Adesso vedremo se la colpa era davvero di Gasperini. Certo, il tecnico appena esonerato dall’incarico di allenatore del’Inter ci ha messo del suo con alcune scelte discutibili, però non credo che sia lui l’unico colpevole. La società lo ha scelto dopo aver incassato alcuni rifiuti: insomma, più un ripiego che una scelta. Normale, dunque, che l’esonero gli sia stato comunicato a cuor leggero, dopo una manciata di partite dai risultati imbarazzanti. Ma non aveva uomini adatti al suo modulo, aveva una squadra privata della sua stella più luminosa, quell’Eto’o volato in Russia e, soprattutto, lo spogliatoio non lo ha mai seguito. Non che per
vincere serva amore tra giocatori e tecnico, anzi. Ma qua pare proprio che la squadra remasse contro. Era accaduto lo stesso con Benitez, segno che l’ambiente non è sanissimo. Bastò un Leonardo qualsiasi a rendere di nuovo l’Inter una squadra da scudetto. Più un asilo che un club di vertice, in pratica. Ma di nuovi Mourinho all’orizzonte non se ne vedono, si mettano l’animo in pace all’Inter: ci sarebbe Capello, ma per ora è blindato. Ci sarebbe Guardiola, il vero grande sogno per il 2012. Già, ma con questi uomini riuscirebbe a fare quello che sta facendo con il Barcellona? Non credo. E allora, vale la pena mettere l’Inter nelle mani di un traghettatore (Baresi, Figo o addirittura Baggio) oppure sarebbe meglio affidarsi ad un tecnico rodato su cui magari fare affidamento anche nella prossima stagione? Tra poco sapremo la scelta della società… Nel frattempo, sembra di essere di nuovo nel 1999.
La Supercoppa è talmente sentita che sono arrivati a picchiarsi anche i tifosi cinesi di Milan e Inter. Cioè, a dire il vero è stato picchiato un tipo che con la maglia rossonera si era messo in mezzo ai tifosi sbagliati: mi permetto di ridere, anche se è politicamente scorretto. Ma mi fa ridere. Non farà ridere agli interisti, invece, la possibile partenza di Wesley Sneijder alla volta di Manchester, che per Balotelli e Tevez è proprio brutta ma che all’olandese potrebbe non fare c
osì schifo (come se Milano fosse bella, tra l’altro). Un giorno sembra partita l’offerta buona, quello dopo no, fatto sta che a Ferguson Sneijder piace e siccome ha perso il suo “figlioccio” Scholes lo vorrebbe sostituire con un giocatore all’altezza. Quello di Sneijder sembra essere il profilo giusto: è un giocatore fatto e finito di assoluto valore, e per caratteristiche tecniche e fisiche non si discosta molto da Scholes. Non bisogna infatti dimenticare che Sneijder non nasce trequartista: e per questo, infatti, potrebbe anche giocare da playmaker nel 3-4-3. E proprio qua nasce il dubbio che credo stia rodendo la dirigenza interista: se fosse davvero considerato un giocatore “fuori dagli schemi” di Gasperini lo avrebbero già impacchettato e spedito a Manchester. Ma lo è? Fatto sta che per certe cifre sarà difficile trattenerlo, Gasperini o non Gasperini.
Con la Copa America in corso, è normale che lo sguardo degli addetti ai lavori sia rivolto verso l’emisfero australe, ed è comunque comprensibile a prescindere dalla competizione continentale che si sta svolgendo in Argentina: l’America Latina è da sempre fucina di talenti che in estate ingolosiscono i club europei. L’ultimo arrivo nella nostra Serie A è quello di Ricardo Alvarez, giocatore che l’Inter ha strappato al Velez Sarsfield
(ed era nel suo destino fin da piccolo, altro che Ibra). Il prossimo potrebbe essere Erik Lamela, per il quale la Roma sarebbe pronta a chiudere, approfittando anche della retrocessione del suo River Plate, che ne ha abbassato il valore di mercato. Appunto, il valore di mercato: basta un buon campionato, o anche meno, per far salire i prezzi di questi campioni in erba. Alvarez, tutto sommato, ha giocato una cinquantina di partite da professionista, ed ha in pratica una media di una rete ogni dieci gare. Lo stesso si può dire di Lamela, che però ha dalla sua un’età ancora più verde. Colpa della tv, di youtube, dei procuratori, fate voi: fatto sta che ormai basta poco per vedersi appiccicata addosso l’etichetta di “Fenomeno”. Il “pompaggio” dei giocatori è pazzesco, e spesso chi parla si parla di potenziali fuoriclasse senza averli mai visti o forte di due replay in loop. Certo, si può portare l’esempio di Pato, ma non sempre la ciambella viene fuori col buco. Memori di certe pippe, comunque, auguri a chi è già arrivato e a chi arriverà.
