In effetti la musica non è cambiata nemmeno questa volta e la Fiorentina non ha brillato nemmeno a Siena. In una rievocazione della Battaglia di Montaperti viola e bianconeri hanno collezionato cartellini gialli, ma di gol nemmeno l’ombra. Nell’altro anticipo non è cambiato niente nemmeno per il Milan, capace di dominare le piccole con il minimo sforzo. Ancora Ibra, ancora Nocerino decisivo nell’azione che ha portato al vantaggio.
In attesa di Udinese-Juventus, i rossoneri tornano così in testa e, chissà, potrebbero andare in vacanza al prmo posto. Rimangono loro i favoriti e non c’è bisogno di farne mistero: la loro forza consiste esattamente nel fatto che hanno perso e perderanno pochissimi punti con le piccole, mentre la Juventus per avere ragione delle avversarie deve generalmente faticare molto. Diciamo pure troppo: più o meno i bianconeri fanno un gol ogni dieci azioni. Alla lunga questo potrebbe pesare, soprattutto se calasse la condizione fisica, finora eccellente. Non c’è un’apriscatole come Ibrahimovic nella Juventus e non penso proprio arriverà dal mercato. Il Milan vince, dunque, anche senza Cassano, che si è reso protagonista in negativo aggredendo una troupe che aveva appena finito di girare un servizio in quel di Genova. L’attaccante rossonero una calmata potrebbe anche darsela, se non altro per la salute.
La Juventus continua a rimanere in vetta, ma allo stesso tempo il Milan tiene il passo. Pare proprio che la prossima scudettata uscirà da questo duello. Oppure c’è da dare credito a Udinese e Lazio? O, addirittura, potrà reinserirsi nella lotta tricolore anche questa Inter in netta ripresa? Difficile, ma le partite sono tante: per un piazzamento-Champions c’è da considerarla. Per il resto, si vedrà. Mi preme piuttosto dare uno
sguardo indietro, nella colonna di destra, dove si trova la Fiorentina. Già, proprio la squadra dei Della Valle, quelli del tavolo della pace (utilissimo), quelli del terzo tempo (durato un mese, forse meno), quelli, più che altro, del progetto. Anzi, Progetto. Mihajlovic non c’è più, proprio come voleva la curva, eppure i viola rimangono laggiù. C’è chi è rimasto ma è scontento, c’è chi è rimasto ma le cui prestazioni si notano più in discoteca che in campo, c’è Boruc che non vale metà Frey, c’è una squadra modesta, va detto, che sta rendendo anche meno del previsto. Al massimo la Fiorentina poteva ambire ad un piazzamento in Europa League: di questo passo farà bene a guardarsi indietro. Delio Rossi non è un mago e il problema non era Mihajlovic: i tifosi volevano il bel gioco, ma adesso servirebbero punti. Ma almeno i Della Valle hanno fatto contenti i tifosi: sono partiti con un allenatore di cui non erano convinti, ingaggiando poi quello che piaceva a chi va allo stadio. Che sarebbe comunque arrivato nel 2012. Bel progetto. Anzi, Progetto. Scusate.
Il risultato che conta è quello del campo. Però è anche vero che in campo ci vanno l’arbitro e, appena fuori dalle linee di gioco, i suoi assistenti. L’Inter ha vinto, Milan e Napoli hanno pareggiato. Questo, appunto, il verdetto del campo. Però i nerazzurri hanno sbloccato il risultato con Thiago Motta in posizione palesemente irregolare. Al contrario alle squadre di Allegri e Mazzarri sono stati negati per dei fuorigioco errati due gol validi. Questo non vuol dire che l’Inter avrebbe raccolto un punto o che Milan e Napoli ne avrebbero portati a
casa tre, per carità. Ogni partita ha la sua storia e chissà come sarebbero andate a finire i match in questione. Però questi sono errori che pesano tantissimo, soprattutto in un campionato molto equilibrato come quelli al quale stiamo assistendo. Anche grazie a queste sviste, nel frattempo la Juventus si ritrova in testa con una partita in meno, quella di Napoli che tanto ha fatto parlare. A proposito, gran bella prestazione quella dei bianconeri: bel gioco e gol, impossibile chiedere di più. Sarà Conte, sarà l’assenza delle coppe, sarà una rosa all’altezza, ma per lo scudetto, udite udite, c’è sul serio anche la Juventus. Ma il mio entusiasmo da tifoso potrebbe subire un duro colpo tra poco: Lazio e Napoli in trasferta nel giro di tre giorni non sono cosa da poco.
