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Matteo Innocenti
Moratti dice che tutto questo è vergognoso, però alla fine le telefonate partivano anche da chi, all’epoca, lavorava per l’Inter. In questi giorni sono emerse nuove chiamate effettuate da Moratti nei confronti di Bergamo, e ieri ne sono uscite altre fatte da Facchetti (pace all’anima sua). Le ha pubblicate La Stampa e qua subito si dirà che come quotidiano è, mettiamola così, piuttosto vicino alla Juventus. Fatto sta che le
telefonate ci sono state, quando Moratti ha sempre categoricamente escluso di aver chiamato i designatori. Non solo, ci si è messo pure Vieri con la storia dei pedinamenti: per l’Inter piovono accuse da ogni parte. La cosa curiosa è che le intercettazioni del gennaio 2005 riguardano la celebre partita Inter-Sampdoria 3-2, quella del dvd. Io ci andrei comunque cauto: non è che vado in piazza a urlare “Ridateci gli scudetti!”, però, insomma, se non altro si capisce come anche l’Inter fosse vicina agli arbitri, ed in più, non riusciva a vincere nulla lo stesso. Boh, detto ciò, in quella partita non credo ci sia stato nulla di particolare, se non un recupero sostanzioso, però oggettivamente mi sembra poco. Però c’è quella frase di Bergamo detta a Facchetti: “E’ una sfida che vedrai la vinciamo insieme” che, insomma, qualche sospetto può anche farlo nascere. Magari all’Inter volevano a tutti i costi far uscire il dvd, chissà. Chi vivrà vedrà.
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Matteo Innocenti
Flash dalla ventitreesima giornata: al Cagliari, ospite dell’Inter, è stato annullato un gol per un fuorigioco inesistente, visto che l’”assist” è stato del difensore. Poteva essere l’Inter, il Milan, la Juve, il Chievo o il Siena. Fatto sta che l’attuale categoria arbitrale italiana non è all’altezza. Tranne qualche picco, il resto è un piattume che sfocia nella depressione. Prendiamo la partita di ieri sera: la Juve è riuscita a pareggiare grazie ad un colpo di testa di Legrottaglie che mi sembrava in posizione dubbia. Tra l’altro, una settimana fa era stato più che generoso, diciamo così, il calcio di rigore concesso ai bianconeri contro la Lazio. Non c’entra Moggi, non c’entrano schede sv
izzere, non c’entrano arbitri chiusi negli spogliatoi. Credo che questi di adesso siano scarsi. Punto. La direzione di gara di Brighi (ed assistenti) durante Livorno-Juventus è stata insufficiente: gioco spezzettato dai troppi falli fischiati, poi il gol da rivedere, ma soprattutto la gestione delle sanzioni. L’espulsione di Melo mi è sembrata scandalosa. Il mediano juventino era fermo e quello non era assolutamente fallo. Però Brighi non aspettava altro per espellerlo, visto che già in precedenza lo aveva “graziato”, sbagliando però di nuovo, e ben due volte. Melo, già ammonito, vince un contrasto a centrocampo e se ne va palla al piede. L’arbitro fischia: deve aver visto il classico ma bruttissimo intervento col piede a martello. Ergo, Melo espulso ed addirittura sarebbe rosso diretto, se la logica vale qualcosa. Ed invece no: Brighi fischia fallo, però poi non estrae nessun cartellino. Lo farà poco dopo, sentendosi in colpa per non averlo fattO prima. W la mediocrità.
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Matteo Innocenti
La differenza tra il calcio milionario e quello più genuino di provincia si vede anche dalle piccole cose, oltre che dagli stipendi, sempre che in certi campi spelacchiati di periferia circoli del denaro. Domenica scorsa in una gara del campionato umbro di Seconda categoria, girone C, è successo un episodio davvero curioso, ma che farebbe drizzare i capelli in testa anche a Collina: l’arbitro ha interrotto il gioco per rispond
ere al cellulare, che teneva nel taschino. Si stava disputando l’incontro tra il Superga 48 e il Sant’Eraclio in quel di San Giovanni a Baiano, quando a un certo punto il signor Conti di Terni ha pensato bene di non esimersi dai suoi impegni telefonici. Ha conversato amabilmente in mezzo al campo, poi, una volta conclusa la chiamata, ha ordinato la ripresa del gioco tra gli sguardi attoniti di giocatori e pubblico. Finora mi era capitato “solo” di vedere, in prima persona, un giocatore che si avvicina alla panchina per prendere il suo cellulare che squilla, rispondere e poi nasconderlo dietro la schiena negando l’evidenza quando l’arbitro si avvicina per ammonirlo. Era Uisp, dove evidentemente i direttori di gara sono più inflessibili rispetto alla FIGC. Tornando al discorso iniziale della differenza tra grande calcio e quello di provincia: quando si trattava di telefonare, almeno Moggi lo faceva con più discrezione.
