Ultimo minuto serbo

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Mi perdoni la Gialappa’s, ma qua da svizzero non può che diventare serbo, quell’ultimo (fatidico) minuto. Lo ammetto, per la prima volta negli ultimi anni per scelta non ho visto la partita della Juventus, ma, per gli spezzoni e le sintesi che ho visto, la vittoria ci stava tutta. Lazio ostica, come da pronostico, e Juve non bella, ma almeno solida e volentersosa. I tre punti sono arrivati all’ultimo assalto grazie alle capacità di Krasic, la freccia serba capace di scombinare qualsiasi partita con una singola giocata. L’avevo già scritto: quando il buon Milos ti punta, fatti il segno della croce o prega verso la Mecca, fai quello che ti pare, ma lui ti salterà. Sempre che sia in giornata. E ieri sera lo era: nel nostro campionato non c’è un’ala come lui, c’è poco da fare. E’ uno dei grandi acquisti dell’estate scorsa e forse l’unico vero affare della dirigenza bianconera post-Calciopoli. Krasic è devastante: se lì in mezzo ci fosse una punta di livello il suo lavoro sarebbe ancor più apprezzabile. Non so se la Juventus sia l’anti-Milan (sempre che ci possa essere un’anti-Milan), ma i bianconeri stanni dsputando un signor campionato. Merito di Krasic, certo, ma anche merito di Deneri, che sta usando il bastone e la carota, alternandoli nel modo giusto. Avanti così: vediamo a gennaio se Marotta riesce a combinare qualche buon affare…

La Juve c’è

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Il Milan, ormai è ufficiale, è la grande favorita per la vittoria dello scudetto: se non altro, per la serie “corsi e ricorsi storici”, avere Ibrahimovic lo pone in pole position. Lo segue la Lazio, sempre più convincente, prima sorpresa ed adesso splendida realtà del campionato. La giornata di ieri ha però detto un’altra cosa, ovvero che per il tricolore può lottare anche la Juventus, che probabilmente non vincerà, ma che può stare lassù in alto. I tre punti raccolti a Catania valgono doppio: perchè nessuno ci vinceva da tempo, perchè conquistati nonostante un gol non visto e perchè arrivati dopo aver sofferto per una buona parte della partita, all’inizio e alla fine, quando i rossoazzurri hanno giocato bene, ma pungendo troppo poco. La doppia ala Pepe-Krasic ha consentito alla squadra di avere più soluzioni offensive in una giornata in cui Aquilani non ha brillato, ma in cui Melo si è confermato un grande centrocampista. Quagliarella, poi, sta disputando una stagione da bomber di razza, cosa che probabilmente non è, così come Maxi Lopez, obiettivo (ex, spero) del mercato di gennaio. Bene anche Storari e Grosso, ex-emarginato che si sta rivelando utilissimo alla causa bianconera. Adesso stiamo a vedere: se non ci sarà lo sciopero, domenica sera la sfida più attesa sarà quella tra i bianconeri e la Lazio: una prova di maturità, per entrambe.

Il grande freddo

Filed under: Europa League by: Matteo Innocenti

Lech Poznan-Juventus, incontro dimostrativo per il nuovo sport delle prossime Olimpiadi invernali, finisce 1-1 ed elimina di fatto i bianconeri dall’Europa League. A forza di pareggi, la Juventus è scivolata fuori dalla seconda competizione continentale, ma lo ha fatto anche per colpa di una partita assurda. Quello che è successo è semplicemente scandaloso, perchè non c’erano assolutamente le condizioni per giocare: passi per il freddo, terribile, ma ad un certo punto non si vedevano più le linee del campo e sul terreno di gioco erano ormai depositati centimetri e centimetri di neve. La Juventus poteva vincere, come poteva farlo a Perugia dieci anni fa. Lo avrebbe anche meritato ai punti, a dire il vero, fatto sta che questo incontro non andava giocato, o almeno andava interrotto all’intervallo. Per dire: domenica in Serie A è stata rinviata Bologna-Chievo per condizioni atmosferiche e del campo molto meno proibitive. Servirebbe chiarezza e decisione: quando non è possibile giocare, non si gioca. Stop. Al diavolo la concomitanza delle partite. Al diavolo il fatto che la Juventus in Europa non conti un cavolo. E meno male che in giro si fa il tifo per il bel calcio: la musichetta dell’Europa League sembra quella di Giochi senza frontiere, e forse non a caso. Per me è uno scandalo, non ci sono altre parole. Dal Palaghiaccio di Poznan è tutto.

