposizione: chissà che questo non sia l’anno buono… Sperano che non sia così i tifosi della ritrovata Juventus. Ritrovata, sì, ma contro avversari di bassa classifica, va detto. Fatto sta che in due partite non si ricordano tiri nella porta di Buffon, e non è poco, soprattutto se si guarda alla passata stagione. Ma la strada è lunga, lunghissima. Tra poco si gioca di nuovo, a presto.

Punti d’oro

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Due punti racimolati in tre partite: due pareggi arrivati nelle trasferte più impegnative e una sconfitta a domicilio insaspettata. Oppure no? L’Inter non ha ancora una sua identità, l’ho già scritto. Non è ancora l’Inter di Gasperini e non è detto che riuscirà ad esserlo, anche perchè di questo passo chissà se il panettone riuscirà a mangiarlo. Zarate non è Eto’o, però: mica è colpa dell’allenatore. Forlan sarebbe stato un po’ meglio ma, si sa, non può giocare in Europa. E l’attacco, a differenza di Palermo, non ha punto. Un po’ di sfortuna, imprecisione sotto porta, poi una dormita della difesa ed un pizzico di egoismo: ricetta perfetta per una frittata. Turca. Bene invece in Napoli, addirittura in vantaggio in quel di Manchester, sponda City. A me Mazzarri piace e non l’ho mai nascosto, perchè ho l’impressione che metta sempre in campo la squadra nel modo giusto. In effetti consiste in questo il mestiere dell’allenatore. Ecco, allora Mazzarri è un grande allenatore: Napoli chiuso a riccio in difesa, esterni attenti ma pronti a ripartire e contropiede sempre in agguato, con quei tre lassù. Ed infatti il gol è arrivato proprio così. Poi, certo, se le traverse contassero almeno mezzo gol il City avrebbe vinto, ma il regolamento non lo prevede. Prevede invece che una squadra segni dopo una manciata di secondi, che si rannicchi e subisca il gioco avversario per altri novanta e che poi segni di nuovo portando a casa un punto. L’ha fatto il Milan a Barcellona, ma nessun tifoso rossonero credo si sia lamentato.

Ad squadram

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Io davvero non capisco fino a che punto vuole arrivare De Laurentiis. Dare della “merda” a qualcuno è già grave, farlo senza un motivo valido lo è ancora di più. Credo che i tifosi del Napoli siano più intelligenti del loro presidente e che non gli daranno corda, ma certe dichiarazioni non fanno che contribuire all’esasperazione che già c’è nel mondo del calcio. In più, la scena per certi versi memorabile del passaggio in scooter senza casco non è che sia esattamente un buon esempio, senza mettere in mezzo il calcio. Per anni ci si è lamentati del fatto che in Italia le grandi non potevano subito incontrarsi, si guardava ai campionati esteri come ad esempi di imparzialità di trattamento ed adesso che ci siamo adeguati dovremmo cambiare di nuovo per tutelare il Napoli oppure, come ha detto De Laurentiis, i club che giocano in Europa? Per caso all’estero prima di un turno di coppa le big hanno incontri sulla carta più facile? Non credo proprio. E se De Laurentiis si è sempre vergognato di essere italiano, beh, fatti suoi. Non credo possa dipendere da un calendario. E magari ha dato un motivo ai tifosi del Napoli per vergognarsi di lui. Sono davvero basito e non sono il solo. De Laurentiis vorrebbe una specie di legge “ad squadram”, diciamo così: è tutto così surreale da non sembrare nemmeno vero. Vorrebbe tornare a fare cinema? Credo che per il destino del Napoli non sarebbe positivo, perchè lui ama la squadra e ci mette i soldi. Ma sarebbe meglio che delegasse i compiti di rappresentanza a qualcun altro. Quando è troppo è troppo.

Dategli una telecamera

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

E vi darà un titolo. De Laurentiis è fatto così: gli piace stare davanti alle telecamere e fare spettacolo. Durante il mio stage a Sky Sport 24 ho tagliato un’intervista a Ferlaino. Lo storico presidente del Napoli aveva in pratica definito il suo “erede” uno showman: ecco, sono totalmente d’accordo. Il fatto è che credo che a volte esageri e credo anche che lo pensino i tifosi del Napoli. Che bisogno c’è di dare a Messi del cretino perché va a giocare la Copa America? E questo è solo l’ultimo episodio di una serie di dichiarazioni fuori luogo. Credo che ormai nel calcio si parli troppo e spesso a sproposito e che De Laurentiis sia l’alfiere di questo trend. Certo, i risultati sportivi sciolgono la lingua: vediamo se continuerà anche in tempi bui per il Napoli, quando arriveranno. Detto ciò, quella appena trascorsa non è stata una giornata banale, perchè la Roma ha ufficializzato l’arrivo di Bojan e la Juventus la cessione di Felipe Melo. Due operazione che ho capito poco. In pratica, ad oggi Bojan è come se fosse andato alla Roma in prestito per due anni. Poi magari si mettono d’accordo, ma se si rivela un fenomeno i giallorossi dovranno aggiungere 28 milioni per tenerlo. Ma ora come ora l’affare mi sembra l’abbia fatto il Barcelona. Per quanto riguarda Melo, ok, la Juve risparmio sull’ingaggio e incassa qualcosa per il prestito, ma non c’è nessun obbligo per il Galatasaray. Se fa una grande annata in Turchia bene, sennò c’è il rischio di un Tiago-bis. Era proprio il caso?

