La prima Juve brutta

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Uscire da Roma con un punto non dovrebbe mai lasciare l’amaro in bocca. Eppure non può essere altrimenti, perché quella che la Juventus ha affrontato ieri sera era una squadra a cui mancavano molti elementi: buona parte della difesa e anche a centrocampo c’erano assenze importanti. Ma la Roma ha fatto esattamente la partita che doveva fare: ha corso per tutti i novanta minuti ed ha marcato Pirlo a uomo. Ne ha risentito la precisione nei passaggi, ma questo è successo anche alla Juventus, che si è subito fatta prendere il centrocampo e praticamente non l’ha mai riconquistato. La squadra di Conte si è allora affidata sistematicamente ai lanci lunghi, senza risultati di rilievo. Il risultato finale è stato un pareggio, ma entrambe le squadre in campo potevano vincere. Se è vero che la Roma è passata subito in vantaggio per un incredibile regalo di Vidal, è anche vero che dopo il pareggio poteva subito tornare in vantaggio se Totti non avesse fallito il rigore. Allo stesso modo, la Juventus non è stata bella, ma tutto sommato ha avuto più occasioni ed alla fine ha segnato in una delle meno limpide. Conte dice che non bisogna festeggiare per un pareggio e credo stia dicendo la cosa giusta: la Roma di ieri sera era, uomini alla mano, una squadra da bassa classifica. Ma ci ha messo un grande cuore, va detto.

Una Juve a metà

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Premetto: la Juventus, per me, può giocare per lo scudetto. Lo dico, anzi lo ripeto, perché quest’anno la concorrenza sembra tutt’altro che irresistibile. Ma i bianconeri stanno iniziando a perdere troppi punti e a soffrire di “pareggite”. Il calendario, Milan a parte (ma prima o poi le big le devi incontrare), era favorevole e adesso la Juventus ha davanti una manciata di partite che potrebbero davvero dire la verità sul suo valore. Nel 2-2 interno contro il Genoa c’è qualcosa da salvare, ma si è anche trattato del primo vero incontro in cui i bianconeri hanno subito l’avversario, che dava la sensazione di poter segnare ad ogni contropiede concesso. Quello che adesso mi sembra il principale limite della Juve è l’essere troppo umorale: è capace di esaltarsi in certe occasioni, ma anche di deprimersi facilmente. In certi giocatori in particolare, e mi vengono in mente Krasic e Vucinic. Il 4-2-4 di Conte (che poi è un 4-4-2, si badi bene) permette più soluzioni offensive, ma allo stesso tempo facilita agli avversari la presa del centrocampo. E il Genoa in quel reparto giocava a 5… Se invece la Juve gioca con una sola punta diventa prevedibile davanti e fatica ad essere pericolosa. Conte passava per integralista, adesso rischia di diventare un eterno indeciso: con la scusa della duttilità alla fine c’è il rischio di non riuscire a dare alla squadra una sua vera identità. In una cosa la Juve pare perseguire, però: nel non voler mai buttare via la palla, e pazienza se il palleggio è fine a sé stesso o se viene fatto in zone del campo in cui sarebbe meglio evitarlo. O da Chiellini, che sale più di un terzino vero e che ormai difende peggio di un Bonucci qualsiasi. Ziegler faceva davvero così schifo? Non lo sapremo mai.

Aspettando Krasic

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

La Juventus è ancora in testa (sempre in coabitazione con l’Udinese), ma ha comunque dei problemi da risolvere. Uno su tutti, quello più palese, è rappresentato da Milos Krasic: dov’è finito quel cavallo della scorsa stagione? O almeno quello visto nella prima metà del campionato 2010/11, quello che buttava la palla avanti, girava intorno all’avversario per riprenderla e creava la superiorità numerica? Che fosse umorale (eufemismo) e che per rendere dovesse essere fisicamente al 100% si sapeva e l’ho sempre sostenuto. Il fatto è che adesso il serbo è un vero e proprio corpo estraneo. E mi dispiace, perché credo che, tra gli esterni della rosa bianconera sia l’unico davvero in grado di fare la differenza. Ma, va detto, non è dotato di grande intelligenza tattica e la partita con il Chievo ne è stata una chiara dimostrazione, semmai ce ne fosse stato bisogno. Sbaglia sempre la posizione del corpo quando entra in possesso del pallone. In più, si accentra, ma così non trova gli spazi in cui esaltarsi. Credo non gli giovi il modulo che Conte sta usando al momento e che, tutto sommato, Krasic debba essere impiegato solo nel 4-2-4 (che poi sarebbe un 4-4-2). Ma il tecnico bianconero si sta confermando integralista, sì, ma del 4-3-3. Che dà più protezione a Pirlo, ma che da un altro punto di vista complica la vita agli uomini di fascia ed all’unica punta, sempre troppo sola. La Juventus non gioca male, ma fatica terribilmente a trovare la porta. Potrebbe essere lo stesso sufficiente per un campionato di vertice, ma basta dare uno sguardo in panchina ed in tribuna per capire come, contro certi avversari, sarebbe meglio osare un po’ di più. E, magari, così anche Krasic ritroverebbe sé stesso.

