Hairdryer never dies

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Come punizione, scenderà in campo. Di solito succede il contrario, ma la Community Shield, ovvero la Supercoppa inglese, è considerata poco più che un fastidio. Dunque, Wayne Rooney tra i titolari nonostante abbia solamente una settimana di allenamenti nelle gambe. Sono sicuro che per uno come lui, abituato a dare sempre il 100%, giocare non sarà certo un problema, anzi. In più, l’avversario, il Chelsea, è tra i più stimolanti. Ma cosa avrebbe fatto infuriare Sir Alex Ferguson? Il fatto che Rooney sia stato paparazzato fuori da una discoteca di Manchester alle 5.30, con una sigaretta in bocca mentre pisciava contro un muro, gonfio di vodka. Rooney, non il muro. Niente di particolare, insomma, a parte lo scarso senso civico che però hanno tutti i giovani: ci si dimentica che Rooney, nonostante la faccia, ha appena 25 anni. Certo, poteva evitare almeno di farsi fotografare in certi atteggiamenti, ma il fatto che avesse tirato tardi fino alle 5.30 non è certo grave. Forse Ferguson si è alterato visto quello che è appena successo ad Anderson, vivo per miracolo dopo uno spaventoso incidente in auto. Ad ogni modo, in casa Manchester United, il famoso “hairdryer traitment” brevettato da Sir Alex è sempre in gran voga. Nel calcio inglese certe tradizioni sono dure a morire.

Non è un pirla nemmeno lui

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

L’Inter ha finalmente trovato l’erede di Mourinho. E per farlo è andata di nuovo a pescare nella penisola iberica, anche se lo spagnolo Benitez ha avuto per sei anni il domicilio in quel di Liverpool. C’è poco da dire: ha scelto il sostituto migliore, almeno tra quelli disponibili sul mercato. Certo, la suggestione chiamata Capello c’è stata, o forse no, era solo una mossa per smuovere Benitez, chissà. Fatto sta che sulla panchina dell’Inter si siederà un tecnico con grande esperienza internazionale e con diverso titoli in bacheca. Vero, lo spagnolo non vince niente dal 2006, ma c’è anche da dire che per il materiale umano avuto a disposizione era difficile che potesse fare di più. Oggettivamente, prima il Chelsea e poi il Manchester United erano superiori. In Italia, invece, sarà alla guida di una fuoriserie in grado di fare il vuoto dietro di sè. Come Mourinho, non è un allenatore votato allo spettacolo. Dunque, conserverà quello di buono, anzi di ottimo, fatto dal suo predecessore. Benitez è senza dubbio il tecnico straniero più italiano: non sarà uno Special One, ma di sicuro nemmeno un pirla. Per il campionato, ancora non si intravedono rivali credibili, ripetersi fuori dai confini nazionali sarà più difficile, certo. Però, insomma, non si può dire che Benitez non sia uno che sa come si arriva in fondo alle coppe…

La Coppa del Principe

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Se c’è un giocatore che merita di essere il simbolo di questa straordinaria annata nerazzurra è Milito. Il Principe che ha reso l’Inter regina d’Europa. Sneijder e le sue geometrie sono state importanti, così come l’abnegazione di Zanetti, il lavoro in copertura di Eto’o, le sgroppate di Maicon o la cerniera difensiva formata da Samuel e Lucio. Ma Milito ha impresso il suo marchio anche sulla finale dopo aver segnato e corso per tutta la stagione. Come giocatore è straordinario, perchè completo. E’ da 8 in tutto, direi. Segna come faceva Ibrahimovic, ma in una partita corre come lo svedese in un girone. L’Inter ha completato il tris con la carta più pesante, quella coppa attesa da quasi mezzo secolo. Da tifoso juventino, confesso che ho visto la partita fino al primo gol: quell’azione ha dimostrato che il Bayern Monaco non aveva nessuna possibilità, il secondo gol ha confermato la mia impressione. Non si può perdere un uomo in quel modo, soprattutto se quell’uomo si chiama Diego Milito. A voler trovare il pelo nell’uovo, ho come l’impressione che qualche decisione arbitrale favorevole abbia spianato la strada all’Inter: contro Chelsea e Barcelona, certo, ma anche ieri sera c’era un fallo di mano di Maicon sullo 0-0. Ed era piuttosto evidente. Anche se dopo aver visto “Kill the referee” capisco molto meglio le difficoltà dei direttori di gara. Ad ogni modo, i nerazzurri hanno fatto fuori dalla competizione i campioni di Inghilterra, Spagna e Germania: non sarà un caso. Da juventino, si chiude l’anno calcisticamente peggiore della mia vita, e non poteva che terminare così. Nemmeno la vittoria del Mondiale (fantascienza) potrà tirarmi su. Farò finta che il 22 maggio 2010 non sia mai esistito.

