Peccato per la Corea del Nord, così arcigna contro il Brasile, così molle contro il Portogallo. Questo 7-0 è veramente un risultato d’altri tempi. Facendo un po’ di umorismo nero, fossi uno dei 23 (o forse meno) giocatori nordcoreani mi preoccuperei seriamente. Questo risultato, comunque, mi ha reso contento per un motivo, cioè per la doppietta di Tiago, giocatore in cui ho creduto a tratti (tipo dieci partite in due anni e mezzo). Non sono felice perchè potrà rientrare alla base per dimostrare il suo valore, ma perchè que
sta doppietta potrebbe invogliare qualche squadra a prenderlo. Altro girone, altra corsa. Il Cile continua a fare bene, anzi benissimo, e stende quella discreta nazionale che è la Svizzera. I sudamericani vedono gli ottavi, ma anche gli elvetici ci credono, visto che affronteranno nell’ultima partita l’Honduras, che è davvero poca cosa. La Spagna ha fatto la sua partita ed ha superato Suazo e compagni con disinvoltura, rilanciandosi in ottica qualificazione. Il girone potrebbe vedere alla fine tre squadre a sei punti se le Furie Rosse batteranno il Cile e la Svizzera l’Honduras. Insomma, nel nostro raggruppamento la seconda potrebbe anche passare con tre punti, qua invece la terza potrebbe andare fuori con sei. Non ci sarebbe davvero meritocrazia.
North Corea, of course. Questa squadra farò zero punti, dopo aver retto più di un tempo contro il Brasile crollerà miseramente davanti a Portogallo e Costa d’Avorio, me lo sento. Però mi ha fatto sognare, questa Corea del Nord. Nessuno sapeva nulla di questa formazione, nemmeno i nordcoreani, presumo. La differita con cui fanno vedere la partita da quelle parti potrebbe anche aver permesso alla regia di tagliare i gol di Maicon e Elano, chissà.
Scherzi di cattivo gusto a parte, il calcio è bello per questo: undici carneadi vestiti con le maglie da calcetto della Legea (della Legea!) che tengono testa alla Nazionale più blasonata del mondo infarcita di campioni strapagati. In quale altro sport potrebbe succedere? In nessuno, ve lo dico io. Ah, nota tecnica: bravissimo Maicon, ma l’errore è del portiere. Detto ciò, squadra simpatia a parte e ottime figure da parte di entrambe le Coree, stiamo assistendo al Mondiale più brutto si sempre. Considerando le papere dei portieri, ma non solo: pochi gol, ancora più rare le partite gradevoli. Il Portogallo, nonostante i suoi abili palleggiatori, si è ben guardato dal dare spettacolo, soffocato dalla fisicità della Costa d’Avorio. Almeno è arrivata la buona notizia per l’Italia, ovvero il pareggio tra Slovacchia e Nuova Zelanda. Il primo posto è sempre più possibile, nonostante l’infortunio di Buffon, che starà fuori fino agli ottavi.
Insomma, l’Inter è umana, come titola La Gazzetta dello Sport. Però questo non basterà per impedirle di vincere il quinto scudetto di fila (tra scrivanie e penalizzazioni, ma sono dettagli). A Parma i nerazzurri hanno raccolto un punto dopo essere passati in svantaggio ma, tutto sommato, creando più occasioni degli avversari. A segno è andato Balotelli, che come al solito si è guardato bene dall’esultare dopo il gol: non sia
mai che qualcuno lo scambi per un essere umano dotato di emozioni, o per un teenager dotato di talento mostruoso che sta realizzando il sogno di milioni di suoi coetanei e che è felice per essere lì, al posto loro. “Perchè non esulto? Vedrete che festa quando segnerò nella finale del Mondiale”. Ha detto nel dopo-partita la punta nerazzurra. Lippi sta sfoltendo la rosa dei papabili: sembra fuori Amauri, in teoria un concorrente diretto, su Totti non ci sono certezze. Per Balotelli, con una seconda parte di stagione di livello, si potrebbero aprire prospettive interessanti. Anche se, è bene dirlo, l’arrivo di Pandev non dovrebbe giovare al suo minutaggio complessivo. Sei gol per lui finora e record personale di segnature, otto l’anno scorso, nel mirino. Lippi ha già escluso Cassano per motivi… ok, perchè si è picchiato con suo figlio, Balotelli non lo ha fatto e non penso lo farà. In ogni caso, ad oggi, è molto più probabile che, anzichè con l’Italia, il gol dei suoi sogni lo faccia per il Ghana. Al di là di ogni stucchevole questione razzista, anche lui il Mondiale lo vedrà in tv: loro continuano a provarci… sennò segnerà in finale nel 2014. Ci metterei la firma.
