Il mercato è appena finito ma già tremo al pensiero di quello che potrà combinare la premiata ditta Marotta-Delneri nella prossima sessione. Molte voci danno come già per concluso il passaggio di Sissoko al Wolfsburg per una cifra di poco inferiore ai dieci milioni di euro. Ecco, se così fosse sarebbe la dimostrazione che qua, davvero, non ci siamo proprio. Oppure che la Juventus è gemellata con la società tedesca: dopo aver cercato di prendere Dzeko per un’intera estate (sempre che sia stato davvero così), non solo Marotta non è riuscito a portare a Torino il bosniaco, ma ha addirittura ceduto Dzeko al Wolfsburg per
una cifra che considero irrisoria perchè in pratica è la stessa per cui aveva comprato Martinez. Adesso, poi, si parla di dar via uno dei migliori incontristi in circolazione ed il tutto per ammorbidire la dirigenza tedesca in vista del prossimo assalto a Dzeko. Che ovviamente arriverebbe per Sissoko più una ventina di milioni. E c’è chi scrive che in pratica con Diego e il maliano la Juventus avrebbe pagato il centravanti bosniaco. Sì, peccato che ci sia una buona quantità di contante ancora in ballo. Ma vabbè, evidentemente la nuova dirigenza bianconera è masochista, non ci sono altre spiegazioni. Vero, Sissoko si infortuna un po’ troppo spesso e vista la composizione del centrocampo bianconero non avrà certo i galloni del titolare fisso, però se davvero venisse ceduto, per me sarebbe l’ennesimo errore di una dirigenza da… Sampdoria. E poi, se dovessi svenarmi per un centravanti, ora come ora lo farei per Lukaku. Scommettiamo che sarà il centravanti più forte dei prossimi 15 anni?
Tra comprare arbitri e comprare stranieri, rimango convinto che la cosa migliore sia comprare buoni giocatori che te le fanno vincere, le partite. La Juventus, nel dubbio, compra quasi esclusivamente italiani: se fosse andato in porto anche l’acquisto di Borriello, la squadra bianconera sarebbe stata in tutto e per tutto la Nazionale. Senza Balotelli, Cassano, Pazzini, De Rossi, Gilardino e Pirlo. Ovvero l’Italia senza quelli forti, o prersunti tali. Anche così, tuttavia, è prevedibile un prossimo blocco bianconero, con annesse polemiche in caso di nuove figuracce. Questa Juventus dove può arrivare? Non più in alto del terzo posto: la qualificazione alla Champions League sarebbe un successo. Nonostante il passivo sul mercato, infatti, la squadra se
mbra addirittura indebolita: quella della stagione precedente non aveva uomini per il 4-4-2 e per comprarne in quantità è stata tralasciata la qualità. E’ davanti la vera differenza con quelle che saranno le prime della classe: mentre il Milan si portava a casa Ibrahimovic e Robinho, la Juventus vendeva Diego per prendere Quagliarella, mantenendo praticamente inalterata la quota-gol, e poi non riusciva ad acquistare Borriello, comunque non un fuoriclasse. Per tutta l’estate Marotta ha provato a prendere Dzeko: segno che un centravanti serviva, eppure alla fine non è arrivato. Ed ora, con i cross dalle fasce, l’unico che fa del gioco aereo la sua specialità è Amauri, reduce da una stagione da 5 reti e già infortunato. Trezeguet sarebbe ancora servito come il pane, ma è stato ceduto all’Hercules per risparmiare poco più di un milione. Alla Juventus la classe operaia va in paradiso: il mercato ha portato un’accozzaglia di giocatori giovani e meno giovani provenienti dalla media e bassa classifica, ed alcuni di loro nemmeno titolari nelle loro squadre. Marotta dovrebbe essere un mago del mercato: che faccia sparire i dubbi die tifosi bianconeri, allora.
