L’Inter fa 18, ora il Bayern

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Per dirla alla Materazzi, non è successo, ma se succedeva… Roma campione d’Italia sì, ma solo per un po’. Inter tricolore per la diciottesima volta: superato nell’albo d’oro il Milan, che rimane comunque la prima squadra di Milano. Non me ne vogliano gli interisti, ma è così. Senza considerare che, oggettivamente, tra scudetto in segreteria e quello senza rivali non ne considererei cinque consecutivi. Senza farne una colpa ai nerazzurri, eh, ma mi sembra un dato di fatto. Il potere interista nasce dall’assenza delle rivali, spazzate via da Calciopoli o da gestioni dissennate, semplicemente. Bastava acquistare meglio per poter rivaleggiare con la corazzata di Mourinho: d’altra parte, le fortune di questa stagione sono nate nel momento in cui l’estate scorsa lo svedese col mal di pancia prese la via di Barcelona facendo arrivare ad Appiano Gentile uno che corre come un negro per guadagnare come un bianco (segnando nel frattempo) insieme ad una barcata di soldi investiti intelligentemente. Non vorrei sbilanciarmi, ma già da ora pronostico un altro scudetto interista nel 2011. La Roma è stato un piacevole episodio, ma non ci sono i soldi, a Torino ne hanno però ribaltare tutto e vincere al primo colpo sembra difficile, sull’altra sponda di Milano il capo non ha più voglia (e ne ha diritto) di spendere. Ne ha sempre Moratti, e ne potrebbe avere ancora di più se sabato l’Inter completerà la tripletta. D’altra parte, l’appetito vien mangiando.

Per lo scudetto ripassare domenica

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Poteva decidersi tutto in questo turno ed invece per l’obiettivo più sostanzioso bisognerà aspettare fino a domenica prossima. L’Inter è stata a lungo Campione d’Italia, ha accarezzato il suo diciottesimo titolo, ha anche un po’ sudato freddo, poi alla fine, una volta incassati i tre punti, se n’è fatta una ragione: se lo andrà a prendere di nuovo a Siena, ospite di una squadra fiera, ma ormai retrocessa. Con la finale di Champions League in programma il sabato successivo, se dovesse servire qualche sforzo supplementare ci sarà comunque modo di recuperare. La Roma, al contrario, sembrava essersi arresa, imbrigliata dal miglior Cagliari degli ultimi mesi. Sotto di un gol, ha rialzato fieramente la testa ed ha abbattuto il nemico grazie ai colpi dell’uomo più criticato (dagli altri) ed amato (dai tifosi giallorossi), cioè il suo capitano Totti. Era però anche la domenica di Palermo-Sampdoria: c’era in gioco la Champions League, ed anche in questo caso si scoprirà tutto domenica prossima. 1-1 di rigore, come si suol dire, con firme eccellenti come quelle dei rispettivi cannonieri Miccoli e Pazzini. I doriani, un po’ come l’Inter, avevano accarezzato il sogno di chiudere in Sicilia la pratica, ma non è andata così. Missione compiuta invece per il Napoli, che in un colpo solo si aggiudica il sesto posto e manda l’Atalanta in B: adesso per i bergamaschi c’è anche la condanna della matematica. Merito, il piazzamento definitivo dei partenopei, anche della contemporanea ennesima sconfitta della Juventus, che mestamente si arrende al Parma in una partita non male sul campo, ma pessima sugli spalti: da censura i disordini tra le tifoserie. Peccato: quella che è stata l’ultima apparizione bianconera in casa di Trezeguet meritava di più. Senza considerare che forse anche Buffon potrebbe aver dato l’addio ai suoi tifosi… Se se ne andrà dall’Italia, comunque, lo farà alla Scala del calcio: domenica c’è Milan-Juventus. Scudetti e coppe in quantità ma, con uno scudetto da assegnare, anche una partita che non conterà nulla.

Si decide tutto?

