Tevez cerca di dare il buon esempio in tempi di crisi e si taglia lo stipendio. D’altra parte lo fa per approdare in Italia dove, si sa, la crisi c’è, e di brutto. L’affare si farà, mancano i dettagli. Tevez è di fatto un giocatore del Milan, che sostituisce così Cassano con un giocatore che a mio avviso gli è superiore, anche se non stiamo parlando di un fuoriclasse.
Il Milan l’uomo in grado di spostare gli equilibri ce l’ha già e si chiama Ibrahimovic. Ma Tevez darà il suo contributo: se non altro arriverà a Milano ben riposato. Lider maximo nei primi Manchester City degli sceicchi, aveva incantato nei primi due anni, poi qualcosa si è rotto. Prima voleva tornare in Argentina, poi ci ha ripensato, alla fine è finito fuori squadra anche perché Mancini poteva fare a meno di lui. Ad Allegri invece farà molto comodo, sempre che non ricada nel solito vizietto di spaccare lo spogliatoio (e magari anche qualcos’altro). Quello del Milan è l’ambiente giusto per redimersi, si sa. Cassano si era calmato, Robinho balla e canta, sì, ma solo con Pato e Boateng. Ronaldinho si annoiava così tanto che se n’è tornato in Brasile. Insomma, tranne clamorose soprese Tevez se ne starà buono e darà il suo contributo. Con lui, pochi discorsi, il Milan è tornato in pole per lo scudetto, stavolta senza discussioni. In attacco fa davvero paura. E non è una battuta, anche se lo sembra.
Dopo i petardi in casa, l’incorreggibile Balotelli i botti li ha fatti anche in campo nella clamorosa vittoria del suo Manchester City nel derby contro lo United. Si tratta di un risultato storico, non c’è manita che regga, almeno nel calcio recente: c’è già la sensazione che si tratti di una sorta di passaggio di consegne tra il Man Utd, che ha dominato il calcio inglese degli ultimi venti anni, e il Man City, che si appresta a farlo, soprattutto grazie ad una dirigenza che larga di manica è dire poco. I romantici scuotono la testa di fro
nte a questi arricchiti che si permettono di rendere vincente una squadra che fino a poco tempo fa non lo era: ma se fossero tifosi del City direbbero lo stesso? Sia chiaro: la squadra guidata da Mancini non ha ancora vinto nulla, ma almeno adesso si tratta della più seria candidata alla conquista della Premier League. Il nostro campionato, invece, non ha veri padroni, ma di fuochi d’artificio se ne sono visti lo stesso. Mi riferisco a quello che è successo a Lecce. Padroni di casa avanti 3-0 nell’intervallo, poi il Milan si sveglia e ne fa quattro. Ok, c’è stata la scossa data da un Boateng monumentale, ma, modesto parere, certe squadre davvero non meritano di stare in Serie A. Con un risultato del genere devi solo fare catenaccio. Quando ci vuole ci vuole. Ma io non alleno, in fondo.
Partito il più forte del mondo, il Milan si è messo in casa il più grande talento italiano. Parola di Silvio Berlusconi. Cassano in rossonero, Ranocchia risposta nerazzurra. Non si può dire che il mercato invernale non riservi spunti interessanti: di movimenti ce ne saranno tantissimi e molti affari sono già andati in porto. per dire, il doppio scambio che ha coinvolto Paloschi, Antonelli, Modesto e Palladini sull’asse Genova-Parma, il dopo-Cassano che si chiama Macheda, la rinnovata sinergia tra Palermo e Maribor (se anche questi due
sono forti, i tifosi viola sono autorizzati a maledire Zamparini: la loro squadra avrebbe potuto dominare il Slovenia per i prossimi dieci anni)… di carne al fuoco ce n’è eccome. Da tifoso, adesso sono proprio curioso di vedere come si muoverà la Juventus. Male, presumo. Non è pessimismo, ma realismo, perchè svaniti Dzeko (non acquistabile adesso, comunque), Gilardino e Pazzini, rimangono in ballo Toni e, massì, Caracciolo. Con Amauri impresentabile e Iaquinta sempre rotto e quando non rotto impresentabile, alla Juve servirebbe una punta da 20 reti, un Trezeguet di dieci anni fa. Ma quello adesso non può arrivare. Allora basterebbe anche un Trezeguet di adesso, per avere quelle 6-7 reti in un girone che gli altri presunti centravanti non sono in grado di garantire. Peccato che Trezeguet, appunto, la Juve ce l’avesse e che gli stia pagando la maggior parte dell’ingaggio mentre lui gioca ad Alicante. Quindi, Marotta prenderà Toni, gli darà quasi due milioni da qui alla fine del campionato, quando poteva anche risparmiare tenendo David.
