Questo è forte

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Uno su due non è male. Parlo del mio pronostico… Dunque, una tra Uruguay e Ghana andrà in semifinale: se succedesse agli africani sarebbe qualcosa di storico, se ci riuscisse la Celeste sarebbe lo stesso un’impresa, visto che i giorni di gloria uruguayano sono, diciamo così, piuttosto datati. Quel francobollo di terra incastrato tra Argentina e Brasile ha prodotto negli anni tantissimi buoni giocatori, ma le vere vittorie risalgono al bianco e nero, ai tempi del Maracanazo. Guarda caso, in semifinale, se ci arrivasse, l’Uruguay potrebbe incrociare il Brasile, che con ogni probabilità, però, dovrebbe prima superare l’Olanda, una nazionale che sarebbe anche ora lo vincesse, il Mondiale. Comunque, oggi non tocca a loro. Oggi è il giorno della sfida più importante degli ottavi, quella tra Inghilterra e Germania. Il calcio è uno sport che si gioca in undici contro undici e dove alla fine vincono i tedeschi, almeno secondo Lineker, uno che farebbe comodo a Capello lassù in coppia con Rooney. Comunque vada, il Mondiale perderà una dele sue protagoniste storiche”. Stasera, poi, altra esibizione dell’Argentina, squadra infarcita di campioni e dall’attacco mostruoso. Sulla sua strada c’è il Messico, formazione in grado di creare qualche problema, vista la velocità dei suoi giocatori. Il Mondiale entra sempre più nel vivo, e noi siamo già fuori. Tristezza. Ah ultima cosa: complimenti a chi non ha comprato Suarez prima che iniziasse Sudafrica 2010.

Tutti a scommettere!

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Adesso sappiamo come saranno gli ottavi di fnale: ce ne sono alcuni di gran lusso, tra rivalità storiche e territoriali, mentre ci sono anche partite dall’esito scontato, o con protagonisti poco quotati. Fatto sta che una tra Corea del Sud, Stati Uniti, Uruguay e Ghana andrà in semifinale, e sarà comunque una manna per chi supererà ottavi e poi quarti di finale da quella parte del tabellone. Ma passerei ai pronostici, che come sempre non azzeccherò: tra Uruguay e Corea del Sud il cuore mi dice Celeste, e voglio dargli ragione. Stati Uniti-Ghana la vedo francamente come una partita indecifrabile, però credo nella crescita del movimento a stelle e strisce, dunque voto per Donovan e compagni. Tra Germania e Inghilterra il cuore mi dice la seconda, ma stavolta cambio e dico Germania, che nel complesso è più squadra. Olanda-Slovacchia sembra l’ottavo di finale dall’esito più scontato e non credo che dopo averci fatto fuori Hamsik e soci riusciranno a fare lo stesso con i tulipani: Olanda, tutta la vita. Anche su Brasile-Cile pochi dubbi: avanti i verdeoro, così come l’Argentina contro il Messico. Tra Paraguay e Giappone non saprei, ma scelgo i sudamericani. Dunque, secondo il mio pronostico, quattro delle otto squadre ai quarti verranno dall’America Latina… Manca una partita, il derby iberico, che andrà alla Spagna. Che però poi non vincerà il Mondiale. La butto lì. Ma siccome non ne indovino mai una, a Madrid potrebbero anche già iniziare a fare i caroselli.

Ottavo di lusso

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La Germania non brilla, il Ghana nemmeno e dunque come primi passano i tedeschi che, forse, ne avrebbero anche fatto a meno. Passi come primo e rimani fregato. Eh sì, perchè il tabellone adesso prevedere un ottavo di lusso tra Inghilterra e Germania. Affascinante, non c’è che dire: dovessi azzardare un pronostico, proprio io che non ne azzecco mai uno, punterei sui tedeschi. Se non altro, hanno dimostrato di avere un gioco, cosa che gli inglesi ancora non hanno fatto. Forse lo fanno di proposito, per tenere un basso profilo, ma dubito. Capello, comunque, è riuscito a centrare l’obiettivo minimo dopo aver sudato freddo, anche se i sudditi della regina si aspettano il colpo grosso. Sarà dura, ma un po’ faccio il tifo per loro. L’altro ottavo deciso oggi sarà quello tra Ghana e Stati Uniti: chi passerà, avrà davvero fatto qualcosa di storico. Oltreoceano stanno iniziando ad apprezzare questo sport bislacco che è amato ovunque, anche se per loro rimarrà, giustamente, soccer anzichè football. Donovan e soci sono una squadra fisica, cosa che si può decisamente dire anche dei ghanesi, unica squadra africana rimasta ancora in corsa. Nonostante evidenti limiti tecnici, possono sognare di entrare tra le migliori otto del mondo. In fondo, un intero continente farà un po’ il tifo per loro.

