“Io sono nel mondo del calcio da oltre 50 anni, da quando ho cominciato da ragazzino fino ad oggi, e non ho mai assistito ad un’altra partita del genere, in cui una squadra arriva ad un passo ad alzare al cielo il trofeo e poi lo perde all’improvviso nelle fasi di recupero“. Parole di Beckenbauer. L’avessi detto io… ma se lo dice il Kaiser c’è da fidarsi. Me la ricordo bene quella finale del 1999: Bayern Monaco subito in vantaggio con Basler
(Supermario… come Balotelli), tifoseria tedesca in delirio al Camp Nou, birra che già scorreva (o me lo sono sognato?) sugli spalti, passerella per Matthaus, poi il dramma sportivo dei bavaresi, che nei minuti di recupero subiscono la rimonta firmata dal duo Sheringam-Solskjaer, la coppia di riserva, visto che in quella stagione andavano di moda i Calypso Boys Yorke-Cole, e da juventino lo so bene. Stasera la riedizione di quella partita, anche se si tratta più modestamente di un quarto di finale, seppur di assoluto prestigio: qua c’è l’aristocrazia europea. L’altro match in programma, invece, vede opporsi Lione e Bordeaux: qua il lignaggio è inferiore, ma almeno una francese, traducendo, se ne andrà in semifinale. Un risultato sportivo importante: a memoria, era dai tempi del super-Monaco targato Deschamps che non succedeva.
E così, l’Inter è arrivata al grande scontro, quello che decide la stagione. Cioè, almeno così sembra, visto il gran parlare della partita di ritorno contro il Chelsea. Match importante, ma non fondamentale per il bilancio dell’annata nerazzurra, se posso permettermi di dirlo. In fondo, si tratta pur sempre di un ottavo di finale. Ottavo, il che significa che la strada per il Bernabeu comporterebbe ancora quarti e semifinale. Certo, fare
fuori un avversario tosto e dato tra i favoriti come il Chelsea non potrebbe che giovare all’Inter, però piano con le pagine e i servizi tv spesi… Fuori Real Madrid e Milan, ell’aristocrazia europea rimarrebbero comunque Barcelona, Manchester United, Arsenal e Bayern Monaco. Brutte gatte da pelare comunque. E non credo che Moratti si accontenterebbe del prestigioso traguardo dei quarti di finale. L’Inter può passare il turno, ma c’è interesse anche per quello che sta succedendo fuori. Mourinho, con la solita mania di protagonismo, ha escluso Balotelli dai convocati: mossa pessima, visto che stiamo parlando di un giocatore capace di decidere ogni partita con un guizzo, sempre che ne abbia voglia. Non so quanto potrà far comodo questa azione meramente dimostrativa all’Inter, ma ormai il Mou lo conosciamo tutti… Ad ogni modo, l’accoppiata Balotelli-Raiola promette bene fin da ora.
Fatto a fette, letteralmente. Il Diavolo umiliato dai Red Devils all’Old Trafford mi ha ricordato certe belle figure rimediate dalla Juventus, anche in tempi recenti (vedi Bayern Monaco), in Champions League. Il Milan trovava nell’Europa il suo habitat naturale, lo spazio ideale in cui dare sfogo al talento dei suoi singoli. Ieri
sera, però, di quella squadra rossonera che fu, in campo non c’era nulla. Nemmeno il carattere e la voglia di reagire dopo aver subito i gol. Il Manchester United è una buonissima squadra, ma come parco giocatori - tolto quel fenomeno assoluto di nerbo e tecnica che è Rooney - ci sono formazione che gli sono superiori. Opinione personale, ovvio. Però la forza dei Red Devils sta nel giocare a memoria, mentre certa gente che veste rossonero fa fatica a ricordare come si butta la palla in rete. Il grande Milan europeo è tramontato, se ne facciano una ragione i suoi tifosi. Allo stesso modo, sta naufragando anche il Progetto della Fiorentina: Prandelli spinge e se ne vuole andare (Italia o Juventus), Corvino prova a trattenerlo, ma il tecnico ha capito che più di così i viola non potranno fare. E allora, meglio cambiare aria e mettersi in discussione in una realtà diversa, più grande. Era un progetto. Anche quello di Florentino Perez? Prendere i giocatori più forti del globo e vestirli di bianco lo era? Beh, ad ogni modo, sono falliti entrambi.