Per essere una una squadra volenterosa ma particolarmente operaia, mettiamola così. Perchè gli austriaci meritavano almeno il pareggio, dopo aver creato tanti affanni alla retroguardia della Juventus , che invece passa in trasferta archiviando, in pratica, la questione-qualificazione. 2-1, sul campo dello Sturm Graz, con tutte e tre le reti della partita segnate di testa: ad occhio e croce, i calci piazzati saranno la croce e al tempo
stesso la delizia della stagione bianconera che sta iniziando. La Juventus ha ottimi interpreti nel gioco aereo e sembra in grado di far male in queste occasioni: allo stesso tempo, però, potrebbe anche soffrire quando sarà costretta a difendersi. Con l’arrivo di Krasic, i bianconeri aumentano il parco-ali: il serbo sarà titolare e con lui vedo nell’undici di partenza Pepe più che Martinez. Cross, cross e ancora cross. Così giocherà la Juventus, con un Diego ormai confermato che proverà a saltare l’uomo per poi allargare in fascia, anzichè andare per vie centrali. Il brasiliano non è una punta ed il gol non è tra le sue priorità, ma se sta bene, può sempre creare la superiorità numerica. Il suo cambio sarà Del Piero, capace di essere letale sui calci piazzati ed ormai meglio a partita in corso. Questo almeno fino a quando non si stancherà della situazione, ed allora si vedrà se Delneri è un allenatore di polso o meno.
Il calcio d’agosto, mi ripeto, va preso per quello che è. Cioè per qualcosa che non conta nulla, che non dà punti, è giusto il tempo degli esperimenti. Tuttavia, per la Juventus la stagione non parte bene: l’auspicato “triplete” accesso all’Europa League-Trofeo Tim-Trofeo Berlusconi è già saltato. Tuttavia, qualcosa di buono si è visto: Diego è sembrato esattamente il giocatore che servirebbe accanto ad una punta di peso, ovvero
uno che parte qualche metro dietro e che si inserisce per concludere. Con un Del Piero ormai più incicivo sui calci piazzati che con palla in movimento, la Juventus avrebbe bisogno di uhn giocatore così come del pane, anche considerando la mancanza di un vero regista, peccato che Diego continuerà la sua carriera in Germania. Marotta nicchia, dice che non ci sono i presupposti per la cessione: traducendo, ballano ancora un paio di milioni. Ma quando le differenze sono queste, alla fine gli affari vanno in porto. Peccato, perchè la qualità c’era. Come quella di Ronaldinho, in sovrappeso, forse, ma con i piedi che sono rimasti quelli del 2005. Perchè nel calcio di oggi si può correre tanto, si può essere dei nerboruti mestieranti del pallone, ma le partite, poi, te le fanno vincere i talenti. Sneijder non è un watusso, eppure quella palla ieri sera sembrava telecomandata. Ma Delneri lassù preferisce due torri. Contento lui…
Cambiano gli uomini, ma gli effetti sono sempre quelli. Il mercato della Juventus, adesso nelle mani di Marotta, presentato come autentico mago del mercato, somiglia pericolosamente a quello della premiata ditta Blanc-Secco. Quando la Juventus vuole comprare qualcuno, i prezzi si alzano a dismisura, quando invece la società intende vendere, lo fa per cifre irrisorie. Pepe, per il quale è solo stato pagato un “acconto”, è stato valutato una dozzina di milioni, lo stesso dicasi per Martinez. Bonucci addirittura quindici. Non
parliamo poi dei possibili acquisti saltati: per Krasic la valutazione del Cska sfiorava i venti, per Dzeko non ne sarebbero bastati più di trenta. Quando arriva a vendere, invece, la Juve trova grandissime difficoltà: certo, gli ingaggi pesanti non aiutano, ma rimango convinto che dalle partenze poteva incassare di più. Poulsen se n’è appena andato al Liverpool per poco più di cinque milioni, Tiago se ne potrebbe andare all’incirca per la stessa cifra. Se a comprare fosse la Juventus, sono sicuro che la loro valutazione avrebbe sfiorato i dieci milioni. Lo stesso accadrà per Diego, che partirà, ormai è certo, e lo farà per una cifra irrisoria rispetto a quella suo acquisto: sei o sette milioni in meno, e non credo che nonostante un’annata sciagurata (per tutti, però), la valutazione di un 25enne possa scendere di così tanto.
