Fossi Gila

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Ancora Nazionale. Tra poco chiamerò questo sito “Il Blog Azzurro”. Credo proprio che lo farò. D’altra parte ieri sera mi sono commosso guardando la puntata di Sfide sui Mondiali del 2006… Magari, tre anni fa, a fare il tifo per l’Italia alla tv c’era anche Pazzini. Amauri, di sicuro, no. Al massimo simpatizzava per qualche amico, sempre che ne avesse nel giro azzurro. Adesso, di sicuro, si è creato un nemico, anche se non certo per colpa sua. D’altra parte, anche se da oriundo o naturalizzato, chi non andrebbe a giocare la massima competizione calcistica? Mettetevi nei panni di Pazzini: eterna promessa, per esplodere è costretto a ripartire dalla provincia (del pallone), segna a ripetizione, si guadagna la Nazionale maggiore dopo aver fatto benissimo con l’Under, però rischia di vedersi soffiare il posto da uno che non è italiano e che lo diventerà perchè ha sposato una brasiliana che è da noi da abbastanza tempo per avere la cittadinanza. Io sarei un po’ incazzato, non so voi. Tra l’altro, ho come l’impressione che, se Lippi porterà Amauri in Sudafrica, lo farà per farlo giocare titolare: non avrebbe senso creare un polverone per poi metterlo in panchina. Dunque, dovrebbe avere buonissime ragioni per inalberarsi a breve anche Gilardino, anzi, dovrebbe farlo soprattutto lui. Per ora siamo fermi al suo “Siamo tanti, non c’è bisogno di Amauri”. Si attendono nuove polemiche. Alla faccia del gruppo, caposaldo della filosofia lippiana.

Chi rompe paga

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Rieccolo, l’annoso problema degli infortuni patiti in nazionale. Stavolta è toccato a Oguchi Onyewu. Come chi? Il roccioso difensore statunitense (ma di origine nigeriana) del Milan, arrivato in Italia questa estate direttamente dai campioni di Belgio dello Standard Liegi. Scherzi a parte, il mastodontico centrale di difesa si è rotto il tendine rotuleo del ginocchio sinistro durante il match tra Usa e Costa Rica. Galliani non l’ha presa bene: “Sono molto arrabbiato perché le nazionali ancora una volta ci prendono i giocatori e noi dobbiamo rimetterci con gli infortuni. Questo è un problema da risolvere. Noi come Milan pretendiamo un indennizzo dalla federazione americana. Non possiamo stipendiare per sei mesi un calciatore che non può giocare”. Dal punto di vista logico, niente da dire: perchè deve pagare il club, quando un giocatore si fa male giocando per un’altra squadra? Però è anche vero che non si è fatto male giocando al campino con gli amici, ma difendendo i colori della sua nazionale. C’è una certa differenza. Quando il Milan ha acquistato il giocatore, poi, lo sapeva che sarebbe stato convocato negli Usa: come dire, se prendi questo giocatore prendi tutto il pacchetto, rischi compresi. Ormai le nazionali non contano più nulla, soprattutto le rappresentative minori, spesso costrette a fare salti mortali per mettere insieme un undici decente: pensiamo ad un esempio recente, cioè all’Under 20… ognuno ha le sue buone ragioni, certo: i club vogliono cautelarsi da infortuni o assenze prolungate, le nazionali vogliono avere il diritto di convocare chiunque e per ogni impegno. Sarò un romantico, ma per me le nazionali dovrebbero sempre stare prima di ogni altra cosa…


Altro che biscotto…

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

E’ davvero strano il fatto che tra Irlanda e Italia il risultato fosse già scritto, già “patteggiato” dal Trap, e che alla fine ci si sia arrivati in maniera quantomeno rocambolesca. Partita correttissima ma vera, quella giocata ieri sera a Dublino. Eire avanti con un gol spettacolare (ma che disattenzione da parte dei nostri), gran bel gol di testa di Camoranesi, ieri tra i migliori. Poi l’altra rete subita nel finale, pareggiata dopo appena due minuti da Gilardino. 2-2, noi in Sudafrica, loro agli spareggi. Potrebbe sembrare il classico biscotto, in realtà non è così: è semplicemente il risultato più vantaggioso per tutti (un pareggio 2-2 attira meno sospetti di uno scialbo 0-0), curiosamente arrivato per caso. Qualche considerazione: che senso ha convocare Rossi e poi lasciarlo in tribuna? Perchè insistere su Iaquinta, uno che già è strano che giochi titolare nella Juve? E poi, c’era Di Natale in campo? Non esigo che Lippi convochi Cassano: si sa che non gli sta simpatico. Ma che almeno trovi spazio per la punta del Villareal… Iaquinta temo abbia già finito il suo periodo d’oro: come rincalzo va più che bene. Infine la questione-Di Natale: quando il c.t. dovrà diramare la lista dei 23 per il Mondiale, credo che lui ci sarà. Tuttavia, un’altra volta ha dimostrato di non poter essere il titolare azzurro e di scomparire letteralmente nelle occasioni che contano. I nove gol segnati in campionato vanno sì contati, perchè sono già una bella cifra, ma andrebbero anche pesati…