Alla fine, come era prevedibile, quel gol di Klose ha pesato come un macigno nella corsa alla qualificazione. Insomma, il Bayern Monaco e Ovrebo hanno avuto la meglio sulla Fiorentina. Certo, fare ogni volta gol per poi prenderlo l’azione successiva non che aiuti, si solito. I viola hanno pagato anche questo: i bavaresi sono pur sempre una grandissima squadra con elementi in grado di fare la differenza. Uno di questi è Robben. Io stravedo per Robben, ca
volo! Sembra vecchio, ma dimostra 40 anni da quando ne ha 18 e, se non tutti lo sapessero, è dell’84:a gennaio ha compiuto 26 anni. Ha già giocato nel PSV, nel Chelsea, nel Real Madrid e nel Bayern Monaco. Insomma, il meglio (o quasi) dei campionati in cui ha militato. Se non fosse di porcellana, credo che sarebbe considerato non inferiore a Cristiano Ronaldo. La Fiorentina, dal canto suo, ha un potenziale fuoriclasse, Jovetic. Il montenegrino, a quanto pare, si esalta in Champions League, dove adora fare vittime illustri: tra Bayern Monaco e Liverpool, in due partite al Franchi, ha messo quattro palloni nel sacco. Un bello (forse un ossimoro con Jovetic, non me ne voglia) di notte. Non è un brutto segno, per carità, ma per essere davvero grande gli servirà continuità, magari facendo finta, che ne so, che il Bologna sia il Barcelona. Grandi giocatori a parte, onore ai viola. Per poter riassaporare la Champions League, però, mi sa che dovranno aspettare il 2011/12.
L’Europa League dovrebbe essere una competizione più facile della Champions League, però le italiane riescono a zoppicare anche lì. Delle due ancora in lizza, dopo ieri sera ne è rimasta solo una, la Juventus. I bianconeri, però, hanno giocato contro l’Ajax una partita piatta, hanno sì sfiorato il gol in un paio di occasioni, ma il gioco ha latitato e di voglia forse non ce n’era troppa. Ad ogni modo, dopo una sfida intrisa
di vecchi ricordi europei tra due squadre che dire blasonate è poco, alla Juve toccherà l’ottavo di finale con il Fulham. Nota stonata della serata di ieri, l’ennesimo infortunio: stavolta è toccato ad Amauri. Tutto da dimenticare, invece, per la Roma, che dopo il 3-2 dell’andata, perde in casa con l’identico punteggio contro il Panathinaikos. Ai capitolini bastava l’1-0 per passare il turno, ed invece, a causa di qualche minuto di ordinara follia si vedono costretti ad abbandonare la competizione, nonostante Ranieri volesse riportare un trofeo europeo in casa giallorossa dopo quasi mezzo secolo. Insomma, è rimasta solo la Juve. In Champions League, il Milan dovrà fare l’impresa a Manchester, per l’Inter non sarà semplice difendere a Londra il vantaggio acquisito al Meazza e la Fiorentina dovrà sfogare tutta la rabbia che ha per avere la meglio sul Bayern Monaco. Qua si rischia l’ennesima fallimentare campagna europea.
Dopo la settimana densa di impegni europei (tranne che per l’Inter, ancora i attesa della supersfida col Chelsea), gli sguardi dei calciofili tornano a posarsi sul campionato. La capolista anticipa a stasera contro la Sampdoria: il pronostico, considerando che i nerazzurri giocano in casa, direbbe 1 fisso. In realtà i blucerchiati stanno attraversando un periodo d’oro e l’Inter potrebbe essere distratta dall’imminente impegno
europeo. Dunque, occhio alle sorprese: ancora senza Cassano, la Sampdoria cerca la quinta vittoria su cinque uscite, anche perché vorrebbe arrivare in Champions League. Adesso è a braccetto col Napoli, che ha incontrato proprio l’Inter nell’ultimo turno e che domani va a Siena ad affrontare l’ultima in classifica. La settimana europea non ha decisamente sorriso a Roma e Milan, entrambe sconfitte per 3-2. I giallorossi, tuttavia, in campionato si sono rilanciati in grande stile: per loro l’obiettivo obbligatorio è superare il Catania all’Olimpico. I rossoneri, invece, masticano ancora amaro per la sconfitta a domicilio subita dal Manchester United e sono impegnati nel posticipo serale contro il Bari. Vincere in Puglia sarà tutt’altro che facile, ma se vogliono continuare a coltivare ambizioni importanti in Italia, ora che il trionfo europeo è un miraggio, i rossoneri devono fare risultato. L’unica italiana che ha sorriso nelle coppe è la Juventus, che è passata ad Amsterdam dopo essere stata in svantaggio contro l’Ajax. Per i bianconeri, c’è la trasferta a Bologna. I felsinei sono in ottima forma e i bianconeri sono ancora imprevedibili. Delusa dall’uscita europea è poi la Fiorentina, derubata a Monaco. Per i viola l’occasione per scacciare ogni malumore è lì, servita su un piatto d’argento: a Firenze arriva il Livorno, avversario che annaspa nei bassifondi della classifica. Non una vittima sacrificale, ma i tre punti per la Fiorentina sono decisamente alla portata.