In questa Italia in crisi sembra esserci un mercato del lavoro mai saturo, nel quale in tanti riescono a trovare occupazione. Quello dell’allenatore di calcio. Inizio a perdere il conto delle panchine saltate in Serie A: la Fiorentina ha da poco esonerato Mihajlovic per prendere Delio Rossi ed è da poco ufficiale l’ultima di Cellino, ossia l’allontanamento di Ficcadenti. Al suo posto dovrebbe tornare a Cagliari Ballardini, che diventerebbe
così il terzo tecnico dei rossoblù nel giro di pochi mesi, perché non bisogna dimenticare che prima dell’inizio del campionato l’allenatore dei sardi era Donadoni, sostuito appunto da Ficcadenti. Torniamo a Firenze: Mihajlovic aveva le ore contate a causa di una classifica non esaltante (frutto anche di una rosa non esaltante, appunto) e di un feeling mai nato con la curva. Delio Rossi già da tempo era il maggior indiziato alla sua sostituzione ed in effetti il pronostico è stato rispettato. Ma potrà fare grandi cose? Per avere usccesso gli basterà non farsi odiare. Non era odiato Ficcadenti, che io sappia, e non gli sono bastati 13 punti in dieci partite per evitare l’esonero. Insomma, non mi sembrava certo un ruolino di marcia da esonero. Qualcuno mi spieghi il motivo di queste panchine scorrevoli: nessuno ci riuscirà, perché non ce n’è nemmeno uno valido. A meno che, almeno in Sardegna, Cellino non abbia voluto allungare su Zamparini, per adesso a quota due allenatori.
All’estero hanno fatto mercato con i botti, quelli belli della festa paesana. Da noi no, ma non poteva essere altrimenti: di soldi ce ne sono (relativamente) pochi e di sceicchi nemmeno l’ombra. L’anno scorso andava di moda il prestito con riscatto obbligato o meno. In questa sessione di mercato si sono aggiunti i bonus. Fatto sta che da noi i campioni non arrivano più, casomai se ne vanno: in un mese la Serie A ha perso Eto’o, Sanchez e Pastore. Il Milan ha arricchito la rosa dal punto di
vista numerico, ma titolari in grado di fare la differenza non ne ha presi. Niente Mister X, insomma, anche se Aquilani e Nocerino faranno comodo in un centrocampo agée. Il colpo di mercato dell’Inter è stato trattenere Sneijder: sono arrivati Forlan, ottimo attaccante ma di 32 anni, e Zarate, l’incostanza fatta giocatore. La Juventus alla fine il top player non l’ha preso, e non è arrivato il difensore centrale che serviva, in compenso si ritrova con una rosa sconfinata e mal assortita, tra giocatori fuori rosa (Amauri, Iaquinta e Grosso) o indigesti a Conte (Bonucci, Ziegler e Pepe). Interessante la nuova Roma, che nel rush finale ha messo Gago, Kjaer e Pjanic nel motore. C’è un po’ troppa gente per il ruolo di centravanti, vero, ma se Luis Enrique riuscirà a gestire bene la situazione potrebbe venir fuori qualcosa di interessante. Anche se dubito mangerà il panettone. Sul finire di mercato la Lazio non si è mossa, idem l’Udinese, la Fiorentina che pareva in disarmo alla fine ha trattenuto Gilardino e Vargas e lo stesso ha fatto il Genoa delle tante scommesse con Palacio. Diaspora, invece, a Palermo. Tra un po’ si gioca: era l’ora.
