Un campionato che sembrava già scritto e che invece si risolverà oggi, all’ultima giornata. Trentotto partite per decidere il vincitore. La favorita c’è, in virtù dei punti di vantaggio e della rosa più forte. Ovviamente è l’Inter, che con ogni probabilità si aggiudicherà il suo quinto scudetto di fila. La Roma ha quasi compiuto l’impresa, era passata in t
esta, poi non ce l’ha fatta a tenerla. L’ha condannata Pazzini, l’uomo che ha deciso tutto. Sia chiaro: mancano ancora novanta minuti e tutto può ancora accadere, ma il match point è, per così dire, troppo comodo per sbagliarlo. Il calcio è imprevedibile, si sa, ma il Siena può essere solo uno sparring partner e, nonostante le recenti polemiche sull’asse Oriali-Mezzaroma, il campionato in tasca sarà l’aperitivo per la sfida di Champions League. In più, non è assolutamente detto che la Roma sbanchi il Bentegodi: il Chievo ha dato del filo da torcere all’Inter giusto domenica. In ogni caso, onore ai giallorossi: chi l’avrebbe detto nove mesi fa? Una squadra allo sbando, presa per mano da un tecnico che mai in carriera si era trovato così in alto, e che ha sognato il suo quarto alloro. Il resto delle partite non conteranno niente, e due le hanno fatte giocare ieri per motivi di ordine pubblico. Inter e Roma. Comunque vada, per loro due è stata una stagione da applausi.
Le comiche. Oriali fa la vittima e attacca duramente il presidente del Siena Mezzaroma, forse poco rassicurato dal suo cognome, chissà. Fatto sta che sono state queste le sue parole: “Noi abbiamo motivazioni importanti, vogliamo continuare a vincere però è stato un pò surriscaldato l’ambiente e se ne poteva fare a meno. Andiamo ad affrontare una squadra che è già retrocessa ma, stando alle dichiarazioni
del suo presidente, diventa una partita delicata: lui ha dichiarato che avremo gli occhi del mondo addosso, che tutti guarderanno Siena-Inter, ma aggiungo che sarà così anche per le dichiarazioni che ha fatto e che poteva risparmiarsi”. Facendo un passo indietro, quello a cui si riferisce Oriali è in pratica il fatto che Mezzaroma aveva paragonato Mourinho a Moggi: “Mi spiegò che in certi momenti di una stagione agonistica la pressione è tale che c’è bisogno da parte dell’allenatore o di qualche dirigente di una dichiarazione sopra le righe per togliere tensione alla squadra. A distanza di tanti anni Mourihno mi sembra che confermi in pieno gli insegnamenti di Moggi”. Dunque è colpa di Mezzaroma se tutti gli occhi saranno rivolti verso Siena? Certo, certo. Non era stato l’allenatore dell’Inter a parlare di “premi a vincere” da parte della Roma? Suvvia, un po’ di buonsenso, ogni tanto.
Dopo aver vinto un derby azzeccando cambi “delicati”, Ranieri non è riuscito a fare lo stesso contro la Sampdoria. Dopo essere passata in vantaggio, la Roma non ha chiuso la partita ed ha subito la rimonta. L’ingresso di Taddei ha infatti aperto il casello sulla fascia sinistra dei genovesi, ed è da lì che è arrivata la sconfitta. Sampdoria in paradiso e Roma in quell’inferno chiamato secondo posto. Ranieri ha provato a vincerla: a conti fatti, uno o zero punti cambiava poco. L’Inter sarebbe rimasta davanti: con gli scontri diretti a favore, adesso i giallorossi devono vincerle tutte e sperare che i nerazzurri ne pareggino una. Basterebbe per il tricolore, ma considerando che i neraz
zurri si troveranno davanti Lazio, Chievo e Siena si capisce come le speranze della Roma siano ridotte al lumicino. La Samp, insomma, si è ripresa il quarto posto dopo che le era stato temporaneamente soffiato dal Palermo, mentre adesso, nonostante i tre punti ottenuti contro il Bari, deve dire addio alla Champions League la Juventus. Lo stesso vale per il Napoli, addirittura bloccato al San Paolo dal Cagliari. Le squadre che andranno in Europa si fermano qua: il Genoa si è fatto superare a domicilio dalla Lazio, che così è praticamente salva e potrebbe non rappresentare un grande ostacolo per l’Inter nella prossima giornata, figuriamoci col rischio di fare un grosso favore ai cugini giallorossi… La Fiorentina, poi, sempre più alle prese con uno spogliatoio in ebollizione, si è arresa mestamente al Chievo. A proposito di toscane, il Livorno saluta la A ed è quasi in B anche il Siena, caduto a Udine. Vittoria vitale per il Bologna, infine, che batte il Parma nel derby emiliano e scaccia l’incubo della retrocessione: per l’Atalanta l’aggancio ai rossoblu sembra pura utopia.
