No, non andremo lontano

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Per me il rigore su De Rossi c’era. Dunque, errori arbitrali alla mano, possiamo recriminare qualcosa. Ma d’altra parte la terna, anzi quaterna arbitrale arrivava dal terzo mondo del calcio. Eh vabbè, inconvenienti che ci possono stare e che, in ogni caso, non giustificano il pareggio contro la Nuova Zelanda, anche lei arrivata direttamente dal terzo mondo, sempre calcistico. Non sono nemmeno tutti professionisti gli All Whites, eppure non siamo stati capaci di andare oltre il pareggio. Andando ovviamente in svantaggio, in quella che sembra poter diventare una brutta abitudine. Il nostro Mondiale è già a rischio: non sono mai stato ottimista sulle nostre possibilità, ma che fossimo così molli non lo pensavo davvero. Non c’è nessuno che salta l’uomo, non c’è nessun fuoriclasse, si sapeva, ok. Ma che nessuno corresse e/o avesse un barlume di idea andava oltre ogni nefasta previsione. Lippi ha le idee confuse, anche se dice di no: vero, il compito dell’allenatore consiste nel variare modulo e uomini, ma se fai tre cambi dopo nemmeno un’ora e cambi schema ogni venti minuti, allora qualcosa c’è che non va. Il calcio è una ruota che gira: quattro anni fa girò dalla nostra parte e tutti giocarono il miglior torneo della loro vita. Stavolta vincerà qualcun altro. Magari l’Olanda, visto che potrebbe avere un ottavo decisamente abbordabile. Sempre se passiamo noi.

Bicchiere mezzo pieno

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Molti non saranno d’accordo, ma visto che questo blog è mio è il dominio lo pago io, suvvia, fatemi dire la mia. Credo che l’infortunio di Pirlo possa essere visto anche come una cosa positiva. Non me ne voglia il centrocampista del Milan, che sarebbe l’uomo più dotato tecnicamente, ma il Pirlo vero non si vede da almeno un paio di anni. Una squadra come la nostra, che davanti non punge, forse è meglio che scelga di coprirsi bene. Ed allora, a fare gioco ci pensi De Rossi, uno che non è che abbia esattamente due ferri da stiro al posto dei piedi. Lui, Marchisio e un mediano. Vista la parabola discendente di Gattuso, dentro Palombo, uno che per il mercato della Juventus viene spacciato come regista ma che in realtà non lo è. Davanti non faremo mai spettacolo, meglio puntellare il centrocampo, per proteggere così una difesa che contro il Messico ha traballato troppo spesso. Stasera c’è l’ultimo test prima del Mondiale, per carità, magari il reparto arretrato potrà ritrovare una credibilità, ma ne dubito. In più, la smetterei anche di usare Iaquinta in fascia: d’altra parte, lo ha detto anche lui che proprio non ci si vede bene lì. Di Natale (e su di lui conservo dubbi, lo ammetto), una punta centrale e, a destra, un’ala. Meglio di Iaquinta anche il crepuscolare Camoranesi, se recuperato, o il “soldatino” Pepe, onesto cursore di fascia e, guarda caso, erede dell’oriundo alla Juventus. Ma il ct è Lippi e io, in fondo, mi fido di lui. In Germania, nel 2006, in panchina c’era lui, e quello fu il suo capolavoro.

