Stessa musica

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Quattro sconfitte in sei partite, un allenatore già saltato e il suo sostituto che non riesce a far cambiare passo alla squadra. Sembra il cammino di un club che deve lottare per salvarsi (e che non sarebbe in media per farlo, se la quota è sempre a 40 punti) ed invece è l’inizio di campionato dell’Inter. Via Gasperini, dentro Ranieri: un rivoluzionario per un reazionario, ma la musica è sempre la stessa: i nerazzurri arrancano, soffrono con tutti gli avversari e riescono a perdere con chiunque. Se è vero che in testa non si viaggia a mille all’ora, è anche vero che, di questo passo l’Inter rischia di rimanere troppo indietro per poi poter sognare la rimonta, una volta acquisito un passo regolare. Sempre che arrivi, perché questa squadra sembra davvero pazza, come vuole la famosa canzoncina cantata da Zanetti e compagni. Fatto sta che pare di essere tornati agli anni più bui della gestione morattiana, a una decina di anni fa o giù di lì. E, se gli orfani di Mourinho non si contano nemmeno, adesso iniziano a venire fuori anche quelli di Benitez, presumo. Mentre scrivo sono in campo anche Milan e Napoli: i rossoneri devono provare a rialzare la testa dopo la batosta di Torino e il Napoli, invece, proverà a dimostrare ancora una volta di poter essere in corsa per quel triangolino di stoffa cucito per ora sul petto del Milan. Se le cose all’Inter non cambiano, i nerazzurri dovranno invece iniziare a pensare al 2013…

L’allievo supererà il maestro?

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

L’ultima idea costava troppo per Moratti, ma evidentemente non per Abramovich, che dopo aver fatto il suo ingresso trionfale nel mondo del pallone si era ritrovato ad essere uno dei tanti ricconi a far affari nel calcio. Ma questo non gli bastava, e nemmeno le Premier League conquistate con Mourinho ed Ancelotti: c’era da tornare grandi, alla svelta. E con che nome, se non con quello di Villas Boas? Il nuovo Mourinho, l’erede designato dell’allenatore portoghese per adesso più famoso e vincente? Porto-Chelsea: il primo tragitto sarà identico. Per andare all’Inter ci sarà tempo. Certo, il rischio per lui c’è, ed è quello dell’eterno confronto con Mou. Ma è un rischio che con il lauto stipendio che gli passerà Abramovich, immagino che Villas Boas sarà ben lieto di correre. Nell’affare con il Porto il Chelsea dovrebbe inserire anche Falcao e fa bene, visto che il reparto d’attacco dei Blues si trova un Drogba alla frutta, un Anelka mai costante in carriera ed un Fernando Torres da recuperare, tecnicamente ma anche mentalmente. Falcao si trova a suo agio in Europa: basta guardare lo score di quest’anno per capirlo. E la conquista del continente è da sempre la grande ambizione di Abramovich: con Villas Boas in panchina potrebbe farcela. Mourinho ce la fece col Porto, lui ci proverà direttamente col Chelsea: ce la facesse, in questo avrebbe superato il maestro.

Special One anche lui

Filed under: Champions League, Europa League by: Matteo Innocenti

Peccato, perchè dopo la vittoria del Barcelona sul Real Madrid avevo elaborato un titolo splendido, “Messicrati”. Poi è venuto l’incendio ad Aruba e non se n’è più fatto niente. Ed allora, slitto sull’Europa League, competizione che regala un bel po’ di spunti. Lo fa perchè ci sarà, tranne roboanti sorprese, una finale tutta portoghese, e magari si trattera di Porto-Benfica: insomma, l’equivalente lusitano del “Clasico” di Champions League. A proposito, se il grande sconfitto di Real Madrid-Barcelona è stato Mourinho (che non l’ha presa proprio bene), il grande vincitore nella campagna europea del Porto è il suo connazionale e già erede designato Villas Boas. Se Mourinho come tecnico è stato precoce, lui lo ha già superato. Insomma, il classico caso dell’allievo che supera il maestro, alla stessa età, almeno. Per Villas Boas la strada è lunga, ma c’è da dire che il tempo non gli manca: è più giovane di tanta gente che ancora gioca. Lui non l’ha mai fatto, mentre Mourinho, seppur a bassi livelli, almeno c’aveva provato. Fatto sta che entrambi sono cresciuti a pane e calcio, sono passati dal Barcelona e si sono affermati alla guida del Porto. In mezzo, fruttuose collaborazione prima nello staff dei “Dragoni”, poi del Chelsea ed infine, appunto, in quello dell’Inter. Mou allenatore, Villas Boas suo assistente. All’Inter si staranno mordendo le mani: l’erede naturale dell’amato Josè ce l’avevano in casa, ma era talmente tanta la smania di provare a metterci la faccia che l’assistente preferì provarci a Coimbra. Adesso provare a riaverlo costerebbe, vista la clausola con cui è stato blindato dal Porto. Comunque sia, detesto che Villas Boas venga chiamato “Special Two”: lo so che è facile, ma, per quanto ne sappia, in inglese non vuol dire nulla.