(* ringrazio Lorenzo Mantelli per il titolo)
Per una attimo, il titolo del Il Romanista “Aripijatece” apparso dopo il sorpasso della settimana scorsa è sembrato una gufata pazzesca. Invece, la Roma ce l’ha fatta a rispondere all’attacco dell’Inter ed è tornata in testa a meno di 48 ore dal sorpasso nerazzurro. Due big match che, in un modo o nell’altro, potevano decidere la stagione. La Juventus era partita bene nel derby d’Italia, poi una sciocchezza di Sissoko le ha tagliato le gambe: arroccata dietro, sono finiti presto i rifornimenti per le punte. L’Inter è passata con una prodezza di Maicon, ma dopo aver fallito molto. Ha sofferto per arrivare ai tre punti anche la Roma, passata in svantaggio contro la Lazio: far
lo rinunciando a Totti e De Rossi potrebbe giovare ancora di più al morale della truppa giallorossa. Il “generale” Ranieri, bravo o fortunato, ha scelto la strategia giusta. Il campionato ha comunque emesso due verdetti: il Milan è fuori dalla corsa scudetto dopo essere caduto a Genova. D’altra parte, quando al centro della difesa gioca un onesto ex terzino destro come Oddo e deve affrontare uno dei migliori nel gioco aereo come Pazzini, il gol è sempre nell’aria. La rete-vittoria della Sampdoria è arrivata al 90°, così come il pareggio del Palermo, autore di una rimonta in extremis a Cagliari. Questi due risultati, insieme colpo esterno del Napoli a Bari, ottenuto grazie ad un super-Lavezzi, spingono la Juve sempre più giù. Con tre squadre davanti, troppi punti da recuperare e quattro partite al termine, per i bianconeri la Champions League è pura utopia. In coda, vitale la vittoria dell’Atalanta sulla Fiorentina: i bergamaschi, così, si avvicinano a Bologna e Lazio. Con una squadra che insegue così in forma, può davvero succedere di tutto là dietro.
Ieri il Livorno ha fatto un grandissimo passo verso la retrocessione. A dire il vero è il “coronamento” di un cammino lungo e tortuoso, fatto di esoneri, polemiche e di una rosa oggettivamente inadeguata per la categoria. Il compagno Lucarelli, non me ne voglia, ormai è un grande ex attaccante, Tavano, invece, praticamente non è mai pervenuto. Dei giocatori labronici non so chi sia da A, ma l’impressione è che si
potrebbero contare sulle dita di una mano. Il Livorno mi era simpatico, peccato. Ma diamoci una dimensione internazionale. In questo clima da “The day after tomorrow”, ci pensa un vulcano islandese a mettere in crisi gli spostamenti in tutta Europa. Al punto che il Barcelona, di scena martedì a Milano contro l’Inter, sta facendo il viaggio in pullman. Si fermeranno in quel di Cannes, notte in Costa Azzurra e poi verso la Lombardia per la semifinale di andata. Una cosa d’altri tempi, quando ci si spostava per la strada e non con l’aereo, un tragitto che tra l’altro ho fatto diverse volte, seppur arrivando in Toscana. Una volta con la scuola, due per le vacanze estive. Io, però, più modestamente nel viaggio mi sono fermato a Montpellier e ad Arles. Chissà, magari il Barcelona si fermerà nelle stazioni di servizio e come tanti improvviserà una partita nel parcheggio tra una Rustichella e un Camogli.