Il Milan inciampa sul terreno che di solito gli è più congeniale, ovvero quello europeo. Rossoneri in palla ma poco concreti, Manchester United spietato. Sintesi sommaria ma direi sufficiente della partita. Il Milan non
sarà più quello di qualche partita fa, ma non avrebbe assolutamente meritato la sconfitta. Per passare ai rossoneri servirà una vittoria con due gol di scarto, eventualità già difficile in ogni sfida europea, figuriamoci all’Old Trafford. La differenza tra il Milan e lo United sta nelle amnesie che hanno colto la difesa schierata da Leonardo: a volte te le puoi permettere, ma non se l’avversario ha come centravanti Rooney, soprattutto il Rooney 2009/2010. Un giocatore che non vive più all’ombra di Cristiano Ronaldo e che, dopo anni in cui correva, si sbatteva e segnava sì, ma con cifre da buona punta, in questa stagione tiene medie da fuoriclasse assoluto. Dei campi da calcio e non dei banconi dei pub, come il fisico suggerirebbe. Questo inglese grassoccio è, ora come ora, uno dei migliori giocatori del pianeta, non sarà bello da vedere, ma la butta dentro come pochi. Dida lo sa e anche la difesa rossonera dovrà tenerlo a memoria, se il Milan vorrà provare a ribaltare il risultato al ritorno.
Il Milan si gioca tutto nelle prossime due partite: stasera è impegnata nell’anticipo (ancora più anticipo del solito) contro l’Udinese. Forse servirà a poco anche una vittoria, giusto per provare a superare la Roma e a mettere un po’ di paura ad un’Inter che pare ormai troppo lontana e sicura di mantenere lo scudetto cucito sulle maglie. Poi, martedì, i rossoneri sono impegnati nella supersfida di Champions League contro il Manchester United. Il Diavolo contro i Diavoli Rossi: difficile che dopo l’andata qualcuno sia sicuro di rimanere all’inferno. Ad ogni modo, in campionato gioca stasera, così da avere un giorno in più di riposo
rispetto ai canonici tre: che sia nelle ventiquattro ore mancanti il segreto del successo italiano?. Basterà questo a fare una bella figura con il Manchester? Chissà. Nel frattempo sarebbe importante fare punti con l’Udinese. Dicono che giocherà Huntelaar e che probabilmente farà qualche minuto Pato. Una buona notizia, soprattutto in vista della Champions. Spazio poi a Mancini: Beckham si riposerà in vista della sfida alla sua ex squadra, mentre Ronaldinho sembra intoccabile, nonostante il calo di forma e di giocate accusato nelle ultime partite. L’Udinese non disputando il campionato che si aspettava ed arranca nei bassifondi della classifica, sull’orlo del baratro. A Milano non va per essere la vittima sacrificale: chissà che il pensiero stupendo europeo del Milan non le dia una mano…
I grandi ritorni continuano. Dopo Bettega, ecco anche Beckham, che per il secondo anno di fila si presenta a Milanello dopo le vacanze natalizie, si spera non appesantito dalle festività natalizie. La passata stagione l’affare fece tutto sommato scalpore, stavolta non so nemmeno se si sia guadagnato una prima pagina: lo sapevano già tutti. Essenzialmente, al Milan non serve Beckham e, a dire il vero, non gli serviva nemmeno nel 2009, anche se poi giocò bene, segnò un paio di reti e si rivelò utile e disponibile al sacrificio. Tutte cose ben note, ma che spesso passano in secondo piano rispetto al fatto che lui è quello belloccio con il pacco in bella vista sui cartelloni di Armani. Tuttavia Galliani avrà fatto i suoi conti: averlo in squadra costerà alla società, si dice, “appena” un milione di euro, mentre dagli sponsor e dalla vendita delle magliette arriveranno molti più soldi. Però c’è da farlo giocare, particolare non trascurabile, anche perchè è l’anno del Mondiale e Beckham, nonostante sia un senatore dell’Inghilterra, non ha certo il posto assicurato. Nel modulo ormai denominato 4-2-fantasia (orrore) non so dove potrebbe trovare posto il buon David. Chi gioca largo ha caratteristiche diverse nda quelle dell’inglese, ma sicuramente Leonardo saprà inventarsi (nomen omen?) qualcosa.
Diciamo che difficilmente poteva andare peggio. Se sapessi che non è così, potrei dire che ci sia un disegno superiore per far fuori le italiane dall’Europa. L’Inter per il secondo anno di fila incontra agli ottavi la peggiore delle square possibili. L’anno passato il Manchester United, stavolta il Chelsea. I Blues disegna
ti da Ancelotti sono una squadra fortissima: un melting pot con una consistente dose di Africa Nera, con grinta anglosassone e tattica di un maestro italiano. Il Milan ha una sfida di altissimo lignaggio con il Manchester United: anche se i Red Devils hanno ceduto il loro giocatore migliore, cioè Cristiano Ronaldo, e non l’hanno rimpiazzato, perdendo anche Tevez, rimangono comunque una squadra tosta ed un ostacolo più che impegnativo. La Fiorentina non poteva avere sorteggio peggiore: il Bayern Monaco non sarà quella squadra di fenomeni vista con la Juve (lì era anche merito dei bianconeri), ma le urne potevano essere più benevole. Suggestivi anche gli impegni di Europa League: per la Roma c’è il Panathinaikos, una delle “big three” del campionato greco, mentre per la Juventus c’è l’Ajax, squadra dal blasone importante, ma che ormai vive di ricordi. Più di tredici anni una partita tra i bianconeri e gli olandesi decideva la Champions League. Bei tempi davvero, quelli.