Non durerà

Filed under: Coppa Italia by: Matteo Innocenti

Dopo una serata divisa tra Coppa Italia e Copa del Rey, mi vengono in mente un po’ di pensieri sparsi. Partiamo dalla nostra competizione, quel trofeo tanto bistrattato che non interessa a nessuno. Passano gli anni, e ancora non riesco a spiegarmi bene il perchè della sua formula, queste semifinali con andata e ritorno e queste “big” che entrano a torneo quasi finito. Mah. Però negli ultimi anni, complice il dominio dell’Inter in campionato, questo trofeo era diventato l’unico appiglio per chi voleva portare a casa qualcosa. Adesso proprio i nerazzurri sono ad un passo dalla finale, che potrebbe trasformarsi in un derby, ma forse no. Complice il 2-2 esterno, il Palermo è un po’ più vicino a Roma rispetto al Milan. Ecco, il Milan, appunto. La squadra che vincerà il campionato ha approfittato del vuoto di potere creato dalla sazietà interista. Ripensavo ieri sera alla sua rosa: una marea di gente a fine carriera (Gattuso, Ambrosini, Seedorf, Pirlo, Oddo, Inzaghi, Nesta), a cui sono state affiancate delle “toppe” come Ibrahimovic, Robinho e Cassano. Quanto bastava per vincere il campionato, evidentemente. Ma, mi sbilancio, questo Milan non aprirà nessun ciclo. Perchè tolto Ibra, gli unici campioni sono Pato e Thiago Silva. Un po’ poco. A proposito di campioni, un appunto su Real Madrid-Barcelona: io tutto questo spettacolo non l’ho visto. Sembrava una brutta partita del nostro campionato, ma questo non si può dire.

Leonardo va o resta?

Filed under: Calciomercato, Champions League by: Matteo Innocenti

Niente dvd della rimonta in Germania. L’Inter fa una pessima figura anche nel ritorno dei quarti di Champions League, perdendo anche in trasferta. Qualificazione mai in dubbio per lo Schalke 04, con l’eterno ed immenso Raul che pone la pietra tombale sui sogni nerazzurri infilando Julio Cesar. 2-5 all’andata, 2-1 al ritorno, un “aggregate” di 7 a 3 a favore dei tedeschi che la dice lunga su come l’Inter ha affrontato questo doppio scontro che al momento del sorteggio era stato preso con soddisfazione in pubblico ed immagino con gioia pura in privato. All’andata una squadra ferma, incapace di reagire, stile pugile suonato. Al ritorno, una compagine incapace di impensierire l’avversario, quando invece doveva aggredirlo fin dal primo minuto per cercare almeno di avvicinarsi al sogno. Come ha detto Mourinho, non si può vincere sempre e gli interisti se ne faranno una ragione. Chissà però se nella prossima stagione il loro allenatore sarà ancora Leonardo. Inizio a propendere per il no, a questo punto. Tutto sommato, in due campionati alla guida di Milan e Inter (ok, un po’ meno di due) ha dimostrato tanta signorilità, ma poca lungimiranza come tecnico. Meglio dietro a una scrivania che su una panchina, insomma. Ma chi al suo posto? Le vedove di Mourinho sognano il ritorno del portoghese, c’è chi si accontenterebbe della sua versione in potenza, Villas Boas, c’è chi si spinge ancora più in là immaginandosi Guardiola come nuovo tecnico. Per mancanza di alternative credibili (leggasi mancanza di tocco glamour) alla fine Leonardo potrebbe rimanere al suo posto.

