Il Melo, lo scemo e il cattivo

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Scrivo così, d’amblè, appena finita Juventus-Parma. Il fatto è che uno aspetta venti giorni, passa tutte le feste aspettando che ricominci il campionato e poi succedono cose di questo genere. Parlo da un’ottica bianconera, ovviamente. Immagino che se fossi un tifoso del Parma sarei contentissimo, ma non è il mio caso. Comunque, l’incontro l’ha deciso Felipe Melo, che è tornato dal Brasile scemo come l’anno scorso, o forse, appunto, ha mandato qua il suo gemello cattivo. Ok, la Juventus aveva anche perso Quagliarella ed era stato un brutto colpo, ma il calcio in faccia con conseguente espulsione è stata la vera mazzata. Non c’erano gambe, non c’era nemmeno la testa. Hanno sbagliato tutti oggi: anche Delneri, che ha subito tolto Del Piero. Non capirò mai che bisogno ci sia di togliere ogni volta il numero 10 di ogni squadra quando si rimane in dieci, appunto: out Quagliarella, a quel punto di punta rimaneva solo Amauri, che è come dire “Ok, noi gol non lo facciamo, almeno su azione. Per favore non segnate”. Già, Amauri: in due anni solari ha segnato la bellezza di 6 reti in campionato. Eppure è accreditato come “attaccante”. Nel fantacalcio, negli album di figurine, sui siti internet, nell’immaginario collettivo è un centravanti. Ma in base a cosa? Che lo metta in difesa, Delneri. Il fisico ce l’ha. A questo punto, in attacco ci metta Sissoko, oppure Sorensen. Anche Traorè, volendo. Tanto peggio dell’oriundo peggiore della storia non potrebbero fare.

Il grande freddo

Filed under: Europa League by: Matteo Innocenti

Lech Poznan-Juventus, incontro dimostrativo per il nuovo sport delle prossime Olimpiadi invernali, finisce 1-1 ed elimina di fatto i bianconeri dall’Europa League. A forza di pareggi, la Juventus è scivolata fuori dalla seconda competizione continentale, ma lo ha fatto anche per colpa di una partita assurda. Quello che è successo è semplicemente scandaloso, perchè non c’erano assolutamente le condizioni per giocare: passi per il freddo, terribile, ma ad un certo punto non si vedevano più le linee del campo e sul terreno di gioco erano ormai depositati centimetri e centimetri di neve. La Juventus poteva vincere, come poteva farlo a Perugia dieci anni fa. Lo avrebbe anche meritato ai punti, a dire il vero, fatto sta che questo incontro non andava giocato, o almeno andava interrotto all’intervallo. Per dire: domenica in Serie A è stata rinviata Bologna-Chievo per condizioni atmosferiche e del campo molto meno proibitive. Servirebbe chiarezza e decisione: quando non è possibile giocare, non si gioca. Stop. Al diavolo la concomitanza delle partite. Al diavolo il fatto che la Juventus in Europa non conti un cavolo. E meno male che in giro si fa il tifo per il bel calcio: la musichetta dell’Europa League sembra quella di Giochi senza frontiere, e forse non a caso. Per me è uno scandalo, non ci sono altre parole. Dal Palaghiaccio di Poznan è tutto.

Non bella, ma piacevole

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Chiariamo prima di tutto una cosa: il rigore per la Roma c’era. Non ha senso lamentarsi del mancato rigore concesso al Palermo in settimana per il fallo di mano di Boateng e poi fare lo stesso quando la sanzione c’è, ma ai propri danni. La dirigenza juventina, quindi, poteva fare a meno di fare rimostranze nei confronti della direzione arbitrale. E poi, ce n’era un altro prima, di rigore. Detto ciò, non è stata una bella partita nel senso stretto del termine, ma non si può dire che Juventus-Roma sia stato un brutto incontro. Poche occasioni nitide, vero, ma buon ritmo e tanto agonismo. Devo dire che nel complesso, nonostante abbiano creato meno, mi sono piaciuti di più i giallorossi, che però giocavano in 10: Totti era da 4 in pagella, praticamente invisibile fino alla realizzazione del rigore, dopo il quale, tra l’altro, ha esultato con la consueta signorilità. Il Pupone non smette mai di meritare applausi, davvero. La Juventus non mi è piaciuta nelle piccole cose, nei troppi passaggi elementari sbagliati. Sbagliati da tutti, ma mai da Aquilani: a 26 anni è praticamente a metà carriera, peccato davvero che lo abbiano frenato i troppi infortuni, perchè ci sarebbe stata tantissima qualità. Il gol di Iaquinta, infatti, è suo almeno al 50%. Bene anche Pepe, insolitamente efficace sui cross, ma anche Grosso: ho la sensazione che questo ex emarginato alla Juventus farà parecchio comodo da qui alla fine della stagione.

