Pepita

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Dopo aver messo in cassaforte la qualificazione ai prossimi Europei grazie alla vittoria esterna contro la Slovenia, la Nazionale fa bella figura lontano dai nostri confini e proprio in casa di chi ospiterà (con la Polonia) il prossimo appuntamento continentale tra poco più di un anno. 2-0, Rossi e Matri: entrambi stanno vivendo la miglior stagione della carriera, ed in coppia sono andati a segno ieri sera. Certo, l’Ucraina è solo una lontana parente di quella che superammo in Germania nel 2006, ma quello di Pepito è l’ennesimo gol di una stagione fantastica, quella della consacrazione. In quattro anni di Liga è sempre andato in doppia cifra ed in estate sarà l’ora di andarsene, di abbandonare il Sottomarino Giallo ed uscire allo scoperto per viaggiare verso traguardi più prestigiosi. Spero che vada al Barcelona: come caratteristiche fisiche e tecniche sarebbe l’ideale. Rossi non è un top player e forse non lo sarà mai, ma stando a contatto con dei fenomeni, potrebbe migliorarsi ulteriormente. Con un Balotelli che sta marcendo ancor prima di maturare e con un Cassano rimasto quello di dieci anni fa, il giocatore del Villareal rappresenta la nostra più grande speranza. Non è molto per vincere l’anno prossimo, anche perchè tra Gilardino, Pazzini, Borriello e Matri in Italia non c’è un centravanti che scriverà la storia del calcio. Ma credo che, in fondo, a Prandelli una vittoria non l’abbia chiesta nessuno. E per migliorare rispetto ai risultati dell’ultimo Lippi basteranno tre punti. Insomma, comunque vada sarà un successo.

Attaccamento alla maglia

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Le cassanate sono storia, se è vero che il loro autore negli ultimi anni si è limitato ad insultare un anziano dandogli del vecchio (penso anche riconglionito). Adesso ci sono le balotellate che, bisogna dirlo, sono più innovative. Mi spiego: rimanendo fuori dal campo, non è niente di che farsi fare una multa per un rosso e abbandonare il ritiro. Lo hanno fatto tutti. Durante una partita, poi, fare le corna all’arbitro risulta curioso, ma più che altro perchè si tratta di un gesto vintage. Balotelli, invece, riesce ad avere una grandissima inventiva: insulta tutto lo stadio alla fine di una semifinale di Champions League, si mette la maglia della squadra rivale (di cui è tifoso, ma questa non è una colpa), spara con la scacciacani in centro, fa i cori ad una tipa che si è fatta tutta Manchester e, ultima ma non ultima bravata, tira freccette ai giocatori delle giovanili. Genio. Non solo perchè come scusa ha recentemente usato la noia, ma perchè sono convinto che dietro a tutto questo ci sia una precisa strategia. Balotelli vuole andare al Milan e il Milan lo vorrebbe, ma non avrebbe mai potuto cambiare sponda passando direttamente dall’Inter ai rossoneri. Alla fine ci andrà, con somma gioia di Raiola, suo complice, che magari riuscirà a scambiarlo con Ibrahimovic, che ancora il Milan non ha iniziato a pagare. Fatto sta che Balotelli quella divisa che gli regalò Staffelli la vuole indossare in campo e lo farà di tutto per riuscirci, e non dovrà nemmeno rinunciare al miliardo come un Lucarelli qualsiasi. E poi dicono che i calciatori di oggi non sono più attaccati alla maglia.