Pugno duro, ma con tutti

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Milos Krasic salterà le prossime due partite di campionato dopo la simulazione contro il Bologna. Per lui, spiega il giudice sportivo Tosel, “la sanzione applicata è quella minima”. Due turni fuori, dunque, per un abile tuffo in avanti. Che quello di Krasic sia stato un palese tentativo di procurarsi un rigore non ci piove: bene, sono d’accordo sul fatto che si debbano punire i simulatori, e trovo la difesa della dirigenza juventina fuori luogo, però a questo punto, che siano puniti tutti. In passato hanno ricevuto squalifiche Iliev, Zalayeta e Adriano, solo per fare alcuni nomi. comunque pochi casi rispetto a ciò che si vede sui campi di calcio in ogni turno di campionato. Solo rimanendo a questa stagione, è stato plateale il tuffo di Lucio contro il Bari, e non lo dico per essere anti-interista. Ed in quel caso non si può negare che si trattasse di un “abile tuffo in avanti”. Il risultato era di 2-0, ma cosa cambia? Se sono già ricco e faccio una rapina, allora non devo andare in galera?  Le simulazioni, poi, sono ovunque: anche Robinho, contro il Napoli, ha ricevuto una pacca sul petto da Aronica, eppure è stramazzato a terra come se fosse stato raggiunto da un montante di Tyson. Un fatto incomprensibile delle punizioni inflitte è poi un altro, a mio avviso: se l’arbitro si accorge della simulazione durante la partita, allora il giocatore che finge riceve un’ammonizione. Se il direttore di gara non se ne accorge, allora si va alla prova tv, e la sanzione minima è una squalifica per due giornate. Se le cose devono avere una logica, beh, questa non ne ha molta. A questo punto, meglio un bel cartellino rosso anche in partita.

Ecco l’anti-Lazio

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Eh sì, il campionato ha emesso il suo primo verdetto. Scherzi a parte, quella di ieri sera è stata una vittoria fondamentale per i rossoneri: può essere lo spartiacque della loro stagione. Ibrahimovic ancora a segno e prima marcatura del match ad opera di Robinho, che forse oltre a tanto fumo è in grado di mettere anche un po’ di arrosto. Nota stonata Pato: troppo egoista, troppo impreciso, troppo, forse, invidioso di Ibra. Chissà che, alla lunga, non venga fuori questo problema. Per quanto riguarda il Napoli, perdere con il Milan, anche se in casa, ci può stare: fatto sta che i partenopei dipende troppo dal suo tridente e quando questo si inceppa, allora non segna nessun altro. Almeno è andato a segno, con un gol pazzesco, quello che trova con meno facilità la porta, cioè Lavezzi. Per il Milan, tre punti al San Paolo che aumentano la credibilità in chiave tricolore, credibilità che aumenterebbe ancora in caso di vittoria contro la Juventus nella prossima giornata. Favoriti d’obbligo i rossoneri, capaci di rialzarsi subito dopo la brutta caduta di Madrid e vogliosi di far bene di nuovo. In attesa di sapere se Krasic sarà lapidato o se gli mozzeranno solamente un piede, Delneri perde contemporaneamente Amauri e Iaquinta, entrambi infortunati. Per i tifosi bianconeri, questa è la buona notizia. La cattiva per adesso non c’è.

