Il Milan non è che si stia muovendo molto sul mercato: sono arrivati Yepes, Amelia e Papastathopoulos. Troppo poco per poter solo sperare di accorciare le distanze dall’Inter. La sensazione è che il divario sia destinato ad aumentare ulteriormente: l’unica speranza è che Allegri riesca a far giocare la squadra come vuole e che i vecchi tirino furoi l’orgoglio e nascondano gli acciacchi. In attesa di sapere cosa ci sarà nel futuro di Gattuso, chi ha più anni di lui rinnova il contratto. Zambrotta, Abbiati e Oddo, per esempio. Ma non
è un male: lo pensavo inizialmente, ma in realtà almeno i due difensori hanno spalmato su più anni il totale dell’ingaggio che sarebbe rimasto. Dunque, il loro stipendio inciderà meno sul bilancio e, contemporaneamente, se qualche squadra li volesse potrebbe avvicinarsi più facilmente all’ingaggio che percepiranno. Questo non vuol dire però che il Milan abbia più soldi per comprare qualcuno, o almeno qualcuno in grado di far fare il salto di qualità. Di cessioni fruttuose all’orizzonte non se ne vedono: Gattuso si potrebbe svincolare, Huntelaar non esercita grande appeal in giro (d’altra parte il calcio non ha memoria), Thiago Silva dietro è l’unico affidabile e sarebbe meglio tenerselo stretto. Rimarrà Ronaldinho, almeno fino al termine della stagione: il Milan poteva incassare qualcosa dalla sua cessione, liberarsi di un ingaggio sontuoso e di un giocatore che ha fatto discretamente ma che è lontano parente, più cicciottello, anche, del funambolo che vinse il Pallone d’Oro. Insomma, tra tanti che restano, Ronaldinho rimane. E forse rinnoverà fino al 2014. Una stupenda notizia per i tifosi del Milan: stiamo parlando del miglior giocatore mai esistito.
Milan ai milanisti. Questo è l’ordine che arriva dall’alto in casa rossonera. Si è subito autoescluso Van Basten, che rappresentava l’ipotesi più suggestiva e romantica: vederlo ancora al Milan sarebbe stata una storia da Libro Cuore, visto che quella maglia ha dovuto abbandonarla troppo presto. Invece, almeno a suo dire, è ancora quella maledetta caviglia ad impedirgli di vestire di nuovo rossonero. In realtà, Van Basten in panchina non ha ancora dimostrato di avere quel talento sopraffino che lo aveva caratterizzato da giocatore.
Il Cigno di Utrecht, dunque, non volerà fino a Milanello. Avanti le soluzioni interne? Non proprio. Galli era un serio candidato, ma il suo nome non sembra riscuotere in realtà grande successo: in fondo, finora ha solo allenato le giovanili. Tassotti, che ha studiato da vicino il suo ex compagno Ancelotti, non sarà l’erede di Leonardo e qua il sospetto è che, in realtà, sia lui a non voler compiere il grande passo. Stroppa ex rossonero in calzoncini lo è stato, ma anche la sua candidatura riscuote tiepidi consensi. L’unico che ha dimostrato di saper stare in panchina, Rijkaard, non è mai stato considerato, chissà perchè. Allegri può vantare solo pochi minuti in amichevole da giocatore del Milan: questo sembra non essere un currilum abbastanza degno. IL cerchio si stringe: Costacurta, fallimentare finora da tecnico, ma soprattutto quello che oggi sembra il favorito, ovvero Donadoni. Che già era stato accostato senza motivo alla Sampdoria. Non per dir sempre male dell’ex ct dell’Italia, ma cosa ha fatto per meritarsi questa prestigiosa panchina? Ad ogni modo, presto finiranno gli ex rossoneri in panchina: e allora questa buffonata del Milan ai milanisti avrà fine.
