Oggi ce ne sarebbe di carne al fuoco. Ovviamente la notizia di giornata, o meglio di serata, quella di ieri, è che Lippi ha diramato la lista dei 23 che andranno in Sudafrica. Grandi sorprese non ce ne sono state e non ce ne potevano essere: in tanti davano Quagliarella in rimonta e così è stato. Ma partiamo da dietro: Sirigu a casa, ma si sapeva. In difesa a casa Cassani, peccato, perchè se lo sarebbe meritato, e dalla sua avrebbe
anche la duttilità. A centrocampo niente da fare per Cossu: nonostante l’infortunio patito ieri, al Mondiale andrà Camoranesi. Come valore assoluto, credo che non si possa discutere. Per quello fatto durante la stagione, poteva anche portare il cagliaritano. Ma, tutto sommato, nulla di scandaloso. La scelta di Quagliarella, devo dire, mi trova d’accordo. Ha un senso: centravanti classici ce n’erano già due, Di Natale porta fantasia, Iaquinta fa lavoro sporco. L’attaccante del Napoli è in grado di fare un po’ tutto, non è uno da 20 gol a stagione, vero, però ha buoni colpi ed ha finito il campionato in crescendo. Detto ciò, siamo una squadretta. Basta guardare il reparto avanzato dell’Argentina o la Spagna in generale per capirlo. Il fatto che il nostro capitano nonchè difensore centrale titolare andrà a giocare a Dubai dopo il Mondiale, inoltre, non credo sia un buon segno. Appena un anno fa era arrivato alla Juve, doveva dare qualcosa in più alla difesa bianconera. No, non era tutta colpa di Ferrara. Anche se l’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport il buon Ciro se la poteva risparmiare. Nemmeno lui si è dimostrato un grande stratega.
La possibile truppa bianconera in Nazionale perde altri due elementi: Lippi ha fatto i nomi dei primi due esclusi. Come in una sorta di Grande Fratello, Candreva era già in nomination ed è uscito, Grosso è stata la sorpresa. Nessuna riconoscenza e va bene così. nei quattro anni passati da Berlino, il terzino della Juve non è mai tornato nemmeno lontanamente su quei livelli. Tantomeno in questa sciagurata stagione bianconera. Non che la colp
a sia sua, però è giusto che rimanga a casa. Se è arrivato nei 30 è solo per il mancato ricambio generazionale. Magari Lippi poteva far fuori anche Zambrotta, così, per par condicio, ma il milanista può mettere sul tavolo la duttilità, almeno, che può far chiudere un occhio sugli anni passati tra Barcelona e Milan. Tra l’altro, Candreva e Grosso sono stati tagliati dall’Italia, ma potrebbero anche non far parte della rosa della Juve di Delneri. Adesso gli “azzurrabili” sono 28, Lippi ne farà fuori altri cinque. Di fenomeni ce ne sono pochi: in teoria chiunque salti non si potrà gridare allo scandalo. Sirigu probabile taglio in porta, uno tra Bocchetti e Cassani per la difesa, Cossu in mezzo e addirittura dovrebbero essere due quelli fatti fuori nel reparto avanzato dove il compromesso tra potenza, rapidità e tecnica non è facile. Sicuri Iaquinta e Di Natale, quasi impossibile che Lippi si privi dei due bomber Gilardino e Pazzini. Rimangono Borriello, Rossi e Quagliarella. Io lascerei a casa Borriello: si sbatte, ma quello lo può fare Iaquinta. Poi farei testa o croce per gli altri due.