Il mercato è appena finito ma già tremo al pensiero di quello che potrà combinare la premiata ditta Marotta-Delneri nella prossima sessione. Molte voci danno come già per concluso il passaggio di Sissoko al Wolfsburg per una cifra di poco inferiore ai dieci milioni di euro. Ecco, se così fosse sarebbe la dimostrazione che qua, davvero, non ci siamo proprio. Oppure che la Juventus è gemellata con la società tedesca: dopo aver cercato di prendere Dzeko per un’intera estate (sempre che sia stato davvero così), non solo Marotta non è riuscito a portare a Torino il bosniaco, ma ha addirittura ceduto Dzeko al Wolfsburg per
una cifra che considero irrisoria perchè in pratica è la stessa per cui aveva comprato Martinez. Adesso, poi, si parla di dar via uno dei migliori incontristi in circolazione ed il tutto per ammorbidire la dirigenza tedesca in vista del prossimo assalto a Dzeko. Che ovviamente arriverebbe per Sissoko più una ventina di milioni. E c’è chi scrive che in pratica con Diego e il maliano la Juventus avrebbe pagato il centravanti bosniaco. Sì, peccato che ci sia una buona quantità di contante ancora in ballo. Ma vabbè, evidentemente la nuova dirigenza bianconera è masochista, non ci sono altre spiegazioni. Vero, Sissoko si infortuna un po’ troppo spesso e vista la composizione del centrocampo bianconero non avrà certo i galloni del titolare fisso, però se davvero venisse ceduto, per me sarebbe l’ennesimo errore di una dirigenza da… Sampdoria. E poi, se dovessi svenarmi per un centravanti, ora come ora lo farei per Lukaku. Scommettiamo che sarà il centravanti più forte dei prossimi 15 anni?
Cambiano gli uomini, ma gli effetti sono sempre quelli. Il mercato della Juventus, adesso nelle mani di Marotta, presentato come autentico mago del mercato, somiglia pericolosamente a quello della premiata ditta Blanc-Secco. Quando la Juventus vuole comprare qualcuno, i prezzi si alzano a dismisura, quando invece la società intende vendere, lo fa per cifre irrisorie. Pepe, per il quale è solo stato pagato un “acconto”, è stato valutato una dozzina di milioni, lo stesso dicasi per Martinez. Bonucci addirittura quindici. Non
parliamo poi dei possibili acquisti saltati: per Krasic la valutazione del Cska sfiorava i venti, per Dzeko non ne sarebbero bastati più di trenta. Quando arriva a vendere, invece, la Juve trova grandissime difficoltà: certo, gli ingaggi pesanti non aiutano, ma rimango convinto che dalle partenze poteva incassare di più. Poulsen se n’è appena andato al Liverpool per poco più di cinque milioni, Tiago se ne potrebbe andare all’incirca per la stessa cifra. Se a comprare fosse la Juventus, sono sicuro che la loro valutazione avrebbe sfiorato i dieci milioni. Lo stesso accadrà per Diego, che partirà, ormai è certo, e lo farà per una cifra irrisoria rispetto a quella suo acquisto: sei o sette milioni in meno, e non credo che nonostante un’annata sciagurata (per tutti, però), la valutazione di un 25enne possa scendere di così tanto.