Come annunciato dalle pagine di questo prestigioso sito, quella di oggi sarà l’ultima partita di Leonardo alla guida del Milan. Ormai c’è l’ufficialità data dalle sue parole: “È tutto molto chiaro, siamo arrivati alla fine. Ho ho incontrato la società - ha detto ieri il tecnico - e siamo qui per comunicare la nostra separazione assolutamente consensuale. È stata una scelta comune fatta in modo tranquillo, le nostre strade si dividono ma restano amicizia e stima”. Leonardo ha poi ringraziato il Milan per l’opportunità offertagli, dichiarando però di non sapere se vorrà riprovare a sedersi in panchina in futuro. L’esperienza in rossonero lo ha un po’ scoraggiato: troppe interferenze dall’alto, o forse, come ha detto lui, si sente semplicemente più portato per la “gestione”: non di uomi
ni in calzoncini corti però. Galliani è d’accordo con Leonardo: “Sono molto dispiaciuto per questa separazione. Ripeto, la decisione è stata presa insieme. Leo ha raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissi, senza tutti questi infortuni avremmo lottato per lo scudetto. Abbiamo raggiunto la qualificazione diretta in Champions e questo è un grande risultato. Ha portato grandi innovazioni tecniche, siamo passati dal 4-3-3 al 4-2-fantasia che per un bel pò di tempo ha dato ottimi risultati. E’ stata assolutamente una stagione positiva”. Diciamocela tutta, è stata una stagione positiva per la rosa del Milan, non in generale. Quando una società del genere non si dimostra competitiva non c’è nulla da incorniciare e le soluzioni tattiche di Leonardo non sono state rivoluzionarie. Il Milan non era una squadra all’altezza degli obiettivi che dovrebbe avere, stop. Non credo che per i rossoneri entrare in Champions League fosse l’obiettivo stagionale. Chissà, forse il prossimo anno il Milan avrà sulle maglie il badge “Prima squadra capace di qualificarsi per la Champions League con il 4-2-fantasia”…
«Non ho capito proprio perché l’abbiamo preso . E’ un altro trequartista quando a noi magari serve qualcuno che finalizza il gioco. È fermo da due anni, non sono stato d’accordo con il suo acquisto e l’ho detto anche a Galliani». Boom. Mancini sarà contentissimo: è appena arrivato al Milan e Berlusconi ha già detto che non condivide il suo acquisto. Però l’ha voluto fortissimamente Leonardo e magari non solo perchè è brasiliano. Mancini non è esattamente una pippa, anche se negli ultimi due anni non lo ha certo dimostrato. Prima almeno una mezza stagione a ritmo ridotto alla Roma, poi un 2008/09 all’Inter nelle vesti di bidone di lusso
a braccetto con Quaresma ed il rapido naufragio del sogno Mourinhiano del 4-3-3, fino a quest’anno, in cui il campo lo ha visto col binocolo. Ora avrà occasione di vederlo, spera, più spesso quel terreno di gioco, visto che cambia casacca, ma non città e stadio. Negli scambi tra Inter e Milan i rossoneri di solito ci guadagnano: stavolta ad Appiano Gentile non è arrivato nessuno, ma dalle parti di Milanello sperano che la regola continui a valere. Se in forma, Mancini è un ottimo giocatori con diversi gol nei piedi e fascia sulla trequarti è il suo habitat naturale. Quelle zone sono cruciali per il gioco di Leonardo, che in effetti non aveva a disposizione grandi alternative. Berlusconi avrebbe preferito un finalizzatore: Huntelaar si sta dimostrando un tipo da Eredivisie e Borriello non ha sul Premier l’appeal che di solito esercita su modelle e showgirl. Ma per il ruolo di centravanti il Milan si sta comunque muovendo: per l’estate è pronto un nuovo assalto a Dzeko.
