E così, l’Inter è arrivata al grande scontro, quello che decide la stagione. Cioè, almeno così sembra, visto il gran parlare della partita di ritorno contro il Chelsea. Match importante, ma non fondamentale per il bilancio dell’annata nerazzurra, se posso permettermi di dirlo. In fondo, si tratta pur sempre di un ottavo di finale. Ottavo, il che significa che la strada per il Bernabeu comporterebbe ancora quarti e semifinale. Certo, fare
fuori un avversario tosto e dato tra i favoriti come il Chelsea non potrebbe che giovare all’Inter, però piano con le pagine e i servizi tv spesi… Fuori Real Madrid e Milan, ell’aristocrazia europea rimarrebbero comunque Barcelona, Manchester United, Arsenal e Bayern Monaco. Brutte gatte da pelare comunque. E non credo che Moratti si accontenterebbe del prestigioso traguardo dei quarti di finale. L’Inter può passare il turno, ma c’è interesse anche per quello che sta succedendo fuori. Mourinho, con la solita mania di protagonismo, ha escluso Balotelli dai convocati: mossa pessima, visto che stiamo parlando di un giocatore capace di decidere ogni partita con un guizzo, sempre che ne abbia voglia. Non so quanto potrà far comodo questa azione meramente dimostrativa all’Inter, ma ormai il Mou lo conosciamo tutti… Ad ogni modo, l’accoppiata Balotelli-Raiola promette bene fin da ora.
Con ritardo, non colpevole, visto che è stato dovuto a problemi di connessione, eccomi per qualche pensiero sparso sulla partita di ieri sera. L’Inter, lo sanno tutti , è caduta a Catania. Quella ai piedi dell’Etna è una trasferta difficile per tutti: l’ambiente da quelle parti è elettrico e non si sa mai come può andare a finire. Infatti, l’Inter stava vincen
do e poi ne ha presi tre nell’ultima parte della gara. I nerazzurri adesso rischiano di vedersi avvicinare da Milan e Roma. I rossoneri vengono dal tracollo di Manchester e adesso punteranno tutto sul campionato, cosa che non può fare l’Inter, o meglio, saprò se potrà farlo solo tra qualche giorno, dopo il ritorno contro il Chelsea. Solo impegni in campo nazionale anche per la Roma, attardata però rispetto ai rossoneri, ma comunque con qualche velleità. L’Inter non incanta da tempo e gli spettacolari scambi in velocità di inizio stagione sono un pallido ricordo: finchè regge il fisico tutto ok, quando viene il fiatone, allora iniziano i problemi. Qualcuno, poi, sta viaggiando a velocità ridotta: uno su tutti Eto’o, strastipendiato, che non sta contribuendo al salto di qualità interista. Sempre che non si svegli in settimana, quando sentirà quella musichetta: lui è stato decisivo in due finali, non dovrebbe emozionarsi per un ottavo.
Fatto a fette, letteralmente. Il Diavolo umiliato dai Red Devils all’Old Trafford mi ha ricordato certe belle figure rimediate dalla Juventus, anche in tempi recenti (vedi Bayern Monaco), in Champions League. Il Milan trovava nell’Europa il suo habitat naturale, lo spazio ideale in cui dare sfogo al talento dei suoi singoli. Ieri
sera, però, di quella squadra rossonera che fu, in campo non c’era nulla. Nemmeno il carattere e la voglia di reagire dopo aver subito i gol. Il Manchester United è una buonissima squadra, ma come parco giocatori - tolto quel fenomeno assoluto di nerbo e tecnica che è Rooney - ci sono formazione che gli sono superiori. Opinione personale, ovvio. Però la forza dei Red Devils sta nel giocare a memoria, mentre certa gente che veste rossonero fa fatica a ricordare come si butta la palla in rete. Il grande Milan europeo è tramontato, se ne facciano una ragione i suoi tifosi. Allo stesso modo, sta naufragando anche il Progetto della Fiorentina: Prandelli spinge e se ne vuole andare (Italia o Juventus), Corvino prova a trattenerlo, ma il tecnico ha capito che più di così i viola non potranno fare. E allora, meglio cambiare aria e mettersi in discussione in una realtà diversa, più grande. Era un progetto. Anche quello di Florentino Perez? Prendere i giocatori più forti del globo e vestirli di bianco lo era? Beh, ad ogni modo, sono falliti entrambi.