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Uno dei campionati più incerti (su tutti gli obiettivi) degli ultimi anni potrebbe trovare tutte le risposte domani, alla penultima giornata. Finalmente tutta in contemporanea, come una volta. L’Inter ha l’occasione per aggiudicarsi il quinto tricolore di fila, tra scudetti assegnati a tavolino, senza concorrenza ed altri vinti normalmente. Tanto per cambiare, è di ieri l’ennesima polemica sull’asse Milano-Roma: insomma, Mourinho e Ranieri non si stanno molto simpatici. Ma non potrebbe essere altrimenti. L’Inter, insomma, potrebbe mettere in cascina il secondo “titulo” della stagione, in attesa di giocarsi il pezzo forte il 22 maggio. Per la zona Champions League, il destino ha voluto che ci fosse lo scontro decisivo sul rettilineo finale: tra Palermo e Sampdoria sarà battaglia. I siciliani hanno dalla loro il fattore campo, i blucerchiati, invece, possono contare sul vantaggio della classifica. Sfida nella sfida, quella della fantasia pugliese tra il salentino Miccoli e il barese Cassano. Difficile che si decida già oggi la corsa per il sesto posto, mentre potrebbe arrivare il verdetto riguardante l’ultima delle retrocesse: già in B le toscane Livorno e Siena, con ogni probabilità scenderà nella serie cadetta anche l’Atalanta. Peccato, davvero, perchè quella bergamasca è una formazione che vorrei sempre vedere in A. E non me ne vogliano i numerosi bresciani che leggono questo blog.

Pazzo Inter*

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Dopo aver vinto un derby azzeccando cambi “delicati”, Ranieri non è riuscito a fare lo stesso contro la Sampdoria. Dopo essere passata in vantaggio, la Roma non ha chiuso la partita ed ha subito la rimonta. L’ingresso di Taddei ha infatti aperto il casello sulla fascia sinistra dei genovesi, ed è da lì che è arrivata la sconfitta. Sampdoria in paradiso e Roma in quell’inferno chiamato secondo posto. Ranieri ha provato a vincerla: a conti fatti, uno o zero punti cambiava poco. L’Inter sarebbe rimasta davanti: con gli scontri diretti a favore, adesso i giallorossi devono vincerle tutte e sperare che i nerazzurri ne pareggino una. Basterebbe per il tricolore, ma considerando che i nerazzurri si troveranno davanti Lazio, Chievo e Siena si capisce come le speranze della Roma siano ridotte al lumicino. La Samp, insomma, si è ripresa il quarto posto dopo che le era stato temporaneamente soffiato dal Palermo, mentre adesso, nonostante i tre punti ottenuti contro il Bari, deve dire addio alla Champions League la Juventus. Lo stesso vale per il Napoli, addirittura bloccato al San Paolo dal Cagliari. Le squadre che andranno in Europa si fermano qua: il Genoa si è fatto superare a domicilio dalla Lazio, che così è praticamente salva e potrebbe non rappresentare un grande ostacolo per l’Inter nella prossima giornata, figuriamoci col rischio di fare un grosso favore ai cugini giallorossi… La Fiorentina, poi, sempre più alle prese con uno spogliatoio in ebollizione, si è arresa mestamente al Chievo. A proposito di toscane, il Livorno saluta la A ed è quasi in B anche il Siena, caduto a Udine. Vittoria vitale per il Bologna, infine, che batte il Parma nel derby emiliano e scaccia l’incubo della retrocessione: per l’Atalanta l’aggancio ai rossoblu sembra pura utopia.

(* ringrazio Lorenzo Mantelli per il titolo)

Apre l’Inter, chiude la Roma

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L’impresa dell’Inter contro il Barcelona avrà prosciugato le energie degli uomini di Mourinho? Questo si chiede e spera che la risposta sia “sì” l’Atalanta, che alle 18 si presenta a San Siro affamata di punti-salvezza. Nonostante le fatiche di coppa e la mente già in Catalogna, difficile che l’Inter fallisca l’appuntamento con i tre punti. Se lo augura la Roma, ovviamente, ed avrà il vantaggio di sapere il risultato della rivale, visto che gioca domani sera. Contro la Sampdoria, non esattamente un impegno facile, ma comunque abbordabile visto che i giallorossi sono di scena all’Olimpico, che si prospetta gremito e pronto a spingere i suoi verso il tricolore. Fuori dai giochi, ormai, il Milan, che stasera è atteso dal Palermo in Sicilia in una partita di livello, anche se i milanesi hanno ormai poco da chiedere al campionato. A differenza dei rosanero, che sognano la Champions League. Per il Napoli, iscritto anch’esso alla gara per la Champions ma un po’ attardato, ecco il Cagliari, squadra ormai sgonfia che pare aver tirato i remi in barca. Speranze di coppa flebili per la Juventus, troppo distante dalla Samp e con altre due squadre in mezzo: anche vincendo tutte le partite che rimangono a partire dalla sfida con il Bari di domani (e sembra fantascienza), per i bianconeri al massimo dovrebbe esserci l’Europa League. Interessante Genoa-Lazio: i liguri hanno ambizioni europee, i capitolini hanno bisogno di punti per scacciare l’incubo della B.