E quando lui non c’è?

Filed under: Europa League, Pallonate by: Matteo Innocenti

Un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni per la Juventus, anche se tutto sommato il punto raccolto a Salisburgo non è da buttare via in ottica qualificazione. Inoltre, i bianconeri erano anche andati in svantaggio: il bicchiere potrebbe essere anche considerato mezzo pieno. Trabocca se si considera l’acquisto di Krasic, perchè questo qua sembra davvero forte, perchè in pratica salta sempre l’uomo. E trova anche il gol con una certa facilità. Certo non è Cristiano Ronaldo, perchè una volta saltato il suddetto uomo, non è poi scontato che trovi l’uomo in mezzo all’area oppure la porta con un gran tiro. Anzi, mi pare di aver capito che in questo non somigli proprio a Nedved. A dirla tutta, al ceco somiglia solo per i capelli, ma Krasic, ad essere fiscali, si fa le meches. Dunque, cosa potrebbe davvero accomunarli? Il fatto di giocare sulla fascia, sebbene opposta. Hanno in comune la facilità di corsa. Ma se Nedved lo faceva ininterrottamente per novanta minuti (ed oltre, visto che in pratica si allenava sempre, anche durante le vacanze), raramente riusciva a saltare l’uomo in progressione. Lo fa invece Krasic, che gioca però a corrente alternata: va progressione, crea la giocata, poi si defila, si accentra e si nasconde, ricarica le pile. Quando poi è pronto, riparte, brucia i difensori, si riposa di nuovo e così via. Come ieri sera: segna, poi per una quarto d’ora non si vede, ed al’improvviso da poco oltre centrocampo vola verso la porta, sbagliando però la rete da pochi metri. Sono le pause di Krasic che rischiano di fregare la Juventus, perchè sembra davvero una squadra che dipende molto da lui. E quando lui rifiata, è raro che qualcun altro si inventi qualcosa. Da tifoso, spero di essere smentito.

La Serbia non deve farci paura

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Viviano, Zambrotta, Bonucci, Chiellini, Criscito, Mauri, Palombo, Pirlo, Marchisio, Cassano, Pazzini. Ecco la formazione che stasera affronterà la Serbia: l’ha resa nota il ct Prandelli ieri sera. Dunque, in avanti spazio alla coppia titolare della  Sampdoria, scelta giusta a mio modesto parere: quando hai convocato due che si trovano così bene, tanto vale schierarli insieme. Pazzini ha le polveri bagnate e dopo le reti in coppa fatica a trovare la via della porta, al punto che tra i due il bomber sembra Cassano, ma la scelta di Prandelli è condivisibile. Per il resto, vedremo un centrocampo a rombo, con Mauri schierato dietro le punte: il laziale ha iniziato benissimo la stagione, ma speriamo si tratti di un esperimento e nulla più, con tutto il rispetto per il giocatore in questione. Dietro, in dubbio Bonucci: potrebbe sostituirlo all’ultimo momento Gastaldello, che così potrebbe essere schierato titolare nello stadio “di casa”. Personalmente sono rimasto deluso dalla Nazionale vista a Belfast: ecco, stasera, davanti ad un avversario sicuramente più temibile (nonostante il 3-1 subito a domicilio dall’Estonia), vorrei vedere una squadra diversa, più cattiva negli ultimi metri. Di fuoriclasse non se ne vedono, di giovani all’altezza, come ha detto Prandelli, nemmeno. Mettiamoci almeno un po’ di rabbia agonistica e mettiamo un’ipoteca sulla qualificazione. Forza, siamo pur sempre l’Italia.

