Notizione ieri sera: finisce il CDA della Juventus e cosa ne viene fuori? Che gli investimenti saranno concentrati su due giocatori: un terzino destro ed un centrocampista centrale. Bene, niente che non si sapesse, quello che invece mi ha turbato è il fatto che Galliani (e qua cambio argomento, come ho cambiato pagina ce
rcando al notizia) ha detto che il prossimo anno l’obiettivo è arrivare tra le prime tre in campionato e andare più avanti possibile in Europa. Fossi un tifoso rossonero sarei preoccupato. Cioè, ancor più preoccupato, perchè immagino che un po’ lo sarei già: ceduto Kakà, non tutti i soldi incassati saranno reinvestiti. L’allenatore è un’incognita, potrebbe partire anche Pirlo, la squadra è ancora vecchia, come centrali difensivi non può bastare Thiago Silva e, soprattutto, non arriva il grande “botto” davanti. Dzeko è già della serie dei “vorrei ma non posso”, Adebayor è forse già più possibile, ma ha un costo comunque importante. Dichiarare già da ora che l’obiettivo è il podio, beh, è tirare i remi in barca un po’ troppo presto. Siamo già a “Arriviamo terzi ? Ve l’avevamo detto” e al “Abbiamo vinto lo scudetto? E dire che non partivamo in prima fila“. Credo che una squadra come il Milan, cioè la più titolata al mondo, come direbbe Galliani, non possa e non debba mai correre accontentandosi di “zero tituli”, come direbbe Mourinho.
Ovvero il campionato più bello del mondo. Kakà già al Real Madrid, Ibrahimovic che un giorno strizza l’occhio al Barcelona e l’altro al Manchester United, Maicon che si sente poco considerato e che sogna la Spagna, Pirlo corteggiato dal suo ex allenatore Ancelotti che lo vorrebbe al Chelsea, magari con Pato, Gattuso che sta facendo un pensierino alla Premier League. In compenso la Juventus blinda la difes
a con Cannavaro, l’Inter pensa a Benzema ma pare sia più vicino al Manchester United, il sogno Aguero entra in orbita Chelsea, che però almeno potrebbe farci arrivare Deco e Carvalho, il Milan per dimenticare Kakà corteggia Dzeko e magari anche il declinante Toni. La situazione non è esattamente rosea. Ci sono sempre meno soldi in Italia e la Serie A ha definitivamente perso appeal. Lippi si dichiara contento, così ci sarà più spazio per i giocatori autoctoni. Vero, ma il problema non erano i campioni che un tempo popolavano il nostro calcio, bensì le numerose pippe che arrivavano con loro. Perchè i giovani virgulti italiani, allenandosi con fuoriclasse stranieri, potevano migliorare. Tranquilli: le pippe continueranno ad arrivare. E a togliere spazio alle nostre speranze calcistiche ci penseranno loro. Quindi se fossi in Lippi non sarei così ottimista, lo sono invece per il fatto che, magari, si potrebbe vedere un campionato più equilibrato e combattuto, quello sì. Infine, postilla sui milioni di Perez: non capisco tutte queste accuse, il fatto di dichiarare immorale la sua campagna acquisti: a parlare sono spesso persone che mangiano pane e calcio, grandi fruitori di quello spettacolo che Perez sta contribuendo a creare. E poi, alla fine, non sono mica soldi loro.