Quando si dice che la salute è tutto. Alla Juventus cambiano i giocatori, cambia la dirigenza, ma da quel punto di vista è sempre la stessa musica. Musica decisamente pessima: si sono già infortunati Manninger e Iaquinta. Se quello del portiere austriaco, destinato ad essere secondo e poi terzo con Buffon (operatosi per non farsi male mai più), è uno stop che non preoccupa, lo fa decisamente di più quello dell’attaccante,
perchè dopo un anno passato in infermeria ha ricominciato la stagione allo stesso modo. Un infortunio di Iaquinta non dovrebbe essere grave per una squadra come la Juve, se fosse una Juve vera: ma questa è ancora in costruzione e non è detto che in avanti arrivi qualcuno. Questa squadra è destinata a fare (purtroppo) grande affidamento su Iaquinta e non è un buon segno in generale, se parte rotto è ancora peggio. Nei primi giorni di ritiro si era fatto male anche Del Piero, ma è stata una cosa da poco. Si trovava a Pinzolo. Iaquinta, invece, ha avvertito il riacutizzarsi di un problema patito al Mondiale mentre si allenava a Vinovo: l’ennesimo indizio che Capello, quando lì non voleva stare, forse non aveva tutti i torti. Chi ben comincia è a metà dell’opera: ecco, per questa Juve l’inizio è già in leggera salita.
Mancano circa quaranta giorni all’inizio del campionato, normale che si stia attraversando una fase in cui ci sono più voci che fatti concreti. Il caldo, poi, non aiuta a riflettere: anzi, sono convinto che proprio il caldo abbia già giocato brutti scherzi, in particolare a Marotta, che per me (modestissimo parere) ha già sp
eso troppo per dei giocatori mediocri, o comunque non all’altezza del valore loro attribuito. Spero di sbagliarmi, sia chiaro, ma le operazioni Pepe-Martinez hanno prosciugato le casse bianconere ed adesso la Juve, prima di comprare, deve vendere. Non solo elementi palesemente in esubero o che hanno fatto il loro tempo, ma anche giocatori che potrebbero essere utili. Ovviamente sto parlando di Diego: non si diventa brocchi in una stagione, soprattutto in una nata male e finita peggio per tutta la squadra. Non ha senso vendere il fantasista brasiliano per arrivare a Dzeko, per esempio. E potrebbe succedere. E’ in partenza, invece, Giovinco, anche se la formula della cessione garantirebbe un eventuale ritorno alla base. Anche in futuro, però, vedo improbabile un Giovinco titolare nella Juventus. Non mi si venga a dire che si tratta dell’ennesima “vittima” di Del Piero: massimo rispetto per il suo talento, ma non mi è mai sembrato all’altezza. Senza ironia… sono alto come lui! Che provi a fare il salto di qualità a Bari, allora, portando qualche milione utile alla causa bianconera. Ventura sogna di averlo in squadra, lui potrebbe giocare finalmente titolare. Poi si vedrà.
