Mou ringrazia Sneijder

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Si fa per dire, perchè Mourinho, ovviamente, non dirà mai grazie a nessuno. Fatto sta che l’Inter ora è sola in testa, almeno momentaneamente. L’Udinese formato trasferta, tuttavia, si è rivelato un ostacolo piuttosto difficile da superare perchè, come dice Mourinho, con tutti quei piccoletti là davanti i suoi lunghi dietro possono andare in crisi. Soprattutto se si aggirano, i piccoletti, sul filo del fuorigioco come ha fatto Di Natale, in gol anche ieri. La sua rete, la nona in sette partite, ha pareggiato quella di Stankovic (uno che vorrei sempre nel mio centrocampo e che di solito fa gol da cineteca). Per decidere il match si è dovuto attendere il 93°: prima Di Natale ha fallito la sua possibile decima realizzazione, poi sul ribalmtamento di fronte Sneijder ha piazzato un piattone chirurgico per il 2-1 finale. L’olandese, il trequartista fortemente richiesto dal tecnico, si è finalmente sbloccato nel nostro torneo e si è risollevato dopo l’eccezionale esordio nel derby e qualche prestazione zoppicante. I campionati si vincono anche così, anzi, credo che si vincano soprattutto così. Dopo una settimana polemica (strano…), Mourinho si è così sogato con un paio di linguacce: in attesa di Del Piero, almeno c’è qualcuno che le fa. Nel pomeriggio aveva giocato il Bari con il Catania: scialbo 0-0. Più che altro, un saluto affettuoso ai tifosi pugliesi, che in settimana hanno visto svanire il loro sogno americano. Questi texani forse non l’hanno capito: da queste parti il calcio è una cosa maledettamente seria, non si scherza con i sentimenti.

Samp, sei davvero grande?

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Eccoci di nuovo a parlare di campionato. Eh sì, perché è in programma un turno infrasettimanale ricco di partite interessanti. Spalmato su due giorni, domani sera c’è Genoa-Juventus, tutte le altre si giocano oggi alle 20.45. Tra i match sicuramente più interessanti c’è quello che a San Siro mette di fronte i padroni di casa dell’Inter e il Napoli. I partenopei sono partiti maluccio: uscissero con le ossa rotte da San Siro il presidente De laurentis potrebbe fare un bel bilancio dopo cinque anzichè sette giornate… Un’altra partita gustosa è quella che mette di fronte la Sampdoria capolista e la Fiorentina. Per i blucerchiati la prova del nove: tutto sommato il loro calendario finora è stato piuttosto benevolo, per i viola, invece, è l’occasione per il riscatto. L’altra genovese, il Genoa, ospita la Juventus nel posticipo di giornata. I bianconeri sono a punteggio pieno, ma nelle ultime partite Buffon è stato il loro miglior elemento, i rossoblu, invece, sono caduti contro il Chievo dopo un inizio col turbo. Senza dubbio una partita da 1X2: se la Juve riuscisse a uscire con tre punti da Marassi (terza trasferta “di lusso” su tre, dopo le due di Roma), darebbe un forte segnale alle rivali. Tra cui c’è il Milan, non eccezionale comunque in questo inizio di campionato. I rossoneri vanno a Udine per cercare i tre punti, sperando di ottenerli con meno patemi rispetto alla sfida col Bologna. Interessante poi la sfida tra Palermo e Roma, una partita che doveva essere da scudetto secondo i sogni di Zenga (occhi anche alla sua panchina) e le possibilità dei giallorossi, ma che ora, invece, per le due rappresenta già un crocevia fondamentale per una stagione appena decente.

Juve e Samp, la strana coppia

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Dopo la quarta giornata le squadre a punteggio pieno non sono più tre ma due: il Genoa, infatti, cade a Verona contro un Chievo che, soprattutto nel primo tempo, gioca… da Genoa. Sconfitti per 3-1, i genovesi devono così lasciare la supremazia cittadina, almeno in campionato, alla Sampdoria, che invece continua a vincere. Stavolta la vittima è stato il Siena, seppellito sotto quattro reti: i doriani volano così a 12 punti in compagnia della Juventus. Vincono soffrendo anche le due milanesi: l’Inter va prima in svantaggio contro il Cagliari, poi rimonta grazie alla doppietta di Milito, già fondamentale per Mourinho (espulso, tra l’altro), mentre il Milan deve ringraziare l’assolo di Seedorf, perché il Bologna si rivela un ostacolo difficile da superare. Evidentemente gli impegni di coppa risultano già difficili da smaltire…e pensare che tra un paio di giorni già si rigioca: è infatti in programma un turno infrasettimanale. Nel posticipo, appunto, si affrontano due squadre che hanno giocato in Europa, ma la più in palla è la Roma, “fresca” di una brutta sconfitta giovedì, mentre la Fiorentina, anch’essa perdente ma di mercoledì, soprattutto nel primo tempo fa più che altro da spettatrice, affondata da un super Totti e da un gol strepitoso di De Rossi. Il 3-1 finale è senza dubbio un’iniezione di fiducia per gli uomini di Ranieri, mentre Prandelli dovrà lavorare parecchio su una squadra che si è dimostrata molle e senza idee.