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Matteo Innocenti
Muscoli di seta… Camoranesi adesso rischia di saltare il Mondiale sudafricano. Il centrocampista della Juventus si è infortunato sabato sera nella gara persa di Bari: non si tratta, come poteva sembrare, di una semplice botta, ma di qualcosa di molto serio. Il muscolo si è infatti lesionato e per riportarlo alla normalità occorreranno tra i due ai
tre mesi. Si va quindi a marzo, come minimo. Innanzitutto è un peccato per la Juve, il cui gioco già dipende in maniera consistente dalle lune (a volte storte) dell’oriundo, senza considerare il fatto che un altro elemento come Sissoko è sempre rotto e che avrà anche la Coppa d’Africa. In nazionale Camoranesi è altrettanto importante, se non altro per il modulo che Lippi potrebbe avere in testa, anche se forse non ha mai brillato come nelle sue più fulgide giornate bianconere. Forse perchè fa anche molto lavoro sporco. La Juventus probabilmente non tornerà sul mercato per sostituirlo direttamente: d’altra parte il suo impiego nel rombo è di per sè già una forzatura, seppur utile e piacevole. Sarebbe meglio, a questo punto, cercare un creatore di gioco, un regista vero. Se dovesse saltare il Mondiale, tuttavia, non si cruccino i sessanta milioni di tifosi (e commissari tecnici) italiani: Lippi schiererà Pepe titolare fisso.
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Matteo Innocenti
Sinceramente non so da dove partire. La prestazione della Juventus ieri sera è stata semplicemente allucinante. Bastava un punto? Dalle prime battute si era già capito che sarebbe servito un miracolo. Spettacolare Bayern Monaco, capace di giocare a mille all’ora ma in fin dei conti poco concreto, Juve impaurita, senza gambe e con la testa altrove. All’intervallo i bianconeri sono agli ottavi, ma per puro caso (leggasi imprecisione tedesca). Nella ripresa, la resa incondizionata alla truppe di Van Gaal. Giusto così, giusto prenderne 4 ed andare in Europa League, se le uniche vittorie sono arrivate col Maccabi e con d
ue striminziti 1-0. Melo non può essere questo: certe cose non si vedono nemmeno in Terza Categoria. Diego? Continuo a credere che sia un giocatore da prima fascia, ma inizio anche a considerare il fatto che forse manchi di carattere. Se la squadra non gira, dovrebbe provare ad inventarsi qualcosa. Cannavaro è un ex giocatore (e qua ammetto di essermi sbagliato: ok l’acquisto a costo zero, ma considerarlo un intoccabile prorpio no), proprio come mi è sembrato Del Piero. Mi ha fatto tenerezza quando ha provato un dribbling alla moviola sulla linea del fallo laterale. Ha 35 anni, ma concediamogli almeno l’attenuante del lungo infortunio. Grande Trezeguet: una palla e un gol. Ma in questo caso, che ve lo dico a fare? E Ferrara? Se la squadra si è fatta mettere sotto dal primo all’ultimo minuto c’entra la condizione fisica, ma lui non fa che metterci del suo, di continuo. Ok Poulsen per Del Piero, ci può stare, ma cosa vuol dire togliere Diego per mettere Amauri? Nemmeno a farlo apposta un tecnico sarebbe capace di tali nefandezze. Ed invece sembra essere la sua specialità.