La Juve c’è. E ci sarà

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

E così, dopo cinque giornate la Juventus è in testa. E si può ritenere una delle candidate allo scudetto, mi sbilancio. Lo è per demeriti altrui o per meriti propri. I demeriti sono della concorrenza milanese, ovviamente. L’Inter sta vivendo un inizio di stagione che definire travagliato è un eufemismo, il Milan, complici tanti infortuni, non sembra per ora in grado di ripetere il campionato 2010/11. I meriti bianconeri, invece, sono riassunti in una classifica che la vede in testa: niente di eccezionale in termini di punti, che con il calendario agevole (anche grazie alla prima giornata rimandata: trasferta insidiosa a Udine) potevano anche essere di più. Ma dopo due settimi posti un po’ di entusiasmo ci sta, ma con un occhio al passato. Con Ferrara la Juve era partita a mille all’ora, per poi sfaldarsi alle prime difficoltà, con Delneri era stata tra le prime fino a Natale per poi mettere insieme un intero girone di ritorno da incubo. Il Napoli, a detta di tutti, è da scudetto. Con tutto il rispetto per i partenopei, allora, non vedo perché non debba esserlo anche la Juventus, che non ha nemmeno gli impegni di coppa. La rosa è ampia e di qualità in certi reparti, ma ha delle lacune in altri. Ma questo vale per tutti: la difesa del Napoli in quanto a nomi non è di alto livello, il Milan ha un centrocampo di portatori d’acqua, l’Inter ha perso Eto’o davanti e per il resto si affida a gente come Obi e Nagatomo. La quota scudetto sarà bassa. Ci possono arrivare in tanti.

Per me il bicchiere è mezzo vuoto

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

In giro leggo e vedo commenti positivi dopo il pareggio interno della Juventus. Vero, un punto ottenuto giocando un tempo in inferiorità numerica non è da buttare, ma forse l’ottimismo arriva in seguito ad uno sguardo alla classifica. La Juventus è lassù, non da sola, ma è in vetta. Imbattuta dopo tre giornate, con sei reti fatte e due subite, di cui una a risultato ampiamente acquisito. Della partita con il Bologna c’è da salvare il carattere mostrato e la voglia di tenere comunque il pallino del gioco, ma continua a vedere due punti persi invece di uno guadagnato. Considerato il calendario, infatti, i nove punti in classifica erano decisamente alla portata. E poco conta come era messa la squadra l’anno passato: sì, probabilmente la Juve della stagione scorsa il match contro il Bologna l’avrebbe perso, ma c’entra poco. La Juve di quest’anno l’avrebbe vinto se non fossero state commesse due o tre sciocchezze. La prima di Vucinic, che si è fatto buttare fuori per un fallo a 70 metri dalla sua porta, la seconda di De Ceglie, che ha regalato una palla gol da una situazione innocua (queste cose le poteva fare anche Ziegler) da cui è nato l’angolo del pareggio arrivato grazie all’approssimativa marcatura di Chiellini su Portanova, ecco la terza. Questo per quanto riguarda quelli che sono scesi in campo. Per il resto, Vidal sembra già essere un tuttofare da mettere sul finire di gara, Quagliarella uno da tenere solo in panchina, così come Elia, che almeno nel frattempo trova il tempo di twittare. Sono troppo critico? Forse. Ma vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Si sa.