Prima non vincevano ed era colpa della Juventus, adesso vincono, ma con il sospetto che ci sia qualcuno che vorrebbe che ciò non accadesse. Sinceramente, e non credo sia lo juventino che è in me che parla, non vedo perchè mai l’Inter debba covare certi pensieri. Se andiamo a sezionare ogni partita, no credo che i nerazzurri siano finora stati svantaggiati. Anzi, magari si potrebbe anche scoprire il contrario. Mourinho da una parte tiened alta la tensione: ha sempre fatto così e la ricetta ha dato spesso ottimi frutti. Moratti, dall’altra,
invece, si astiene dal commentare, per non gettare benzina sul fuoco delle polemiche:”Mi sembra tutto chiaro, anche leggendo i giornali, quindi poi ognuno ne trae i giudizi che vuole. Calcisticamente la polemica è chiusa: sono scattati i deferimenti che mi sembrano regolari e conseguenti a quello che è successo. Per il resto, c’e’ la speranza che tutto sia normale, che vada avanti bene. Noi ci crediamo e lo speriamo davvero in modo che ogni squadra possa esprimersi al meglio“. Insomma, il solito sassolino l’ha voluto lanciare anche stavolta. Eh vabbè. Tornando al derby ed alle sanzioni successive, due turni a Sneijder sono più che plausibili: non vedo come possa lamentarsi Mourinho. L’olandese ha applaudito l’arbitro da metri zero, dicendogli anche “bravo, bravo”. Cos’è il rosso? Lesa maestà? A proposito di lesa maestà, fa discutere l’ammonizione “postuma” per Materazzi. Anche qua, a costo di sembrare reazionario o semplicemente anti-interista, la decisione è stata opportuna: se si fosse messo la maschera di Pippo non lo avrebbero ammonito. Però Berlusconi, tra le mille cose che fa, è, incidentalmente, il proprietario del Milan. Comunque si sono telefonati: il perdono ad Arcore è di casa. Niente esilio in qualche bagno penale. D’altra parte, se il Premier ha perdonato Tartaglia…
Se la difesa della Juventus avesse al centro Nesta, questo Nesta, incasserebbe meno reti? Ok, quando si prende gol non è solo colpa del reparto arretrato, quindi presumo che arriverebbero lo stesso palloni insidiosi in area, però presumo che la risposta si “sì”. Sì, se la Juve avesse Nesta avrebbe preso qualche
gol in meno e avrebbe vinto due o tre partite in più. Credo che anche Lippi la pensi allo stesso modo: in Nazionale gioca in pratica l’attuale difesa della Juve, meglio provare a metterci il centrale rossonero in mezzo. Il tecnico bianconero-azzurro ha iniziato la sua opera di convincimento: è già passato dal centro sportivo di Milanello, dove ha pranzato in una saletta privata e ha incontrato i giocatori e Leonardo. “Fa parte dei compiti del c.t. della Nazionale andare a trovare e parlare con allenatori e giocatori. Andrò a trovare anche altre squadre. Non vado ad Appiano per ovvi motivi, perché non ci sono molti giocatori italiani.” In effetti tutti i torti non ce l’ha. Per una ragione di principio, come sono contrario al rientro di Totti, lo sono anche per quello eventuale di Nesta, anche se servirebbe come il pane. Come attenuante nei confronti del difensore, ci sono i numerosi infortuni patiti in maglia azzurra. Insomma, Nesta è uno che per la causa ha dato le gambe. A proposito di Milan: lungi dal fare di Borriello un fenomeno, ma spero che Lippi chiami lui piuttosto di Amauri.
E’ sempre bello quando ci si prepara ad una grande partita senza nessuna tensione, senza l’ombra di polemica, giusto con la voglia di superare l’avversario in campo come sta succedendo per il derby di Milano, in programma il prossimo fine settimana. Tra magheggi made in Galliani ed allusioni Oriali doc, non poteva mancare la solita battuta di Mourinho, che con tanti assenti vorrebbe giocare la partitissima del week end ad aprile. Più facile che nel frattempo Moratti gli compri Julio Baptista, Ledesma e Kolarov. Detto ciò e lasciando da parte l’ironia, in effe
tti le cose si potevano fare con più discrezione, oppure non farle. Chiedere il rinvio si può, ci mancherebbe, però così la faccenda puzza e fa pensare male. Oppure bene, oppure in maniera naturale è normale che Galliani in Lega goda ancora di grande potere. Forse è meglio così: entrambe le squadre arriveranno al derby nelle migliori condizioni. D’altra parte si potrebbe decidere gran parte del resto del campionato: giusto così. Milano si godrà una super partita, che forse in questo momento vede favorito il Milan. Chi l’avrebbe detto dopo la lezione di calcio impartita dall’Inter ai rossoneri alla seconda dell’andata? Fu impressionante. Adesso a impressionare è il Milan. L’Inter spesso si ritrova a dover rimontare. Se stavolta andasse sotto, potrebbe essere difficile rimettere in piedi la partita…