Ok il bilancio, ma la Champions?

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

Credo sia stato bellissimo essere un tifoso dell’Udinese a maggio, dopo due mesi suppongo invece che stia diventando un po’ una sofferenza. Ufficializzate le cessioni di Inler e Zapata, per Sanchez al Barcelona siamo invece ai dettagli. Tre pietre angolari. Tutto sommato, c’è però da dire che si sapeva da mesi che lo svizzero e il cileno se ne sarebbero andati, decisamente a sorpresa invece la partenza di Zapata, che tra l’altro si è sistemato al Villarreal, senza fare nessun salto in avanti in carriera, in pratica. “O’lione” Inler, invece, è passato al Napoli e per l’occasione ha dato vita ad una scenetta desolante ed a giudicare dalla sua espressione avrebbe preferito essere in qualsiasi altra parte del globo in quel momento. Anche se il Napoli non è il Barcelona, però almeno lui un salto in avanti l’ha fatto. Non quello che avrebbe magari voluto fare, ma l’ha fatto. E lo sta per fare anche Sanchez, proprio verso la Catalogna, ed in questo caso il salto è triplo, ma anche quadruplo. Sanchez, Inler e Zapata: in totale arriveranno circa 65 milioni di euro. Non verranno reinvestiti tutti sul mercato, non sarebbe da Udinese, anche se l’Udinese farà la Champions League: ed allora, ecco pronta un’altra infornata di talentini da tutto il globo, nella speranza che tra di loro ci sia un nuovo Sanchez, da pagare poco e poi vendere a peso d’oro. Ma il rischio che l’Udinese faccia come la Sampdoria l’anno scorso adesso sembra reale. E sarebbe un peccato.

Ricordiamolo così

Filed under: Nazionale, Vecchie glorie by: Matteo Innocenti

Cinque anni fa l’Italia diventava Campione del Mondo: sembra passato un secolo. Ed in effetti nel calcio un lustro può essere una vita. Dei protagonisti della cavalcata trionfale di Germania 2006, non ce n’è uno che sia ancora oggi un giocatore di sicuro affidamento, vuoi per l’età, vuoi per altri fattori. Se Lippi continua a dire di volere una squadra per il Mondiale del 2014, è fresco l’annuncio del ritiro di Cannavaro, simbolo di quella squadra, al punto da aggiudicarsi il Pallone d’Oro del 2006. I maligni, ma non necessariamente solo loro, potrebbero dire che Cannavaro si era già ritirato da un paio d’anni, ovvero dall’estate in cui accettò di ritornare alla Juve, per una minestra riscaldata che rimase sullo stomaco un po’ a tutti: a lui, alla società, ai tifosi. Non consideriamo poi l’ultima annata a Dubai: poco più di calcio parrocchiale, ma pagato bene. Recordman di presenze in azzurro, Cannavaro è stato insieme a Nesta il miglior difensore della sua generazione ed ha vinto, con i club, meno di quanto avrebbe meritato: dopo Calciopoli, nel suo palmares il primo campionato vinto è arrivato alla non più tenera età di 34 anni. Ancora oggi, c’è chi preferisce ricordare Cannavaro per quel video dei tempi di Parma e prova un po’ di piacere nel ricordarlo come un dopato (basta andare in giro per i forum o su youtube per averne conferma), o per il fallimentare ritorno alla Juventus, o per la figuraccia in Sudafrica. Credo che sia meglio ricordarlo per quello che ha fatto in campo, con i club e con la Nazionale. Sperando, magari, che ne venga fuori un altro, di Cannavaro. Perchè la nostra povera Italia (del calcio) ne avrebbe davvero bisogno.

Il Napoli cresce

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

Il Napoli è al centro dell’attenzione, purtroppo non solo per motivi legati al mercato. Campagnaro, difensore dei partenopei, è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente d’auto in Argentina. Tre morti e due sopravvissuti, tra cui lui, appunto. Ma torniamo al calcio: a Napoli sono in arrivo Criscito e Inler. Il primo torna a casa, il secondo anche, diciamo così, dopo il flirt con la Juventus. Non aveva esultato dopo la rete segnata al San Paolo, più che un indizio una prova del fatto che già all’epoca l’affare era fatto. Poi, vabbè, una sbandata per una Vecchia Signora magari c’è stata, ma giusto quella. Sono due acquisti che rinforzano una rosa tutto sommato limitata e non eccezionale dal punto di vista qualitativo: Criscito giocherà, presumo, al posto di Dossena, perchè ormai non credo nemmeno che si ricordi come si gioca da difensore in uno schieramento a tre. E pensare che la Juve, quattro anni fa, voleva edificare su di lui il reparto arretrato del futuro… Inler, appunto, poteva essere un tassello importante del nuovo centrocampo bianconero, lo sarà di quello del Napoli: meglio così, perchè oggettivamente l’ormai ex Udinese non mi sembra un giocatore da quasi venti milioni. Lì in mezzo la Juventus ha già buttato via troppi soldi: Almiron, Tiago, Poulsen, Sissoko, Felipe Melo (che per me è buono ma strapagato), non era il caso di rischiare grosso di nuovo.