Allora, vediamo: per Palazzi Calciopoli sono «colpevoli tutti», anche l’Inter, che se fosse stata coinvolta nel più grande scandalo del nostro calcio avrebbe rischiato grosso, e nel frattempo anche il Milan è stato punito meno del dovuto. Illecito sportivo grave per l’Inter: e sappiamo cosa succede in questi casi, ma il reato nel frattempo è andato in prescrizione. Ok, la Juventus ha pagato, ma si era ripresa in fretta, tutto sommat
o: i patemi di oggi non sono colpa di Calciopoli, tantomeno dell’Inter, ci mancherebbe. I successi nerazzurri, invece, sono anche frutto di Calciopoli. Non solo di Calciopoli, occhio: perchè niente avrebbe vietato a Milan, Roma e anche Juventus, mettiamocela pure, di creare una squadra competitiva durante il periodo 2006-2010. Però tutto è partito da lì, da uno scudetto di cartone, e da una concorrenza annientata almeno per il primo anno. Il fatto è che i dirigenti conoscono i designatori: è normale che si chiamino. Se questo è illecito, però, che paghino tutti. E che si tolgano gli scudetti: non rivoglio quelli del 2005 e del 2006, ma, alla fine, tutto sommato, mi pare che abbia pagato solo la Juve, ed anche qua c’è chi dirà che ha pagato anche poco, che ci voleva come minimo la C. Ognuno può dire quello che vuole, ma dopo tanti anni ancora non capisco come mai il Milan si prese giusto quei punti di penalizzazione per fare i preliminari di Champions League, che poi vinse. Per quanto riguarda l’Inter, Moratti si nasconde dietro Facchetti, che non si può tirare in ballo. Perchè è morto, essenzialmente. Che tristezza.
Giunto sulla panchina più importante della carriera, Gasperini può iniziare a disegnare la sua Inter. E già leggo che vorrebbe un po’ di Genoa a Milano: si ricordi come è finita alla Juventus, che ha portato troppa Sampdoria a Torino, o comunque troppi giocatori “da Samp”. Per capire come funziona il calciomercato non serve essere agenti Fifa, basta seguirlo un po’: ed allora, in automatico, ecco che l’Inter punta su Palacio
. Che se non è come Pepe è poco meglio. Comunque, sono curioso di vedere l’impatto di Gasperini su una squadra come l’Inter. Mi spiego: il suo modulo e il suo stile di gioco comportano un grande lavoro da parte di tutti. Facile ottenerlo da altre parti, un po’ meno all’Inter. Mourinho chiese grandi sacrifici a Eto’o, Gasperini li chiederà a più gente. O cambierà modulo, ma non credo. Tre difensori come idea di base, e cursori di fascia capaci di farla tutta, su è giù. Ci sarebbe Maicon a destra, ma sembra sul piede di partenza. Così come Sneijder, che sarebbe fuori ruolo sia un un centrocampo in linea che come punta esterna. Nel frattempo Milito guadagna posizioni nel reparto d’attacco: è più manovriero ed ha già lavorato con nuovo tecnico. Tuttavia, credo che il titolare sia da considerare Pazzini. Ma vediamo come si muoverà sul mercato l’Inter. Per ora ha fatto poco o nulla, causa indecisione sulla panchina. Vediamo.