Chi sale, chi scende

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Non che ci fossero realmente dei dubbi sul fatto che fosse la Juve la sola possibile anti-Inter. Però almeno stavolta lo ha dimostrato e lo ha fatto in maniera netta e decisa contro una squadra che fino a ieri la precedeva in classifica. D’altra parte prima o poi i bianconeri dovevano iniziare a giocare e a correre: la mini crisi in cui erano incappati era destinata a finire. Ora come ora, con Marchisio e Del Piero fuori e con Sissoko recuperato, è questo, cioè il 4-2-3-1, il modulo giusto per la Juve. Camoranesi-Diego-Giovinco a sfogare la loro tecnica e Amauri o Trezeguetsi liberi di fare quello per cui sono nati, cioè la prima punta da area di rigore. Se la Juve è la nota lieta di questa giornata, brutte prestazioni per Fiorentina e Roma. I viola stanno buttando via il buon inizio di stagione e non sembrano capaci di reggere tre punte di ruolo, mentre i giallorossi, alla terza sconfitta consecutiva, continuano a denunciare i limiti di una rosa corta e di una condizione psico-fisica approssimativa. Non si spiegano in altro modo due gol subiti in fotocopia e un attacco, soprattutto Vucinic, che non sa più pungere. Butta via due punti il Milan, che si fa rimontare per la legge del contrappasso a Napoli, dove finisce 2-2 grazie a due reti in piena zona-Mazzarri. E così, in zona Champions, invece dei rossoneri, ci arriva il Parma, nemmeno fossimo negli anni ‘90…

Juve in ginocchio

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Un’epidemia. Peccato che i problemi al menisco non siano trasmissibili come l’influenza. Eppure alla Juve è un’ecatombe. Dopo Marchisio e Buffon, adesso si è fermato pure Iaquinta. Stamattina, infatti, è stato operato con successo: regolarizzazione del menisco esterno, asportazione della membrana sinoviale ipertrofica e microperforazioni cartilaginee a carico del ginocchio sinistro. Tante parole, in sostanza si tratta dell’ennesimo giocatore bianconero che per qualche tempo frequenterà l’infermeria. Ovviamente alla Juve non ci si ferma solo per menischi, ma ne succedono di cotte e di crude. Mal di schiena, malleoli, stiramenti, fastidi vari… E questo coinvolge sempre più spesso non usuali frequentatori di medici e massaggiatori come Zebina e Salihamidzic, ma anche insospettabili come Iaquinta. Non per mettere sempre in mezzo Vinovo, ma la cosa inizia davvero a puzzare. Se non altro per il fatto che non c’è più lo staff di Ranieri, possibile causa dei malanni bianconeri, eppure gli infortuni a catena non sembrano aver fine. Elkann dice che non firmerebbe nè per il secondo posto, nè per i quarti di Champions. Beh, sulla coppa non mi pronuncio, quello è un discorso a parte, perchè la Juve non l’ha vinta nemmeno a ranghi completi e fortissimi. Ma lo scudetto… l’Inter rispetto all’anno scorso è più forte, per sperare di superarla i bianconeri oltre al gioco devono trovare anche la forma fisica, ma finchè un terzo della rosa è ferma, seppur a rotazione, sarà molto difficile.

La Juve è Blanc…onera

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

L’ufficialità arriva dall’alto, direttamente da John Elkann. Blanc è il nuovo presidente della Juventus. Cobolli Gigli, dopo tre anni e in cui ha rappresentato la società nel suo periodo più buio, dopo aver fatto da “balia” al francese, abile manager ma digiuno di calcio e di lingua italiana, lascia dunque la presidenza. Era nell’aria, ma si dice che non l’abbia presa benissimo, fatto sta che “…sarà Blanc il presidente esecutivo, che riassume tutte le cariche. Il nuovo riassetto non è una novità, ma è un nuovo passo verso un assetto più competitivo. Voglio ringraziare Cobolli Gigli per questi tre anni molto difficili, in cui ha dato tanto. Grazie al suo lavoro, potrà assumere altri incarichi in futuro”. Il ruolo di Blanc sarà quello che in passato ha svolot, con successo, Boniperti, mentre Cobolli, più che altro, faceva un ruolo di rappresentanza. Continuerà ad esercitare i suoi poteri Secco, mentre niente da fare, ancora, per l’arrivo in bianconero di Marotta. Tra un anno, inoltre, probabile, anzi scontato, l’inserimento nella dirigenza di Lippi, magari come “collante” tra società e squadra. Questo è quello che sta accadendo attorno alla Juventus fuori dal campo: almeno là qualcosa si muove, perchè durante le partite i giocatori, invece, sono un po’ fermi. La maggior parte di loro, tra l’altro, non potrà nemmeno riposarsi durante la sosta: quasi certo un nuovo impiego di un blocco bianconero nelle partite dell’Italia…