Le scelte del ct

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Italia sempre più saldamente in testa nel girone di qualificazione ad Euro 2012. L’ostacolo rappresentato dalla Slovenia non era dei più difficili da superare e la pratica è stata archiviata in modo positivo grazie ad una rete di Thiago Motta. Proprio il suo impiego mi aveva fatto storcere il naso, non tanto per il fatto che sia un “oriundo”, un “naturalizzato”, fate voi. Ma proprio per la collocazione in campo: Aquilani, Montolivo, Mauri e poi lui, che mediano non è, messo a fare il mediano. Poteva mancare il filtro e credo che questo tipo di soluzione sia attuabile solo con squadre di modesto valore come la Slovenia, con tutto il rispetto per la Slovenia e per la campagna di stampa che in settimana l’ha presentata come una squadra fortissima ed agguerritissima. Non lo era. Ma non lo siamo nemmeno noi: ci sono buoni giocatori, ma se pensiamo alla gente che vestiva l’azzurro fino a pochi anni fa il confronto non mette certo allegria. Credevo in Balotelli, ma mi sa che mi sono sbagliato, non credo da anni in Cassano, che invece continua a godere di un credito illimitato. Non è un fuoriclasse, se ne facciano una ragione un po’ tutti. Forse è ciò che di meglio abbiamo oggi, ma non ne sarei così sicuro. A proposito, chissà perchè Prandelli ha schierato lui invece di Rossi, il nostro attaccante più in forma…

Calcio tottalex

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Sarà perchè le carriere si sono allungate, ma in questi anni abbiamo tutti visto in campo alcuni giocatori che hanno scritto i loro nomi nelle storie dei rispettivi club. E non lo hanno fatto in maniera banale: sono assoluti recordmen. Totti e Del Piero, due capitani che da più di tre lustri dispensano giocate e segnano per le stesse maglie. Dai primi anni Novanta, quando esordirono, il calcio italiano non ha più prodotto nessuno del loro livello e anche con questo si può parzialmente spiegare il naufragio di Sudafrica 2010. Stiamo parlando di due grandissimi: dopo di loro sono arrivati tanti buoni giocatori, come Cassano, ad esempio, ma la differenza è abissale. Sembravano finiti tante volte Totti e Del Piero, ed invece sono ancora lì, e le loro squadre dipendono ancora da loro. Come ho scritto in passato, i tifosi non si devono far prendere dal cuore: questo non è un buon segno. In più, le bandiere sono belle, ma quando è tempo di ammainarle, che lo si faccia. Il fatto è che i due capitani protagonisti della giornata di ieri riescono ancora ad essere importanti per le loro squadre e nel frattempo non è arrivato nessuno in grado di sostituirli. A Roma poteva essere Cassano, appunto, a Torino Del Piero ha “fatto fuori” i vari Miccoli, Palladino, Giovinco, Diego… ma se era più forte di tutti non gli se ne può certo fare una colpa. Francesco e Alex fanno anche pubblicità, ma essenzialmente sono un spot per il calcio.

Pazzo Bayern

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Quanto ci si può mordere le mani per una partita di pallone? Non ne ho idea, ma sono sicuro che a Monaco adesso lo stanno facendo. Perchè partire da un 1-0 in trasferta ed uscire a causa di una sconfitta per 3-2 in casa non è cosa che si digerisce facilmente, anche se davanti avevi l’Inter, proprio la stessa squadra che meno di un anno prima ti aveva battuto in una finale secca per 2-0. L’Inter, già l’unica italiana rimasta in corsa, se non altro per il fattore-calendario, è anche quella che ha fatto più strada. Adesso sono rimaste in otto, e tra le “pescabili” di Champions League c’è anche qualche bel materasso, diciamo così. Anche se nel calcio di sicuro c’è poco. Tornando all’incontro di ieri sera, forse i nerazzurri sono più competitivi dei bavaresi: lo dice la passata stagione, lo dice questa, che vede l’Inter ancora in corsa per lo scudetto e il Bayern Monaco attardato in Bundesliga. Ci sta, per carità. Però ci stava anche di chiudere prima il match dell’Allianz Arena, tra occasioni clamorose fallite e contropiedi sciupati. Ma questo è il calcio: oggi leggo di una pazza Inter: qualsiasi cosa faccia, è pazza. Eh vabbè, ma rimango convinto che ieri sera la squadra pazza, tra le due, sia stata quella tedesca.