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Matteo Innocenti
L’Inter trova la sua prima vittoria, e lo fa addirittura abbattendo il Milan nel derby con quattro reti? La Juventus risponde subito andando a vincere a Roma grazie ai suoi due onerosi acquisti brasiliani. Diego, dopo il buon esordio col Chievo, esplode con una doppietta: la sensazione è che, in Italia, stavolta, sia davvero sbarcato un gran
de giocatore. Melo, invece, prima fa la diga, poi, al 93°, chiude il match. I bianconeri, dopo la seconda giornata, sembrano già essere gli unici a poter contrastare l’Inter. Se in casa romanista è buio pesto (zero punti), alla Lazio stanno probabilmente festeggiando i primi gol di Cruz e la testa della classifica, dove si sistemano anche le due genovesi. La Sampdoria gode ancora dell’intesa tra i suoi gemelli del gol Cassano-Pazzini, mentre il Genoa, squadra da calcio totale, vince grazie ad un difensore, Moretti. Bene la Fiorentina che contro il Palermo centra la vittoria: vero, deve ancora ringraziare il talento di Jovetic ma inizia ad avere l’impressione che questo, per il giovane montenegrino, possa essere l’anno del botto. Primi punti poi per il Napoli, che abbatte il Livorno al San Paolo grazie a Quagliarella, doppietta da profeta in patria per lui, e ad Hamsik, che continua nella sua abitudine di partire, anno dopo anno, col piede sull’acceleratore. Ora c’è la sosta, il campionato torna tra due settimane.
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Matteo Innocenti
Stavolta nessuna telenovela, nessun muso lungo, nessuna indiscrezione, nessun dubbio. Del Piero aveva il contratto in scadenza tra un anno e gli è stato rinnovato fino al 2011, a quanto pare sulle cifre del vecchio accordo, cioè qualcosa in più di tre milioni di euro. Evidentemente in corso Ferraris hanno davvero un tesoretto niente male, perchè un rinnovo così facile per Del Piero non me lo ricordo. Ad ogni modo, no
n c’era nessun rischio che il capitano bianconero lasciasse la Juventus: a 35 anni ormai non può avere mercato, a meno che per mercato non si intenda gli Stati Uniti o gli Emirati Arabi. E non credo che Del Piero avrebbe avuto bisogno di fare quel tipo di esperienza. Bianconero a vita, dunque, fino al 2011 ma, secondo me, anche dopo. Credo che giocherà fino al 2012, giusto in tempo per giocare una stagione nel nuovo stadio. Per quanto sia un estimatore di Del Piero (sono un tifoso bianconero), l’ultima annata è stata in chiaroscuro: dopo un inizio sontuoso Alex è calato alla distanza, anche se ha chiuso comunque il campionato con 13 reti e la stagione con 21 realizzazione complessive. Sarebbe l’ora di pensare al suo erede: non credo possa essere Giovinco, può esserlo Diego nel numero di maglia ma è un tipo di giocatore diverso. La società quest’anno ha preferito investire in altri ruoli e ha scelto di non affiancare a Del Piero un giocatore dalle caratteristiche simili capace di metterlo in ombra. Ma tutto potrebbe cambiare tra un anno: 2010, l’anno di Cassano in bianconero?
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Matteo Innocenti
Se quelle di ieri erano voci, oggi voglio parlare di un giocatore che, a quanto pare, in Inghilterra ci sta per andare sul serio. O meglio, ci sta per tornare: si tratta di Patrick Vieira. Sembra infatti cosa certa il suo trasferimento al Tottenham, rivale storico della società nella quale il franco-senegalese si è affermato come campione di caratura internazionale. Dopo gli inizi in Francia ed una fugace apparizione al Milan (dove viene bocciato, si dice, anche per la sua statura: troppo alto per il calcio degli anni ‘90 ma adattissimo per q
uello del 2000…), è giocando nei Gunners che Vieira da il meglio di sè, diventandone anche capitano. Lunghe leve, personalità, senso dell’inserimento, tecnica e potenza nell’Arsenal tutto palla a terra e in velocità disegnato da Wenger, capace di vincere tre Premier League e quattro FA Cup, ma nessun alloro europeo, anche se in Champions giocare ad Highbury era il peggio che ti poteva capitare. Ricordo l’estate del 2005, quando la Juventus lo acquistò per metterlo accanto ad Emerson: non so se all’epoca in Europa si trovava di meglio. Tuttavia l’ultimo grande colpo di Moggi vive una stagione in chiaroscuro, con un’ottima partenza, condita da gol decisivi, ma con una seconda parte in calo, soprattutto a causa della pubalgia. Il vero Vieira finisce con Calciopoli: acquistato dall’Inter, in tre anni non riesce a dare in pieno il suo contributo (non per colpa del club, sia chiaro), non va mai oltre le 20 presenze a campionato e in totale gioca solo 75 partite, tra i soliti problemi fisici e convocazioni in Nazionale tra le polemiche. A Londra lo cedettero perchè avevano in rampa di lancio Fabregas, a Torino perchè c’era la Serie B, all’Inter non lo rimpiangerà nessuno. Anzi, liberarsi del suo pesantissimo ingaggio non potrà che far sorridere Moratti.