I grandi ritorni continuano. Dopo Bettega, ecco anche Beckham, che per il secondo anno di fila si presenta a Milanello dopo le vacanze natalizie, si spera non appesantito dalle festività natalizie. La passata stagione l’affare fece tutto sommato scalpore, stavolta non so nemmeno se si sia guadagnato una prima pagina: lo sapevano già tutti. Essenzialmente, al Milan non serve Beckham e, a dire il vero, non gli serviva nemmeno nel 2009, anche se poi giocò bene, segnò un paio di reti e si rivelò utile e disponibile al sacrificio. Tutte cose ben note, ma che spesso passano in secondo piano rispetto al fatto che lui è quello belloccio con il pacco in bella vista sui cartelloni di Armani. Tuttavia Galliani avrà fatto i suoi conti: averlo in squadra costerà alla società, si dice, “appena” un milione di euro, mentre dagli sponsor e dalla vendita delle magliette arriveranno molti più soldi. Però c’è da farlo giocare, particolare non trascurabile, anche perchè è l’anno del Mondiale e Beckham, nonostante sia un senatore dell’Inghilterra, non ha certo il posto assicurato. Nel modulo ormai denominato 4-2-fantasia (orrore) non so dove potrebbe trovare posto il buon David. Chi gioca largo ha caratteristiche diverse nda quelle dell’inglese, ma sicuramente Leonardo saprà inventarsi (nomen omen?) qualcosa.
Prima sì, poi no, adesso sì. Il Milan alla fine è riuscito a portarsi a casa il nuovo fenomeno made in Africa Dominic Adiyiah, stella della nazionale del Ghana Under 20 che ha trionfato di recente al Mondiale di categoria in Egitto. E’ praticamente ufficiale: per lui contratto fino al 2013, da 250mila euro a salire. Il Milan è stata la prima squadra italiana ad importare un grande giocatore africano, se la memoria non mi inga
nna e se non si considera come tale Abedì Pelè. Ovviamente sto parlando di Weah, che era liberiano. Tra l’altro l’unico giocatore liberiano degno di nota di sempre. Invece il Ghana continua a sfornare talenti adatti al calcio europeo. Questo qua dicono che sia forte e che abbia dei numeri. A proposito di cifre, tolto il Mondiale Under 20 non è che le sue cifre facciano gridare al miracolo, ma il fatto che si sia comunque confrontato col ruvido calcio (e clima) norvegese è quantomeno sintomo di buona volontà. Eh già, perchè questo nuovo acquisto del Milan finora ha giocato, poco a dire il vero, nel Fredrikstad.Con il suo acquisto il Milan tenta il colpaccio e lo fa con pochissimi rischi: costo contenuto (si dice un milione e mezzo di euro) e buone prospettive. L’unico pericolo è di “sprecare” così il posto per l’extracomunitario nel caso Adiyiah non si rivelasse pronto per il nostro campionato. Tutto sommato, però, non dovrebbe trattarsi di un altro Viudez…
Stasera c’è la partita del cuore. No, niente cantanti più o meno in voga o uomini dello spettacolo in imbarazzanti prestazioni pallonare. A San Siro torna Kakà. Il brasiliano, che in quello stadio ha scritto le pagine più belle della sua carriera, per la prima volta calcherà quel prato da avversario. E probabilmente ci terrà a far bene, vist
a la scialba prestazione del Bernabeu con annessa sconfitta casalinga. Nel Milan, intanto, a partite alterne resuscita Ronaldinho e si attende Beckham per gennaio, operazione di nuovo dettata dal marketing. Nonostante le prestazioni dello Spice Boy l’anno passato siano andate al di là di ogni più rosea previsione (ancora calciatore vero e non fenomeno da baraccone, insomma), non credo proprio che servisse di nuovo lui a questa squadra, ma vabbè, sapranno loro come fare. Sarà motivato, immagino, visto il Mondiale alle porte, e magari, anche se 35enne, saprà rendersi utile. Nel frattempo, da Vespa, ecco Berlusconi: “Farei il sacrificio di cedere il Milan soltanto a chi potesse giovargli più di me, ma finora non si è fatto avanti nessuno con questo requisito”. In effetti, si potrebbe dire senza alcun dubbio che Berlusconi è di gran lunga il miglior presidente degli ultimi 150 anni. Rossoneri. Ok, degli ultimi 110.