Leonardo non voleva essere un allenatore: si vedeva come dirigente ed ha mollato. Eh vabbè, ci sta. Ma adesso l’Inter deve trovare un sostituto, non scrivo degno perchè lo do per scontato e non credo ci voglia molto. Per migliorare rispetto all’anno scorso basterà un allenatore che sappia qualcosa in più del 4-2-fantasia. Bielsa sembrava il nome giusto, ma i giornali non hanno fatto in tempo ad uscire con la notizia che già il tecnico argentino aveva rifiutato. Non convinto dal progetto, sedotto dall’Athletic Bilbao o
trattenuto da problemi famigliari, fatto sta che l’affare non è stato chiuso. Ed allora ecco il nome buono da spendere con i tifosi: Mihajlovic. Ex interista e ottimo per un anno da traghettatore. Non dimentichiamo, infatti, che il vero grande obiettivo di Moratti è quello di portare Guardiola all’Inter nel 2012, alla faccia del Qatar. Quindi serve un nome buono, ma non troppo. Mihajlovic non ha incantato da nessuna parte a dire il vero, ed a Firenze non vedono l’ora di disfarsene, almeno i tifosi, che invece vederebbero di buon occhio l’arrivo di Gasperini. Tagliati fuori senza motivo tanti altri allenatori che farebbero carte false pur di sedersi sulla panchina nerazzurra: uno su tutti, Delio Rossi. Evidentemente il suo nome non ha nessun appeal, nonostante sia molto più capace di altri. L’unico nome capace di smuovere Moratti dal sogno-Guardiola è quello di Villas Boas, l’erede di Mourinho, perchè arrivare a quello vero è impossibile. In questo caso la strada percorsa avrebbe senso, ma come ha detto il presidente dell’Inter, il tecnico del Porto costa troppo. E si sa, Moratti è un tipo oculato, lui non spende mai troppo.
Diciamoci la verità: Moratti cercava solo una buona scusa per farlo e per questo immagino ringrazierà sentitamente il PSG. Leonardo non è un allenatore, almeno per ora: il presidente dell’Inter se n’era reso conto. Il brasiliano era una figura spendibile in mille modi, ma non in panchina. Ma in panchina c’era finito e mandarlo via avrebbe significato tornare alle vecchie abitudini, allo stato di confusione pre-Calciopoli. Tre
tecnici in meno di una stagione: sarebbero stati troppi. Non da grande squadra. Lo avrebbe tenuto in panchina, autoconvincedosi che così doveva fare, e poi lo avrebbe esonerato alla prima sbandata. Come fece con Lippi ed un po’ con Cuper. Invece, qua è Leonardo che chiede di andarsene: nessuno dirà che Moratti è un mangia-allenatori, non gli peserà la scelta, perchè la scelta l’ha fatta l’allenatore. Che allenatore non si mai diventato davvero e che ad Appiano Gentile si è sempre sentito di passaggio: prima in panchina ce l’hanno messo, al Milan, poi c’è voluto tornare lui, all’Inter, ma più che altro per rivalsa nei confronti dell’ex datore di lavoro. Lo aspetta Parigi: Moratti l’ha detto, cercheranno una soluzione che sia la migliore, per lui e per la società. Perchè Leo ha una grande opportunità. Come se guidare l’Inter non lo fosse. Al suo posto, il nome forte è quello di Bielsa, che magari si porterà dietro Sanchez.