Boring, boring England!

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Capello non è mai stato un allenatore che ha basato le sue fortune sul calcio spettacolo. Ha vinto molto, ma solo alla guida di squadre attrezzate per vincere. L’Inghilterra che si è presentata a questo Mondiale era partita tra le favorite, anche se a dire il vero come selezione non si discosta molto dalle versioni 2006 e 2008… Comunque, quella vista ieri sera contro l’Algeria è stata un’Inghilterra pessima, addirittura terrificante per mancanza di gioco e lentezza dell’azione. Il pareggio contro gli Stati Uniti non era un caso, e sembra oro colato dopo la prestazione degli americani contro la Slovenia, veloce e pieno di spettacolo. Questa Inghilterra è davvero da rivedere, di sicuro avere quella statua di Heskey lassù non aiuta, ma in generale gli uomini di Capello giocano peggio della Juventus 2009/10. Gioca bene, come ho già detto, la nazionale Usa, ma lo fa anche la Slovenia, per me la vera rivelazione di questo Mondiale. Questo girone si sta rivelando più complesso del previsto e potrebbe riservare qualche gustosa sorpresa. L’ha fatto di sicuro la prima partita di ieri, che ha visto la Serbia domare quella Germania che aveva impressionato tutti all’esordio contro l’Australia. Sempre che si trattasse della stessa squadra, perchè non sembrava proprio… Unica nota stonata nello splendido pomeriggio serbo, un altro rigore per un assurdo fallo di mano. Ma lo sanno che non è il Mondiale di volley, vero?

United States of Germany

Filed under: mondiale by: Matteo Innocenti

Il vero melting pot non va ricercato nelle strade di Brooklyn, ma, forse, nella formazione della Germania vista ieri sera. L’integrazione è lì: di tedeschi come quelli di un tempo, di quelli alti e biondi, di quelli che vengono in vacanza in italia con ai piedi orripilanti calzini bianchi e sandali, ce ne saranno un paio, forse. Per il resto, tanti figli di immigrati, o naturalizzati. E la miscela funziona benissimo, a quanto pare. Il campo ha detto la sua: la Germania non sarà la favorita di questo Mondiale, però gioca un calcio piacevolissimo, con grande velocità e ottime combinazioni. Podolski e Klose, polacchi, Cacau, brasiliano da anni in Germania, e poi Muller, cognome tedesco al 100%, cognome che riporta la memoria dei tifosi teutonici ad antichi fasti. La sintesi della “novelle vague” tedesca è in questi nomi. La società da quelle parti è sicuramente più multietnica che da noi, o semplicemente c’è più integrazione, chissà. Noi ci siamo limitati all’oriundo Camoranesi: ci poteva essere Balotelli, ma come sappiamo tutti i Mondiali li sta vedendo in tv. Le altre partite di ieri sono state tutt’altro che memorabili e ci lasciano una certezza: che ci sono portieri scarsi in giro per il mondo. Senza tirare in ballo il pallone. Sono scarsi e basta. Infine, uno sguardo alla B: torna in A il Brescia, peccato per il Torino, e lo dico da juventino. Giocare un derby fa sempre piacere.