Si ricomincia dalla terza

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Dopo la pausa per gli impegni della Nazionale, ecco di nuovo la Serie A. Se la seconda giornata aveva in programma due superclassiche come il derby di Milano e Roma-Juve, il terzo turno non prevede scontri al vertice. A meno che non si voglia considerare tale Lazio-Juventus, visto che i biancocelesti sono finora a punteggio pieno. Ancora fuori Del Piero, dovrebbe giocare Trezeguet, mentre dall’altra parte Zarate è in forte dubbio. In ogni caso si tratta sicuramente di uno degli incontri più interessanti della giornata. Questa partita, insieme a Livorno-Milan, è uno degli anticipi di oggi. I rossoneri sono reduci dalla batosta del derby: Leonardo è già nell’occhio del ciclone ed ha già qualche problema di formazione, probabile Huntelaar dal primo minuto. I cugini dell’Inter ricevono in casa il Parma: tre punti certamente alla portata, ma dopo il brutto pareggio interno col Bari alla prima giornata, meglio andarci cauti. Un allenatore al centro dell’attenzione a Siena: Ranieri sarà all’esordio sulla panchina della “sua” squadra, la Roma. Ma il sentimento da libro “Cuore” non fa punti. Quello di Siena per i giallorossi non è storicamente un campo facile, anzi, ma la Roma, ancora bloccata a zero punti, deve smuoversi dal fondo della classifica. A chiudere la giornata c’è Genoa-Napoli, una partita che può essere considerata uno scontro diretto per l’Europa. Le due tifoserie sono gemellate da tempo e famosi episodi come la salvezza del Grifone al San Paolo nell’82 o la promozione a braccetto di due anni fa non hanno fatto altro che rinsaldare l’intesa. Tutto questo fuori dal campo. Per il resto, potrebbe venirne fuori una bella partita.

La seconda, ed è già fondamentale

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Il computer ha regalato agli appassionati di calcio una seconda giornata coi fiocchi: questo turno mette infatti di fronte le quattro legittime pretendenti al titolo in due classiche come il derby di Milano e Roma-Juventus. Ogni risultato della stracittadina di stasera avrà qualche ripercussione: se vincesse l’Inter, Mourinho potrebbe subito mettere a tacere i suoi nemici, che già rumoreggiano, a suo dire, ma se invece riuscissero a vincere i rossoneri, per l’Inter sarebbe notte fonda. Milan a 6 punti, e già 5 lunghezze di svantaggio dopo due partite, con l’aggravante di una sconfitta nel derby. Il pareggio, invece, sorriderebbe ancora ai rossoneri, e l’Inter rimarrebbe senza vittorie dopo due partite. Spettatrice interessata è certamente la Juve, che va a far visita alla Roma. I giallorossi, che in Europa League continuano a segnare come alle selezioni valdostane, in campionato hanno però iniziato con un passo falso a Genoa e cercheranno di rimediare davanti ai loro tifosi. Per la Juve si tratta di una grossa prova di maturità: in più, con tre punti, i bianconeri distanzierebbero ulteriormente una diretta concorrente, e una contemporanea sconfitta dell’Inter potrebbe portare a 5 i punti di vantaggio sull’Inter. Insomma, la coalizione Milan-Juve individuata da Mourinho potrebbe iniziare la propria sinergia sul campo fin da oggi… Un altro incontro interessante sarà Fiorentina-Palermo: uno scontro quasi da scudetto, si potrebbe dire, perché se i viola sono una squadra che cerca da qualche anno il salto di qualità definitivo, Zenga ha ammesso di avere ambizioni tricolori. Difficile che le realizzi, ma una buona partenza in campionato potrebbe comunque portare i siciliani molto in alto. Le altre partite in programma sono Bari-Bologna (oggi alle 18), Atalanta-Genoa, Cagliari-Siena, Chievo-Lazio, Napoli-Livorno, Parma-Catania e Sampdoria-Udinese.