Stato di crisi

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Credo che per spiegare la vittoria del Bologna sulla Juventus serva elaborare un cocktail. Ci metterei, almeno io, un 40% di Delneri, 30% di Bologna e poi 30% di giocatori bianconeri. Nell’ultimo elemento della bevanda (a me indigesta, va detto) rientrano sia le singole prestazioni che la sfortuna. Mi spiego: il palo colto da Iaquinta, il tiro di Toni salvato sulla linea, le imprecisioni di Matri e Bonucci sono sì episodi avversi, ma se la fortuna è cieca, la sfiga invece ci vede benissimo. Insomma, la buona sorte bisogna anche cercarsela, magari essendo più precisi e cattivi sottoporta. Detto ciò, complimenti al Bologna e al suo valoroso capitano Di Vaio: non che vincere a Torino sia impossibile, ma questi tre punti vanno ad una squadra che lo merita e questa sconfitta, da juventino che abita nel capoluogo emiliano e che ha vissuto da vicino le vicende societarie dei rossoblu, fa un po’ meno male. Ma non mi passa certo la voglia di essere polemico nei confronti della mia squadra, ed in particolare del suo allenatore. Molte volte ho criticato Delneri, integralista del 4-4-2, perchè non si schiodava mai dal suo modulo prediletto anche quando non aveva gli uomini per metterlo in campo. Ieri sera si voleva smentire ed ha fatto le cose in grande: all’inizio del secondo tempo ha schierato un incomprensibile 4-2-4, come se avesse dovuto rimontare, consegnando il centrocampo al Bologna e confinando Matri all’ala. Poi, quando doveva rimontare, è passato, credo, ad un 3-4-3. Ma, ovviamente, senza nessun risultato. Molto bene. Almeno ha dimostrato di essere eclettico.

La partita del girone

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Oh, finalmente rieccoci, dopo un girone, alla partita più importante. Almeno del mio campionato. Ovviamente sto parlando di Juventus-Inter: più di un semplice incontro di calcio, più o meno uno scontro tra ideologie, una sorta di guerra santa del pallone. Un girone fa la partita di Milano dette fiducia ai bianconeri, che avevano iniziato maluccio il campionato e che riuscirono ad uscire indenni dal Meazza. Adesso potrebbe accadere la stessa cosa: per adesso il 2011 della Juve è stato deludente, una vittoria contro i rivali storici darebbe, oltre a tre punti pesanti, una spinta al morale non indifferente. Non c’è niente in palio, anche quest’anno il Derby d’Italia non decide nulla: le due squadre che scenderanno in campo corrono per obiettivi diversi ed appena due mesi fa questo non era scontato. Poi la Juve è scoppiata e l’Inter ha mandato via Benitez. Entrambe le squadre hanno avuto problemi a causa dei numerosi infortuni: adesso le infermerie si sono svuotate e i tecnici possono lavorare al meglio delle loro possibilità. Leonardo, tra l’altro, ha uno spogliatoio che lo segue, a differenza di ciò che era successo con Benitez. Delneri, invece, anche con mezza squadra fuori non si è mai smosso dal suo 4-4-2, anche quando non aveva uomini adatti. Chissà che non si inventi qualcosa adesso: intanto mette in campo il doppio centravanti. Basterà questo per fare male all’Inter? Chissà, tra poco più di un giorno lo scopriremo. Come dite? Da adesso a Juve-Inter ci sono altre nove partite di campionato? Questo lo dite voi.

Ci sono tutti?