Ora sì che prima no

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Questa sì che è una Nazionale spettacolare, infarcita di talenti che saltano l’uomo e capaci di far svoltare le partite con i colpi tipici dei campioni. Che lezione di calcio che siamo andati a impartire a Belfast in casa di una delle selezioni nazionali più temibili del globo… Depurata quasi totalmente dagli juventini e da un allenatore perfido e anti-italiano che ci ha fatto sbattere fuori dal Mondiale di proposito, la nostra Nazionale non può che presentarsi ai prossimi Europei da grande favorita, poche storie. Cassano è il miglior numero 10 che l’Italia abbia mai visto: finalmente maturo, il talento di Bari Vecchia ci ha già preso per mano ed ha iniziato a segnare e a sfornare assist come solo lui sa fare. Irrisi i difensori nordirlandesi, incapaci di frenarlo, solo sparring partner davanti al fantasista della Sampdoria. Facile umorismo a parte, si è visto un tiro in porta, che io ricordi, e poi altre due occasioni sprecate da Pazzini e Pepe. Poi nulla. Non che un pareggio in Irlanda del Nord sia da buttare via: in fondo, la Serbia, che sembra l’avversario più pericoloso, ne ha presi tre in casa dall’Estonia. Traducendo: in Polonia ed Ucraina ci dovremmo andare lo stesso, ma se questo è il nuovo corso dell’Italia di Prandelli, beh, non sarà molto diverso dal Lippi-bis. Con buona pace di chi fa le suonerie.

Il risultato non fa la partita

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

C’è chi va in brodo di giuggiole per Zeman e c’è chi ritiene lo 0-0 il risultato perfetto. Come dire, se non ci sono errori, nessuno segna. La verità, ovviamente sta in mezzo. Quella di ieri sera, però, è stata davvero una bella partite tra due squadre che si sono affrontate a viso aperto, senza paura, finchè hanno avuto fiato e gambe. Il gol non è arrivato, ma come spettacolo e intensità niente da dire: questo 0-0 vale come un pareggio per 2-2. Non servono possessi palla da 90% per giocare bene: le due squadre in campo hanno dato tutto, con azioni ragionate, col contropiede, col gioco aereo. Ed entrambe meritano un applauso per aver onorato nel modo giusto le attese di tanti tifosi. L’Inter ha avuto le sue occasioni e lo stesso la Juventus, arrivata a San Siro per cercare di ripetere quanto di buono aveva fatto vedere a Manchester. A Milano come in Inghilterra, i bianconeri hanno raccolto un punto, che vale però oro dopo i passi falsi del recente passato. Dunque, per gli uomini di Delneri il bicchiere può essere ritenuto mezzo pieno. Mezzo vuoto, invece, può essere visto dalla truppa di Benitez, vogliosa di ripartire col turbo dopo la caduta di Roma. Per riprendere la vetta della classifica, tuttavia, l’Inter ha un campionato intero, campionato in cui anche la Juventus, se troverà la giusta continuità, potrà fare una bella figura e piazzarsi molto in alto. Dietro l’Inter, con ogni probabilità, ma magari davanti a tutte le altre.

Segnali confortanti

Filed under: Europa League by: Matteo Innocenti

Ah, l’Europa League, che competizione. Felicissimo di avere la mia squadra in questo torneo e non nella squallida Champions League. Scherzi a parte, quest’anno la distinzioni tra le due competizioni continentali sono diminuiti: come livello medio, l’ex Coppa dei Campioni non è mai stata così mediocre. Al contrario, in Europa League ci sono squadre blasonate, come la Juventus e il Liverpool, ed altre che vorrebbero diventare tali, come l’ambizioso Manchester City. Ieri sera, infatti, il match clou era quello che vedeva di fronte i bianconeri e i blues. 1-1 il risultato finale, niente male per la Juventus, che in questo inizio di stagione ha alternato belle partite a prestazioni sconcertanti dal punto di vista difensivo. La squadra guidata da Mancini ha infinite soluzioni offensive ed una retroguardia difficilmente perforabile: il fatto che la Juve potesse anche passare al City of Manchester Stadium non può che far sperare i suoi tifosi. Da ricordare e magari ripetere è stata soprattutto la prima mezzora di gioco, in cui si è vista una squadra solida ed attenta. Fino al solito gol a difesa ferma: stesse scene già viste contro Sampdoria, Lech Poznan, Palermo e Cagliari. Il secondo tempo, poi, ha visto il predominio dei blues e i bianconeri arroccati dietro, un po’ a corto di fiato e senza uomini di fascia, tra condizioni fisiche precarie, scarsa forma e acido lattico in aumento. Poteva passare, la Juve: sarebbe bastato quel rigore negato a Krasic o qualche centimetro di differenza dopo la traversa di Del Piero. C’è molto da salvare nella serata di Manchester e da ripetere, magari, domenica sera contro l’Inter. Anche se con un Eto’o del genere, potrebbe non bastare lo stesso.

