Avanti così

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Non poteva andare altrimenti. Oppure sì: ricordiamo ancora con affetto la trasferta durante le qualificazioni a Euro 2008, quando decise una doppietta di Inzaghi che, almeno in quella occasione, non esultò come un ossesso. 2-1 con qualche patema, quella volta. Poi un già più rassicurante 3-1 a Modena: fatto sta che un gol da questi dilettanti lo avevamo sempre preso. Vedendo la partita (dallo stadio, addirittura) non capisco come sia stato possibile: i giocatori delle Far Oer non hanno mai tirato in porta e non potrebbe essere altrimenti, per una Nazionale che rappresenta uno stato con 50.000 abitanti e 87.000 pecore. Comunque, non voglio fare lo schizzinoso, non sia mai: una vittoria per 5-0 è sempre un bel segnale. Soprattutto se si riesce ad andare a rete con ben cinque giocatori diversi, ed in tutti i modi: da calcio d’angolo, in mischia, su punizione, con un tiro da fuori. Bene così: l’Italia di Prandelli, almeno nelle partite ufficiali, è partita davvero bene e questi sei punti racciolti finora si riveleranno utilissimi in futuro. Unica nota negativa della mia serata allo stadio è il fatto che, seppru partito con anticipo, sono riuscito ad entrare a partita già iniziata, appena in tempo per gustarmi l’invasione di campo del solito noto. Non ero mai stato al “Franchi”: sembra che per vedere una partita ci si debba inventare parcheggi fantasiosi e che si debba arrivare almeno un’ora prima, visto che per un’intera curva era stato aperto solo un cancello. “E poi la gente non va allo stadio”, questo ho pensato nella lunghissima fila a serpentone che mi stava lentamente conducendo in curva Ferrovia.

No, non andremo lontano

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Per me il rigore su De Rossi c’era. Dunque, errori arbitrali alla mano, possiamo recriminare qualcosa. Ma d’altra parte la terna, anzi quaterna arbitrale arrivava dal terzo mondo del calcio. Eh vabbè, inconvenienti che ci possono stare e che, in ogni caso, non giustificano il pareggio contro la Nuova Zelanda, anche lei arrivata direttamente dal terzo mondo, sempre calcistico. Non sono nemmeno tutti professionisti gli All Whites, eppure non siamo stati capaci di andare oltre il pareggio. Andando ovviamente in svantaggio, in quella che sembra poter diventare una brutta abitudine. Il nostro Mondiale è già a rischio: non sono mai stato ottimista sulle nostre possibilità, ma che fossimo così molli non lo pensavo davvero. Non c’è nessuno che salta l’uomo, non c’è nessun fuoriclasse, si sapeva, ok. Ma che nessuno corresse e/o avesse un barlume di idea andava oltre ogni nefasta previsione. Lippi ha le idee confuse, anche se dice di no: vero, il compito dell’allenatore consiste nel variare modulo e uomini, ma se fai tre cambi dopo nemmeno un’ora e cambi schema ogni venti minuti, allora qualcosa c’è che non va. Il calcio è una ruota che gira: quattro anni fa girò dalla nostra parte e tutti giocarono il miglior torneo della loro vita. Stavolta vincerà qualcun altro. Magari l’Olanda, visto che potrebbe avere un ottavo decisamente abbordabile. Sempre se passiamo noi.

Qualcosa di buono c’è

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Il risultato poteva essere migliore, vero. Perà tutto sommato dell’Italia vista ieri sera ci sono diverse cose da salvare. Il pareggio finale, intanto, consente di affrontare il resto delle partite con discreta tranquillità, lasciando aperte le possibilità di arrivare primi nel girone. L’Italia, contro un avversario in grande forma fisica ha dato dimostrazione di stare bene, almeno sul piano della corsa, e di saper anche tessere buone trame di gioco. Certo, manca il fuoriclasse, ma si sapeva. Dobbiamo essere tutti al 100% e giocare coralmente. Ma, d’altra parte, anche in Germania non ci distinguemmo certo per il calcio spettacolo… Questa squadra è peggiore di quella, ma ai quarti arriverà. Poi, chissà. Comunque, nota negativa l’infortunio di Buffon, che poi infortunio non è: ormai quel mal di schiena è cronico e da ora in poi sarà sempre peggio. Inoltre, troppo timido Criscito su quella fascia, ma potrebbe essere stata l’emozione dell’esordio in un Mondiale. Ovviamente male Marchisio, ma quello non è davvero il suo ruolo. Preoccupante anche come è stato preso il gol. Note positive, almeno due: Montolivo, intanto. Ha dimostrato di avere gli attributi e di poter giocare ad alti livelli, finalmente. Sicuramente il migliore dell’Italia, ma è andato bene anche Zambrotta, che ha corso più in novanta minuti col Paraguay che in due stagioni al Milan. Bene anche De Rossi, per il gol ma non solo. All’Italia vista ieri, sommando le cose buone e quelle meno buone, darei un 6.5