Sorriso di coppa

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Per il secondo anno consecutivo l’Inter trova nei quarti di finale di Champions League un avversario morbido dopo averne superato uno più ostico nel turno precedente. Poteva uscire qualsiasi nome dall’urna: Barcelona, Real Madrid, Manchester United, Chelsea… invece è saltato furoi lo Schalke 04, senza ombra di dubbio la più debole tra le otto squadre rimaste. E così, i nerazzurri possono già iniziare a guardare alla semifinale: certo, nel calcio non si sa mai, ma è oggettivamente impensabile che in un doppio scontro i tedeschi possano far fuori l’Inter. Lo hanno fatto con il Valencia, ma la squadra di Leonardo è di tutt’altro spessore. Per il resto, il sorteggio pone un eventuale scontro con l’amato ex Mourinho solamente in un’eventuale finale, che dovrebbe vedere in ogni caso una spagnola in campo. da quella parte del tabellone, infatti, si prospetta una bollente semifinale tra Barcelona e Real Madrid. L’Inter, invece, in caso di passaggio del turno si scontrerà con una inglese, una tra Manchester United e Chelsea. Il percorso verso il bis di coppa, insomma, se nei quarti sembra agevole, dopo potrebbe diventare decisamente in salita, con una finale più impegnativa rispetta a quella dell’anno scorso. Nonostante questa sia una delle peggiori Champions League di sempre, come livello qualitativo.

Messi a caso

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Rivalutato il Pallone d’Oro dato a Sammer, e magari anche quello di Belanov. Niente contro Messi, ci mancherebbe: il talento puro e debordante dell’argentino non si discute. Se parliamo di giocatori offensivi, il più forte del pianeta è lui, e a contendergli lo scettro può essere solo Cristiano Ronaldo, questione di gusti, perchè a quantità di gol e giocate siamo lì. Ma il Pallone d’Oro che Messi ha vinto ufficialmente ieri sera non doveva essere suo. Sempre che valgano tutti i vecchi criteri di una volta, sia chiaro. Con il Barcelona ha disputato un 2010 stratosferico, ma al Mondiale si è fatto vedere davvero poco. Iniesta e Xavi quel Mondiale lo hanno vinto e non si può dire che nei loro rispettivi ruoli siano degli sprovveduti e in Nazionale come nel Barcelona sono importantissimi. Perchè se Leo segna, dietro c’è qualcuno che costruisce. Ergo, lo meritavano più di lui. Il mio favorito, fatto però fuori da tempo, era Sneijder: più vincente a livello di club degli altri, autore di un Mondiale di altissimo livello, con tanti gol e la tanta agognata coppa solo sfiorata. E poi, se lo ha vinto Messi, a questo punto poteva vincerlo anche Milito, sempre decisivo con la casacca dell’Inter e non pervenuto in Sudafrica (ma non per colpa sua). Allenatori, capitani delle nazionali, giornalisti: hanno votato tutti, il risultato è stato sbagliato, modesto parere. Tutta colpa dei giornalisti.

Se non vedo non credo

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

C’era un tempo in cui Inter e Milan si scambiavano giocatori per amabili motivi economici. Le plusvalenze fioccavano e di ragioni tecniche non ce n’erano, anche se qualche volta capitava che una squadra (il Milan) rifilasse il pacco all’altra (l’Inter). Gli anni passano, le abitudini cambiano, almeno a livello di prima squadra. Sotto, qualcosa si muove ancora. Fatto sta che oggi le due società sembrano scambiarsi i giocatori, solo che prima li fanno passare per altri lidi. Sembrerebbe proprio così, se sono vere le ultime voci che vorrebbero i nerazzurri interessati a Kakà, dopo che in estate il Milan aveva fatto rientrare in Italia Ibrahimovic dopo il non troppo felice passaggio al Barcelona. Fantamercato? Chissà. Dopo il sempre più probabile ingaggio come allenatore di Leonardo tutto è possibile. L’affare sull’asse Milano-Madrid, infatti, sarebbe stato avviato su suo input. Lui, brasiliano, vorrebbe, si dice, allenare Kakà, che non ha avuto a disposizione nell’unico anno trascorso sulla panchina del Milan. La chiave per mandare in porto la trattativa c’è, l’Inter ce l’ha in casa e si chiama Maicon. Mi trovo d’accordo con San Tommaso: se non vedo non credo. Nè per Leonardo, finchè non è ufficiale, nè per Kakà. L’uomo che affacciato alla finestra giurava eterno amore al Milan sventolando e baciando la maglia a favore di tifoso (e telecamera), proprio lui. Che tristezza se si vestisse davvero di nerazzurro. So che si tratta di cose completamente diverse, ma era meglio quando a cambiare casacca erano Helveg, Domoraud, Brncic, Domoraud, Simic e Coco.