Finalmente Marotta ha fatto qualcosa di juventino: ha usato il termine “interista” come un insulto nei confronti di Rumenigge. Scherzi a parte, la società bianconera ha fatto arrabbiare il Bayern Monaco: allora magari Vidal è davvero forte. Ma, tutto sommato, anche nel 2007 Milan e Inter litigarono per Suazo e sappiamo un po’ tutti com’è andata a finire… Detto ciò, diamo un’occhiata al mercato. Senza approfondire troppo i nuovi patemi juventini e i problemi per portare Rossi a Torino, ci sono in ballo altre trattative
interessanti. Una su tutte quella che coinvolge Aquilani. Tornato al Liverpool dopo la deludente stagione in bianconero, potrebbe approdare alla Fiorentina. In sostanza: i viola perderebbero Montolivo e prenderebbero un altro Montolivo che però si chiama Aquilani. Due giocatori che non sono mai esplosi, due giocatori a cui manca qualcosa per diventare leader. Ma credo che per la Fiorentina non sarebbe male come soluzione e l’arrivo di Aquilani darebbe tutto sommato un po’ di positività ad un ambiente in odore di smobilitazione. Fatto sta che la sua è una carriera ormai in caduta libera. Ancora in prestito, senza certezze. Sempre che alla fine ci vada, a Firenze. Perchè il suo ingaggio mi sembra leggermente fuori portata, diciamo così. E il Liverpool dovrebbe contribuire allo stipendio e immagino i Reds non ne sarebbero entusiasti. Ma c’è il Progetto, magari Corvino convince Aquilani a ridursi l’ingaggio.
Il Napoli c’è. Visto che la vittoria a Bologna era largamente annunciata (nonostante l’assenza di Cavani), non poteva essere altrimenti. Purtroppo per i partenopei continua ad esserci anche il Milan, che grazie al colpaccio esterno di Firenze riesce a mantenere il vantaggio sulla seconda. Stesso discorso per l’Inter, che mantiene invariato il distacco dalle rivali superando il Chievo al Meazza. Ma torniamo al Milan: i tre punti in Toscana non erano scontati, il Franchi rimane sempre un campo ostico, nonostante la stagione di basso
profilo della Fiorentina. Ma grazie a Seedorf, giocatore sontuoso che non ci si deve permettere di criticare, e Pato, i rossoneri ce l’hanno fatta. E Ibrahimovic? Era atteso al ritorno, adesso si dovrà attendere ancora per rivederlo in campo. Doppiamente sciagurato a Firenze: sia davanti al portiere, visto che si è mangiato l’impossibile, sia di fronte ai direttori di gara, visto che ha collezionato un rosso ed un giallo, in entrambi i casi per delle ingenuità pazzesche. Passi per il giallo: dopotutto, lo si può prendere come un tentativo di dare una mano in difesa, ma il rosso è stato una cavolata (per così dire) pazzesca. Perchè non puoi mandare a quel paese il guardalinee da un metro per una rimessa forse invertita, nemmeno se ti chiami Ibrahimovic. Per fortuna dei milanisti, c’è un Pato in grande spolvero. Già, Pato, l’unico vero fuoriclasse dell’attacco rossonero.
Il campionato è ufficialmente riaperto. Ma chi è a questo punto la grande favorita per la vittoria finale? Se si guarda la classifica, in un ideale podio dovrebbe rientrare il Napoli. E il terzo gradino forse i partenopei potrebbero davvero aggiudicarselo, sempre che non cali la loro la strepitosa condizione fisica. La panchina è corta, Mazzarri sta spremendo i suoi uomini, che la loro facilità di corsa duri fino alla fine è piuttosto inverosimile. Ma le partite passano e il Napoli tiene: applausi a Mazzarri e al suo staff, se tutto questo dovesse durare ancora a lungo. La difesa schierata contro il Cesena metteva i brividi, almeno a nomi. Lo
stesso si può dire per quella del Milan: complici gli infortuni, Allegri in questo periodo non sta certo schierando una difesa da tricolore. Ma alla fine un po’ di incertezza dietro ce l’ha anche l’Inter che ha sì messo un Ranocchia nel motore, ma che soffre ancora terribilmente quando viene attaccata. Tre gol ieri dalla Roma, che non è l’ultima della classe, ma si tratta pur sempre di tre gol presi in casa. Dall’infortunio di Samuel, unico fuoriclasse tra i centrali di difesa, qualcosa che non va c’è. Aggiungiamoci l’assenza di Lucio e si spiegano molte cose. Chi sta lassù in alto, in classifica, subisce reti in discreta quantità, cosa inusuale per il nostro campionato. E allora, vale il detto “La miglior difesa è l’attacco”, che mai fu più vero. Visto che i reparti arretrati ballano comunque, meglio sbilanciarsi e provare a segnare di più.
