Vista sulla ventritreesima

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Provaci ancora, Zac! E’ questo il pensiero dei tanti tifosi della Juve che stasera assisteranno (più alla tv che allo stadio, ovviamente) all’anticipo serale tra i bianconeri e il Livorno. Serve una vittoria per uscire dalla crisi, anche se tre punti non sarebbero certo la panacea di tutti i mali. Contro la Lazio si sono visti dei progressi, ma la Juve è ancora una squadra che non punge. Probabile il varo della difesa a 3, in puro stile zaccheroniano. Il Livorno viene da un ottimo pareggio a San Siro contro il Milan: segno che i labronici non hanno paura delle grandi, e comunque non è detto che la Juve lo sia. Tra l’altro, i bianconeri seguiranno con attenzione anche il match delle 18 tra Palermo e Parma, dato che sono a pari punti con i rosanero. La domenica di campionato, invece, cosa ci riserva? Il Napoli va a Udine: Mazzarri è ancora imbattuto, ma l’Udinese, che arranca ad un punto dalla B, venderà cara la pelle. Impegno non facile anche per l’Inter, che affronta il Cagliari, una delle squadre che pratica il miglior gioco in Italia, ma i nerazzurri avranno dalla loro anche il fattore campo. Torna Eto’o, a fargli posto Balotelli, che, oltre a soffrire la concorrenza del neoacquisto Pandev, ha trovato in settimana anche il modo di farsi redarguire da Mourinho. Il Milan, invece, è di scena a Bologna, sul campo di una squadra certo non bella, ma che nelle ultime settimane sta facendo bene, a differenza dei rossoneri, che dopo aver sperato nell’aggancio all’Inter, hanno subito quello da parte della Roma, anche se i giallorossi hanno una partita in più. A proposito, la squadra di Ranieri sarà la protagonista del posticipo di domani. Fiorentina-Roma promette spettacolo: i capitolini hanno ingranato la quinta, i toscani cercano punti per l’Europa.

Josè Mourinho Show

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Non si sa se l’Inter avrebbe vinto anche in sette, di sicuro c’è riuscita in dieci e poi in nove. Al di là dell’ennesimo Josè Mourinho Show, i nerazzurri si sono dimostrati troppo forti, anche per bel Milan dell’ultimo periodo, che è andato subito in svantaggio e che poi ha provato a reagire, inchinandosi poi alla punizione di Pandev del 2-0. Mourinho è bravo, ma di sicuro è anche fortunato: stava per sostituire il macedone, lo ha tenuto in campo per fargli battere il calcio piazzato e lui, che non è uno specialista, lo ha trasformato in gol. Insomma, se fosse stato un generale, Mourinho sarebbe sicuramente piaciuto a Napoleone. Per il Milan sembra proprio che contro l’Inter non ci sia possibilità: sotterrato di gol all’andata, stavolta poteva provare l’aggancio virtuale, ma non ce l’ha fatta ed il campionato è tornato saldamente in mani interiste. Gravissima l’ingenuità di Abate che ha regalato l’1-0: una squadra che vuole vincere lo scudetto queste cose non può permettersele. Se la Roma ieri ha allungato sulla Juventus, ieri lo ha fatto anche il Napoli che, guidato da Mazzarri, livornese, ha vinto anche in terra labronica, seppur con qualche affanno. La Juve, in caduta libera, ha subito anche il sorpasso da parte del Palermo, spettacolare nella vittoria sulla Fiorentina, e potenzialmente potrebbe anche essere dietro al Cagliari, che deve recuperare una partita. “Rocky” Ferrara è ancora in sella, ma solo perché mancano le alternative.