Ecco, stavolta c’è da arrabbiarsi sul serio. Cioè, almeno io mi arrabbierò tantissimo se succederà. La Juventus, a quanto pare, starebbe per cedere Diego al Wolfsburg. Lo facesse per arrivare a Dzeko potrei anche chiudere un occhio, invece no, il centravanti bosniaco non sarebbe coinvolto nell’affare. Il brasiliano ceduto, dopo appena un anno disgraziato per tutti, per circa 18 milioni: dalla Germania ne offrono 15, la Juventus non ne vuole meno di 20. Una pessima mossa: Diego fu pagato 25 milioni appena un anno fa e credo ancora che sia un ottimo giocatore. Certo, per il 4-4-2 di Delneri è un po’ troppo centrocampista rispetto alla seconda punta che ci vorrebbe (ovvero un Del Piero con dieci anni in meno), ma in quel ruolo si potrebbe comunque adattare.
L’alternativa sarebbe Iaquinta, forte ma non eccezionale nel gioco aereo, oppure accoppiare le due torri Amauri-Trezeguet, e qua addio varietà di soluzioni offensive, oppure affidare la maglia da tiutolare ancora a Del Piero, che ormai ha 36 anni. E’ uscito il nome di Giuseppe Rossi, che comunque non si muove per meno di 15 milioni: a quel punto mi tengo Diego, senza nessun dubbio. La Juventus sta mettendo da parte un tesoretto: con le cessioni di Camoranesi, Tiago, Poulsen e Grosso risparmierà sugli ingaggi ed incasserà una come minimo una dozzina di milioncini. Potrebbero bastare, ed invece no, serve anche la cessione di un talento come Diego, valutato poco più di Martinez, tra l’altro. Una sconfitta anche per lui: a 25 anni il conto in banca non soffrirà, ma ripartirà dal punto più basso tra tutte le squadre europee per le quali ha giocato. Ma forse, dietro alla cessione del brasiliano, c’è qualcosa: in realtà è un’astuta mossa per arrivare a Barzagli.
Rimarrò sempre dell’opinione che se un portiere si fa infilare sul suo palo da una punizione calciata da 35 metri è sempre colpa sua. Se metti la barriera devi stare poi dall’altra parte della porta, sennò succede che fai il mezzo passo e uno come Del Piero ti frega. Ma d’altra parte stiamo parlando del portiere degli Shamrock Rovers, con tutto il rispetto possibile per la squadra irlandese. Onore agli avversari della Juventus, che hanno onorato una partita che oggettivamente aveva poco da dire, aiutati da un clima che ha fatto temere la
sospensione della gara. Più pallanuoto che calcio nel primo tempo, quasi calcio nel secondo, dove effettivamente si è vista di più la differenza tra le due squadre. Bene Del Piero, decisivo, ancora fuori dal gioco Diego, che è e sarà sempre meno attaccante del capitano. Amauri ha lottato, ma stavolta non ha segnato: comunque è stato tra i migliori. Per quanto riguarda le fasce laterali, che saranno il vero ago della bilancia della stagione bianconera, sottotono Pepe, che sembra avere un bel cross, meglio Lanzafame, se non altro più volenteroso. Il suo problema è che non cerca mai il fondo, ma tende sempre ad accentrarsi. Come avrebbe fatto Giovinco, insomma, ceduto in prestito proprio al Parma, da dove arriva Lanzafame. Adesso per la Juventus c’è lo Sturm Graz: aumenta la difficoltà dell’impegno, meglio così.