Tra campionato e coppa

Filed under: Champions League, Serie A by: Matteo Innocenti

Partiamo dal “basso”: l’Udinese risorge e supera il Cagliari guadagnando così punti importanti in ottica salvezza. I friulani, d’altra parte, hanno una rosa di buon livello e non stanno certo disputando un campionato decente. Tuttavia si salveranno, anche perchè hanno dalla loro il bomber della Serie A, quel Di Natale che segna come non ha mai fatto prima. Il Cagliari rimane là, ma ha perso l’occasione della vita, quella dell’aggancio alla Juventus e alla quarta piazza. Veloci a Firenze: i padroni di casa, stranamente, possono recriminare per un rigore solare non concesso. Erano andati in vantaggio, ma il Milan è riuscito a rimontare e a rendere davvero, a questo punto, il campionato incerto. Peccato per i viola, che rimangono così lontani dalla zona Champions. Però, certo, la Fiorentina e gli arbitri sembrano non amarsi. Eccoci, infine, al match clou del giorno. L’Inter ha superato il Chelsea: il 2-1, tuttavia, lascia discrete speranze agli inglesi, cui basterà vincere 1-0 a Stamford Bridge per raggiungere i quarti di finale. I londinesi sono una squadra tosta, non spettacolare, ma che può segnare in ogni momento. L’Inter dovrò far tesoro del vantaggio acquisito al Meazza, impresa difficile, ma non impossibile. Io l’ho sempre detto: i nerazzurri non giocano bene, ma per loro questo potrebbe essere l’anno buono per un trionfo europeo che manca dai tempi della tv in bianco e nero. Vedremo…

Furto con scasso

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Non si può definire altrimenti quello che si è visto ieri sera all’Allianz Arena. La Fiorentina aveva giocato bene, senza paura, non come ad Anfield magari, però con coraggio e buona volontà. Si era anche difesa piuttosto bene. Poi lo scempio in salsa norvegese. Incomprensibile il black out della terna arbitrale: chissà come avrà reagito Biscardi… la moviola in campo è come la pena di morte: gran parte delle persone la condannano, però in certe occasioni viene davvero voglia di sostenerla. E questo sarebbe proprio il caso. D’altra parte il pingue Ovrebo è colui che decise che il Barcelona doveva andare in finale l’anno scorso, cosa ci si poteva aspettare? Se sull’arrosto del rigore ci ha poi pensato Robben a salvarlo, era stata incomprensibile la scelta di cacciare Gobbi per un fallo di ostruzione sulla linea del fallo laterale. Eh vabbè: in fondo si vede pure di peggio in campo. Ma difficilmente si vede qualcosa peggiore del 2-1 bavarese. Un fuorigioco di tre metri in area di rigore è complicato da non vedere, decisamente. Ok, Ovrebo e i suoi assistenti, in assenza della Champions League al massimo possono dilettarsi nella direzione arbitrale di supersfide come Rosenborg-Molde o Brann-Valerenga. Questo è quello che passa il convento della Tippeligaen. Però cavolo, per un fuorigioco del genere non ci sono giustificazioni scandinave che tengano. Vergognoso.

