Pato, la meglio gioventù

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Nell’anticipo serale di sabato ho ammirato un talento non comune: Pato. Questo ragazzo non ha nemmeno venti anni, ma gioca da veterano. Rapidissimo, sempre in movimento, attacca gli spazi come pochi e, giocando da solo davanti, ha tenuto in apprensione un’intera difesa, segnando, tra l’altro, una rete meravigliosa. C’è poco da dire, il Milan un anno fa lo ha pagato profumatamente, ma l’investimento, adesso, pare più che giustificato. Pato ha davanti una carriera luminosa, e la spenderà sui palcoscenici più prestigiosi d’Europa e del Mondo. Ha segnato una ventina di gol in un anno solare, niente male per un tipo che ha da poco l’età da patente. E’ una prima punta, o almeno adesso gioca in quel ruolo, a occhio e croce, se avesse accanto una punta vera e potesse partire da lontano, sarebbe ancora più devastante. E’, senza dubbio, l’89 più forte del mondo, niente a che vedere con il suo coetaneo Jovetic, troppo timido e spaesato. Forse sarà stato San Siro, forse la responsabilità di dover sostituire Mutu, fatto sta che se vuoi far carriera e lottare per grandi obiettivi, devi essere capace di fare a spallate. Il montenegrino, per tutto questo, è ancora acerbo, Pato no. E per una dozzina di anni, salvo clamorose sorprese, sarà tra i migliori del mondo.

Inter ancora in vacanza

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

L’Inter, contro un avversario non impossibile come il Cagliari, riesce di nuovo a complicarsi la vita, così come era già successo, ad esempio, con Reggina, Chievo e Siena. Le altre volte aveva vinto, grazie alla capacità di reazione o per grazia ricevuta, stavolta, invece, non è riuscita ad andare oltre il pareggio. La nota positiva, è ovviamente, l’aver raddrizzato una gara che si era messa male, ma i campanelli di allarme non mancano. Non dimentichiamo come l’Inter era arrivata alla sosta natalizia: da capolista in campionato, ma reduce da qualche figuraccia europea. Qualche crepa, dalle parti di Appiano Gentile c’è, inutile nasconderlo: il solito caso Adriano, i dolori del giovane Balotelli, il precoce accantonamento di Mancini e Quaresma. Inizia a sorgere anche il dubbio che la guida di Mourinho non valga nove milioni l’anno, anche se ogni sua intervista è oro colato per i giornalisti. Lo stratega portoghese, come già in passato, non azzecca la formazione e per rimediare mette dentro tutte le punte: fuori Cordoba, Samuel e Figo, dentro Crespo, Quaresma e Mancini per un 3-4-3 con gli ultimi due esterni di centrocampo. All’Inter poi è andata anche bene, perchè il Cagliari negli ultimi minuti si è mangiato un paio di gol, una con Acquafresca, che però è stato l’autore della rete del vantaggio. Ironia della sorte, il giovane italo-polacco è di proprietà dell’Inter e sarebbe, a mio modesto modo di vedere, un giovane italiano su cui puntare. Perchè si parla tanto della sterminata rosa nerazzurra, ma ci si dimentica che, tra Adriano, Cruz, Crespo, Balotelli, Obinna e Ibrahimovic l’unica punta di sicuro affidamento è quest’ultimo e che, se non gira lui, i nerazzurri faticano. Chi ha segnato per l’Inter stasera? Ecco, appunto.

Decide Muntari, giusto così

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Il primo tiro in porta della Juventus arriva all’81° minuto. Basterebbe questo per descrivere la partita dei bianconeri ieri sera al Meazza. Il risultato finale è sostanzialmente giusto e poco conta che sia arrivato con l’azione meno limpida di tutta la serata, con Ibrahimovic che ciabatta un tiro e Muntari ad appoggiare in dubbio stile in porta in mezzo ad una difesa imbambolata. L’Inter ha meritato di vincere, perchè è entrata in campo aggredendo l’avversario dal primo minuto, la Juventus è stata brava ad arginare l’impeto nerazzurro, ma non lo è stata altrettanto in fase d’attacco, sbagliando qualche appoggio di troppo in alcuni contropiedi che potevano essere pericolosi. Anche se l’Inter è passata in vantaggio a una dozzina di minuti dalla fine, il gol era nell’aria da tempo e che la Juventus non avrebbe segnato l’ho capito subito. Non era la squadra che aveva giocato con la bava alla bocca le ultime partite e la difesa troppo alta lasciava troppo spesso ghiotte occasioni al duo Ibrahimovic-Adriano. I due hanno disputato una buona partita, il brasiliano facendo tanto movimento, lo svedese creando grattacapi ai difensori, spesso costretti a raddoppiare e talvolta triplicare la marcatura su di lui. Mourinho ha giocato questo big match alla Mancini, con il centrocampo a rombo, rinnegando il suo credo tattico e il suo progetto estivo di Inter. Ha lasciato a casa le trivele e i doppi passi, preferendo la solidità e mettendo tra le linee l’ottimo Stankovic, un giocatore che ho sempre apprezzato. Nella Juventus l’unico a meritarsi un 7 in pagella è Chiellini, a tratti monumentale, e tra i migliori trova spazio anche Sissoko, che però tende ancora a sbagliare troppo in fase di impostazione. I bianconeri hanno dovuto rinunciare subito a Tiago, che forse avrebbe potuto dare più geometria al gioco della Juventus, ma evidentemente per il portoghese non è destino. Cosa ci lascia questo anticipo di lusso? Un’Inter che prova a lanciare di nuovo la fuga, e che riesce soprattutto a ricacciare a -6 una Juventus che con un’ottima serie di vittorie era riuscita a portarsi a sole tre lunghezze dai nerazzurri. E una Juventus competitiva che però ha sbagliato la partita che poteva riscrivere la sua stagione.