La nuova Juventus non ci comporta da Agnelli…no e si dimostra subito aggressiva provando a mordere il biscione: il club bianconero ha chiesto ufficialmente la revoca dello scudetto 2006, assegnato all’Inter dopo Calciopoli. Netta dunque la rottura col recente passato: il mansueto Cobolli Gigli sembra davvero preistoria. Gli antichi romani se ne stavano buoni grazie alla formula magica “panem et circenses”: questa sembra la
classica mossa per accaparrarsi il favore dei tifosi, delusi da un’annata che è andata al di là di ogni più nefasta previsione. Sarebbe un po’ il “circenses”: inutile, utile per scaldare le folle. Ma c’è un po’ di sostanza? C’è un po’ di “panem”? La questione-allenatore è ancora in alto mare: Benitez tentennza, Prandelli sarebbe il successore di Lippi. Il nome nuovo è Delneri, soluzione che non mi entusiasma, per così dire. Ma comunque sembra del “panem” ci sia, visto che dal Cda è uscito il nome del nuovo direttore generale: sarà Marotta, uno che fa le nozze con i fichi secchi e che alla Juve le potrà fare con vivande più assortite. Con lui arriverà a Torino anche Paratici, attualmente capo degli osservatori blucerchiato. Servirà: perchè non è tanto un male comprare un bidone, ma lo è pagarlo caro. Non si capisce come mai fara anche il ds, ma questo è un altro discorso. Il contabile Blanc tornerà a fare il suo lavoro, Bettega, invece, tornerà a casa. Probabilmente insieme a Secco, però ognuno nella sua.
Rabbia e poco altro nel derby d’Italia. Parte bene, ma dopo 6 minuti da Barcelona, la Juventus si affievolisce e, dall’espulsione di Sissoko, in pratica si spenge arroccandosi dietro cercando, a quel punto, solo di arginare le mareggiate nerazzurre. L’Inter prima si divora un paio di gol, poi trova la rete con una grande giocata di Maicon. In parità numerica, la Juve dà la sensazione di potercela fare, ma la capacità di vincere dipende anche dalla capacità di capire quando si possono fare certe cose. Ingenuo Sissoko: immagino che fare un’entrata del genere sulla linea del fallo laterale quando hai già un giallo a carico non sia l’id
eale se si vuole dare una mano alla squadra. D’altra parte lui è così, si sa: d’altra parte, se avesse più autocontrollo sarebbe il mediano più forte del mondo e non giocherebbe nella Juve (di oggi)… Insomma, fuori Sissoko, l’Inter trova spazi, le prova tutte per non segnare, ma alla fine vince, e si riprende la testa della classifica, almeno fino a domani.Per la Juventus, invece, la quasi certezza dell’addio alla Champions League: peccato per i soldi, solo per quelli. Avere solo una competizione, invece, non potrebbe che giocare ad una squadra che, rosa alla mano, anche l’anno prossimo potrebbe avere difficoltà a reggere una stagione su due fronti. Mancherà il contante? Ecco qualche cessione eccellente: difficile piazzare Melo e Diego (che comunque non venderei), l’indiziato numero uno è Buffon. Un po’ fragile e 32enne, vero, però mi dispiacerebbe molto, perchè si tratta di uno dei pochi che ha sempre dimostrato di tenere alla maglia bianconera. Chi vivrà vedrà.
Oggettivamente, non poteva essere il modesto Cska a fermare la corsa dell’Inter verso la semifinale. L’1-0 dell’andata era già un ottimo punto di partenza, seppur misero per le occasioni create, trovare poi una rete subito è stato un vero toccasana per i nerazzurri. All’ora di cena, però, magari sarà andato di traverso qualcosa agli interisti mentre ammiravanao il loro prossimo avversario, uno che l’intero Cska lo vale da solo: Messi, che ha battuto l’Arsenal da solo, almeno sul tabellino. Quattro gol: di potenza, d’astuzia, di fino, di
fisico. Riesce a segnare in qualsiasi modo, la Pulce: è piccoletto, ma resiste alle cariche, corre, ma la palla gli rimane incollata al piede e, soprattutto, la porta la prende sempre. Il Barcelona non è solo lui, ma è soprattutto lui. Ibrahimovic a Milano era la star, adesso fa la comparsa, chissà se l’aveva messo in conto… di sicuro, sta già pregustando un ritorno da protagonista a San Siro. Nella fase a gironi i catalani si sono dimostrati superiori, ma la semifinale va comunque giocata e, in una sfida andata e ritorno, ogni episodio può essere decisivo. L’Inter è quadrata, per stare dietro al fenomeno-Messi dovrà esserlo ancora di più: non ho visto giocare Maradona, ma posso intuire che qua ci stiamo avvicinando. Diego non aveva attorno a sè questo Barcelona, Lionel però segna di più e farà 23 anni a giugno… gli manca l’affermazione con la nazionale. A proposito, in Argentina non lo amano molto. Da quelle parti non la guardano la tv?