Balotelli superstar. D’altra parte lo diceva anche Oscar Wilde: bene o male, l’importante è che se ne parli. L’attaccante dell’Inter è ancora al centro dell’attenzione. E non per motivi prettamente sportivi. Se il super presidente Blanc chiama il suo pubblico, quello juventino, dichiarandosi certo che si tratterà, nella
supersfida di domani sera, di tifo pulito e non razzista, Zamparini, tanto per smorzare i toni, fa invece notare che “non c’entra nulla il razzismo, il problema è che in campo assume un atteggiamento strafottente che lo porta ad essere antipatico a tutta Italia, me compreso. Il popolo italiano non è razzista, anzi, ma Balotelli sarebbe fischiato anche dai neri d’Africa per il suo comportamento“. Sì, però intanto il Ghana lo vorrebbe portare giustamente al Mondiale: in fondo una bella punta è proprio quello che mancherebbe per poter davvero puntare in alto. A proposito, alle 18 si conosceranno i gironi del Mondiale. Le insidie sono note, ma potrebbe anche venir fuori qualcosa di abbordabilissimo. Sono proprio curioso, magari ci tocca qualcosa di pittoresco come Corea del Nord, Honduras o Nuova Zelanda… Tornando alle polemiche sul tifo razzista, faccio il pronostico: non ci saranno cori contro il colore della pelle di Balotelli. Della serie, tanto rumore per nulla.
Le qualificazioni ai Mondiali stanno assumendo in Argentina le dimensioni di uno psicodramma collettivo. Se in panchina ci fosse un allenatore qualsiasi, la federazione lo avrebbe già cacciato. Invece, visto che il tecnico è Maradona, non si può toccare. Prima il tracollo in Bolivia per 6-1, poi la dura sconfitta casali
nga con Brasile , infine la partita persa col Paraguay l’altra notte: l’Argentina è adesso quinta, dietro Brasile, Cile, Paraguay ed Ecuador, e dietro le altre squadre stanno facendo sentire il loro fiato sul collo. Il quinto è l’ultimo dei posti disponibili: per arrivare in Sudafrica ci sarebbe poi da fare lo spareggio con una centro o nordamericana. Niente è perduto, sia chiaro, però che l’Argentina rischi di non arrivare al Mondiale è incredibile, vista la qualità e la quantità di grandi giocatori a disposizione. Poi però guardi le formazioni messe in campo dal Pibe e chi ci trovi? Veron (massimo rispetto, ma ha 34 anni e gioca nell’Estudiantes), Palermo (36 anni, decisivo solo in patria), Datolo (non dico niente) e, a volte, persino Denis (idem), Zanetti terzino sinistro per far spazio a Papa a destra, Gago dirottato in fascia… L’ennesima dimostrazione che non sempre un fuoriclasse diventa un fenomeno della panchina. Tuttavia Maradona, l’uomo che ha fatto sognare la sua nazione, non molla, e ha detto di crederci. Auguri.
Il Brasile in gol con Luisao e Luis Fabiano (doppietta), per l’Argentina solo un gol, di Datolo. La supersfida tra i due colossi sudamericani è dunque finita con una pesantissima vittoria in trasferta del Brasile a Rosario. Adesso, nel suo girone, la Seleccion è quarta alle spalle di Brasile, Paraguay e Cile, e rischia lo spareggio con il quinto classificato del gruppo Concacaf (impegno non impossibile, sia chiaro). Maradona, sulla panchina dell’Argentina, sta dimostrando che un fuoriclasse in campo non sempre diventa un grande tecnico.