Nel nostro campionato non v’è certezza. Questa, paradossalmente, è l’unica che abbiamo. Eh sì, perchè il Napoli inchioda a Verona, il Lecce fa il colpaccio a Parma dopo aver fatto le barricate per novanta minuti, il Cagliari appena privatosi di Matri espugna Marassi e il Milan, fermato dai pali, in casa non riesce ad avere la meglio sulla Lazio, così come la Roma davanti ai propri tifosi fa solo un punto contro il Brescia. Ma passiamo alle dolenti note, almeno per me. La Juventus ha perso e questa non è più una notizia. Almeno stavolta c’è
stata la reazione che altre volte non era arrivata e a mio modesto parere, ci stava almeno il pareggio. La squadra dei primi venti minuti meritava di perdere sonoramente e infatti lo stava facendo, quella che si è vista fino alla metà del secondo tempo ha attaccato a testa bassa, senza molta qualità, ma ha creato tanto. E ha sprecato, va detto. E’ mancata la freddezza sotto porta e le sue grandi colpe se le deve assumere anche Delneri, che non ha voluto pareggiare (almeno, di nuovo) la partita. Perchè non si può togliere Matri (sprecone, ma c’era sempre) e Aquilani (stanco morto) per mettere Martinez e Sissoko quando c’è da sferrare l’assalto. Non si può togliere un centravanti e un centrocampista dai piedi buoni per mettere un’ala e un mediano. O forse si può. Visto che si può non fischiare certi rigori, forse si può fare tutto nel nostro calcio.
Pato quando gioca segna, ma spesso è rotto. Robinho non è un bomber ed in carriera ha prodotto più fumo che arrosto. Cassano aspetta di avere ancora una condizione accettabile. Il Milan finora è stato più che altro Ibrahimovic e lo ha confermato anche la partita di ieri sera. I rossoneri, contro una squadra più che mediocre come il Lecce (che ha comunque bloccato anche l’Inter ed è andata a vincere a roma contro la Lazio, va detto) non sono riusciti a centrare i tre punti ed hanno di fatto riaperto il campionato. In mezzo ad
una partita deludente, la gemma dello svedese, e poi poco altro. Sono in testa, matematicamente lo saranno per almeno un altro turno ma, come ho già scritto, il vero pericolo è più indietro e viaggia a fari spenti ma non troppo. Il Milan, parafrasando Mourinho, inizia a sentire il rumore dei nemici o almeno dovrebbe farlo. L’Inter è ad un virtuale meno tre dalla vetta e sembra poter contare su una condizione fisica migliore. Per il resto, il campionato ha confermato il trend di questa stagione, ovvero il fatto che tutti, davvero, possono faticare contro chiunque. La Lazio ha ragione della Sampdoria, ma solo all’ultimo. Stessa musica per Juventus e Roma, davvero bruttine ma almeno vincenti, rispettivamente contro Bari e Cesena. Il Napoli, poi, dopo aver schiantato i bianconeri al San Paolo non sono riusciti ad aver la meglio sulla non eccezionale Fiorentina annata 2010/11. Vediamo come vanno i recuperi dell’Inter e aspettiamo le novità del mercato: la sensazione è che ne vedremo davvero delle belle.