Dzeko sembra davvero forte, almeno dai soliti tre gol che si possono vedere nei vari servizi televisivi sul bomber bosniaco. 24 anni, da tre gioca nel Wolfsburg, dove ha vinto uno storico scudetto, ma è letteralmente esploso nelle ultime due stagioni. Gran fisico e piedi da non sottovalutare: insomma, un
armadio in grado di dare del “tu” al pallone. Merce rara, e che per questo la sua squadra attuale vorrebbe far pagare a caro prezzo. Lui ovviamente si è stancato di Wolfsburg e del Wolfsburg: quello che doveva fare lo ha fatto, meglio andare a cercare gloria e magari soldi altrove. Le concorrenti ormai le conosciamo bene: Manchester City, Juventus, Milan, Bayern Monaco. Per il suo prezzo, in realtà, le italiane sembrano tagliate fuori: dalla Germania chiedono 40 milioni, sembra. Cifra totale che si può permettere solo la squadra guidata da Mancini. Però, ammettiamolo, il City può non esercitare lo stesso fascino delle altre tre. Juve e Bayern Monaco potrebbero arrivare a Dzeko inserendo delle contropartite tecniche nell’operazione (Diego e Gomez), ma a Wolfsburg hanno detto di volere solo soldi: questo taglia fuori del tutto il Milan, la prima società che a suo tempo aveva messo gli occhi su Dzeko. Questa telenovela non si risolverà presto: ogni volta che esce una pretendente, il Wolfsburg alza il prezzo, il giocatore, poi, dichiara amore un po’ all’una, un po’ all’altra. Ieri ha detto di voler aspettare il Milan. Aspetta e spera, Edin…
Solo un extracomunitario, e non è detto che arrivi davvero uno dei due. In casa Juventus c’è da decidere come provare ad occupare quel posto: la pista Krasic si è notevolmente raffreddata e Marotta ha ammesso che tra lui e Dzeko, la Juventus punterebbe sul centravanti. Certo, credo lo farei anche io, ma i due non hanno lo stesso prezzo. La società bianconera potrebbe anche farcela a sorpassare la concorrenza, ma ho l’impressione che per farlo dovrebbe inserire come contropartita Diego che, nonostante gli attestati di sti
ma, non è così sicuro di rimanere. E cedere il brasiliano sarebbe per me un grande errore: continuo a ritenerlo uno dei giocatori più forti che la Juve poteva inserire in rosa in questi anni di basso profilo. Meglio non privarsene. Tutto su Dzeko, dunque, ma ne vale la pena, soprattutto in vista del resto del mercato? Se non vende qualche pezzo forte, la Juve può fare cassa, ma non troppo. Più che altro, può alleggerire nettamente il monte ingaggi, quello sì. Ma svenandosi per la punta bosniaca come farebbe poi a completare il resto della squadra? Perchè, in fondo, sulle fasce mancherebbe ancora molto, sia in difesa che a centrocampo. L’impressione è che per Marotta la strada sia ancora lunga. Dzeko sembra fisicamente mostruoso e tecnicamente ben dotato, mi piacerebbe vederlo in attacco nella mia squadra, ma costa troppo per questa Juve che ha già speso troppo. Il mercato è ancora lungo, e io ci andrei con qualche soldo in più in tasca.
«Non ho capito proprio perché l’abbiamo preso . E’ un altro trequartista quando a noi magari serve qualcuno che finalizza il gioco. È fermo da due anni, non sono stato d’accordo con il suo acquisto e l’ho detto anche a Galliani». Boom. Mancini sarà contentissimo: è appena arrivato al Milan e Berlusconi ha già detto che non condivide il suo acquisto. Però l’ha voluto fortissimamente Leonardo e magari non solo perchè è brasiliano. Mancini non è esattamente una pippa, anche se negli ultimi due anni non lo ha certo dimostrato. Prima almeno una mezza stagione a ritmo ridotto alla Roma, poi un 2008/09 all’Inter nelle vesti di bidone di lusso
a braccetto con Quaresma ed il rapido naufragio del sogno Mourinhiano del 4-3-3, fino a quest’anno, in cui il campo lo ha visto col binocolo. Ora avrà occasione di vederlo, spera, più spesso quel terreno di gioco, visto che cambia casacca, ma non città e stadio. Negli scambi tra Inter e Milan i rossoneri di solito ci guadagnano: stavolta ad Appiano Gentile non è arrivato nessuno, ma dalle parti di Milanello sperano che la regola continui a valere. Se in forma, Mancini è un ottimo giocatori con diversi gol nei piedi e fascia sulla trequarti è il suo habitat naturale. Quelle zone sono cruciali per il gioco di Leonardo, che in effetti non aveva a disposizione grandi alternative. Berlusconi avrebbe preferito un finalizzatore: Huntelaar si sta dimostrando un tipo da Eredivisie e Borriello non ha sul Premier l’appeal che di solito esercita su modelle e showgirl. Ma per il ruolo di centravanti il Milan si sta comunque muovendo: per l’estate è pronto un nuovo assalto a Dzeko.