E l’ex 10 del Napoli, autentico mito vivente, è considerato il miglior giocatore di sempre, seppur in scomoda coabitazione con Pelè. Tuttavia, nei giorni scorsi Kakà, uno dei più forti giocatori di oggi, ha dichiarato che, sebbene Maradona fosse un “artista” assoluto, lui si considera più completo del Pibe de oro. Dichiarazione scomoda, non c’è che dire, ma che, in fondo, contiene le sue verità. Seppur Maradona fosse scattante e piuttosto rapido, atleticamente Kakà lo sovrasta, per non parlare della professionalità, anche se quella non fa gol. Ovviamente Maradona rimane superiore, ma Kakà ha ancora 27 anni, quindi ha tempo per accorciare le distanze. Qua potrebbe tornare il solito discorso dei fuoriclasse di ieri messi a confronto col calcio di oggi e viceversa: se provate a guardare Italia-Germania dei Mondiali del ‘70,cosa potrebbe fare lì un Cristiano Ronaldo qualsiasi? Mettete però sui suoi passi il Gentile che marcò Maradona al Mundial, come ne uscirebbe il calciatore-modello?
L’ultima di Blatter è, una volta tanto, una buona idea. Su richiesta della Federcalcio danese, la FIFA ha ammonito la Federcalcio brasiliana dopo la preghiera collettiva alla fine della finale di Confederations Cup. Questa decisione mi trova d’accordo: la preghiera collettiva del Brasile mi aveva lasciato basito: cos’è? Dio era improvvisamente diventato verdeoro ed aveva deciso di far vincere il Brasile? Contro gli ameri
cani, tra l’altro presumibilmente per larga parte cristiani? Ho sempre creduto che la religione dovesse essere un fatto personale ed intimo, per questo sono contro certi raduni di massa, ma su quello che succede fuori dal campo non voglio mettere bocca. E’ proprio esultare ringraziando Dio dopo un gol, con annesse magliette con dichiarazioni di appartenenza, o dopo una vittoria che è concettualmente sbagliato. Che poi, va bene un salutino al cielo, un bacio per terra, un segno della croce, ma mettersi in cerchioa quel modo mi è sembrato troppo. Inoltre, pensiamo all’eventualità di una finale di Confederations Cup tra Brasile ed Egitto… cristiani (di varia estrazione) contro musulmani? La preghiera collettiva del Brasile non credo sarebbe stata politicamente (ed ovviamente religiosamente) corretta, se fatta contro avversari islamici. In mondovisione, peraltro. Quindi, dove non ha potuto il buonsenso, ci ha pensato la FIFA.
E così il Milan avrebbe scelto il suo nuovo centravanti: Luis Fabiano. Galliani e Braida sono attualmente a Siviglia per discutere con i dirigenti del Siviglia le condizioni del suo acquisto. L’offerta rossonera è di 20 milioni, la clausola del giocatore arriva a 30, ma è un prezzo spropositato: probabile che l’intesa arrivi per la cifra proposta dal Milan, o per un paio di milioni in più. Altrimenti tutto questo non avrebbe senso: Luis Fabiano è, come minimo, la terza scelta dopo Dzeko e Adebayor, tramontati per il loro prezzo e
ccessivo (unito al futuro ingaggio). Luis Fabiano è una buona punta, ma non il “fabuloso” che era in Brasile. In Europa, dopo una fugace esperienza appena 20enne al Rennes, sbarcò al Porto, ma fallì clamorosamente, per poi rilanciarsi al Siviglia, seppur dalla seconda stagione. Se tre indizi fanno una prova, si tratta di un giocatore che alla prima annata non carbura, ma potrebbe anche essere stato un caso. Tuttavia, in Europa ha disputato solo un stagione “monstre”, la 2007/08, in cui segnò 24 reti nella Liga e 10 nelle coppe. Quest’anno, per dire, in campionato non ha raggiunto la doppia cifra. E’ sì il centravanti titolare del Brasile, ma ha 29 anni e nessun margine di miglioramento: nonostante una Confederations Cup da protagonista, si capisce perchè i dirigenti rossoneri avessero prima battuto altre strade. Dzeko è forse quello con meno appeal, ma ha 23 anni ed una forza fisica impressionante, Adebayor è un 25enne che nelle ultime stagioni ha retto il peso dell’attacco dell’Arsenal. Luis Fabiano ha 29 anni e non sembra uno da 20 reti. In più, è brasiliano ed arriva da Siviglia nell’anno in cui il Milan cede uno dei suoi fuoriclasse… vi ricorda nessuno?