Tre di quattro

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Andata la prima fase della Champions League. L’Italia ne piazza tre agli ottavi, esce solo la Juventus. E, come già detto, lo fa con disonore. Detto ciò, complimenti alle altre. Milan come seconda del girone, esattamente come l’Inter, che ieri sera ha fatto il suo davanti a un Rubin Kazan che, suppongo, avrebbe bastonato la Juve. Bravo Balotelli, autore di un assist al bacio e di una rete su punizione da distanza siderale (ok, un po’ complice il portiere ma fa lo stesso…). Soprattutto, applausi alla Fiorentina. La partita, dalla sponda Liverpool, poteva avere poco valore, ma andare ad Anfield e vincere, soprattutto in rimonta e all’ultimo minuto deve essere una delle cose che ti fanno amare ancora di più il calcio. I viola, con una rosa tutto sommato ridotta, stanno facendo meglio della Juve, anche se un po’ attardati i campionato. Sia chiaro, continuo a credere o almeno a sperare che quella tritata dal Bayern non sia la vera Juve, ma in fondo la Fiorentina non ha, in teoria, i mezzi bianconeri. O forse sì? Quanto conta un allenatore? C’è chi si limita al 5%, chi spara molto più alto. Ci sono allenatori che migliorano le squadre, chi essenzialmente fa il compitino, chi peggiora le cose. Ferrara appartiene ormai senza dubbio all’ultima tipologia. Sempre che si possa considerare un allenatore. Prandelli alla prima.

Fossi Gila

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Ancora Nazionale. Tra poco chiamerò questo sito “Il Blog Azzurro”. Credo proprio che lo farò. D’altra parte ieri sera mi sono commosso guardando la puntata di Sfide sui Mondiali del 2006… Magari, tre anni fa, a fare il tifo per l’Italia alla tv c’era anche Pazzini. Amauri, di sicuro, no. Al massimo simpatizzava per qualche amico, sempre che ne avesse nel giro azzurro. Adesso, di sicuro, si è creato un nemico, anche se non certo per colpa sua. D’altra parte, anche se da oriundo o naturalizzato, chi non andrebbe a giocare la massima competizione calcistica? Mettetevi nei panni di Pazzini: eterna promessa, per esplodere è costretto a ripartire dalla provincia (del pallone), segna a ripetizione, si guadagna la Nazionale maggiore dopo aver fatto benissimo con l’Under, però rischia di vedersi soffiare il posto da uno che non è italiano e che lo diventerà perchè ha sposato una brasiliana che è da noi da abbastanza tempo per avere la cittadinanza. Io sarei un po’ incazzato, non so voi. Tra l’altro, ho come l’impressione che, se Lippi porterà Amauri in Sudafrica, lo farà per farlo giocare titolare: non avrebbe senso creare un polverone per poi metterlo in panchina. Dunque, dovrebbe avere buonissime ragioni per inalberarsi a breve anche Gilardino, anzi, dovrebbe farlo soprattutto lui. Per ora siamo fermi al suo “Siamo tanti, non c’è bisogno di Amauri”. Si attendono nuove polemiche. Alla faccia del gruppo, caposaldo della filosofia lippiana.

Chi rompe paga

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Rieccolo, l’annoso problema degli infortuni patiti in nazionale. Stavolta è toccato a Oguchi Onyewu. Come chi? Il roccioso difensore statunitense (ma di origine nigeriana) del Milan, arrivato in Italia questa estate direttamente dai campioni di Belgio dello Standard Liegi. Scherzi a parte, il mastodontico centrale di difesa si è rotto il tendine rotuleo del ginocchio sinistro durante il match tra Usa e Costa Rica. Galliani non l’ha presa bene: “Sono molto arrabbiato perché le nazionali ancora una volta ci prendono i giocatori e noi dobbiamo rimetterci con gli infortuni. Questo è un problema da risolvere. Noi come Milan pretendiamo un indennizzo dalla federazione americana. Non possiamo stipendiare per sei mesi un calciatore che non può giocare”. Dal punto di vista logico, niente da dire: perchè deve pagare il club, quando un giocatore si fa male giocando per un’altra squadra? Però è anche vero che non si è fatto male giocando al campino con gli amici, ma difendendo i colori della sua nazionale. C’è una certa differenza. Quando il Milan ha acquistato il giocatore, poi, lo sapeva che sarebbe stato convocato negli Usa: come dire, se prendi questo giocatore prendi tutto il pacchetto, rischi compresi. Ormai le nazionali non contano più nulla, soprattutto le rappresentative minori, spesso costrette a fare salti mortali per mettere insieme un undici decente: pensiamo ad un esempio recente, cioè all’Under 20… ognuno ha le sue buone ragioni, certo: i club vogliono cautelarsi da infortuni o assenze prolungate, le nazionali vogliono avere il diritto di convocare chiunque e per ogni impegno. Sarò un romantico, ma per me le nazionali dovrebbero sempre stare prima di ogni altra cosa…