Bari, Texas

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L’imprenditore texano Tim Barton, omonimo ma solo foneticamente del visionario regista, ha acquistato il 100% delle azioni del Bari. Costo dell’operazione circa 25 milioni di euro e nel capoluogo pugliese già si sogna. Eh sì, perchè, con tutto il rispetto per la liason Taci-Bologna, ma vuoi mettere il fascino del texano? Del J.R. di turno che trasforma i tuoi sogni di tifoso in realtà? Poco conta che Barton abbia scelto il Bari (o La Bari, come direbbero da quelle parti) più che altro perchè la sua JMJ Holdings ha interessi in Puglia, fatto sta che di sicuro investira nella società che ha appena comprato. C’è già chi parla di Europa, penso intanto che per quest’anno una salvezza sarebbe già abbastanza: in fondo mancano una manciata di giorni all’inizio del campionato e alla fine del calciomercato. A breve, probabilmente, il Bari chiuderà con la Juve per Almiron e Yago, due buoni acquisti: l’argentino è un giocatore da provinciale e magari tornerà ai livelli di Empoli, lo spagnolo è un campione in potenza. In Puglia si potrebbe avvicinare all’atto. Per il resto la squadra è fatta e, almeno fino al mercato di gennaio gli investimenti saranno limitati, poi chissà. Certo, semplificando un po’ tutto potrei dire ai tifosi del Bari di non aspettarsi la luna: Barton non sarà un nuovo Abramovich. In fondo, se lo fosse, non avrebbe acquistato il Bari, ma magari, che ne so, la Roma. In ogni caso, con l’addio di Matarrese si è davvero chiusa un’era.

Taci? Acconsento!

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Aktiva Spa comunica di aver sottoscritto un accordo per la cessione della maggioranza delle quote azionarie del Bologna FC 1909 al gruppo industriale che fa capo all’ing. Rezart Taci, accordo da perfezionarsi nella prima settimana di agosto“. Il petroliere albanese diventa così il nuovo azionista di maggioranza (80%) della scoietà rossoblu: un piccolo passo per lui, forse, visto il suo conto in banca, ma un grande salto per il calcio italiano. Almeno per quanto mi posso ricordare io, a grandi livelli, è la prima volta che capita. Mai, in Italia, c’era stata una proprietà straniera, cosa ormai sempre più diffusa all’estero. Lo so, forse avere il vecchio buon “presidente tifoso” sarebbe più romantico e tutto il resto. Credo che per juventini, interisti e milanisti sia bello sapere di poter contare su Agnelli (o discendenti), Moratti e Berlusconi vari, mentre altri tifosi sanno che il loro presidente un giorno c’è e l’altro no. Poi ovviamente ci sono le eccezioni, come lo Zamparini che prende il Palermo e lo porta su ottimi livelli, dopo aver fatto lo stesso col Venezia, oppure Preziosi, che in LIguria si è rifatto una verginità dopo i disastri lombardi. In questo caso l’investitore arriva da lontano, dall’Albania, ma d’altra parte per molti club è l’unico modo per provare ad avere un futuro migliore: pensiamo a come sono contento i tifosi del Manchester City, o ai recenti successi del Chelsea, che era a digiuno da 50 anni… Non credo che Taci arriverà a tanto, ma potrebbe aver aperto una via, anche se la Serie A esercita sempre meno appeal, appunto, su eventuali presidenti non-tifosi.

Zenga in grande

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Sarà che lui su quella panchina un giorno ci vorrebbe arrivare, ma Walter Zenga, nuovo allenatore del Palermo, ha iniziato la stagione con un’intervista dai toni mourinhiani. “Si’, punto allo scudetto, ci sono tutte le credenziali per centrare l’obiettivo piu’ prestigioso. Io ho tanta voglia di vincere”. I rosanero sono sì una buona squadra, che non ha ceduto pezzi importanti e che dalla metà campo in su ha discreti elementi, ma Zenga ha evidentemente sparato alto. Ottimista anche sui suoi futuri rapporti con Zamparini: “Nel momento in cui un allenatore firma con una societa’, sa come ragiona la societa’ e che se vinci sei bravo e se perdi sei criticato. Nel calcio ci sono due ruoli che sono sempre i primi ad essere criticati, il portiere e l’allenatore, ho fatto entrambe le cose. Sono convinto e sicuro che non ci saranno problemi con Zamparini, sicuramente ci saranno momenti difficili, ma non vedo perche’ mi devo porre il problema del rapporto con il presidente che, sono sicuro, sara’ spettacolare. Se lui vorra’, potra’ chiamarmi in diretta durante le conferenze stampa, non ci saranno problemi tra di noi”. Quello che non manca a Zenga è, insomma, l’ottimismo, anzi, forse ne ha fin troppo, considerando che il Palermo al massimo potrà puntare al quarto posto e che Zamparini è un presidente per il quale il termine “vulcanico” non è eccessivo. Ad ogni modo, Zenga come allenatore mi piace molto, ovunque è andato ha fatto bene e di calcio sembra capirne come pochi. Non so se qualcuno si ricorda le sue poche apparizioni come opinionista nelle telecronache: puntuale, chiaro, uno dei migliori. Evidentemente sa anche come indottrinare i suoi giocatori. Ma non gli basterà, nonostante i suoi sogni: verso marzo Mourinho potrebbe avere uno “zero tituli” anche per il Palermo.