Ora è ufficiale: Donadoni esonerato

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

“La SSC Napoli comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra Roberto Donadoni e di aver affidato la guida tecnica a Walter Mazzarri. La Società ringrazia Roberto Donadoni per il lavoro svolto in questi mesi, formulandogli un sincero augurio per il prosieguo della carriera”. E così, mestamente, finisce l’avventura di Donadoni sulla panchina azzurra, la più prestigiosa della sua carriera, ovviamente tra i club. L’ex allenatore della Nazionale, nei suoi pochi mesi a Napoli, non è riuscito a dare una sua impronta alla squadra: nella seconda parte della scorsa stagione non ha fatto meglio dell’esonerato Reja, complice il calo fisico e mentale dei giocatori, in questo campionato, invece, ha deluso le attese dopo una campagna acquisti importante. Almeno nelle cifre, perchè per il resto anche De Laurentis e la dirigenza hanno le loro colpe: azzeccata l’operazione del cuore con Quagliarella, a centrocampo è stato preso Cigarini, tenuto Gargano e ceduto Blasi, mastino utilissimo. E’ stato poi acquistato Zuniga, rivelazione della scorsa stagione, che però si pesta i piedi con Maggio. In compenso, non c’è un terzino sinisro degno di questo nome. Il modulo ottimale per il Napoli, considerati gli uomini, dovrebbe essere un 4-3-3, con Maggio alto e Zuniga terzino, variabile ovviamente in un 4-4-2 con l’ex doriano più bassoe Hamsik a sinistra, almeno in fase difensiva. A proposito: emblematico del caos tecnico l’ingaggio di Datolo, che difficilmente troverà spazio, a questo punto, nel modulo classico di Mazzarri, nuovo tecnico del Napoli e amante del 3-5-2: più probabile un impiego di Maggio e Zuniga sulle fasce. Comunque sia, buona fortuna a Mazzarri, tecnico poco pubblicizzato ma concreto: giusto che abbia già trovato una panchina in A, se la merita.

Giornata da bivio

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Questa giornata, se non altro, può già dare qualche indicazione sul reale valore di certe squadre, una su tutte il Napoli, che si trova già a un bivio: dopo tre giornate i partenopei hanno raccolto la miseria di tre punti e hanno rimediato una pesante sconfitta (4-1) nell’ultima uscita contro il Genoa. Gli sforzi che De Laurentis ha fatto quest’estate, per adesso, non stanno dando frutti. L’occasione per il riscatto può essere l’anticipo di oggi, che di fatto apre la quarta di campionato. Al San Paolo è ospite l’Udinese del capocannoniere Di Natale, già autore di sei gol e dunque di un inizio di stagione strepitoso, quindi super lavoro per la retroguardia del Napoli.Con Donadoni già sulla graticola, non sono permessi passi falsi. L’altro anticipo è Juventus-Livorno: un impegno apparentemente facile per i bianconeri, forti di tre vittorie su tre in campionato, ma che sono già in emergenza infortuni: fuori Cannavaro e Melo, così come Diego. Insomma, tutto come l’anno scorso: l’infermeria è sempre affollata. L’Inter e il Milan giocano invece domani alle 15. I nerazzurri sono di scena a Cagliari, mentre i rossoneri ospitano a San Siro il Bologna, che l’anno scorso uscì tornò vittorioso da Milano. Dunque, massima attenzione: in Italia, si sa, non esistono partite facili. Ma passiamo alle altre capoliste, cioè alle genovesi. La Sampdoria riceve la visita del Siena, mentre il Genoa, che va forte anche in Europa, è impegnato a Verona col Chievo. I tre punti, insomma, sono un obiettivo non impossibile. L’entusiasmo e il gioco ci sono, continuare a sognare di rimanere lassù il più a lungo possibile è più che lecito. Il posticipo di domenica sera sarà Roma-Fiorentina: scontro fra due squadre deluse dall’Europa, ma che in campionato sono partite in modo opposto, col freno a mano tirato i giallorossi, col piede sull’acceleratore i viola.Con una vittoria la Roma si tirerebbe su, con l’ennesima sconfitta sarebbe crisi, sul serio. Ma anche dall’altra parte non si scherza: tra una sconfitta amara in Champions e il Cda convocato dai Della Valle, anche a Firenze l’atmosfera, più che viola, diventerebbe nera…