Ammoutolito

Filed under: Calciomercato, Pallonate by: Matteo Innocenti

Preso a sassate all’arrivo a Barcelona, preso a pallonate al Camp Nou. La trasferta catalana di Josè Mourinho e del suo Real Madrid in Catalogna non poteva andare peggio. Una lezione di calcio quella impartita da Guardiola al suo collega, che immagino non l’avrà presa benissimo. La prova di forza del Barcelona nasconde però qualcos’altro, ovvero la palese intenzione di Mourinho di farsi esonerare così da poter poi tornare da Moratti a fine stagione, quando dalle parti di Appiano Gentile Benitez sarà già storia. Fantacalcio, lo so, ma visto che le vie del calcio sono misteriose ed infinite, chissà… Fatto sta che quella di ieri sera è senza dubbio la sconfitta peggiore patita dal tecnico portoghese nella sua brillante carriera da allenatore, che magari avrà anche minato un minimo il suo immenso ego: Barcelona-Real Madrid non è una semplice partita, non lo è mai stata e non lo sarà mai. In attesa di sapere cosa accadrà a fine stagione, quando forse Moratti punterà forte su Guardiola, viro più modestamente su quello che succederà da noi tra un mese. Oggi sui giornali sportivi c’è molto spazio dedicato al futuro prossimo di Cassano. Emarginato alla Sampdoria, è dato sempre più vicino alla Juventus. Ecco, premettendo che Cassano in campo è meglio averlo dalla propria parte che contro, non è esattamente quello che servirebbe ai bianconeri. La seconda punta la può fare Quagliarella, ottimo in questa prima parte di stagione, e c’è pur sempre il declinante ma a volte decisivo Del Piero. Alla Juventus serve uno che la butti dentro, stop. Cassano farebbe splendidi assist, sì, ma a vuoto. Che ci pensi bene, Marotta, prima di portarlo a Torino. Ma era giusto per dire, tanto andrà all’Inter.

Non c’è più con la testa

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Nel post di due giorni fa c’è la prova evidente che io di calcio capisco poco, ma, come diceva qualcuno, francamente me ne infischio e vado avanti. Benitez, a quanto pare, adesso rischia sul serio. Capello, Spalletti, Trapattoni. Simeone, Leonardo, Rijkaard, Zenga: i nomi del suo successore già si sprecano. Tra traghettatori o meno, il tecnico spagnolo sembra avere comunque i giorni contati. Deciderà molto il turno di Champions League, ma a questo punto il fatidico panettone Benitez potrebbe mangiarlo, sì, ma da disoccupato, seppur di lusso. Lo spagnolo non è Mourinho: non è quel sergente di ferro in grado di far correre tutti i campioni come i più umili dei gregari, e sembra aver perso lo spogliatoio. L’Inter, dopo anni di dominio quasi incontrastato, all’improvviso si trova attardata in classifica, a -9 dalla vetta. Come ho già scritto, Benitez avrà sì le sue colpe, ma nel rendimento modesto dell’Inter non possono non contare gli infortuni in serie. In campo ci vanno i giocatori, ma quando si chiamano Coutinho, Biabiany, Obi e Alibec, allora ogni avversario diventa duro da superare. In più, a Verona ha trovato un palo a porta vuota in apertura di partita e un Sorrentino versione Buffon 2006. All’infermeria piena adesso si aggiungerà anche la squalifica di Eto’o, unico uomo in più di questa Inter.  Gambe molli, gioco che non c’è, marcature approssimative e tanta paura di sbagliare con la palla tra i piedi: il futuro prossimo dell’Inter sembra sempre più nero, altro che nerazzurro.