Clima rovente dopo le intercettazioni riguardanti l’Inter. L’impressione è che si risolverà tutto in una bolla di sapone, però per avvelenare il clima era proprio l’ideale, in vista del rush finale. Meno sei giornate alla fine del campionato e tutto è ancora in ballo. I nerazzurri sono ancora soli in vetta, ma c’è la Roma che fa sentire il fiato sul collo, il Milan, leggermente più distante, è pronto ad approfittare di eventuali passi falsi. Molto si deciderà fin dall’anticipo serale di stasera: la Fiorentina, che non vuol,e
abbandonare i suoi sogni di Champions, aspetta in Toscana la capolista. Come sfida, mettiamola così, non è delle più facili. Tra l’altro, l’Inter affronterà di nuovo in settimana i viola per la Coppa Italia: insieme all’Europa, altri impegni che potrebbero distrarre e togliere energie in vista della corsa al tricolore. La Roma ha decisamente un impegno più morbido contro l’Atalanta, squadra che comunque cerca punti salvezza, ma vedere i giallorossi in testa domani sera non è utopia. Il Milan, poi, cerca il bottino pieno col Catania in attesa di sviluppi interessanti. Per l’appassionante corsa al quarto posto, il Palermo aspetta il Chievo in Sicilia: i clivensi già sono arrendevoli in generale, figuriamoci in casa dei rosanero… Il match clou di giornata è l’attesissimo derby tra Sampdoria e Genoa, che potrebbe influire sulle sorte di entrambe le squadre nella corsa all’Europa. La Juventus, sempre in crisi ma ancora in corsa nonostante tutto, affronta a Torino il Cagliari, una squadra con il serbatoio vuoto da un pezzo dopo un girone d’andata col turbo. Per i bianconeri i tre punti sono fondamentali. Lo sono anche per il Napoli, che apre la giornata sfidando al San Paolo il Parma già salvo: tre punti decisamente alla portata per Hamsik e soci.
Sembrava dovesse essere il duello tra Inter e Milan quello che avrebbe dovuto decidere il campionato. La trentesima giornata lascia invece intuire che potrebbe non essere così. L’Inter prima soffre la vivacità del Livorno, ma poi lo doma grazie alla qualità dei singoli assicurandosi così tre punti preziosi, perché arrivati contemporanea con la caduta del Milan. I rossoneri disputano un match incolore a Parma, finendo persino
per perderlo e buttando via così tanta fatica fatta per avvicinare l’Inter. Adesso gli uomini di Leonardo sono a -4 dalla capolista, e pensare che pochi giorni fa avevano avuto l’occasione per il sorpasso: niente di definitivo, ma è tutto da rifare. Soprattutto, quella vista a Parma non è una squadra da scudetto. Le potrebbe però dare una mano la Roma, visto che sabato si gioca il match tra i capitoli e l’Inter. In realtà, oltre al Milan i giallorossi darebbero una mano a loro stessi, essendo secondi in classifica. Tre punti conquistati nello scontro di sabato vorrebbe dire -1 dalla cima. E, in caso di vittoria casalinga del Milan sulla Lazio, i rossoneri tornerebbero prepotentemente in corsa. In ottica Champions, mastica amaro il Palermo, che, mentre già pregusta i tre punti, subisce il pareggio contro il Genoa proprio sul fischio finale. Niente fuga per i rosanero, dunque. I palermitani almeno guadagnano un punto sulla Sampdoria, battuta a Bari nella partita del cuore di Cassano, tra l’altro a segno. La corsa per la Champions League riserverà sorprese fino alla fine: sembra non voler però partecipare la Fiorentina, che cade a Catania nei minuti iniziali senza poi essere capace di reagire. Stasera al San Paolo c’è il posticipo tra Napoli e Juventus: i partenopei giocano per non uscire dal giro buono, i bianconeri, avanti di tre punti rispetto agli avversari, sperano di agganciare il quarto posto.
Il Milan, dopo aver perso la possibilità di vincere la Champions League, non si accontenta di potersi ancora aggiudicare il campionato: ha già iniziato a guardare all’anno prossimo. Secondo Sportmediaset.it - e già qua prendo atto che la cosa va presa con le molle - i rossoneri starebbero per concludere l’acquisto di un giocatore sudamericano. Un nuovo Cardacio, Viudez o Mattioni (fate voi)? Macchè. Basta imberbi e d
unque inaffidabili pedatori d’oltreoceano. Meglio andare sul sicuro e puntare su uno di esperienza: Mario Yepes, roccioso difensore in forza da due anni al Chievo. Il colombiano pare ormai nelle mani del Milan, che lo ha scelto per puntellare il reparto arretrato: a suo favore, il fatto di avere il contratto in scadenza. Per il resto, non saprei. Yepes sta facendo bene, per carità, ma si tratta di un giocatore, per così, dire, attempato. Ha già 34 anni e non arriverebbe a Milano per fare il titolare, almeno si spera. Quindi per giocare scampoli di partite in campionato e Champions League, oppure la prestigiosa Coppa Italia. Forse sarebbe meglio affidarsi a qualche giovane, ma dopo Favalli tutti possono sentirsi tali. In più, immaginatevi se il Milan vincesse il campionato: Galliani direbbe che sono a posto così, perchè comprare qualcuno di futuribile? Questa operazione mi potrebbe ricordare un po’ quella che portò Paramatti alla Juve. Indimenticabile. A proposito, per chi fosse interessato al calcio minore, stasera i bianconeri giocano con il Fulham.