Il destino di Mourinho

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Mourinho dice che allenerà il Real Madrid, prima o poi. La sensazione è che lo farà tra poco, direi tra due partite. Ultima di campionato a Siena e, poi, finale di Champions League. Ma solo se la vincerà. Mou ha le sue missioni, le compie e poi se ne va. Oppure se ne va comunque: diciamo che non è uno che perde tempo sulle panchine. Al Porto mollò tutto dopo aver compiuto quello che ancora oggi rimane il suo capolavoro: in due anni vinse tutto con una squadra modesta. Il Chelsea gli chiedeva un campionato che mancava da mezzo secolo: ne portò a Stamford Bridge due di fila. Poi, fallì l’assalto alla Champions e lasciò poco dopo. All’Inter ha vinto in campionato e si andrà a giocare la coppa tra pochi giorni: che vada bene o male, Mourinho scapperà a Madrid, ricoperto d’oro da Perez più di quanto adesso non faccia Moratti. E’ un percorso naturale e per gradi: il Real Madrid è il massimo e da quelle parti vogliono la Champions League. L’ennesima missione per lo Special One. Poi, come ha già detto, prenderà per mano il Portogallo: e se vincesse anche con quello, allora, sarebbe davvero uno dei più grandi di sempre. Nel frattempo, sembra che troverà una panchina anche uno degli allenatori più scarsi d’Italia: sto parlando di Donadoni, che sostituirà Delneri alla Sampdoria. In Champions League, magari. Lo vuole Cassano: questa sì che è meritocrazia.

Il morso di Eto’o

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Alla fine Balotelli non è servito, è bastato “solo” Eto’o. Chissà come si evolverà la questione riguardante il giovane virgulto indisponente: non credo, che all’Inter siano così matti da perdere un potenziale campione a cuor leggero. Si vedrà. Nel frattempo, come tutti sapranno, i nerazzurri hanno superato gli ottavi, andando a vincere a Stamford Bridge con un gol del camerunense ex Barcelona. Eto’o in Italia non sembra esattamente a suo agio e il suo score parla chiaro: da quando è all’Inter le sue percentuali sono quelle di un onesto attaccante e non di una delle più mortifere punte del globo. Anche in Champions non aveva brillato, fino a ieri sera. Ma lui è storicamente uno che, quando segna in coppa, lo fa soprattutto quando conta. 1-0, Chelsea a casa e Inter ai quarti: la strada è ancora lunga e difficile, ma affrontarla con i Blues fuori è già più confortante. In più, fuori anche il Siviglia, squadra rognosa ma un po’ indecifrabile, uscito per mano del modesto Cska. Mourinho ieri è stato perfetto: ha messo in campo la sua squadra, negli uomini offensiva, ma capace di chiudersi a riccio nel primo tempo, per poi distendersi e sfruttare gli spazi concessi dal Chelsea nella ripresa. Non ha giocato bene, l’Inter, non in senso stretto. Però è tornata indenne da Londra, creando molto, sciupando altrettanto e vincendo, alla fine. Non c’è di che lamentarsi. Ancelotti ha perso la partita perchè l’ha voluta giocare da Mourinho e, se la logica vale qualcosa, se c’è da giocare una partita così, beh, forse ci riesce meglio l’originale. Appuntamento a venerdì per i sorteggi.