Alla fine, come era prevedibile, quel gol di Klose ha pesato come un macigno nella corsa alla qualificazione. Insomma, il Bayern Monaco e Ovrebo hanno avuto la meglio sulla Fiorentina. Certo, fare ogni volta gol per poi prenderlo l’azione successiva non che aiuti, si solito. I viola hanno pagato anche questo: i bavaresi sono pur sempre una grandissima squadra con elementi in grado di fare la differenza. Uno di questi è Robben. Io stravedo per Robben, ca
volo! Sembra vecchio, ma dimostra 40 anni da quando ne ha 18 e, se non tutti lo sapessero, è dell’84:a gennaio ha compiuto 26 anni. Ha già giocato nel PSV, nel Chelsea, nel Real Madrid e nel Bayern Monaco. Insomma, il meglio (o quasi) dei campionati in cui ha militato. Se non fosse di porcellana, credo che sarebbe considerato non inferiore a Cristiano Ronaldo. La Fiorentina, dal canto suo, ha un potenziale fuoriclasse, Jovetic. Il montenegrino, a quanto pare, si esalta in Champions League, dove adora fare vittime illustri: tra Bayern Monaco e Liverpool, in due partite al Franchi, ha messo quattro palloni nel sacco. Un bello (forse un ossimoro con Jovetic, non me ne voglia) di notte. Non è un brutto segno, per carità, ma per essere davvero grande gli servirà continuità, magari facendo finta, che ne so, che il Bologna sia il Barcelona. Grandi giocatori a parte, onore ai viola. Per poter riassaporare la Champions League, però, mi sa che dovranno aspettare il 2011/12.
L’Europa League dovrebbe essere una competizione più facile della Champions League, però le italiane riescono a zoppicare anche lì. Delle due ancora in lizza, dopo ieri sera ne è rimasta solo una, la Juventus. I bianconeri, però, hanno giocato contro l’Ajax una partita piatta, hanno sì sfiorato il gol in un paio di occasioni, ma il gioco ha latitato e di voglia forse non ce n’era troppa. Ad ogni modo, dopo una sfida intrisa
di vecchi ricordi europei tra due squadre che dire blasonate è poco, alla Juve toccherà l’ottavo di finale con il Fulham. Nota stonata della serata di ieri, l’ennesimo infortunio: stavolta è toccato ad Amauri. Tutto da dimenticare, invece, per la Roma, che dopo il 3-2 dell’andata, perde in casa con l’identico punteggio contro il Panathinaikos. Ai capitolini bastava l’1-0 per passare il turno, ed invece, a causa di qualche minuto di ordinara follia si vedono costretti ad abbandonare la competizione, nonostante Ranieri volesse riportare un trofeo europeo in casa giallorossa dopo quasi mezzo secolo. Insomma, è rimasta solo la Juve. In Champions League, il Milan dovrà fare l’impresa a Manchester, per l’Inter non sarà semplice difendere a Londra il vantaggio acquisito al Meazza e la Fiorentina dovrà sfogare tutta la rabbia che ha per avere la meglio sul Bayern Monaco. Qua si rischia l’ennesima fallimentare campagna europea.