A fari spenti

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Finalmente l’Italia è sbarcata, o meglio atterrata in Sudafrica. Un viaggetto niente male verso sud, fatto all’ultimo minuto. Ok, non ci saranno problemi di fuso orario, però potevano andare verso al sede dei prossimi Mondiali un po’ prima. L’Italia non arriva da favorita, nonostante sia campione in carica: come fatto notare da Abete, non è la prima volta che succede. Vero, però se andiamo a scorrere la formazione dell’82 o del 2006 delle belle differenze ci sono. Quella del Mundial, beh, era composta da giocatori che hanno scritto la storia del calcio italiano e, per buona parte di loro, anche dei rispettivi club. Anche in quella del 2006 c’erano individualità migliori, o almeno più giovani: una squadra meno “mitica”, forse, ma comunque di livello. Del Piero, Totti, una quinta/sesta punta come Inzaghi, un Toni devastante… adesso siamo stati dietro al ballottaggio tra Quagliarella, Rossi e Borriello. Pazienza: gli uomini sono questi, non è colpa di nessuno. Giusto portarsi dietro Pirlo in queste condizioni? Come ho già scritto, non credo che ormai si tratti di un giocatore imprescindibile, ma se Lippi lo ritiene tale, beh, allora lo porti. Tanto, spero riusciremo a superare il girone anche senza di lui. In fondo, ai Mondiali se ne portano 23, ma mica tutti giocano. Meglio portare uno mezzo rotto sperando di recuperarlo e farlo giocare, piuttosto che usare una riserva che non vedrà mai il campo.

Peggio del previsto

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Davvero uno spettacolo osceno quello offerto dalla Nazionale ieri sera. Che non fossimo una grande squadra si sapeva, bastava scorrere i nomi dei 23 selezionati per la spedizione sudafricana, ma che il Messico potesse prenderci a bastonate, questo davvero no. Vero, si trattava di una partita amichevole: come il calcio d’agosto, va preso con le molle. Quando il risultato conterà qualcosa, forse, le cose miglioreranno. Fatto sta che i rapidissimi messicani ci hanno davvero fatto neri. E non stiamo parlando di fenomeni, almeno per ora. In futuro, magari… Avevamo di fronte una nazionale infarcita di ex campioni del Mondo under 17. Era il 2005, fate i conti: tanti ‘88 e ‘89 di qualità. Invece, nell’Italia, è mancato il ricambio generazionale. Qualche ‘83 (ma De Rossi è l’unico che fa la differenza), un paio di ‘84 (e Chiellini non c’era). Poi? Dove sono gli ‘85? Gli ‘86 e ‘87, poi, sono pochi e con presenze che si contano sulle dita di una mano. Il nostro calcio non ha prodotto niente da Germania 2006, canto del cigno di una generazione che poteva anche raccogliere di più: la selezione del 2002, per dire, era di altissimo livello. E anche con un Balotelli in più sarebbe cambiato poco. I problemi partono da dietro: non credo sia un buon segno schierare al centro della difesa un giocatore classe ‘73 che se ne andrà a Dubai dopo il Mondiale ed accanto a lui un ‘87 con un campionato di A alle spalle. Poi magari lo vinciamo di nuovo, eh, ma mi sembra fantacalcio.

Senza contratto? Vorrei vedere…

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Quattro anni fa Cannavaro disputava un Mondiale perfetto e con lui lo facevano anche gli altri compagni di spedizione. Materazzi, Grosso, Buffon, Pirlo, Gattuso e compagnia: un mese da 10 e lode culminato nella notte di Berlino con quella coppa alzata al cielo. A fine anno Cannavaro si aggiudicò anche il Pallone d’Oro. All’epoca, già 33enne, non era certo di primo pelo, ma veniva da due ottime stagioni alla Juventus ed era uno dei migliori difensori del pianeta. Adesso, quattro anni dopo, da capitano e recordman di presenze azzurre, sta per iniziare il suo quarto Mondiale da disoccupato. La Juve, infatti, ha fatto scadere l’opzione per il rinnovo del suo contratto annuale stipulato, appunto nell’estate del 2009. Ammetto l’errore: appena un anno fa avevao approvato l’acquisto di Cannavaro. Contratto pesante vero, ma tutto sommato era un arrivo a costo zero: poteva dare esperienza ad una squadra che ne aveva bisogno e lo ritenevo, almeno per una stagione, almeno presentabile. Invece non lo è stato, e con lui, è bene dirlo, tutta la squadra. Nientye più Juve per lui: c’è da rifondare e il nuovo corso passa esattamente dalla potatura dei rami secchi (e vecchi). Lui sogna il suo Napoli, ma De Laurentiiis non lo aveva voluto nemmeno l’anno scorso, figuriamoci adesso… lo terrei, al limite, alla Juve, ma come quarta scelta, magari con un ingaggio super ridotto. Tanto, non credo che Cannavaro patirebbe la fame.