Inter, ci siamo

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Questa per l’Inter dovrebbe essere la volta buona: con sette punti di vantaggio, a questo punto basta vincere la partita casalinga contro il Siena per aggiudicarsi matematicamente il 17° scudetto. I nerazzurri, però, potrebbero laurearsi campioni d’Italia ancora prima di scendere in campo, perché il Milan anticipa al sabato contro l’Udinese: in caso di vittoria dei friulani, l’aritmetica darebbe già lo scudetto all’Inter. Ad ogni modo, sembra che finalmente i nerazzurri festeggeranno in casa, cosa che non capita dal 1989, l’anno del record di punti. Se le prime due posizioni sono ormai assegnate, dietro la Juve deve difendere il terzo posto e per farlo deve battere l’Atalanta in uno stadio deserto, visto che l’Alta Corte di Giustizia ha respinto il ricorso dei bianconeri e la Lega Calcio ha deciso che la sanzione inflitta per i cori contro Balotelli torna ad essere immediatamente efficace. In ogni caso, dopo i segnali di ripresa visti contro il Milan, potrebbe essere la volta buona per il colpo da tre punti. La Fiorentina è in bilico tra terzo, quarto e quinto posto: Juve e Genoa distano entrambe tre lunghezze. I viola affrontano al Franchi la Sampdoria dell’ex dal dente avvelenato Pazzini, mentre il Genoa va a cercare la vittoria a Verona contro il Chievo in pratica già salvo. Testa a testa anche tra Roma e Palermo, ma per la Uefa. I rosanero aspettano la Lazio, i giallorossi il Catania. Insomma, uno scontro incrociato Lazio-Sicilia che potrebbe decidere l’accesso all’Europa. Capitolo salvezza: la Reggina quasi spacciata ospita il Cagliari, che ormai vede lontano il sesto posto, a Bologna va in scena la sfida tra i padroni di casa ed il Lecce, un vero spareggio di cui potrebbe giovarsi il Torino, impegnato a Napoli. Insomma, il campionato rimane interessante fino all’ultimo…

Inter, festa rimandata

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Almeno i nerazzurri potranno festeggiare la vittoria davanti ai propri tifosi. A Verona non si vede una bella Inter: in vantaggio due volte, si fa agganciare dal Chievo mai domo. Tuttavia il Milan non riuscirà ad impensierire i nerazzurri, che, dopo il posticipo di lusso conservano ben sette punti di vantaggio sui rivali. Milan-Juve, infatti, finisce 1-1. Partita forse al di sotto delle attese, sostanzialmente equilibrata, vede i rossoneri in vantaggio con Seedorf, bestia nera della Vecchia Signora, e l’immediato pareggio di Iaquinta, il più in forma dell’attacco bianconero. Salvata la faccia, Ranieri a questo punto terminerà la stagione sulla panchina della Juve, che però non sa ancora se terminerà il campionato terza o quarta: dietro, a sole tre lungheze, c’è la Fiorentina, che vince 2-0 a Catania una partita fondamentale, visto il contemporaneo brutto pareggio del Genoa a Bergamo. Tre punti è adesso anche la distanza che separa i viola e i rossoblu: un margine non eccezionale, ma che a sole tre giornate dalla fine può rivelarsi incolmabile. Per la corsa alla Coppa Uefa, o meglio alla Europe League, la Roma, che prima va sotto 2-0 a Cagliari, alla fine riesce a fare un piccolo passo avanti, perchè riesce ad agguntare i sardi sul 2-2 e, approfittando della sconfitta del Palermo a Siena, guadagna un punto sui rosanero e mantiene a distanza glu uomini di Allegri. Corsa salvezza: il Napoli onora il campionato andando a pareggiare con il Lecce in Salento, mentre lo spareggio Torino-Bologna termina 1-1 (entrambe le reti su rigore), la Reggina, invece cade a Genova contro la Samp per 5-0. Già salvo il Chievo, possono ancora sperare tutte di rimanere in Serie A: tra i calabresi, ultimi, ed il Toro, quartultimo, ci sono appena quattro punti.