Non l’hanno aripijati

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Per una attimo, il titolo del Il Romanista “Aripijatece” apparso dopo il sorpasso della settimana scorsa è sembrato una gufata pazzesca. Invece, la Roma ce l’ha fatta a rispondere all’attacco dell’Inter ed è tornata in testa a meno di 48 ore dal sorpasso nerazzurro. Due big match che, in un modo o nell’altro, potevano decidere la stagione. La Juventus era partita bene nel derby d’Italia, poi una sciocchezza di Sissoko le ha tagliato le gambe: arroccata dietro, sono finiti presto i rifornimenti per le punte. L’Inter è passata con una prodezza di Maicon, ma dopo aver fallito molto. Ha sofferto per arrivare ai tre punti anche la Roma, passata in svantaggio contro la Lazio: farlo rinunciando a Totti e De Rossi potrebbe giovare ancora di più al morale della truppa giallorossa. Il “generale” Ranieri, bravo o fortunato, ha scelto la strategia giusta. Il campionato ha comunque emesso due verdetti: il Milan è fuori dalla corsa scudetto dopo essere caduto a Genova. D’altra parte, quando al centro della difesa gioca un onesto ex terzino destro come Oddo e deve affrontare uno dei migliori nel gioco aereo come Pazzini, il gol è sempre nell’aria. La rete-vittoria della Sampdoria è arrivata al 90°, così come il pareggio del Palermo, autore di una rimonta in extremis a Cagliari. Questi due risultati, insieme colpo esterno del Napoli a Bari, ottenuto grazie ad un super-Lavezzi, spingono la Juve sempre più giù. Con tre squadre davanti, troppi punti da recuperare e quattro partite al termine, per i bianconeri la Champions League è pura utopia. In coda, vitale la vittoria dell’Atalanta sulla Fiorentina: i bergamaschi, così, si avvicinano a Bologna e Lazio. Con una squadra che insegue così in forma, può davvero succedere di tutto là dietro.

Sì, sorpasso effettuato

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Allora, questo campionato chi lo vince? La Roma ha effettuato il sorpasso, impensabile fino a poche giornate fa, ed adesso ha un punto in più rispetto alla capolista Inter. I calendari delle due squadre si equivalgono, all’incirca. Fuori dai giochi il Milan, attardato di quattro lunghezze dai giallorossi e atteso da impegni che porteranno inevitabilente ad una serie di punti persi per strada. Lotta a due, insomma. Inter contro Roma, Mourinho contro Ranieri. I nerazzurri sono ancora in corsa su tre fronti, ma potrebbero anche finire la stagione con zeru tituli, i capitolini erano partiti in maniera disastrosa e con un allenatore rifugiatosi in Russia. Il prossimo turno dirà molto: già venerdì la Juve farà visita all’Inter (con lo stimolo delle nuove interecettazioni), la Roma sarà impegnata nel derby, partita indecifrabile per antonomasia. Continua poi ad essere avvincente la corsa al quarto posto: Palermo ok col Chievo, Sampdoria idem grazie alla vittoria nella stracittadina col Genoa, Juventus che resiste superando a fatica il Cagliari. Perde terreno invece il Napoli, che ora a cinque punti dalla Champions League e con tre squadre da superare: dopo l’harakiri col Parma è molto difficile l’aggancio al quarto posto. Per quanto riguarda la salvezza, fondamentale il successo della Lazio a Bologna: gli emiliani, adesso, rischiano grosso. Tutte quelle che stanno sopra, ad occhio e croce, sono salve.