Modalità juventino on: da tifoso bianconero toscano, vincere a Firenze mi dà sempre una soddisfazione particolare. In più, se a segnare sono due acquisti discussi come Diego e Grosso, allora i motivi per festeggiare sono anche di più. La Juventus ha ancora problemi di tenuta: gioca a sprazzi, soffre troppo, si fa chiudere dietro, ha amnesie preoccupanti, però la Champions League rimane lì, alla portata. Tanto per avere soldi per fare mercato, mica per vincerla l’anno prossimo, eh: quello non succedeva nemmeno quando la Juve
era una squadra seria… Bene Diego (non era in fuorigioco, meno male), ok anche Candeva, un assist e tante buone idee in mezzo a un po’ di confusione, da censura la coppia De Ceglie-Manninger, duo comico sulla rete di Marchionni. A proposito della Fiorentina, la cosa certa è che se i viola vorranno partecipare alla Champions League l’anno prossimo, dovranno vincerla questa stagione. In serata la partita che potrebbe aver consegnato un’altra fetta di tricolore all’Inter, ovvero quel biscotto involontario tra Roma e Milan: due squadre a cui manca qualcosa per essere davvero competitive. Delle punte decenti, probabilmente. Huntelaar si è mangiato un gol clamoroso, lo stesso ha fatto Ronaldinho, la Roma, invece, nonostante tanta buona volontà, lassù si è fatta vedere poco. A questo punto sta all’Inter allungare di nuovo e spengere ogni residua speranza.
Il campionato a prima vista sembra ancora aperto, peccato che sia in calendario Roma-Milan, che tradotto significa che qualcuno perderà terreno dalla vetta, sempre che l’Inter, sia chiaro, non cada in casa col Genoa. Quella tra giallorossi e rossoneri è il match di cartello che non ti aspetti, seconda contro terza, perché l’inizio stagione di entrambe era stato a dir poco balbettante. Si sono riprese insieme, più o meno, e piano piano hanno risalito la china fino ad annusare l’odore del tricolore. Non troppo forte, però, perché lo scudetto è cucito su strisce nerazzurre e non sembra volersi staccare, almeno per quest’anno. Sognare, tuttavia è lecito, nonostante le due squadre, dopo una rincorsa prodigiosa, sembrino ora in affanno. L’Inter, come già detto, aspetta al Mea
zza il Genoa: all’andata fu una corrida, col toro rossoblu matato senza pietà dalle banderillas interiste. Il Grifone in classifica regge ancora, ma per fare risultato a Milano servirà l’impresa: i cugini della Sampdoria non ce l’hanno fatta in undici contro nove. Questo turno di campionato parte forte fin da subito, con la classica Fiorentina-Juventus. Una sfida tra deluse: i bianconeri arrancano tra una sconfitta e l’altra e Zaccheroni fa quello che può, tra equivoci tattici da risolvere e infortuni in serie. Sulla panchina opposta siederà Prandelli, l’uomo dei sogni juventini, colui che nei disegni dei vertici dovrebbe guidare la squadra il prossimo anno. Su di lui, però, c’è già l’ombra lunga della Federazione, che l’ha individuato come prossimo ct. Al quarto posto, che è nelle mire bianconere, adesso staziona il Palermo: Zenga aveva esagerato, ma per la Champions League ci sono buone possibilità e la partita col Livorno potrebbe contribuire a far mettere fieno in cascina. Il Napoli, altro contendente, va a Bologna ospite di una squadra in grande spolvero, capace di espugnare Marassi 4-3: partita imprevedibile, da 1X2.