La Fiorentina apre la strada alle clausole rescissorie in Italia. La società viola ha infatti ha definito l’accordo con l’agente di Felipe Melo per il rinnovo del contratto del centrocampista brasiliano fino al 2013. Dopo solo una stagione, insomma, il mediano ha un nuovo contratto, la cui vera novità sarà, appunto la clausola rescissoria. A renderlo noto è stato lo stesso club viola sul sito ufficiale: ”La Fiorentina comuni
ca che il Direttore Sportivo Pantaleo Corvino si è incontrato oggi a Milano con l’agente del centrocampista viola Felipe Melo. In questa occasione sono stati definiti i dettagli dell’accordo per il prolungamento del contratto fino al 2013 con l’inserimento di una clausola rescissoria“. Il cui valore dovrebbe aggirarsi tra i 20 e i 22 milioni di euro. Molti? Sì, se si considera che un anno fa Melo era stato pagato 8 milioni circa. Nemmeno tantissimi viste le cifre che ultimamente si vedono sparare in giro. Il centrocampista brasiliano non è un fenomeno ed ha disputato una stagione buona sì, ma non esaltante, tuttavia ha disputato una Confederations Cup da protagonista e, con Dunga C.T., sembra essere ormai titolare fisso in verdeoro. Ha fisico, ma anche una discreta tecnica, inoltre è duttile: in Spagna giocava più avanzato, nella Fiorentina ha avuto compiti di regia, nel Brasile fa da frangiflutti davanti alla difesa. Insomma: Corvino ha stabilito il prezzo. Con poco più di 20 milioni parte. Una cifra importante per la Fiorentina, ma piuttosto accessibile per certi sqaudroni, se fossero alla ricerca di un mediano con i fiocchi.
Sarà che le mummie, come aveva detto Lippi, potevano slegare le bende, ma quando si è davvero troppo mummie la cosa si fa difficile. Peggio di così non si poteva fare: primo tempo semplicemente imbarazzante da parte dell’Italia e seconda frazione migliore, ma solo per un calo fisiologico dei verdeoro. La formazione, prevedeva un centrocampo di piedi buoni, ma l’esperimento è durato il tempo di prendere tre reti. La difesa è stata per larghi tratti inguardabile, sia nei centrali che sulle f
asce: Cannavaro e Chiellini troppo spesso hanno dovuto fronteggiare i rapidissimi attaccanti brasiliani, lanciati verso Buffon come saette, Zambrotta non è quello del 2006, Dossena invece temo che sia esattamente quello di stasera. La Juve, modesto parere, farebbe meglio a concentrarsi su Grosso. L’attacco è stata la vera delusione, in ogni suo interprete della formazione iniziale: Toni macchinoso, gemello scarso di quello di un paio di stagioni fa, Iaquinta non pervenuto, Camoranesi che si è fatto vedere solo nel secondo tempo. Hanno fatto molto meglio i subentrati come Gilardino, almeno un po’ più mobile di Toni, Pepe, almeno volenteroso, e soprattutto Rossi, che con un paio di bordate ha scaldato i guanti a Julio Cesar. E’ lui l’unica nota positiva di questa spedizione sudafricana. Nessun dramma, ma rumorosi campanelli d’allarme in vista del Mondiale: sarà meglio che Lippi trovi una formazione-tipo ed insista su quella, facendo magari chiarezza in attacco, perchè ora come ora Rossi deve giocare. Ultima nota: inutile portare Santon se poi lo si tiene in panchina, tanto valeva lasciarlo a Casiraghi.