Juve e Inter lassù, a braccetto

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Il campionato inizia a prendere forma. L’Inter aveva compiuto il suo dovere mercoledì sera schiantando il Napoli dopo pochi minuti, ieri sera la Jue ha agguantato il pareggio nel finale, garantendosi così quel punto utile per raggiungere l’Inter a 13 in testa alla classifica. Come pronosticato, Genoa-Juventus è stata una partita da 1X2. I padroni di casa per larghi tratti del match hanno giocato bene (non è una novità, soprattutto a Marassi), ma alla fine le occasioni migliori sono capitate sui piedi e sulle teste dei bianconeri. Piedi e teste molto imprecise, sia chiaro. E così, dopo un inizio ottimo ed il gol di Iaquinta, la Juve ha giocato di rimessa, arginando il Genoa, ma cercando però anche il raddoppio. Secondo le voci della vigilia, Ferrara avrebbe dovuto abiurare il rombo a favore del 4-4-2 in linea. Non lo ha fatto e così, in pratica, ha regalato le fasce all’avversario, che non a caso ha rimontato con due gol di testa splendidi di Mesto e Crespo su due cross perfetti, ma effettuati in completa tranquillità. Come al solito, però, la Juve ha tirato fuori il carattere e soprattutto il suo bomber storico, quel Trezeguet che, quando c’è una palla vagante in area, di solito la butta dentro. Detto, fatto. 2-2, un punto ciascuno alla fine di una bella partita che poteva finire con qualsiasi risultato. Ottimo l’arbitraggio all’inglese: questa nuova tendenza adottata dai direttori di gara me gusta, parecchio.

San Gigi, Juve a punteggio pieno

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Napoli che manca ancora i tre punti e che, nonostante una partita volenterosa, deve ringraziare il guardalinee: il gol di Di Natale era regolare. Deve invece ringraziare Buffon la Juventus, che ieri sera ha sì vinto 2-0 contro il Livorno, ma che ha sofferto e concesso diverse palle gol ai toscani in una partita dalle tante emozioni. I bianconeri, con moli assenti, hanno sofferto la maggior freschezza del Livorno, ma sono comunque riusciti a blindare il rislutato dopo appena trenta minuti: ancora in rete Iaquinta, in gran forma, e sigillo di Marchisio. In entrambi i casi assist di Camoranesi, scostante e a volte irritante, ma in grado di creare occasioni da gol, a differenza di Giovinco, impalpabile. Eppure il fantasista dovrebbe dare tutto finchè ha la possibilità, finchè Diego è fuori. E invece no, si è nascosto a lungo, ha ricevuto palla sempre in zone non pericolose per il Livorno, non ha praticamente mai saltato l’uomo. Certo, il campo pesante non ha giocato a suo favore, ma viene comunque il dubbio che, per la Juve, valga la pena giocare col rombo solo con Diego in campo. Sennò, accademico 4-4-2 o tridente puro. Detto di Buffon, da almeno 8 in pagella (non un buon segno per la Juve, ma avere il miglior portiere del mondo a disposizione è un merito), e di Giovinco, applausi per Marchisio,giocatore strepitoso. Per il resto, i bianconeri escono da questo impegno, affrontato in emergenza, con quattro vittorie su quattro ed un solo gol subito in campionato. Palla alle rivali.