L’ultima delle italiane

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

L’Inter si prepara alla trasferta di Monaco consapevole che per vincere la battaglia dell’Allianz Arena servirà una grande prestazione da parte di tutti. I tedeschi partono con il vantaggio dell’1-0 in trasferta: a certi livelli, ribaltare il risultato ha i connotati dell’impresa. All’andata ha deciso Gomez, attaccante legnoso che in questa stagione sta segnando con continuità, per passare il turno l’Inter si affida al suo goleador principe, Eto’o. Il Principe, quello vero, cioè Milito, sta vivendo la sua peggior stagione da quando è approdato in Europa e non ci sarà, ma d’altra parte è dallo scorso maggio, da quella finale proprio contro il Bayern Monaco, che è in pratica scomparso. Ribery e Robben: nessuno nel globo può schierare una coppia di esterni così. L’Inter dovrà stare attenta a contenerli, ma dovrà anche attaccare con decisione, se non vorrà fare la fine del Milan, incapace di segnare in 180 e più minuti contro il Tottenham.  Non sarà facile e Leonardo lo sa. In un modo o nell’altro, l’esito della partita di stasera dirà molto sul resto della stagione e non è retorica: il Milan è fuori dalla Champions League e punterà tutto sul campionato. Con un’Inter ancora in corsa, al bivio le due squadre prenderebbero direzioni diverse. Tricolore per il Milan, tentativo di bis europeo per l’Inter.

Fuori una

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Il rischio c’era, perchè partire con una sconfitta interna non è esattamente il modo migliore per passare un turno di coppa, fatto sta che la Roma ieri sera ha fatto davvero una pessima figura in Ucraina. Il pericolo, per il calcio italiano, è che accada lo stesso anche a Milan ed Inter, entrambe sconfitte 1-0 a domicilio, rispettivamente da Tottenham e Bayern Monaco. Per i rossoneri siamo giunti al momento della verità: ancora primi in campionato, stanno vedendo negli specchietti l’Inter. Chi andrà avanti in Europa, se qualcuno lo farà, potrebbe risentirne in Italia. Ma torniamo alla Roma: la trasferta a Donetsk era complicata, e serviva una vittoria con due gol di scarto per passare il turno, oppure improbabili 4-3, 5-4 e così via. Perdere ci stava, perchè tutto sommato una trasferta in Ucraina presenta da sempre delle insidie, se non altro dal punto di vista climatico e perchè lo stadio dello Shakhtar è un fortino dove la squadra di casa non perde da qualcosa come 55 partite. Fatto sta che è stato un tracollo: tre reti subite (e sei in due incontri), un rigore sbagliato e, soprattutto, la brutta gomitata che De Rossi ha rifilato a Srna. Brutto gesto dal quale la società ha preso le distanze: per il giocatore, che portava al braccio anche la fascia di capitano, è in arrivo una multa pesante. Almeno questo è da salvare. Per il resto, Montella dovrà lavorare parecchio.

Buio a San Siro

Filed under: Champions League, Europa League by: Matteo Innocenti

Se si deve dare a Julio Cesar ciò che è di Julio Cesar, si può tranquillamente affermare che la vittoria del Bayern Monaco a San Siro è decisamente farina del suo sacco. Che sia meglio di Castellazzi non ci piove, ma non piove nemmeno sul fatto che ha perso un po’ di smalto rispetto a qualche tempo fa. Ci avrà riflettuto amaramente mentre passeggiava verso casa. Perdere a domicilio non è mai cosa buona in una coppa e ribaltare il risultato in Baviera sarà difficile, ma non impossibile. Essenziale, ovviamente, sarà per l’Inter non subire gol, perchè dovrà vincere di due lunghezze per passare il turno senza passare dai calci di rigore. Ce la può fare: in fin dei conti ieri sera ha creato molto, ma non è riuscita a concretizzare. La strada verso Wembley non è in salita solo per i nerazzurri, ma per tutte le italiane impegnate in Champions League. Inter, Milan e Roma, tre sconfitte casalinghe su tre: per il nostro calcio non poteva andare peggio. In più, stasera il Napoli gioca in Spagna, ma mette in campo diverse seconde linee. Il rischio, in generale, è quello della disfatta. Tra l’altro, trattandosi di squadre anche in lotta per il campionato (tranne la Roma), sarà interessante vedere come reagiranno e distribuiranno le forze in caso di qualificazione o di mancato accesso ai quarti di finale. E comunque, se l’Inter dovesse uscire, i suoi tifosi non se ne faranno certo un cruccio. Tanto, hanno appena vinto Sanremo.