Il gran giorno, senza Balotelli

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

E così, l’Inter è arrivata al grande scontro, quello che decide la stagione. Cioè, almeno così sembra, visto il gran parlare della partita di ritorno contro il Chelsea. Match importante, ma non fondamentale per il bilancio dell’annata nerazzurra, se posso permettermi di dirlo. In fondo, si tratta pur sempre di un ottavo di finale. Ottavo, il che significa che la strada per il Bernabeu comporterebbe ancora quarti e semifinale. Certo, fare fuori un avversario tosto e dato tra i favoriti come il Chelsea non potrebbe che giovare all’Inter, però piano con le pagine e i servizi tv spesi… Fuori Real Madrid e Milan, ell’aristocrazia europea rimarrebbero comunque Barcelona, Manchester United, Arsenal e Bayern Monaco. Brutte gatte da pelare comunque. E non credo che Moratti si accontenterebbe del prestigioso traguardo dei quarti di finale. L’Inter può passare il turno, ma c’è interesse anche per quello che sta succedendo fuori. Mourinho, con la solita mania di protagonismo, ha escluso Balotelli dai convocati: mossa pessima, visto che stiamo parlando di un giocatore capace di decidere ogni partita con un guizzo, sempre che ne abbia voglia. Non so quanto potrà far comodo questa azione meramente dimostrativa all’Inter, ma ormai il Mou lo conosciamo tutti… Ad ogni modo, l’accoppiata Balotelli-Raiola promette bene fin da ora.

Clamoroso al Massimino

Filed under: Champions League, Serie A by: Matteo Innocenti

Con ritardo, non colpevole, visto che è stato dovuto a problemi di connessione, eccomi per qualche pensiero sparso sulla partita di ieri sera. L’Inter, lo sanno tutti , è caduta a Catania. Quella ai piedi dell’Etna è una trasferta difficile per tutti: l’ambiente da quelle parti è elettrico e non si sa mai come può andare a finire. Infatti, l’Inter stava vincendo e poi ne ha presi tre nell’ultima parte della gara. I nerazzurri adesso rischiano di vedersi avvicinare da Milan e Roma. I rossoneri vengono dal tracollo di Manchester e adesso punteranno tutto sul campionato, cosa che non può fare l’Inter, o meglio, saprò se potrà farlo solo tra qualche giorno, dopo il ritorno contro il Chelsea. Solo impegni in campo nazionale anche per la Roma, attardata però rispetto ai rossoneri, ma comunque con qualche velleità. L’Inter non incanta da tempo e gli spettacolari scambi in velocità di inizio stagione sono un pallido ricordo: finchè regge il fisico tutto ok, quando viene il fiatone, allora iniziano i problemi. Qualcuno, poi, sta viaggiando a velocità ridotta: uno su tutti Eto’o, strastipendiato, che non sta contribuendo al salto di qualità interista. Sempre che non si svegli in settimana, quando sentirà quella musichetta: lui è stato decisivo in due finali, non dovrebbe emozionarsi per un ottavo.

Tramonto rossonero

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Fatto a fette, letteralmente. Il Diavolo umiliato dai Red Devils all’Old Trafford mi ha ricordato certe belle figure rimediate dalla Juventus, anche in tempi recenti (vedi Bayern Monaco), in Champions League. Il Milan trovava nell’Europa il suo habitat naturale, lo spazio ideale in cui dare sfogo al talento dei suoi singoli. Ieri sera, però, di quella squadra rossonera che fu, in campo non c’era nulla. Nemmeno il carattere e la voglia di reagire dopo aver subito i gol. Il Manchester United è una buonissima squadra, ma come parco giocatori - tolto quel fenomeno assoluto di nerbo e tecnica che è Rooney - ci sono formazione che gli sono superiori. Opinione personale, ovvio. Però la forza dei Red Devils sta nel giocare a memoria, mentre certa gente che veste rossonero fa fatica a ricordare come si butta la palla in rete. Il grande Milan europeo è tramontato, se ne facciano una ragione i suoi tifosi. Allo stesso modo, sta naufragando anche il Progetto della Fiorentina: Prandelli spinge e se ne vuole andare (Italia o Juventus), Corvino prova a trattenerlo, ma il tecnico ha capito che più di così i viola non potranno fare. E allora, meglio cambiare aria e mettersi in discussione in una realtà diversa, più grande. Era un progetto. Anche quello di Florentino Perez? Prendere i giocatori più forti del globo e vestirli di bianco lo era? Beh, ad ogni modo, sono falliti entrambi.