Perde terreno solo il Milan

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La terza giornata di campionato non fa altro che confermare quello che avevano detto le prime due: la Juve si conferma una squadra solida, con tutte le credenziali per vincere lo scudetto, l’Inter una formazione che ha operato bene sul mercato e che gioca ancora il ruolo di favorita, mentre il Milan, invece, è una compagine umorale e troppo legata alle lune dei suoi giocatori.  In testa, insieme alla Juventus, a sorpresa ci sono le due genovesi: il Genoa sommerge di gol il Napoli (4-1) e dà continuità a quello di buono che aveva fatto la passata stagione, la Sampdoria, invece, corsara a Bergamo, è la vera rivelazione del campionato e dimostra di non essere solo la coppia Cassano-Pazzini. Tornando al Genoa, disastroso il Napoli, che prima va in vantaggio, “stranamente” con Hamsik, ma che poi si fa rimontare e superare nettamente dai rossoblu. Ai piani alti, una Fiorentina non eccezionale ma volenterosa supera il Cagliari 1-0 grazie al primo gol in campionato di Gilardino, mentre mette in cascina i primi punti la nuova Roma di Ranieri. Su un campo tradizionalmente ostico, i giallorosso disputano in effetti una partita tutt’altro che memorabile, andando in svantaggio a causa del gol di Maccarone, che si beve Mexes, il peggiore in campo. Ma il calcio è strano, ed è proprio lui a segnare il pareggio, poi Riise con una bomba su punizione completa l’opera. Ma la sensazione è che Ranieri debba lavorare parecchio per poter far bene. Un applauso infine a Di Natale, che realizza un tripletta col Catania e che, dopo sole tre giornate, ha già messo a segno sei reti. Complimenti!

I giovani vecchi faranno comodo

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L’Italia. in cerca di riscatto dopo la disastrosa Confederations Cup, non riesce ad avere la meglio sulla Svizzera in una partita che, nonostante le diverse occasioni da gol, finisce a reti inviolate. Uno 0-0 contro un avversario di caratura inferiore che, tuttavia, non suscita particolari preoccupazioni: in fondo, i giocatori sono ancora in pieno precampionato ed è stata, più che altro, l’occasione per provare qualche nuovo innesto come Criscito e Marchisio. Personalmente ho preferito il genoano, che ha giocato senza commettere errori, mentre lo juventino, partito bene, si è un po’ perso alla distanza. Criscito sulla fascia garantisce forse meno spinta di Grosso, ancora presumibilmente il titolare, ma il suo impiego può permettere a Zambrotta di sganciarsi in avanti più spesso. Marchisio ha dimostrato di avere un senso innato dell’inserimento in area di rigore ed in effetti ha avuto un paio di ghiotte occasioni, che però non ha sfruttato. Se dovesse trovare spazio nell’undici titolare in futuro, si potrebbe assumere il ruolo che fu di Perrotta (che ormai pare fuori dal giro) nella prima Nazionale di Lippi, anche se lo juventino, rispetto al romanista, è più “geometrico” ed abile nella costruzione del gioco. Terza presenza, poi, per Santon, che da terzino, destro o sinistro, starà con tutta probabilità in azzurro per più di un decennio, specialmente se Mourinho saprà valorizzarlo nel migliore dei modi. Nota positiva, alcuni spunti di Giuseppe Rossi, uno che l’uomo lo salta con facilità, così come Camoranesi, che si è però infortunato quasi subito. Anche se non sembra essere nulla di grave, si tratta di un altro juventino che si infortuna… E, ultima cosa: perchè nessuno ha comprato Inler?