La Coppa del Principe

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Se c’è un giocatore che merita di essere il simbolo di questa straordinaria annata nerazzurra è Milito. Il Principe che ha reso l’Inter regina d’Europa. Sneijder e le sue geometrie sono state importanti, così come l’abnegazione di Zanetti, il lavoro in copertura di Eto’o, le sgroppate di Maicon o la cerniera difensiva formata da Samuel e Lucio. Ma Milito ha impresso il suo marchio anche sulla finale dopo aver segnato e corso per tutta la stagione. Come giocatore è straordinario, perchè completo. E’ da 8 in tutto, direi. Segna come faceva Ibrahimovic, ma in una partita corre come lo svedese in un girone. L’Inter ha completato il tris con la carta più pesante, quella coppa attesa da quasi mezzo secolo. Da tifoso juventino, confesso che ho visto la partita fino al primo gol: quell’azione ha dimostrato che il Bayern Monaco non aveva nessuna possibilità, il secondo gol ha confermato la mia impressione. Non si può perdere un uomo in quel modo, soprattutto se quell’uomo si chiama Diego Milito. A voler trovare il pelo nell’uovo, ho come l’impressione che qualche decisione arbitrale favorevole abbia spianato la strada all’Inter: contro Chelsea e Barcelona, certo, ma anche ieri sera c’era un fallo di mano di Maicon sullo 0-0. Ed era piuttosto evidente. Anche se dopo aver visto “Kill the referee” capisco molto meglio le difficoltà dei direttori di gara. Ad ogni modo, i nerazzurri hanno fatto fuori dalla competizione i campioni di Inghilterra, Spagna e Germania: non sarà un caso. Da juventino, si chiude l’anno calcisticamente peggiore della mia vita, e non poteva che terminare così. Nemmeno la vittoria del Mondiale (fantascienza) potrà tirarmi su. Farò finta che il 22 maggio 2010 non sia mai esistito.

L’investimento Podolski

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

Per l’attacco della Roma, in questi giorni, è stato fatto più volte il nome di Lukas Podolski. Classe ‘85, esordì giovanissimo in un Colonia che retrocesse nonostante le sue 10 reti. Nella stagione successiva, nel 2004/05, segnò 24 gol nella Zweite Liga riportando la sua squadra in A e guadagnandosi la chiamata in nazionale. Un’altra discreta stagione in Bundesliga e poi la chiamata del Bayern Monaco, la squadra dei sogni per ogni calciatore tedesco. In forza ai bavaresi nel 2006, non è mai riuscito a diventare titolare fisso, giocando poco e segnando ancora meno. Negli ultimi due anni poi, con gli arrivi di Toni e Klose, il suo minutaggio è ulteriormente diminuito. Ormai è un attaccante da una ventina di presenze e 4-5 gol a stagione. Uno spreco ed un vero peccato, visti i numeri degli esordi e visto il suo talento. Che, ironia della sorte, ha sempre dimostrato in Nazionale, nonostante Podolski sia polacco di nascita. A soli 23 anni, ha già collezionato 60 presenze condite da ben 31 reti: insomma, cifre da vero bomber. Ma, come già detto, al Bayern Monaco non trova spazio, e il prossimo anno potrebbe essere anche peggio, visto che la società bavarese starebbe per ufficializzare l’arrivo a parametro zero di Ivica Olic. Per l’attaccante di origine polacca, l’estate del 2009 potrebbe essere quella giusta per un trasloco. La Roma, a mio avviso, potrebbe essere un approdo ideale, considerando anche il fatto che Podolski può giocare benissimo come trequartista, come ha dimostrato in Nazionale. Dotato di fisico, buona tecnica e di un gran tiro, con esperienza internazionale e soli 24 anni di età, potrebbe essere il vero affare del calciomercato estivo, se non si accaserà prima, come si sente in giro, all’Amburgo o al Colonia. E sarebbe un peccato, perché Podolski meriterebbe ben altri palcoscenici. La cifra per portarlo via da Monaco non è eccessiva e si aggira sui 10 milioni di euro, soldi che, al momento, la Roma non può però permettersi, ma che non spaventerebbero altre squadre. In tempo di crisi, insomma, Podolski sarebbe un investimento su cui puntare.