Derby Polemica

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E’ sempre bello quando ci si prepara ad una grande partita senza nessuna tensione, senza l’ombra di polemica, giusto con la voglia di superare l’avversario in campo come sta succedendo per il derby di Milano, in programma il prossimo fine settimana. Tra magheggi made in Galliani ed allusioni Oriali doc, non poteva mancare la solita battuta di Mourinho, che con tanti assenti vorrebbe giocare la partitissima del week end ad aprile. Più facile che nel frattempo Moratti gli compri Julio Baptista, Ledesma e Kolarov. Detto ciò e lasciando da parte l’ironia, in effetti le cose si potevano fare con più discrezione, oppure non farle. Chiedere il rinvio si può, ci mancherebbe, però così la faccenda puzza e fa pensare male. Oppure bene, oppure in maniera naturale è normale che Galliani in Lega goda ancora di grande potere. Forse è meglio così: entrambe le squadre arriveranno al derby nelle migliori condizioni. D’altra parte si potrebbe decidere gran parte del resto del campionato: giusto così. Milano si godrà una super partita, che forse in questo momento vede favorito il Milan. Chi l’avrebbe detto dopo la lezione di calcio impartita dall’Inter ai rossoneri alla seconda dell’andata? Fu impressionante. Adesso a impressionare è il Milan. L’Inter spesso si ritrova a dover rimontare. Se stavolta andasse sotto, potrebbe essere difficile rimettere in piedi la partita…

Ride Ronaldinho, ride il Milan

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Allora è vero che non era finito e che può essere ancora determinante. Io al Ronaldinho brocco non ho mai creduto, a dire il vero. Ci vorrebbe più memoria sportiva. Gli erano bastati due anni bui per essere dimenticato, ma nel 2006 era considerato il più forte giocatore del Mondo, di sicuro il più spettacolare. A Barcelona aveva steccato solo l’ultima stagione, anche per colpa degli infortuni. Prima, giocate spettacolari e una media-gol da attaccante vero. In pratica, un videogioco in carne ed ossa. Il suo arrivo al Milan nell’estate del 2008 aveva sollevato molte perplessità, di sicuro il suo abbigliamento non lo aveva aiutato. Kakà gli faceva ombra, questo è poco ma sicuro, ed ora che il brasiliano buono (lui è sicuramente il brutto, per il cattivo si vedrà) se n’è andato a Madrid, Ronaldinho è libero di giocare, anche grazie al modulo che Leonardo ha scelto d’accordo con i giocatori, si dice. Roba da Democrazia Corinthiana, quasi. Il Milan corre veloce, l’Inter è lì e vede i rossoneri dallo specchietto. Nella settimana che porterà al derby non mancheranno le polemiche, che sono già iniziate per la questione dei recuperi. Stracittadina da vincere, così come il recupero: il Milan pensa già da primo della classe. Gioca bene e nessuno si risparmia: oltre al Gaucho, infatti, il simbolo di questa rinascita rossonera è Borriello, un altro da lode. Si sbatte, fa a sportellate, corre, ci crede, si procura un rigore e trova il tempo per un gol da cineteca. L’Inter è avvisata.

Pazza davvero

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Ho sempre sentito dire che i campionati si vincono con le piccole, che se si centra la vittoria giocando male è un buon segno e che se si portano a casa certe partite è positivo. Ergo, in casa nerazzurra dovrebbero essere euforici, ma invece sospetto che non sia così. Sì, i tre punti sono arrivati e il campionato è di nuovo chiuso a doppia mandata (se avesse perso e il Milan avesse superato stasera la Juve, chissà…), però c’è poco da stare allegri. I campionati si vincono con le piccole e l’Inter lo farà, però prenderne 3 in casa dal Siena non è confortante. Ha vinto pur giocando male? Vero, ma il Siena non è che stava facendo catenaccio, anzi, è andata a San Siro a fare la partita. Se si portano a casa certe vittorie è un buon segno? Ecco, questo sì. Perchè quando a un minuto dalla fine sei sotto di una lunghezza e poi rimonti vuole almeno dire che hai carattere. In più, le forze in campo non erano esattamente le stesse. Il calcio è strano, non sai mai cosa ti riserva, ma l’Inter che ieri sera ha superato a fatica il Siena non sembra in grado di fare molta strada in Europa. Perchè certe amnesie non se le potrà permettere, perchè difficilmente la difesa del Chelsea lascerà un uomo libero in area nei minuti di recupero e perchè non ci sono sempre portieri che sul loro palo prendono gol da trenta metri.

C’è il vero derby d’Italia?