Che colpo! Salvio..la

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Torna di nuovo a Firenze il Progetto, anche se con connotazioni diverse: acquistare a poco, vendere a molto per comprare giovani validi. Questa volta, però, la Fiorentina ai minorenni (o poco più) ha voluto giustamente affiancare dei tutor. Giusto quindi puntare su Marchionni e Zanetti, due ex juventini (già degobbizzati) un po’ fragili, vero, ma in grado di portare esperienza. Ma chi sono questi giovani bisognosi di supporto da parte dei “vecchi”? In rosa finora c’è, a dire il vero, solo Jovetic, da cui quest’anno è doveroso aspettarsi di più, se non altro in zona gol. Ma sono in arrivo, a quanto pare, un paio di giovani argentini, entrambi 19enni. Uno, in particolare, sarebbe un colpo importante. Si tratta di Salvio del Lanus, punta rapida e brevilinea, seguito da mezza Europa, che pare firmerà un contratto quinquennale, mentre in Argentina finiranno circa dieci milioni. L’attacco sarebbe a posto, con due titolari di livello, le loro due giovani controfigure in maturazione e Castillo, tranquillamente quinta scelta. L’altro giocatore in arrivo è Munoz, del Boca Juniors: difensore centrale, arriverebbe con un prestito oneroso da un milione circa. Conti alla mano, del tesoretto-Melo, la Fiorentina potrebbe avere quasi una decina di milioni. Come li investirà Corvino? Ebouè potrebbe essere raggiungibile ma, a questo punto, punterei su De Silvestri, risparmiando qualcosa e magari tenendo qualche “spicciolo”… non si sa mai.

I frutti di Melo

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Fino a oggi il mercato della Fiorentina era fermo a Natali, Marchionni e Castillo. Sì, bene, tre innesti dal punto di vista numerico fanno sempre comodo. Dei tre, però, l’unico con possibilità di partire titolare è l’ex juventino. Però Corvino si sta muovendo e, dopo aver annunciato che acquisterà altri tre giocatori, eccone spuntare gli identikit: sono Ebouè, Luisao e Edinho. In questo caso, due titolari certi su due. Non solo: si tratta di giocatori con discreta esperienza internazionale. Ebouè, 26 anni, che viene da quattro stagioni all’Arsenal in cui forse non è mai stato titolare fisso, ha costantemente assaggiato il clima europeo della Champions League. Luisao, 28enne, è da tempo nel giro della nazionale brasiliana, è in Europa da sei anni ed ha vestito una maglia prestigiosa come quella del Benfica. Edinho, 26 anni, infine, viene sì dal Lecce, che lo ha però prelevato dall’Internacional, di cui è stato il cervello per diversi anni e con il quale ha vinto Copa Libertadores e Mondiale per Club nel 2006. Insomma, per una Fiorentina che punta di nuovo alla Champions League e magari a superare la fase a gironi si tratta di tre innesti importanti: non sono giocatori “giovani”, com eun tempo voleva il Progetto, ma atleti nel pieno della loro carriera e maturità atletica e tecnica. Forse esattamente quello che serve a una squadra che ha, tutto sommato, poca esperienza internazionale. Che Prandelli ne faccia buon uso.

Viola di rabbia

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Vorrei tornare su un argomento che, da toscano, ho avuto modo di seguire piuttosto da vicino, cioè il recente sfogo di Andrea Della Valle contro i tifosi, o pseudo tali, che hanno contestato l’operato della dirigenza della Fiorentina a seguito della cessione di Melo alla Juve. Ecco una sintesi della sua conferenza stampa: “Basta fucili puntati sul nostro operato, in sette anni qualcosa di buono lo abbiamo fatto. Ai tifosi dico fidatevi di noi, altrimenti qualcuno faccia una raccolta di firme per mandarci a casa e andremo via. I soldi della cessione di Melo saranno reinvestiti con oculatezza, come richiedono il bilancio ed il momento di crisi internazionale, ma due-tre pezzi importanti arriveranno. Le scritte contro di noi mi hanno amareggiato, ma come potevamo trattenere Melo a 25 milioni di euro? Per lui era l’occasione della vita, per noi una cifra importante, ma la sua cessione non significa annullare il progetto viola. Siamo ancora in Champions, un po’ di credito questa famiglia lo merita”. Tutte parole condivisibili, in minatura la situazione che si è creata al Milan, dove Berlusconi, dopo anni di grandeur, ha ordinato di tirare la cinghia. Corvino non poteva fare un mercato a costo zero ed allora ha deciso la cessione di un pezzo pregiato: la scelta è caduta, comprensibilmente, su Melo, quello con più mercato. Vendere i vari Gilardino, Mutu, Frey e Montolivo avrebbe causato malumore allo stesso modo, ma i soldi che ha portato Melo non li avrebbe portati nessuno. Il brasiliano è sì forte, ma sostituibile: Dzemaili, Ledesma, Inler… sono diversi i nomi abbordabili. In più, avanzeranno diversi milioni per altre operazioni come l’acquisto di un centrale di difesa e di un vice-Gilardino. L’unica cosa che non va è lo stucchevole ritornello del “Progetto”: fare bene autofinanziandosi, ecco qual è l’idea dei Della Valle, il che sarebbe in realtà l’obiettivo di tutti. Niente di particolare insomma. In più, naufragata l’idea di una Fiorentina dei giovani: nella formazione titolare, in età da Under 21, non c’è nessuno.