Colpa di Ovrebo, ma non solo

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Alla fine, come era prevedibile, quel gol di Klose ha pesato come un macigno nella corsa alla qualificazione. Insomma, il Bayern Monaco e Ovrebo hanno avuto la meglio sulla Fiorentina. Certo, fare ogni volta gol per poi prenderlo l’azione successiva non che aiuti, si solito. I viola hanno pagato anche questo: i bavaresi sono pur sempre una grandissima squadra con elementi in grado di fare la differenza. Uno di questi è Robben. Io stravedo per Robben, cavolo! Sembra vecchio, ma dimostra 40 anni da quando ne ha 18 e, se non tutti lo sapessero, è dell’84:a gennaio ha compiuto 26 anni. Ha già giocato nel PSV, nel Chelsea, nel Real Madrid e nel Bayern Monaco. Insomma, il meglio (o quasi) dei campionati in cui ha militato. Se non fosse di porcellana, credo che sarebbe considerato non inferiore a Cristiano Ronaldo. La Fiorentina, dal canto suo, ha un potenziale fuoriclasse, Jovetic. Il montenegrino, a quanto pare, si esalta in Champions League, dove adora fare vittime illustri: tra Bayern Monaco e Liverpool, in due partite al Franchi, ha messo quattro palloni nel sacco. Un bello (forse un ossimoro con Jovetic, non me ne voglia) di notte. Non è un brutto segno, per carità, ma per essere davvero grande gli servirà continuità, magari facendo finta, che ne so, che il Bologna sia il Barcelona. Grandi giocatori a parte, onore ai viola. Per poter riassaporare la Champions League, però, mi sa che dovranno aspettare il 2011/12.

Passa solo la Juve

Filed under: Champions League, Europa League by: Matteo Innocenti

L’Europa League dovrebbe essere una competizione più facile della Champions League, però le italiane riescono a zoppicare anche lì. Delle due ancora in lizza, dopo ieri sera ne è rimasta solo una, la Juventus. I bianconeri, però, hanno giocato contro l’Ajax una partita piatta, hanno sì sfiorato il gol in un paio di occasioni, ma il gioco ha latitato e di voglia forse non ce n’era troppa. Ad ogni modo, dopo una sfida intrisa di vecchi ricordi europei tra due squadre che dire blasonate è poco, alla Juve toccherà l’ottavo di finale con il Fulham. Nota stonata della serata di ieri, l’ennesimo infortunio: stavolta è toccato ad Amauri. Tutto da dimenticare, invece, per la Roma, che dopo il 3-2 dell’andata, perde in casa con l’identico punteggio contro il Panathinaikos. Ai capitolini bastava l’1-0 per passare il turno, ed invece, a causa di qualche minuto di ordinara follia si vedono costretti ad abbandonare la competizione, nonostante Ranieri volesse riportare un trofeo europeo in casa giallorossa dopo quasi mezzo secolo. Insomma, è rimasta solo la Juve. In Champions League, il Milan dovrà fare l’impresa a Manchester, per l’Inter non sarà semplice difendere a Londra il vantaggio acquisito al Meazza e la Fiorentina dovrà sfogare tutta la rabbia che ha per avere la meglio sul Bayern Monaco. Qua si rischia l’ennesima fallimentare campagna europea.