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La Serie A è già arrivata al giro di boa: l’Inter è già campione d’inverno e sembra avviata a vincere l’ennesimo scudetto, ma dietro a lei può succedere davvero di tutto. Con ogni probabilità, poi, questo turno sorriderà ai nerazzurri, visto che il posticipo di domani è Juventus-Milan, ovvero la terza contro la seconda in classifica. Match come sempre molto atteso, mette di fronte le due squadre più blasonate d’Italia, che però anche quest’anno si trovano piuttosto indietro rispetto all’Inter. Il Milan viene dal trionfo sul Genoa, la Juve dalla ritrovata vittoria ai danni del Parma. Per i bianconeri conquistare i tre punti vorrebbe dire uscire dalla crisi in cui erano sprofondati, ma i rossoneri non vogliono perdere altro terreno dai cugini nerazzurri: partita da 1X2 e dal pronostico incerto, considerando anche le numerose assenze da entrambe le parti. L’Inter, come accennato prima, ospita il Siena, dunque i tre punti sono decisamente alla portata. Nell’anticipo che alle 18 apre la giornata la Roma, col dente avvelenato dopo aver buttato via una vittoria a Cagliari, aspetta all’Olimpico il Chievo per potersi rifare e continuare la corsa alla Champions League. Adesso però, davanti a lei c’è il Napoli, che ha preso un ritmo da scudetto e che ha ambizioni importanti. Per i partenopei c’è la Sampdoria, una squadra che era partita a razzo ma che poi col passare delle giornate sembra aver finito la benzina. Un po’ a sorpresa è un match d’alta classifica anche quello che vedrà opporsi Fiorentina e Bari, mentre Udinese e Lazio, due squadre che erano partite con ben altre ambizioni, si troveranno di fronte e dovranno far punti per non essere risucchiate verso la zona retrocessione.

Dalla parte di Balotelli

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Non l’avrei mai detto, ma stavolta, per quanto la mia opinione possa contare, sto con Balotelli e sono d’accordo con Moratti, che non ha accolto affatto bene i 7.000 euro di multa comminati alla punta dell’Inter per avere applaudito provocatoriamente il pubblico di Verona durante la partita di domenica, al momento della sua sostituzione. “E’ una decisione ridicola, la impugneremo subito. Sembra un po’ una ripicca. Ricorrere contro questa decisione è inevitabile. Balotelli non ha fatto assolutamente niente. E’ stata una reazione umana più che comprensibile”. Ironia della sorte, all’Inter anche una multa per cori razzisti indirizzati a Luciano. Non mi pare che Balotelli abbia fatto chissà che per meritarsi questo provvedimento: non credo che un semplice applauso possa scaldare più di tanto gli animi dei tifosi. In giro si vede certamente di peggio, e magari lo stesso Balotelli ha fatto cose peggiori, tipo la linguaccia verso i tifosi della Roma. Moratti rincara la dose: “E’ una cosa strana ma mi aspetto il solito genere di risposta: le sanzioni vengono prese in base a ciò che viene riferito al giudice. Nella vicenda di Balotelli mi preme sottolineare che tutto quello che è stato detto su di lui non è vero, perchè sta passando un concetto pericoloso, ovvero Balotelli sia un rompiscatole”. Ecco, se prima potevo essede d’accordo con Moratti, su questo proprio ritengo di poter dissentire.

Torna Bettega, servirà?

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Oggi è il giorno di Roberto Bettega. Fossimo stati trenta anni fa, la Juve avrebbe appena acquistato una grande punta. Purtroppo, nel 2009, i bianconeri apportano solo un’aggiunta all’attuale dirigenza: sarà infatti il vice direttore generale. In pratica il vice di Blanc, gran lusso. Proprio il dirigente francese parla del ritorno di Bettega come di “una decisione strategica, con lui l’accordo è di almeno 30 mesi. Con lui rinforziamo ancora di più la nostra organizzazione a livello sportivo. Avrà deleghe e poteri giusti per tutta l’area sportiva. E’ una testa in più per ragionare, per continuare a fare volare alta la Juventus”. Beh, che ne sappia di calcio più di Blanc è poco ma sicuro, che basti uno lassù per invertire la rotta è tutto da vedere. Tra l’altro io non sono nemmeno questo grande detrattore di Blanc: in fondo, in campo ci vanno i giocatori ed in campo li mette l’allenatore. Dopo un paio di sessioni di mercato deludenti, quest’anno i dirigenti sembravano aver fatto un discreto lavoro. L’unica colpa che mi sento di imputare a Blanc e soci, stavolta, è la scelta di Ferrara. Lo so, non è poco, ma la squadra, per me, c’è. Ah, ultima cosa: in questi giorni ha fatto scalpore (ma nemmeno così tanto) l’intervista fatta da Blanc in cui diceva che nel 2004 Elkann gli chiese di entrare nella Juve… ecco: io non ho mai creduto alla tesi del complotto interno.

