Adeus, Leo

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Ce ne ha messo di tempo Leonardo a capire che lui e Berlusconi sono incompatibili. Se ne andrà a fine anno, e lo farà sbattendo un po’ la porta. Le sue dichiarazioni, infatti, nascondo amarezza, ma anche qualche accusa al proprioetario del Milan. Non si sono mai trovati, i due. Fin dall’estate, e che Leonardo si sentisse meglio dietro una scrivania piuttosto che sopra una panchina era chiaro a tutti: allora, perchè hanno pensato a lui per il dopo-Ancelotti? Le vie del calcio sono infinite. C’è di più: per il dopo Leo-sembra che sia fatta per Galli: d’altra parte, per la serie “il Milan ai milanisti” ci sono poche alternative. Tassotti, una sorta di surrogato di Ancelotti, non vuole fare il primo allenatore, ormai è evidente. Tornando su Leonardo, credo che il brasiliano abbia fatto pure troppo, con la squadra che si ritrovava: tolti pochi elementi, a tratti gli uomini a disposizione erano oggettivamente inadeguati per i sogni di gloria. Rimontando ed avvicinando l’Inter aveva compiuto un’impresa, emulato poi dalla Roma, anche ha ancora qualche speranza. Nonostante i rispettivi calciomercati piuttosto deludenti, però, Ranieri ha a disposizione una squadra migliore. Una formazione con Favalli difensore centrale (a volte sostituito da Oddo) non può avere grandi obiettivi senza prendere in giro i soi tifosi. Dunque, via Leonardo, forse al Flamengo: in fondo, sempre di rossonero si tratta.

Milan quasi fuori

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Il Milan inciampa sul terreno che di solito gli è più congeniale, ovvero quello europeo. Rossoneri in palla ma poco concreti, Manchester United spietato. Sintesi sommaria ma direi sufficiente della partita. Il Milan non sarà più quello di qualche partita fa, ma non avrebbe assolutamente meritato la sconfitta. Per passare ai rossoneri servirà una vittoria con due gol di scarto, eventualità già difficile in ogni sfida europea, figuriamoci all’Old Trafford. La differenza tra il Milan e lo United sta nelle amnesie che hanno colto la difesa schierata da Leonardo: a volte te le puoi permettere, ma non se l’avversario ha come centravanti Rooney, soprattutto il Rooney 2009/2010. Un giocatore che non vive più all’ombra di Cristiano Ronaldo e che, dopo anni in cui correva, si sbatteva e segnava sì, ma con cifre da buona punta, in questa stagione tiene medie da fuoriclasse assoluto. Dei campi da calcio e non dei banconi dei pub, come il fisico suggerirebbe. Questo inglese grassoccio è, ora come ora, uno dei migliori giocatori del pianeta, non sarà bello da vedere, ma la butta dentro come pochi. Dida lo sa e anche la difesa rossonera dovrà tenerlo a memoria, se il Milan vorrà provare a ribaltare il risultato al ritorno.

Ride Ronaldinho, ride il Milan

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Allora è vero che non era finito e che può essere ancora determinante. Io al Ronaldinho brocco non ho mai creduto, a dire il vero. Ci vorrebbe più memoria sportiva. Gli erano bastati due anni bui per essere dimenticato, ma nel 2006 era considerato il più forte giocatore del Mondo, di sicuro il più spettacolare. A Barcelona aveva steccato solo l’ultima stagione, anche per colpa degli infortuni. Prima, giocate spettacolari e una media-gol da attaccante vero. In pratica, un videogioco in carne ed ossa. Il suo arrivo al Milan nell’estate del 2008 aveva sollevato molte perplessità, di sicuro il suo abbigliamento non lo aveva aiutato. Kakà gli faceva ombra, questo è poco ma sicuro, ed ora che il brasiliano buono (lui è sicuramente il brutto, per il cattivo si vedrà) se n’è andato a Madrid, Ronaldinho è libero di giocare, anche grazie al modulo che Leonardo ha scelto d’accordo con i giocatori, si dice. Roba da Democrazia Corinthiana, quasi. Il Milan corre veloce, l’Inter è lì e vede i rossoneri dallo specchietto. Nella settimana che porterà al derby non mancheranno le polemiche, che sono già iniziate per la questione dei recuperi. Stracittadina da vincere, così come il recupero: il Milan pensa già da primo della classe. Gioca bene e nessuno si risparmia: oltre al Gaucho, infatti, il simbolo di questa rinascita rossonera è Borriello, un altro da lode. Si sbatte, fa a sportellate, corre, ci crede, si procura un rigore e trova il tempo per un gol da cineteca. L’Inter è avvisata.