Anticipo importante

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Clima rovente dopo le intercettazioni riguardanti l’Inter. L’impressione è che si risolverà tutto in una bolla di sapone, però per avvelenare il clima era proprio l’ideale, in vista del rush finale. Meno sei giornate alla fine del campionato e tutto è ancora in ballo. I nerazzurri sono ancora soli in vetta, ma c’è la Roma che fa sentire il fiato sul collo, il Milan, leggermente più distante, è pronto ad approfittare di eventuali passi falsi. Molto si deciderà fin dall’anticipo serale di stasera: la Fiorentina, che non vuol,e abbandonare i suoi sogni di Champions, aspetta in Toscana la capolista. Come sfida, mettiamola così, non è delle più facili. Tra l’altro, l’Inter affronterà di nuovo in settimana i viola per la Coppa Italia: insieme all’Europa, altri impegni che potrebbero distrarre  e togliere energie in vista della corsa al tricolore. La Roma ha decisamente un impegno più morbido contro l’Atalanta, squadra che comunque cerca punti salvezza, ma vedere i giallorossi in testa domani sera non è utopia. Il Milan, poi, cerca il bottino pieno col Catania in attesa di sviluppi interessanti. Per l’appassionante corsa al quarto posto, il Palermo aspetta il Chievo in Sicilia: i clivensi già sono arrendevoli in generale, figuriamoci  in casa dei rosanero… Il match clou di giornata è l’attesissimo derby tra Sampdoria e Genoa, che potrebbe influire sulle sorte di entrambe le squadre nella corsa all’Europa. La Juventus, sempre in crisi ma ancora in corsa nonostante tutto, affronta a Torino il Cagliari, una squadra con il serbatoio vuoto da un pezzo dopo un girone d’andata col turbo. Per i bianconeri i tre punti sono fondamentali. Lo sono anche per il Napoli, che apre la giornata sfidando al San Paolo il Parma già salvo: tre punti decisamente alla portata per Hamsik e soci.

Distanze corte

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Davanti vincono tutte e la situazione rimane esattamente quella di una settimana fa. L’Inter approfitta della pochezza in attacco del Bologna per farlo a fette dopo avergli qualche spazio non sfruttato, la Roma si conferma in gran forma andando a vincere su un campo difficile come quello di Bari, il Milan dimostra di essere lassù senza essere davvero una squadra da scudetto, vista l’imbarazzante difesa messa in campo a Cagliari. Eppure i rossoneri sono lassù, del trio che corre per il tricolore sono quelli più attardati, è vero, però sono solo tre punti. Questo la dice lunga sul livello del campionato italiano: c’è una grande mediocrità oppure un campionato sostanzialmente equilibrato è un buon segno? Io sono per la prima ipotesi. Lo stesso si può dire per la corsa al quarto posto: La Juventus, semplicemente inguardabile anche ieri sera a Udine, ha perso 12 gare in campionato, ma è ancora a tre punti da Palermo e Sampdoria, appaiate ai piedi del podio a quota 51 punti. Lì poi c’è pure il Napoli, una squadra partita male, resuscitata, andata in crisi di nuovo ed adesso ancora in corsa per la Champions League. Da Fiorentina e Genoa in giù, fino al Chievo, c’è quel limbo di squadre che ormai hanno poco da chiedere al campionato: viola e rossoblu sono a -6 dal quarto posto, se rientrano in corsa con quattro squadre davanti è un miracolo sportivo. I clivensi, a pari punti col Catania, sono essenzialmente salvi, visto che la terzultima è l’Atalanta a quota 31, lontana sette lunghezze. Rischiano invece la Lazio, ma anche il Bologna, che ha finito la benzina o forse si è creduto salvo troppo presto, ma anche l’Udinese, nonostante la vittoria di ieri. Ormai spacciate, invece, Siena e Livorno: per loro la salvezza sarebbe lontana otto punti, la vedranno col binocolo.

Milan, stessa storia

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Il Milan getta al vento l’ennesima occasione buona pareggiando in casa contro la Lazio, squadra in netta ripresa ma sempre laggiù, ai margini della zona retrocessione: i rossoneri non danno nessuna sicurezza e sembrano accusare la sindrome del braccino corto. Il Milan è lì a soli tre punti dall’Inter, e tre lassù così vicine a questo punto del campionato non capitava dal 2002. Per il tricolore rossonero, a occhio e croce, sarà però difficile, per gli anti-interisti sarà meglio guardare verso la capitale. Il Palermo conserva tre punti su Napoli e Juventus, mentre ne guadagna due sulla Sampdoria, che non va oltre il pareggio interno contro il Cagliari. Il Napoli riesce a fare sei punti su sei nei due incontri consecutivi al San Paolo: annichilita la Juventus, supera seppur a fatica il Catania grazie alla rete di Cannavaro e va a braccetto con i bianconeri a quota 48. L’Atalanta merita a Torino ma, ironia della sorte, cede il passo per mano di uno dei giocatori più contestati dai tifosi bianconeri, quel Felipe Melo che dopo aver fatto gol chiede scusa alla curva juventina. Sempre in ottica Champions League, infine, bella vittoria della Fiorentina, che supera senza problemi l’Udinese: ma forse per i viola, alle prese con la grana-Prandelli, il Palermo è troppo lontano.