Partiamo dal “basso”: l’Udinese risorge e supera il Cagliari guadagnando così punti importanti in ottica salvezza. I friulani, d’altra parte, hanno una rosa di buon livello e non stanno certo disputando un campionato decente. Tuttavia si salveranno, anche perchè hanno dalla loro il bomber della Serie A, quel Di Natale che segna come non ha mai fatto prima. Il Cagliari rimane là, ma ha perso l’occasione della vita, quella dell’aggancio alla Juventus e alla quarta piazza. Veloci a Firenze: i padroni di casa, stranament
e, possono recriminare per un rigore solare non concesso. Erano andati in vantaggio, ma il Milan è riuscito a rimontare e a rendere davvero, a questo punto, il campionato incerto. Peccato per i viola, che rimangono così lontani dalla zona Champions. Però, certo, la Fiorentina e gli arbitri sembrano non amarsi. Eccoci, infine, al match clou del giorno. L’Inter ha superato il Chelsea: il 2-1, tuttavia, lascia discrete speranze agli inglesi, cui basterà vincere 1-0 a Stamford Bridge per raggiungere i quarti di finale. I londinesi sono una squadra tosta, non spettacolare, ma che può segnare in ogni momento. L’Inter dovrò far tesoro del vantaggio acquisito al Meazza, impresa difficile, ma non impossibile. Io l’ho sempre detto: i nerazzurri non giocano bene, ma per loro questo potrebbe essere l’anno buono per un trionfo europeo che manca dai tempi della tv in bianco e nero. Vedremo…
Stasera gioca l’Inter: quella col Chelsea è una partita che già può valere una stagione, però è bene ricordare che si tratta pur sempre dell’andata di un ottavo di finale. Insomma, il destino dell’Inter passa da questo match, però in ogni caso la strada da fare sarebbe comunque lunga e perigliosa. In più, se ne occupan
o già molto tanti latri, meglio dedicarsi ad un’altra squadra, sempre lombarda e nerazzurra. Il cerchio si restringe: è l’Atalanta. E’ notizia di oggi che Costinha (Josè Rodriguez Da Costa per i conoscenti) ha rescisso il contratto che lo legava alla società bergamasca. Dov’è la notizia? In fondo anche Panucci ha fatto lo stesso col Parma… Il fatto è che Costinha, arrivato all’Atalanta nel 2007 su precisa indicazione di Delneri, che lo aveva avuto con sè nella sua brevissima esperienza al Porto, in tre anni ha messo insieme ben 54 minuti in campo. Nella società portoghese era arrivata nel 2001 ed aveva dato il suo contributo alla conquista della Champions League nel 2004, che ad oggi rimane l’unico trionfo europeo di Mourinho, e si era affermato come pedina importante anche in nazionale. Un passaggio in Russia, un’altro in Spagna e poi l’approdo in Lombardia. Ma la Serie A l’ha vista col binocolo. In compenso ogni stagione si è messo in tasca qualcosa come 700.000 euro netti. Conti alla mano, il suo conto in banca nel suo periodo italiano si è gonfiato di quasi 2 milioni. La paga di mezza partita, in pratica 33.000 euro al minuto. Spettacolo. Credo che ricorderà per sempre l’Italia con un certo affetto.
Ma si può? Sul serio, si può ancora tollerare l’atteggiamento di Mourinho? Quando c’è da “bastonare” la Juventus lo faccio (ed ultimamente l’ho fatto spesso), non credo di essere partigiano se dico che il tecnico portoghese si sta cop
rendo di ridicolo. Alcuni allenatori lo fanno commettendo le peggiori nefandezze sul piano tattico, lui ci riesce con disinvoltura pur mettendo bene la sua squadra in campo. Eh sì, perchè ieri sera l’Inter aveva retto benissimo la doppia inferiorità numerica, complice, c’è da dirlo, una Sampdoria remissiva e piuttosto molle in avanti. Dunque, da questo punto di vista applausi a Mourinho. Per il resto, meglio stendere un velo pietoso, anche perchè, modestissimo parere, non mi pare che le decisioni arbitrali di ieri sera siano state scandalose. Magari nella forma, ma non nel contenuto, nel senso che Samuel era comunque già ammonito e sarebbe stato espulso anche col giallo. Su Cordoba cosa doveva fare l’arbitro? Lasciar giocare? L’Inter ha paura e non si sa di cosa. Non si sa quale disegno oscuro ci dovrebbe essere contro i nerazzurri, considerando che la famosa cupola non c’è più. Ci sta di attraversare periodi meno felici dal punto di vista di forma, gioco e risultati: portare tutto sul piano dei torti arbitrali mi pare eccessivo. Soprattutto con sceneggiate degne della peggiore Uisp fatte da Mourinho.