Altro che biscotto…

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E’ davvero strano il fatto che tra Irlanda e Italia il risultato fosse già scritto, già “patteggiato” dal Trap, e che alla fine ci si sia arrivati in maniera quantomeno rocambolesca. Partita correttissima ma vera, quella giocata ieri sera a Dublino. Eire avanti con un gol spettacolare (ma che disattenzione da parte dei nostri), gran bel gol di testa di Camoranesi, ieri tra i migliori. Poi l’altra rete subita nel finale, pareggiata dopo appena due minuti da Gilardino. 2-2, noi in Sudafrica, loro agli spareggi. Potrebbe sembrare il classico biscotto, in realtà non è così: è semplicemente il risultato più vantaggioso per tutti (un pareggio 2-2 attira meno sospetti di uno scialbo 0-0), curiosamente arrivato per caso. Qualche considerazione: che senso ha convocare Rossi e poi lasciarlo in tribuna? Perchè insistere su Iaquinta, uno che già è strano che giochi titolare nella Juve? E poi, c’era Di Natale in campo? Non esigo che Lippi convochi Cassano: si sa che non gli sta simpatico. Ma che almeno trovi spazio per la punta del Villareal… Iaquinta temo abbia già finito il suo periodo d’oro: come rincalzo va più che bene. Infine la questione-Di Natale: quando il c.t. dovrà diramare la lista dei 23 per il Mondiale, credo che lui ci sarà. Tuttavia, un’altra volta ha dimostrato di non poter essere il titolare azzurro e di scomparire letteralmente nelle occasioni che contano. I nove gol segnati in campionato vanno sì contati, perchè sono già una bella cifra, ma andrebbero anche pesati…

Ora è ufficiale: Donadoni esonerato

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“La SSC Napoli comunica di aver sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra Roberto Donadoni e di aver affidato la guida tecnica a Walter Mazzarri. La Società ringrazia Roberto Donadoni per il lavoro svolto in questi mesi, formulandogli un sincero augurio per il prosieguo della carriera”. E così, mestamente, finisce l’avventura di Donadoni sulla panchina azzurra, la più prestigiosa della sua carriera, ovviamente tra i club. L’ex allenatore della Nazionale, nei suoi pochi mesi a Napoli, non è riuscito a dare una sua impronta alla squadra: nella seconda parte della scorsa stagione non ha fatto meglio dell’esonerato Reja, complice il calo fisico e mentale dei giocatori, in questo campionato, invece, ha deluso le attese dopo una campagna acquisti importante. Almeno nelle cifre, perchè per il resto anche De Laurentis e la dirigenza hanno le loro colpe: azzeccata l’operazione del cuore con Quagliarella, a centrocampo è stato preso Cigarini, tenuto Gargano e ceduto Blasi, mastino utilissimo. E’ stato poi acquistato Zuniga, rivelazione della scorsa stagione, che però si pesta i piedi con Maggio. In compenso, non c’è un terzino sinisro degno di questo nome. Il modulo ottimale per il Napoli, considerati gli uomini, dovrebbe essere un 4-3-3, con Maggio alto e Zuniga terzino, variabile ovviamente in un 4-4-2 con l’ex doriano più bassoe Hamsik a sinistra, almeno in fase difensiva. A proposito: emblematico del caos tecnico l’ingaggio di Datolo, che difficilmente troverà spazio, a questo punto, nel modulo classico di Mazzarri, nuovo tecnico del Napoli e amante del 3-5-2: più probabile un impiego di Maggio e Zuniga sulle fasce. Comunque sia, buona fortuna a Mazzarri, tecnico poco pubblicizzato ma concreto: giusto che abbia già trovato una panchina in A, se la merita.