Quando si dice che la salute è tutto. Alla Juventus cambiano i giocatori, cambia la dirigenza, ma da quel punto di vista è sempre la stessa musica. Musica decisamente pessima: si sono già infortunati Manninger e Iaquinta. Se quello del portiere austriaco, destinato ad essere secondo e poi terzo con Buffon (operatosi per non farsi male mai più), è uno stop che non preoccupa, lo fa decisamente di più quello dell’attaccante,
perchè dopo un anno passato in infermeria ha ricominciato la stagione allo stesso modo. Un infortunio di Iaquinta non dovrebbe essere grave per una squadra come la Juve, se fosse una Juve vera: ma questa è ancora in costruzione e non è detto che in avanti arrivi qualcuno. Questa squadra è destinata a fare (purtroppo) grande affidamento su Iaquinta e non è un buon segno in generale, se parte rotto è ancora peggio. Nei primi giorni di ritiro si era fatto male anche Del Piero, ma è stata una cosa da poco. Si trovava a Pinzolo. Iaquinta, invece, ha avvertito il riacutizzarsi di un problema patito al Mondiale mentre si allenava a Vinovo: l’ennesimo indizio che Capello, quando lì non voleva stare, forse non aveva tutti i torti. Chi ben comincia è a metà dell’opera: ecco, per questa Juve l’inizio è già in leggera salita.
Mancano circa quaranta giorni all’inizio del campionato, normale che si stia attraversando una fase in cui ci sono più voci che fatti concreti. Il caldo, poi, non aiuta a riflettere: anzi, sono convinto che proprio il caldo abbia già giocato brutti scherzi, in particolare a Marotta, che per me (modestissimo parere) ha già sp
eso troppo per dei giocatori mediocri, o comunque non all’altezza del valore loro attribuito. Spero di sbagliarmi, sia chiaro, ma le operazioni Pepe-Martinez hanno prosciugato le casse bianconere ed adesso la Juve, prima di comprare, deve vendere. Non solo elementi palesemente in esubero o che hanno fatto il loro tempo, ma anche giocatori che potrebbero essere utili. Ovviamente sto parlando di Diego: non si diventa brocchi in una stagione, soprattutto in una nata male e finita peggio per tutta la squadra. Non ha senso vendere il fantasista brasiliano per arrivare a Dzeko, per esempio. E potrebbe succedere. E’ in partenza, invece, Giovinco, anche se la formula della cessione garantirebbe un eventuale ritorno alla base. Anche in futuro, però, vedo improbabile un Giovinco titolare nella Juventus. Non mi si venga a dire che si tratta dell’ennesima “vittima” di Del Piero: massimo rispetto per il suo talento, ma non mi è mai sembrato all’altezza. Senza ironia… sono alto come lui! Che provi a fare il salto di qualità a Bari, allora, portando qualche milione utile alla causa bianconera. Ventura sogna di averlo in squadra, lui potrebbe giocare finalmente titolare. Poi si vedrà.
Solo un extracomunitario, e non è detto che arrivi davvero uno dei due. In casa Juventus c’è da decidere come provare ad occupare quel posto: la pista Krasic si è notevolmente raffreddata e Marotta ha ammesso che tra lui e Dzeko, la Juventus punterebbe sul centravanti. Certo, credo lo farei anche io, ma i due non hanno lo stesso prezzo. La società bianconera potrebbe anche farcela a sorpassare la concorrenza, ma ho l’impressione che per farlo dovrebbe inserire come contropartita Diego che, nonostante gli attestati di sti
ma, non è così sicuro di rimanere. E cedere il brasiliano sarebbe per me un grande errore: continuo a ritenerlo uno dei giocatori più forti che la Juve poteva inserire in rosa in questi anni di basso profilo. Meglio non privarsene. Tutto su Dzeko, dunque, ma ne vale la pena, soprattutto in vista del resto del mercato? Se non vende qualche pezzo forte, la Juve può fare cassa, ma non troppo. Più che altro, può alleggerire nettamente il monte ingaggi, quello sì. Ma svenandosi per la punta bosniaca come farebbe poi a completare il resto della squadra? Perchè, in fondo, sulle fasce mancherebbe ancora molto, sia in difesa che a centrocampo. L’impressione è che per Marotta la strada sia ancora lunga. Dzeko sembra fisicamente mostruoso e tecnicamente ben dotato, mi piacerebbe vederlo in attacco nella mia squadra, ma costa troppo per questa Juve che ha già speso troppo. Il mercato è ancora lungo, e io ci andrei con qualche soldo in più in tasca.