Filed under: Nazionale by: Matteo Innocenti

Dopo aver eliminato tanti rami secchi che in Sudafrica avevano dimostrato di non poter più essere presentabili a certi livelli, Prandelli ha chiamato per la prima volta in azzurro altri elementi, tra cui Matri. E’ bastata una maglia a strisce bianche e nere per renderlo degno della chiamata? Penso che non sia così: il neo juventino raccoglie adesso frutti che era normale non raccogliesse tempo fa. All’epoca delle ultime convocazioni aveva appena iniziato questo campionato, e nella stagione precedente era andato per la prima volta in doppia cifra in A, segnando 13 reti. Gilardino, per dire, nel 2004 non fu convocato dopo averne messe a segno quasi il doppio. C’è anche un nuovo oriundo, Thiago Motta. Non sono contro questo tipo di soluzioni, quando queste abbiano un senso. Anni fa non c’era in Italia un’ala destra come Camoranesi, il centrocampista dell’Inter forse non è così indispensabile. Allargando il discorso, manca qualcuno a Coverciano? Mi viene subito in mente Balzaretti. L’esterno del Palermo è per rendimento il miglior terzino sinistro del campionato. Facilità di corsa, capacità di arrivare sul fondo e di mettere dentro palle invitanti. Ebbene, non è bastato. Cassani sì e lui no, il che non ha molto senso. La sua zona di competenza, in compenso, sarà occupata da Chiellini, che da centrale è un ottimo elemento (sempre che abbia accanto a sè qualcuno che guidi la difesa, perchè è un “5″, uno stopper si sarebbe detto un tempo), ma che sulla fascia sinistra, finchè ci ha giocato con regolarità, era solo uno dei tanti. Per il resto, gli uomini sono questi: a centrocampo ci sono piedi buoni, quando si tratterà di partite serie, forse qualcuno farà spazio ad almeno un portatore d’acqua.

Troppo Cavani

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Sembrava Baghdad, era il San Paolo. Di bombe ne sono state tirate, ma erano gli avanzi di San Silvestro e non hanno fatto male a nessuno. Ne ha fatto, e tanto, Cavani. Alla Juventus, ovviamente, che esce a pezzi dal posticipo, con la netta sensazione di aver sbagliato tutto e, forse, di non essere mai davvero scesa in campo. Il Napoli fisicamente sta bene, c’è poco da dire. Il fatto è che per aver ragione dei bianconeri non ha nemmeno dovuto faticare troppo, sono bastati una manciata di cross decenti e la testa di Cavani. Che non è nemmeno poco a pensarci bene: la Juve di solito certe palle non mette in area e soprattutto non le mette dentro perchè ora come ora uno come Cavani non ce l’ha. Napoli sogna, a Torino invece si leccano le ferite. Di colpe ne hanno tutti, ne ha Delneri in particolare. Se la scelta di schierare le due torri Toni-Amauri (in ricordo dei vecchi fasti targati Corradi-Marazzina?) ha avuto un senso nell’impostazione di gioco-non gioco del “palla lunga e pedalare”, non ha nessuna giustificazione la decisione di mettere in campo Grygera e soprattutto Traorè. La trasferta al San Paolo, insomma, non sembrava l’occasione giusta per fare esperimenti, ma evidentemente Delneri no la vedeva così. Aggiungiamo poi il fatto che la Juventus non aveva in campo nemmeno un mediano vero: la frittata era in agguato e Cavani l’ha preparata proprio bene.

Il Melo, lo scemo e il cattivo

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Scrivo così, d’amblè, appena finita Juventus-Parma. Il fatto è che uno aspetta venti giorni, passa tutte le feste aspettando che ricominci il campionato e poi succedono cose di questo genere. Parlo da un’ottica bianconera, ovviamente. Immagino che se fossi un tifoso del Parma sarei contentissimo, ma non è il mio caso. Comunque, l’incontro l’ha deciso Felipe Melo, che è tornato dal Brasile scemo come l’anno scorso, o forse, appunto, ha mandato qua il suo gemello cattivo. Ok, la Juventus aveva anche perso Quagliarella ed era stato un brutto colpo, ma il calcio in faccia con conseguente espulsione è stata la vera mazzata. Non c’erano gambe, non c’era nemmeno la testa. Hanno sbagliato tutti oggi: anche Delneri, che ha subito tolto Del Piero. Non capirò mai che bisogno ci sia di togliere ogni volta il numero 10 di ogni squadra quando si rimane in dieci, appunto: out Quagliarella, a quel punto di punta rimaneva solo Amauri, che è come dire “Ok, noi gol non lo facciamo, almeno su azione. Per favore non segnate”. Già, Amauri: in due anni solari ha segnato la bellezza di 6 reti in campionato. Eppure è accreditato come “attaccante”. Nel fantacalcio, negli album di figurine, sui siti internet, nell’immaginario collettivo è un centravanti. Ma in base a cosa? Che lo metta in difesa, Delneri. Il fisico ce l’ha. A questo punto, in attacco ci metta Sissoko, oppure Sorensen. Anche Traorè, volendo. Tanto peggio dell’oriundo peggiore della storia non potrebbero fare.