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Matteo Innocenti
“Parlo da mesi con Luciano Moggi ma lui non vuole entrare nel Bologna e io non voglio che entri. Il caso-Moggi non esiste. Ieri era a Bologna per i fatti suoi, in serata è stato mio ospite e abbiamo parlato di calcio, ma non è mai stato coinvolto negli affari del Bologna. Se si ritiene che parlare con Moggi sia un peccato è colpa m
ia, ma da quando lo conosco mi ha detto piu’ volte che nel calcio direttamente non vuole entrare. Se mi avesse dato suggerimenti positivi, li avrei accolti ma lui non mi ha mai fatto nomi e quindi nel Bologna non avrà nessun ruolo“. Parole di Renzo Menarini. Il presunto caso-Moggi, dunque, è nato e si è sgonfiato in poco più di 24 ore. Nonostante le smentite, però, continuano a circolare voci su un Bologna 2009/10 filojuventino, con Moggi “consulente”, Ceravolo, a lui vicino, Direttore Sportivo (ma lui ha già negato), Conte allenatore e Nedved al clamoroso (nemmeno poi così tanto) ritorno in campo. In realtà, concentrandomi su Moggi, mi sembra che sia stato fatto tanto rumore per nulla. Come ha detto lui stesso molti presidenti lo chiamano per chiedermi consigli non retribuiti. E sarebbero stupidi a non farlo, dico io. Non è certo illegale chiedere e ricevere consigli, in particolare da un uomo che, c’è poco da fare, conosce il mondo del calcio come pochi. Forse non è il massimo da dire, ma, da juventino, vorrei che Secco alzasse la cornetta qualche volta per chiamarlo, ma ho come l’impressione che abbia cambiato numero…
05
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Matteo Innocenti
Qua si va da un’estremità all’altra. La Juventus che ha giocato la stagione appena trascorsa era una squadra dove la fantasia stentava a trovare posto: tra un camoranesi a mezzo servizio, un Giovinco a piccole dosi e un Del Piero altalenante, il livello tecnico medio era piuttosto basso. Ovviamente era un gruppo nel suo totale più muscolare che tecnico, come sottolineò all’epoca l’acquisto (fallimentare) di Poulsen. Adesso, invece, dopo aver preso Diego la Juventus ufficializzerà anche l’ingaggio di D’Agostino. Un ex trequartista convertit
osi regista, esattamente come Pirlo. Credo ci sia una distanza siderale tra i due, ma oggi come oggi è l’unico suo possibile emulo. La Juventus cambia dunque faccia: bye bye 4-4-2, ecco il rombo con Diego vertice alto, D’Agostino basso, affiancato, direi, da Sissoko (classica diga) e Marchisio (centrocampista completo e abile negli inserimenti). Non ci sarà posto, almeno tra i titolari, per Camoranesi, a questo punto in partenza, così come Trezeguet. Se se ne dovesse andare anche Giovinco, l’acquisto di una punta sarebbe obbligatorio e dunque ecco spiegate le voci su Pandev. In generale, ritengo positivo l’affare-D’Agostino: non è stato strapagato, non viene dall’estero come Tiago e ha più esperienza di Almiron. In più, adesso la Juve avrà anche un eccellente tiratore di calci piazzati mancino. Fatto il centrocampo, ci sarebbe da aggiustrare qualcosa dietro. Dando per titolare Cannavaro, serviranno, visto il modulo, terzini capaci di salire spesso e di crossare. Molinaro non è esattamente Beckham, a questo punto ben venga (di nuovo) Criscito. Personalmente apprezzo molto De Ceglie, ma forse è troppo offensivo e pare che sia stato promesso al Bari…