Juve, discesa senza fine

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Ormai non mi arrabbio nemmeno più. Se una stagione è destinata ad andare male, c’è poco da fare. Non c’è davvero nulla che vada in questa Juventus: dirigenza, allenatore e il suo staff, giocatori. Nulla. A questo punto rivaluto la stagione 98/99, quella dell’infortunio di Del Piero, della fine del ciclo di Lippi, dell’arrivo di Esnaider. Dal punto di vista prettamente tecnico-tattico, mai visto la Juve giocare così male. Che poi anche usare il termine “giocare” può risultare improprio, dato che di solito non si vedono tre passaggi di fila. I problemi sono atletici, perchè tutti corrono più dei bianconeri, ma soprattutto di testa: pensiamo a Felipe Melo, semplicemente imbarazzante. C’è chi critica Ferrara per averlo tolto dopo trenta minuti. Ecco, io credo che sia stata l’unica cosa giusta che ha fatto. Si è reso conto di aver sbagliato a metterlo in campo ed ha rimediato all’errore. Anche se, a dire il vero, sarebbe stato da togliere anche Tiago: era un cadavere (anche più del solito) ed aveva pure causato scioccamente il rigore. Cannavaro è un ex difensore che solo in coppia con Chiellini talvolta riesce a risultare affidabile, Grosso passeggia e non crossa, pensare ad Amauri ai Mondiali è uno scempio e Del Piero, duole dirlo, probabilmente è finito. Almeno Caceres ci mette la voglia di fare qualcosa, così come Marchisio, che però aveva perso la testa ed andava espulso per quell’intervento a forbice e ovviamente Salihamidzic, che ci mette sempre il cuore. Sono cose fritte e rifritte lo so. Vogliamo dare attenuanti? In minima parte il campo, che ha azzerato le differenza tecniche tra le due squadre. Sempre che ce ne siano.

Non gioco più…

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Come non detto. La Juventus tira un sospiro di sollievo: Camoranesi dovrà star fuori “solo” due mesi. Oltre alla Juve, anche Lippi sarà soddisfatto…ah già, sono la stessa cosa. Battute mal riuscite a parte, oggi mi vorrei dedicare ad un caso umano che mi sta molto a cuore, cioè Arnautovic. Ora, che fosse il nuovo Ibrahimovic era già da dimostrare in partenza, anche se quando arrivò in Italia l’attuale punta del Barcelona non era forte come adesso. Tecnicamente forte, ma per niente cattivo sotto porta e quasi incapace di imprimere forza al pallone nonostante la mole. Poi è migliorato, sotto tutti i punti di vista e credo che, essenzialmente, sia successo per via genetica ma anche per il fatto di allenarsi e giocare contro campioni in competizioni di livello. Ad Arnautovic questo non è stato permesso. Ha ancora venti anni, certo, ma essere trattato come l’ultimo degli aggregati dalla Primavera non deve essere il massimo. C’è la nota storia delle presenze per l’acquisto obbligatorio, ma almeno fargli vedere il campo… Arnautovic lo avevo comprato giocando a Football Manager: lì non diventava un fenomeno e, crediateci o no, quel videogioco si sbaglia poche volte. Ma non credo nemmeno che sia così inutilizzabile, soprattutto a gennaio, quando Eto’o se ne andrà in Coppa d’Africa e l’Interavrà una necessità a quanto pare impellente (e tuttavia incomprensibile) di comprare una punta per farle giocare tre o quattro gare.