L’uomo in più

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Squadra corta, concentrata, con giocatori disposti a raddoppiare costantemente le marcature. Insomma, solo con tanto sacrificio Delneri poteva battere Leonardo e c’è riuscito. Certo, c’è voluta anche una traversa colta da Eto’o quando era davvero impossibile farlo, soprattutto per uno come lui che di solito la mette dentro anche ad occhi chiusi. Ma questo, in casa juventina, sono sicuro sembri adesso solo un dettaglio. Due vittorie di fila per i bianconeri, e non succedeva da tempo. E la Champions League ora è un po’ più vicina. Il Derby d’Italia di ieri sera, tornando al campo, non è stato dei più spettacolari, nonostante sia stato giocato su ritmi piuttosto alti, ma almeno è stato davvero corretto. Così come all’andata, grande fair play in un match che per ovvie ragioni rischia sempre un po’ di assumere le fattezze di una corrida. Tutto sommato un pareggio ci poteva stare, a mio modesto parere, se non altro per il quarto d’ora finale dell’Inter. Un assalto all’arma bianca favorito, va detto, dal fatto che la Juve giocava in dieci a causa dell’infortunio di Matri, o forse in nove, a causa dell’ingresso di Iaquinta. A proposito, complimenti all’ex Cagliari, che almeno ieri sera ha messo dentro la prima palla buona. Poi ne ha sbagliata un’altra clamorosa, ma per fortuna sua l’errore non ha pesato sul risultato. Insieme a lui, bene anche Toni e soprattutto Barzagli. Finchè non è diventato l’uomo in meno, Matri è stato l’uomo in più, a differenza di Pazzini, non pervenuto, e di Eto’o, limitato in maniera ottima per tre quarti del match da Sorensen. Insomma, il mercato di gennaio in casa juventina sta pagando. Lo aveva fatto fino alla partita di Torino anche quello interista: lo scudetto è ancora possibile, per carità, ma dopo ieri sera è un po’ più lontano.

Ci sono tutti?

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Dopo aver eliminato tanti rami secchi che in Sudafrica avevano dimostrato di non poter più essere presentabili a certi livelli, Prandelli ha chiamato per la prima volta in azzurro altri elementi, tra cui Matri. E’ bastata una maglia a strisce bianche e nere per renderlo degno della chiamata? Penso che non sia così: il neo juventino raccoglie adesso frutti che era normale non raccogliesse tempo fa. All’epoca delle ultime convocazioni aveva appena iniziato questo campionato, e nella stagione precedente era andato per la prima volta in doppia cifra in A, segnando 13 reti. Gilardino, per dire, nel 2004 non fu convocato dopo averne messe a segno quasi il doppio. C’è anche un nuovo oriundo, Thiago Motta. Non sono contro questo tipo di soluzioni, quando queste abbiano un senso. Anni fa non c’era in Italia un’ala destra come Camoranesi, il centrocampista dell’Inter forse non è così indispensabile. Allargando il discorso, manca qualcuno a Coverciano? Mi viene subito in mente Balzaretti. L’esterno del Palermo è per rendimento il miglior terzino sinistro del campionato. Facilità di corsa, capacità di arrivare sul fondo e di mettere dentro palle invitanti. Ebbene, non è bastato. Cassani sì e lui no, il che non ha molto senso. La sua zona di competenza, in compenso, sarà occupata da Chiellini, che da centrale è un ottimo elemento (sempre che abbia accanto a sè qualcuno che guidi la difesa, perchè è un “5″, uno stopper si sarebbe detto un tempo), ma che sulla fascia sinistra, finchè ci ha giocato con regolarità, era solo uno dei tanti. Per il resto, gli uomini sono questi: a centrocampo ci sono piedi buoni, quando si tratterà di partite serie, forse qualcuno farà spazio ad almeno un portatore d’acqua.