Milan in confusione

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Due giornate e c’è già il sospetto che mettere Leonardo sulla panchina del Milan sia stato solo un modo che Berlusconi ha trovato per fare la formazione, o almeno per permettersi certe ingerenze. In fondo, uno dell’ambiente rossonero, vuoi per riconoscenza o per amicizia, sarà portato a tollerare maggiormente i continui consigli del presidente. Siamo a inizio settembre e già Berlusconi ha indicato a Leonardo la via del rombo: prima con Ronaldinho vertice alto, poi con il brasiliano seconda punta, visto l’invito a schierare Seedorf. Ironia della sorte, dopo un brillante esordio a Siena, nel derby Ronaldinho è stato impalpabile e Seedorf è stato protagonista nel grottesco episodio dell’infortunio ed espulsione di Gattuso. E poi, ceduto Kakà, il Milan rimane sempre competitivo, anzi, resta il club più competitivo (d’altra parte è quello più titolato al mondo)… Forse Berlusconi sta un po’ esagerando: i tifosi rossoneri, benchè riconoscenti, iniziano a sentirsi presi in giro. Tuttavia ci ha pensato Galliani a rassicurarli: “Non c’è da fare nessun processo. L’umore della squadra non è al massimo, ovviamente le squadre dipendono sempre dai risultati, ma io rimango fiducioso perchè credo di avere una squadra importante in tutti i reparti. Leonardo non è in bilico: siamo una società che storicamente ha esonerato pochissimi tecnici”. Facendo un po’ di ironia direi che è ovvio: come si fa ad esonerare il presidente? Pezzo forte della conferenza stampa, l’annuncio che, grazie alla risoluzione del contratto di Viudez, adesso il Milan potrò acquistare un giocatore extracomunitario (Hernanes?). Peccato che una società con le idee chiare non avrebbe mai tenuto Viudez (e Cardacio) in rosa tutta l’estate, considerando che aveva già ritardato l’esordio di Thiago Silva. Comprare un giocatore a gennaio, se valido, potrà solo giovare al Milan, ma sono dell’opinione che, se c’è da operare sul mercato, meglio farlo d’estate, a stagione, magari, non compromessa.

Se salta Cissokho…

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

L’affare Cissokho per il Milan rischia di diventare un vero problema, ai limiti del grottesco. Se prima sarebbe stato riscontrato un problema ai denti, adesso ce ne sarebbe un altro al pube, ma forse anche all’apparato respiratorio. Insomma, il Milan si voleva rinnovare ed invece inizia subito nel solco della continuità: dopo i malanni di Dida, Nesta e Senderos (tutti con acciacchi da ospizio, mica da Serie A), ecco un nuovo acquisto che, secondo le ultime news, sembra già da rottamare. Ma non tutti i mali vengono per nuocere: i rossoneri potrebbero infatti chiedere uno sconto, anzi un maxisconto. Si parla in pratica di un prestito gratuito, magari con prezzo del riscatto già fissato e ribassato. Al Porto non sembrano fare salti di gioa e al Milan già si guardano intorno nel caso l’affare dovesse saltare: si fa di nuovo il nome di Maxwell, brasiliano e stimato da Leonardo. Cissokho, nel frattempo, si sente in una botte di ferro: ”Ho fatto un primo esame da cui è emerso un problema ai denti, poi ne ho sostenuto un secondo, più approfondito, che ho superato. Non si tratta di nulla che non possa essere risolto in poco tempo. Ho firmato il pre-contratto e ora parto per le vacanze in Senegal. Andrà tutto bene“. Può darsi che tutto, alla fine, si risolva in una bolla di sapone. Ma se questa doveva essere la nouvelle vague rossonera, beh, sa già di vecchio…

Milan Crack

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Da altre parti del mondo si fanno meno ritiri, si fanno allenamenti più leggeri, etc etc, mentre da noi bisogna spremere i muscoli, perchè pare che così si ottengano buoni risultati, ma più che altro i giocatori tendono a farsi male, invece di arrivare in fondo alla Champions. A tal proposito, una clamorosa notizia filtra da Milanello. Il fondatore e responsabile di MilanLab, Jean Pierre Meersseman, sfinito da polemiche, pressioni interne e critiche esterne, vorrebbe lasciare l’incarico. Peccato, perchè aveva fatto un sacco di cose buone in questi anni. Sì, per le altre squadre. La società preme perché resti al suo posto. In fondo Milan Lab è stato dal 2002 uno dei fiori all’occhiello della società rossonera, insieme al fatto di essere la squadra più titolata al mondo (cosa, peraltro, largamente opinabile). A questo punto a Braida e Galliani non rimane altro che affrontare questa spinosa situazione. Fossi in loro, lo lascerei andare e chiuderei tutto, magari a doppia mandata. Quest’anno dalla parti di Milanello è stata un’ecatombe, così come a Vinovo e Trigoria. Insomma, il Milan, per avere gli stesi numerosi infortuni di Juventus e Roma, non ha certo bisogno di un laboratorio speciale. Ecco cosa dice la pagina ufficiale: L’obiettivo di Milan Lab è ottimizzare i risultati della squadra attraverso una metodologia volta a migliorare le prestazioni degli atleti, a prevedere il rischio di infortuni, e quindi a supportare il processo decisionale dello staff tecnico e del management del Club nella gestione delle risorse umane. La metodologia di MilanLab è finalizzata alla tutelare il benessere psicofisico del singolo calciatore. L’integrità psicofisica dei campioni è il patrimonio più prezioso di una società di calcio. Da ciò dipende il rendimento sul campo della squadra, e quindi il successo sportivo ed economico della Società. Si, è ora di chiudere tutto.