C’è vocazione e vocazione

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Certe cose non cambieranno mai. La Juve sarà sempre più a suo agio in Italia, mentre il Milan avrà più vocazione europea. Contro due squadre francesi, tra l’altro la prima e la seconda della scorsa stagione, quello che si è visto in campionato è stato ribaltato, almeno nel risultato. Eh sì, perchè la Juve era andata in affanno per larghi tratti della partita anche contro la Lazio, riuscendo però a portare a casa i tre punti. E ci sarebbe riuscita anche ieri sera, se il guardalinee avesse visto il fuorigioco di Plasil o se Marchisio non avesse centrato in pieno la traversa da due passi. Però il risultato è giusto, con Juve e Bordeaux che si sono spartiti il match: primo tempo di marca girondina, bianconeri più convincenti nella ripresa. La trasferta a Monaco può già essere decisiva, nel bene o nel male. Il Milan, invece, espugna il Velodrome grazie al solito Inzaghi, che prima segna in posizione sospetta, ma che poi piazza una zampata in anticipo di ottima fattura, vanificando il pareggio di Heinze. La vittoria è venuta con Ronaldinho in panchina, e non è assolutamente detto che sia una coincidenza… anzi. Certo, bollarlo come capro espiatorio non sarebbe corretto, ma ora come ora escluderlo dagli undici titolari non può che far bene agli equilibri di una squadra ancora in cerca di una sua identità ma che, comunque vada, tenderà a dare tutto in Europa, e magari a tirare indietro la gamba al Picchi.

Juve-Bulgaria 2-0

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Finalmente l’Italia è andata a segno con giocatori nostri e non grazie ad auto-prodezze avversarie. Nel match che poteva dare la quasi certezza della qualificazione, gli uomini messi in campo da Lippi non hanno fallito, producendo nel primo tempo anche una gran mole di gioco, con scambi in velocità e buoni schemi d’attacco. Non a caso entrambi i gol sono arrivati alla fine di due triangolazioni che non hanno lasciato scampo agli avversari. Certo, la Bulgaria non è una corazzata, ma il gioco espresso nel primo tempo lascia ben sperare, soprattutto dopo quello che si era visto nelle sconsolanti partite precedenti. Il grande motivo di interesse non stava esattamente nell’importanza in vista qualificazione, ma il fatto che, degli undici giocatori messi in campo da Lippi, ben sette fossero juventini. Non credo che il gioco visto ieri sera sia stato un caso: avere sei giocatori (non ci metto Grosso) che si conoscono e che giocano sempre insieme non può che far bene. Per quanto riguarda gli altri, decadente Zambrotta, buona intesa De Rossi-Pirlo: il milanista, alzato sulla trequarti, ha fatto bene, soprattutto perchè è stato libero di muoversi e cercare la palla. Dietro le punte, ma per modo di dire: nel potenziale rombo, Pirlo sarebbe un trequartista fantoccio. Bene anche Gilardino, che ha giocato alla Iaquinta, dando tutto con pressing e giochi di sponda. Insomma: bene il blocco Juve, per il resto, speriamo Lippi azzecchi il contorno giusto…

Calamity Kaladze

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Spettacolo. Prima un poderoso colpo di testa in tuffo, poi un tiro al volo in anticipo sul primo palo. Due reti davvero di pregevole fattura, come vuole il gergo calcistico, peccato che Kaladze le abbia realizzate nella sua porta. Gli autogol spettacolari non sono rari, è difficile però vedere una doppietta del genere. Peccato per la Georgia, che si era ben difesa e che si era affacciata dalle parti di Buffon con buona volontà (anche se con scarsa fortuna), e buon per l’Italia che Kaladze abbia trovato la sua serata più nera. E pensare che, in una squadra giovanissima, il difensore del Milan è il capitano e il giocatore più rappresentativo… Gli azzurri, in difficoltà, ormai sono a 360 minuti senza gol (fatti da italiani, logico): la situazione inizia ad essere preoccupante e non è mascherata dal risultato di Tbilisi. Certo, la formazione non aiutava, con Camoranesi totalmente fuori ruolo, con Pirlo troppo lento e un attacco fuori forma e con scarsa intesa. Non so se serva Cassano, Amauri o chi altro, ho però la sensazione che, arrivati a nove mesi dal Mondiale, Lippi non abbia ancora idea di come mettere in campo l’Italia. Di sicuro il 4-4-2, tra tutte le opzioni, mi sembra quella meno percorribile, considerati gli uomini a disposizione, dico, più che altro per la mancanza di esterni sinistri di centrocampo. Ad ogni modo, il Sudafrica è ancora lontano e, salvo soprese, la qualificazione è al sicuro. Per i numeri ci sarà tempo.