Aiuto. Non bastavano le prestazioni sportive al di sotto delle aspettative, diciamo così. Nessuno sembra che voglia venire ad allenare la Juve l’anno prossimo, anche se a questo proprio non ci credo. Analizziamo però i fattori prettamente estetici: facciamo schifo, però almeno dovremmo cercare di farlo con stile. Ed invece no: stamattina leggo la Gazzetta dello Sport e apprendo che “in questi giorni la società deve comunicare alla
Nike il marchio da applicare sulle nuove maglie, che avranno le strisce zigrinate”. Via i trattori, ecco probabilmente l’agenzia di scommesse BetClic, che pare però voglia pagare poco. Giustamente, dico io: avere lo sponsor su quella maglia non è che di questi tempi sia motivo di vanto. Eh vabbè, formalità. La vera perplessità è per le strisce zigrinate: le immagine che appaiono digitando “maglia juventus strisce zigrinate” sono agghiaccianti, per non parlare delle anticipazioni sulla divisa di riserva. A questo punto, cambiamo anche il nome della squadra, vi prego. Sono cose da prendere con le molle, vero, però non si sa mai. A proposito di nomi, poi, circola una voce che vorrebbe che l’azienda candidata a dare il nome al nuovo stadio fosse la Conad, che ha già acquistato le aree commerciali. Ottimo, una Juve con quella maglia che gioca alla Conad Arena. Svegliatemi a settembre del 2011.
Ormai la notizia c’è quando la Juve vince: i bianconeri sono come l’uomo che morde il cane. Citazioni giornalistiche a parte, vorrei fare qualche riflessione sulla mia squadra del cuore, che continuo a seguire, nonostante tutto, in ogni partita. Prima non riuscivo a capire come mai gli altri corressero più di noi, ora l’ho capito: noi non corriamo affatto. Tutto qua. Altro che secondi 45 minuti come dice Zaccheroni: a Napoli la Juve è stata messa sotto dal primo attimo di gioco. Seconda riflessione: l’area piccola è larga 18,32 met
ri e lunga 5, 5. Ebbene, come possono i giocatori avversari essere sempre così liberi in uno spazio così piccolo? Certo, se il portiere uscisse non sarebbe sbagliato, ma in generale marcarli stretti non sarebbe nemmeno quella cattiva cosa. Ok, non c’è Buffon, ma forse nemmeno lui potrebbe fare qualcosa. Lasciamo stare poi il gol di Lavezzi: impossibile controllare che qualcuno non rimanga solo dentro quell’enorme area: là siamo già sui 40×16.5. Ultimo spunto: non capisco come mai, ad ogni gol, i giocatori della Juventus esultino. Non siamo sicuri dopo tre gol al Siena, crediamo forse di poter portare a casa la partita segnano una rete? Ormai mi sentirei certo dei tre punti sul 4-0, soprattutto se fossimo nell’ultima mezz’ora. Eh vabbè, pazienza. Incredibilmente la Champions League è ancora lì, a portata di mano. Non so cosa sperare, se andarci oppure no: è anche vero che per rifondare questa squadra allo sbando servirebbe un po’ di denaro… detto ciò, quella della Juve è la difesa della Nazionale. Quanti giorni mancano? 76? Ahi.