L’aquila non vola, Krasic sì

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

In attesa che l’aquila Olimpia vinca la sua timidezza e non faccia più i capricci (con buona pace degli animalisti), nel frattempo a volare sicura in alto ci pensa la Lazio, che evidentemente non soffre nessuna sindrore da alta quota. In questo momento per i biancocelesti gira tutto nel modo giusto: basta vedere la rete di Mauri ieri e di Floccari nella trasferta vittoriosa di Bari. Lazio prima dunque, Inter per adesso seconda, in attesa della partita del Milan di stasera. I nerazzurri non vanno oltre l’1-1 casalingo contro la Sampdoria, tra l’altro andata in vantaggio. Ci pensa Eto’o a mettere le cose a posto con una zampata delle sue: c’è poco da fare, questa Inter dipende in tutto e per tutto dalle lune del camerunense, per adesso mai storte. Ha una pericolosa dipendenza anche la Juventus, ma da Krasic: quando il serbo ha le gambe molli, i bianconeri non brillano. Tra l’altro, la nota stonata della giornata riguarda proprio la simulazione dell’ala juventina: sono già partiti i processi, come se non fosse mai successo prima. Che paghi, ma che paghino tutti. A proposito di sanzioni disciplinari: è possibile squalificare un giocatore perchè è troppo scarso? Credo di no. Peccato, perchè nel caso di Iaquinta qualche turno fuori sarebbe stati provvidenziale. Al di là del rigore sbagliato: per quello c’è solo da ringraziare i suoi piedi, meglio così.

E quando lui non c’è?

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Un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni per la Juventus, anche se tutto sommato il punto raccolto a Salisburgo non è da buttare via in ottica qualificazione. Inoltre, i bianconeri erano anche andati in svantaggio: il bicchiere potrebbe essere anche considerato mezzo pieno. Trabocca se si considera l’acquisto di Krasic, perchè questo qua sembra davvero forte, perchè in pratica salta sempre l’uomo. E trova anche il gol con una certa facilità. Certo non è Cristiano Ronaldo, perchè una volta saltato il suddetto uomo, non è poi scontato che trovi l’uomo in mezzo all’area oppure la porta con un gran tiro. Anzi, mi pare di aver capito che in questo non somigli proprio a Nedved. A dirla tutta, al ceco somiglia solo per i capelli, ma Krasic, ad essere fiscali, si fa le meches. Dunque, cosa potrebbe davvero accomunarli? Il fatto di giocare sulla fascia, sebbene opposta. Hanno in comune la facilità di corsa. Ma se Nedved lo faceva ininterrottamente per novanta minuti (ed oltre, visto che in pratica si allenava sempre, anche durante le vacanze), raramente riusciva a saltare l’uomo in progressione. Lo fa invece Krasic, che gioca però a corrente alternata: va progressione, crea la giocata, poi si defila, si accentra e si nasconde, ricarica le pile. Quando poi è pronto, riparte, brucia i difensori, si riposa di nuovo e così via. Come ieri sera: segna, poi per una quarto d’ora non si vede, ed al’improvviso da poco oltre centrocampo vola verso la porta, sbagliando però la rete da pochi metri. Sono le pause di Krasic che rischiano di fregare la Juventus, perchè sembra davvero una squadra che dipende molto da lui. E quando lui rifiata, è raro che qualcun altro si inventi qualcosa. Da tifoso, spero di essere smentito.

I nuovi mostri

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Di bravura, intendo: i nuovi arrivi del campionato italiano per ora non hanno sbagliato un colpo. Impressionante l’inizio di stagione di Hernanes, Krasic e Ilicic, tre stranieri che con modalità diverse sono giunti in Italia. Hernanes si è presentato con il fardello di un soprannome pesante, quello di “O Profeta” e per ora sta tenendo fede al suo nomignolo: tra i tanti brasiliani che predicano calcio in giro per il mondo, lui è tra quelli che al momento lo sta facendo meglio. E non a caso la sua Lazio adesso è da sola lassù, in vetta alla classifica. Per lui il Milan offrì un casco di banane: ad occhio e croce, se avesse proposto una piantagione non avrebbe fatto male per niente. Può vantare nel suo curriculum un flirt con il Milan anche Krasic, che ha aspettato tutta l’estate prima di potersi vestire di bianconero. Voleva la maglia della Juve, solo quella, e per ora la sta onorando al massimo. Non ha un grande dribbling nello stretto, Krasic. Forse nemmeno un piede delicato o la botta da fuori, ma quando punta l’uomo riesce sempre a saltarlo in progressione. La vera sorpresa di inizio campionato, però, è Ilicic: se si considera quanto è stato pagato, si può già ritenere l’ennesimo capolavoro della dirigenza del Palermo. Tra i rosanero il fenomeno è Pastore, vero, però questo granatiere di 22 anni ha fame, e sembra avere tutte le carte in regola per arrivare in alto. Centrocampista col fiuto del gol, è appena transitato da Maribor, prima che il sorteggio dell’Europa League mettesse di fronte la squadra slovena e il Palermo, che non se lo è fatto scappare. La fortuna gli ha dato una mano, lui sta dimostrando di averla meritata.