Finalmente una giornata degna di nota sul fronte-calciomercato. Il Real Madrid si è assicurato le prestazioni del teenager più forte del pianeta, quel Neymar sul quale avevano puntato gli occhi un po’ tutti i più importanti club del mondo. L’ha spuntata quello che da sempre cerca di mettere insieme più campioni possibili, anche se questo non sempre porta anche trofei. Neymar è un fuoriclasse in potenza, che si aggiungerà ad uno in atto, Cristiano Ronaldo, e a tanti altri ottimi giocatori. Ma nel reparto d’attacco
iniziano ad essere in troppi e così Mourinho farà partire qualcuno. Ed i nomi sono di alto livello: con ogni probabilità se ne andrà uno tra Benzema e Higuain (potrebbero interessare entrambi alla Juventus) e magari Kakà. E poi, è improbabile che a questo punto Aguero arrivi al Bernabeu. Inoltre, sembra che il futuro di Sanchez sia al Manchester City, il che farebbe pensare ad un Rossi al Barcelona e, chissà, ad un Tevez in Italia. Ma il calciomercato ci regala anche uno scoop in difesa: Thiago Silva è stato contattato dal Barcelona e non avrebbe detto di no. I catalani cercano un centrale vista l’età non più verdissima di Puyol e il brasiliano del Milan è, oggettivamente, uno dei migliori nel suo ruolo. Intanto, l’Inter pensa a Nasri, mentre rischia di vedere partire, oltre a Sneijder, corteggiato dall’Inghilterra, anche Leonardo, che flirta col PSG, che gli offre un posto da dirigente. Fossi Moratti, quasi quasi chiamerei di nuovo Bielsa, o un altro a caso, faccia lui.
Le cassanate sono storia, se è vero che il loro autore negli ultimi anni si è limitato ad insultare un anziano dandogli del vecchio (penso anche riconglionito). Adesso ci sono le balotellate che, bisogna dirlo, sono più innovative. Mi spiego: rimanendo fuori dal campo, non è niente di che farsi fare una multa per un rosso e abbandonare il ritiro. Lo hanno fatto tutti. Durante una partita, poi, fare le corna all’arbitro risulta curioso, ma più che altro perchè si tratta di un gesto vintage. Balotelli, invece, riesce ad avere una grandissima
inventiva: insulta tutto lo stadio alla fine di una semifinale di Champions League, si mette la maglia della squadra rivale (di cui è tifoso, ma questa non è una colpa), spara con la scacciacani in centro, fa i cori ad una tipa che si è fatta tutta Manchester e, ultima ma non ultima bravata, tira freccette ai giocatori delle giovanili. Genio. Non solo perchè come scusa ha recentemente usato la noia, ma perchè sono convinto che dietro a tutto questo ci sia una precisa strategia. Balotelli vuole andare al Milan e il Milan lo vorrebbe, ma non avrebbe mai potuto cambiare sponda passando direttamente dall’Inter ai rossoneri. Alla fine ci andrà, con somma gioia di Raiola, suo complice, che magari riuscirà a scambiarlo con Ibrahimovic, che ancora il Milan non ha iniziato a pagare. Fatto sta che Balotelli quella divisa che gli regalò Staffelli la vuole indossare in campo e lo farà di tutto per riuscirci, e non dovrà nemmeno rinunciare al miliardo come un Lucarelli qualsiasi. E poi dicono che i calciatori di oggi non sono più attaccati alla maglia.
Per il secondo anno consecutivo l’Inter trova nei quarti di finale di Champions League un avversario morbido dopo averne superato uno più ostico nel turno precedente. Poteva uscire qualsiasi nome dall’urna: Barcelona, Real Madrid, Manchester United, Chelsea… invece è saltato furoi lo Schalke 04, senza ombra di dubbio la più debole tra le otto squadre rimaste. E così, i nerazzurri possono già iniziare a guardare alla semifinale: certo,
nel calcio non si sa mai, ma è oggettivamente impensabile che in un doppio scontro i tedeschi possano far fuori l’Inter. Lo hanno fatto con il Valencia, ma la squadra di Leonardo è di tutt’altro spessore. Per il resto, il sorteggio pone un eventuale scontro con l’amato ex Mourinho solamente in un’eventuale finale, che dovrebbe vedere in ogni caso una spagnola in campo. da quella parte del tabellone, infatti, si prospetta una bollente semifinale tra Barcelona e Real Madrid. L’Inter, invece, in caso di passaggio del turno si scontrerà con una inglese, una tra Manchester United e Chelsea. Il percorso verso il bis di coppa, insomma, se nei quarti sembra agevole, dopo potrebbe diventare decisamente in salita, con una finale più impegnativa rispetta a quella dell’anno scorso. Nonostante questa sia una delle peggiori Champions League di sempre, come livello qualitativo.