Un acquisto stranamente azzeccato

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Sarebbe meglio aspettare ancora un po’, forse. Però la sensazione è quella, ovvero che la Juventus ha portato in Italia davvero un gran bel giocatore. I palati fini potrebbero dire che ieri sera Krasic non ha fatto nulla esclusi i gol… che però sono stati tre. Ok, due e mezzo. Il buon Milos ha fatto la differenza segnando a raffica nella serata in cui non è praticamente mai partito in fascia a testa bassa, proprio nella partita in cui sarebbe servito, viste le due torri messe in campo da Delneri. Lo prendo come un buon segno: almeno, il serbo è in grado di variare il suo gioco e di trovare la porta, cosa di cui non ero certo (a proposito: ieri in Spagna doppietta di Trezeguet, ma la Juve va avanti con Amauri, bene così). In Russia le sue segnature sono andate via via aumentando, dalle 2 del 2005 alle 9 del 2009: se non altro: segnale di crescita costante. Non me ne aspetto più di 10, per carità: sarebbe chiedere troppo, anche se con questa Juve “zemaniana” potrebbe anche succedere. A 26 anni, l’ala serba è arrivata nel grande calcio, dopo aver, forse, sprecato almeno un paio d’anni nella gelida Russia, se è davvero questo il vero Krasic. C’è arrivato tardi, ma la sensazione è che ci possa tranquillamente stare. Non sarà Nedved, a cui la suggestione dei tifosi bianconeri lo ha già accostato, riservandogli anche lo stesso coro: non ha il suo tiro e poi, soprattutto, ha le meches.

Non ci resta che piangere

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Come non detto. Le dirette rivali della Juventus forse non sono Milan, Fiorentina, Roma, Napoli, Palermo e Genoa, ma squadre come l’Udinese, per fortuna battuta nello scontro diretto di domenica. La Juventus vista ieri sera non si era mai vista nemmeno nella passata stagione, o forse sì, ma almeno l’anno scorso non c’era un allenatore (poi c’era ma era troppo tardi). Non pretendo dopo una manciata di partite che si veda la mano di Delneri, ma che almeno i giocatori non sembrino gente presa a caso in strada e messa in campo, questo sì. Perchè non è possibile che ogni azione avversaria (ed è così giuro, per chi non ha visto la partita) si trasformi in una palla gol. Questa Juventus, mi ripeterò, dovrebbe giocare sulle ali, ma non ce n’è una mancina, per limiti della rosa si ritroverà spesso senza avere nessuno che possa prendere la palla di testa sui cross e, ultimo problema, non ha terzini degni di questo nome. Per la partita di ieri sera, infatti, vorrei fare una menzione speciale per Motta: non sono sicuro che si tratti di un giocatore di calcio. In caso lo fosse, sarebbe meglio come ala destra che come terzino. Difende peggio di De Ceglie, e non pensavo fosse possibile. Non pensavo fosse possibile nemmeno rimpiangere Molinaro, ed invece presto potrebbe succedere. Ultima cosa: anche Storari mi sembra davvero un portiere mediocre ma, d’altra parte, lui sarebbe la riserva di Buffon. Bene, tanto valeva tenere Manninger e risparmiare soldi. La Juventus ha quattro punti: se non avesse segnato due reti in fuorigioco contro la Sampdoria e se Chiellini fosse stato espulso dopo una dozzina di minuti a Udine chissà dove sarebbe adesso. Non si può che migliorare, consoliamoci così.