Che nessuno dica che la Juventus 2009/10 non è una squadra! Lo è, perchè tutti i giocatori in rosa lavorano insieme per raggiungere lo stesso obiettivo, e lo fanno impegnandosi al massimo, in ogni partita. Tutti stanno contribuendo a rendere questa stagione indimenticabile. In negativo. Già, perchè non bastavano i vari
fallimenti di Felipe Melo, Diego, Amauri, Grosso. No, adesso anche il terzo portiere ci mette del suo. Ok, non che mi aspettassi miracoli da Chimenti: non li ha mai fatti, non vedo perchè dovrebbe iniziare a 40 anni dopo essere stato spettatore per due. Però almeno parare un tiro centrale scoccato da trentacinque metri, almeno quello sì, potrebbe farlo. E’ inutile fare belle parate se poi commetti certe, concedetemelo, cagate. Poi, sia chiaro, la Juventus è stata ancora inguardabile, perchè in pratica non ha mai tirato in porta e perchè non si è visto uno straccio di gioco e nemmeno di voglia di correre un po’. Non era solo colpa di Ferrara o della dirigenza: credo che in questo momento il vero problema siano i calciatori, ma non nel loro valore, bensì nel loro atteggiamento. Nessuno si muove, nessuno si propone, nessuno crea spazi: non si può andare a giocare contro la Sampdoria e non fare nulla per vincere la partita. Zaccheroni dovrebbe proporre ai giocatori la visione ripetuta della semifinale (andata e ritorno) di Champions League 96/97 contro l’Ajax. Quella era una squadra, quella era la Juve. Questa non lo è più.
Stasera la Juventus ha probabilmente raggiunto il punto più basso della sua storia. 113 anni buttati nel cesso al Craven Cottage. Almeno lo ha fatto in uno scenario tipicamente british: dal punto di vista geografico poteva capitare di peggio. Che schifo. Mai vista una roba del genere: in vantaggio di un gol dopo una manciata di minuti, al Fulham servivano quattro reti, senza subirne, per passare il turno. Fantascienza? Per questa Juve no: è capace di realizzare tutti i sogni di chi tifa contro di lei e di far incazzare chi sta dalla sua parte. In pochi giorni sono state compiute delle nefandezze impensabili. Da 3-0 a 3-3 col Siena, poi la disfatta di Londra. I giocatori forse non hanno capito cosa
vuol dire vestire quella maglia, e meno male che ieri sera avevano quella “golden”. Portare addosso quelle strisce verticali bianche e nere significa molto: difendere una storia gloriosa, portare rispetto ai milioni di tifosi che pagano per vedere le partite e per andare al ritiro d’estate, onorare il ricordo di tanti campioni che hanno reso grande questo club. E invece no, niente di tutto questo. In campo ci va gente finita da tempo, giocatori senza palle o pedatori semplicemente troppo scarsi anche per la B. Non c’è Zaccheroni che tenga: questa squadra è da rifare, così non si va da nessuna parte, nemmeno l’anno prossimo. Questa è la stagione più disgraziata di sempre, o almeno è così da quando ho “tatuato” il bianconero sulla pelle e nel cuore: ma non si abbandona la barca che affonda. La si tiene stretta, ancora di più, magari disprezzando un po’ di più l’equipaggio.
Quando ad andare a segno sono i difensori, ci sono due possibilità. O c’è da essere contenti, visto che tutti possono fare gol, oppure da preoccuparsi, vista la scarsa propensione alla rete degli attaccanti. Direi che nel caso della Juventus vista ieri sera siamo davanti al primo caso. Legrottaglie bravo e puntuale nello sta
cco, Zebina capace di tirare fuori qualcosa che non ha mai fatto in carriera e che mai ripeterà. Peccato per quella palla finita in rete in modo a dir poco rocambolesco quando invece sarebbe andata verso la bandierina del calcio d’angolo. A mia parziale consolazione, il fatto che per le statistiche la paternità del gol vada a Etuhu mi gratifica: è uno che ero solito comprare a bassissimo costo a Football Manager quando giocava nel Preston. Bene la Juve nel primo tempo, anche grazie alla pochezza del Fulham, forte forse come il Livorno, e solito secondo tempo fatto di passaggi sbagliati, confusione, gambe in riserva. Almeno una frazione di gioco di buon livello s’è vista, non lamentiamoci troppo. L’Europa League, per quest’anno, è la dimensioen della Juve: portarla a casa non sarebbe affatto male. Torno al punto di partenza: ma le punte hanno segnato o no ieri sera? Per me no, visto che sul tiro di Trezeguet c’è stata una deviazione di Salihamidzic. E’ così? Il tempo mi darà ragione…