Il calcio non ha perso

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Perchè quello che è successo ieri sera a Genova c’entra come me con la fisica nucleare, tutto qua. Assalto al pullman della Serbia, reti tagliate, vetrate rotte, bengala in campo, minacce, insulti, bandiere bruciate ed infine botte alla polizia come se piovesse. C’era una partita di calcio in mezzo a tutto questo o, meglio, ci sarebbe dovuta essere, ma i serbi arrivati a Marassi sono tutt’altro che tifosi di calcio. Basta poco per capirlo: la loro Nazionale adesso va verso il 3-0 a tavolino e a pesanti sanzioni. Peccato per Stankovic e soci, perchè pagheranno loro e tutti i tifosi per nefandezze compiuti da degli imbecilli che hanno in testa solo la violenza. Mi correggo: non si tratta di imbecilli, ma di veri e propri criminali, magari paramilitari provenienti dalle frange più oltranziste del nazionalismo serbo. C’è chi li definisce ultras: io preferisco cerebrolesi. La situazione, poi, poteva essere gestita meglio: innanzitutto facendo adeguati controlli al’entrata ma, si sa, siamo pur sempre in Italia. Poi, il tira e molla dell’Uefa, ridicolo. Come pensavano di poter giocare e per quali motivi di ordine pubblico hanno rimandato la decisione così a lungo? Serviva l’arbitro per capire che non era il caso di giocare? Peccato, perchè così facendo è stata data questa soddisfazione a quel branco di delinquenti, ma non si poteva fare altrimenti. O forse sì: almeno una bella spruzzata con gli idranti ci stava tutta. I giocatori serbi potevano poi evitare certi gesti sotto il settore ospiti. Mentre sto scrivendo a Genova ci sono scontri fuori dallo stadio: dieci i feriti, per ora. Uno è un carabiniere: per lui trauma cranico. Non è bello da dire, ma a questo punto spero che gli altri siano tutti serbi. E che non si tratti di qualche graffio.

La Serbia non deve farci paura

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Viviano, Zambrotta, Bonucci, Chiellini, Criscito, Mauri, Palombo, Pirlo, Marchisio, Cassano, Pazzini. Ecco la formazione che stasera affronterà la Serbia: l’ha resa nota il ct Prandelli ieri sera. Dunque, in avanti spazio alla coppia titolare della  Sampdoria, scelta giusta a mio modesto parere: quando hai convocato due che si trovano così bene, tanto vale schierarli insieme. Pazzini ha le polveri bagnate e dopo le reti in coppa fatica a trovare la via della porta, al punto che tra i due il bomber sembra Cassano, ma la scelta di Prandelli è condivisibile. Per il resto, vedremo un centrocampo a rombo, con Mauri schierato dietro le punte: il laziale ha iniziato benissimo la stagione, ma speriamo si tratti di un esperimento e nulla più, con tutto il rispetto per il giocatore in questione. Dietro, in dubbio Bonucci: potrebbe sostituirlo all’ultimo momento Gastaldello, che così potrebbe essere schierato titolare nello stadio “di casa”. Personalmente sono rimasto deluso dalla Nazionale vista a Belfast: ecco, stasera, davanti ad un avversario sicuramente più temibile (nonostante il 3-1 subito a domicilio dall’Estonia), vorrei vedere una squadra diversa, più cattiva negli ultimi metri. Di fuoriclasse non se ne vedono, di giovani all’altezza, come ha detto Prandelli, nemmeno. Mettiamoci almeno un po’ di rabbia agonistica e mettiamo un’ipoteca sulla qualificazione. Forza, siamo pur sempre l’Italia.