Dopo la settimana densa di impegni europei (tranne che per l’Inter, ancora i attesa della supersfida col Chelsea), gli sguardi dei calciofili tornano a posarsi sul campionato. La capolista anticipa a stasera contro la Sampdoria: il pronostico, considerando che i nerazzurri giocano in casa, direbbe 1 fisso. In realtà i blucerchiati stanno attraversando un periodo d’oro e l’Inter potrebbe essere distratta dall’imminente impegno
europeo. Dunque, occhio alle sorprese: ancora senza Cassano, la Sampdoria cerca la quinta vittoria su cinque uscite, anche perché vorrebbe arrivare in Champions League. Adesso è a braccetto col Napoli, che ha incontrato proprio l’Inter nell’ultimo turno e che domani va a Siena ad affrontare l’ultima in classifica. La settimana europea non ha decisamente sorriso a Roma e Milan, entrambe sconfitte per 3-2. I giallorossi, tuttavia, in campionato si sono rilanciati in grande stile: per loro l’obiettivo obbligatorio è superare il Catania all’Olimpico. I rossoneri, invece, masticano ancora amaro per la sconfitta a domicilio subita dal Manchester United e sono impegnati nel posticipo serale contro il Bari. Vincere in Puglia sarà tutt’altro che facile, ma se vogliono continuare a coltivare ambizioni importanti in Italia, ora che il trionfo europeo è un miraggio, i rossoneri devono fare risultato. L’unica italiana che ha sorriso nelle coppe è la Juventus, che è passata ad Amsterdam dopo essere stata in svantaggio contro l’Ajax. Per i bianconeri, c’è la trasferta a Bologna. I felsinei sono in ottima forma e i bianconeri sono ancora imprevedibili. Delusa dall’uscita europea è poi la Fiorentina, derubata a Monaco. Per i viola l’occasione per scacciare ogni malumore è lì, servita su un piatto d’argento: a Firenze arriva il Livorno, avversario che annaspa nei bassifondi della classifica. Non una vittima sacrificale, ma i tre punti per la Fiorentina sono decisamente alla portata.
Non si può definire altrimenti quello che si è visto ieri sera all’Allianz Arena. La Fiorentina aveva giocato bene, senza paura, non come ad Anfield magari, però con coraggio e buona volontà. Si era anche difesa piuttosto bene. Poi lo scempio in salsa norvegese. Incomprensibile il black out della terna arbitrale:
chissà come avrà reagito Biscardi… la moviola in campo è come la pena di morte: gran parte delle persone la condannano, però in certe occasioni viene davvero voglia di sostenerla. E questo sarebbe proprio il caso. D’altra parte il pingue Ovrebo è colui che decise che il Barcelona doveva andare in finale l’anno scorso, cosa ci si poteva aspettare? Se sull’arrosto del rigore ci ha poi pensato Robben a salvarlo, era stata incomprensibile la scelta di cacciare Gobbi per un fallo di ostruzione sulla linea del fallo laterale. Eh vabbè: in fondo si vede pure di peggio in campo. Ma difficilmente si vede qualcosa peggiore del 2-1 bavarese. Un fuorigioco di tre metri in area di rigore è complicato da non vedere, decisamente. Ok, Ovrebo e i suoi assistenti, in assenza della Champions League al massimo possono dilettarsi nella direzione arbitrale di supersfide come Rosenborg-Molde o Brann-Valerenga. Questo è quello che passa il convento della Tippeligaen. Però cavolo, per un fuorigioco del genere non ci sono giustificazioni scandinave che tengano. Vergognoso.
