Pugno duro, ma con tutti

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Milos Krasic salterà le prossime due partite di campionato dopo la simulazione contro il Bologna. Per lui, spiega il giudice sportivo Tosel, “la sanzione applicata è quella minima”. Due turni fuori, dunque, per un abile tuffo in avanti. Che quello di Krasic sia stato un palese tentativo di procurarsi un rigore non ci piove: bene, sono d’accordo sul fatto che si debbano punire i simulatori, e trovo la difesa della dirigenza juventina fuori luogo, però a questo punto, che siano puniti tutti. In passato hanno ricevuto squalifiche Iliev, Zalayeta e Adriano, solo per fare alcuni nomi. comunque pochi casi rispetto a ciò che si vede sui campi di calcio in ogni turno di campionato. Solo rimanendo a questa stagione, è stato plateale il tuffo di Lucio contro il Bari, e non lo dico per essere anti-interista. Ed in quel caso non si può negare che si trattasse di un “abile tuffo in avanti”. Il risultato era di 2-0, ma cosa cambia? Se sono già ricco e faccio una rapina, allora non devo andare in galera?  Le simulazioni, poi, sono ovunque: anche Robinho, contro il Napoli, ha ricevuto una pacca sul petto da Aronica, eppure è stramazzato a terra come se fosse stato raggiunto da un montante di Tyson. Un fatto incomprensibile delle punizioni inflitte è poi un altro, a mio avviso: se l’arbitro si accorge della simulazione durante la partita, allora il giocatore che finge riceve un’ammonizione. Se il direttore di gara non se ne accorge, allora si va alla prova tv, e la sanzione minima è una squalifica per due giornate. Se le cose devono avere una logica, beh, questa non ne ha molta. A questo punto, meglio un bel cartellino rosso anche in partita.

L’aquila non vola, Krasic sì

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

In attesa che l’aquila Olimpia vinca la sua timidezza e non faccia più i capricci (con buona pace degli animalisti), nel frattempo a volare sicura in alto ci pensa la Lazio, che evidentemente non soffre nessuna sindrore da alta quota. In questo momento per i biancocelesti gira tutto nel modo giusto: basta vedere la rete di Mauri ieri e di Floccari nella trasferta vittoriosa di Bari. Lazio prima dunque, Inter per adesso seconda, in attesa della partita del Milan di stasera. I nerazzurri non vanno oltre l’1-1 casalingo contro la Sampdoria, tra l’altro andata in vantaggio. Ci pensa Eto’o a mettere le cose a posto con una zampata delle sue: c’è poco da fare, questa Inter dipende in tutto e per tutto dalle lune del camerunense, per adesso mai storte. Ha una pericolosa dipendenza anche la Juventus, ma da Krasic: quando il serbo ha le gambe molli, i bianconeri non brillano. Tra l’altro, la nota stonata della giornata riguarda proprio la simulazione dell’ala juventina: sono già partiti i processi, come se non fosse mai successo prima. Che paghi, ma che paghino tutti. A proposito di sanzioni disciplinari: è possibile squalificare un giocatore perchè è troppo scarso? Credo di no. Peccato, perchè nel caso di Iaquinta qualche turno fuori sarebbe stati provvidenziale. Al di là del rigore sbagliato: per quello c’è solo da ringraziare i suoi piedi, meglio così.

Se fossero così, i giovani…

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Presidente del Settore Tecnico della Figc. Non male per uno che fino all’altroieri se ne stava rintanato nel suo buen retiro, lontano da tutti e da tutti. Dal suo addio al calcio, avvenuto nel 2004, Roberto Baggio non aveva voluto aver nulla a che fare con quello sport che lo ha reso così famoso. C’era stato un flirt con l’Inter, presumo, paradossalmente la squadra nella quale ha inciso meno in carriera (ma Moratti è capace di far diventare un simbolo dell’Inter anche Figo… niente di strano), ma nulla di più. Però Baggio è di tutti, è il campione più nazionalpopolare che l’Italia abbia mai avuto: logico che il suo posto sia in azzurro. “Sogno che il calcio italiano possa tornare ad avere talenti importantissimi. Ma occorre credere nei giovani perché sono il futuro, bisogna dare tutto quello che abbiamo dentro per farli crescere bene”. Questo ha detto al Tg1, e non gli si può dare torto. Non c’è nessuna formula magica: bisogna puntare sui giovani perchè i vecchi prima o poi smettono. Sta nella natura delle cose, anche in quella della vita. In realtà nel calcio si punta sui giovani, solo che non sempre questi giovani sono meglio degli “anziani” che hanno davanti. Se il talento c’è bene, sennò amen. Se fossero tutti come Baggio i giovani giocherebbero sempre in prima squadra.

Tutto il mondo è paese

Filed under: Pallonate, Serie A by: Matteo Innocenti

Allora, vediamo un po’… il campionato è stato falsato? No, credo proprio di no. L’Inter è forte ed avrebbe potuto vincere lo stesso contro la Lazio. Diciamo che comunque sarebbero tutte supposizioni. Certo, l’ambiente era un po’ strano, però otto anni fa tutto andò contro ogni pronostico. Ok, là ci fu chi si “ribellò”, come Poborsky, ma anche Muslera c’ha messo del suo. Ricevere minacce dalla curva certamente non è stato uno stimolo verso l’impegno per i giocatori della Lazio: bastava far giocare le partite in contemporanea. Adesso tutti insieme vengono disputati solo gli incontri degli ultimi due turni: che senso ha? Nessuno, ma da ora in poi sarà sempre peggio. Certo, magari la Lazio avrebbe perso comunque, anche con la vittoria dell’Atalanta, ma certe situazioni andrebbero evitate. Non arriverei a definire la possibile vittoria tricolore dell’Inter “una vergogna”, come ha fatto la Sensi: la Roma il campionato l’ha buttato via con la Sampdoria, tutto qua. Anzi, aveva fatto anche troppo arrivando fino al primo posto. Tuttavia, in generale, non c’è niente di anormale nel “gufare” contro gli acerrimi rivali: chi è tifoso può capire. Il 22 maggio, ad esempio, non tiferò certo Inter. In più, basta lamentarsi della nostrà mentalità: tutto il mondo è paese, anche a Liverpool tifavano un po’ Chelsea. Il Manchester United non vincerà la Premier League un po’ anche grazie all’assist di Gerrard per Drogba: splendido, davvero.

Solidarietà a Peluso

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Nella domenica in cui la Juventus ha la conferma che non disputerà la Champions League l’anno prossimo (ed in effetti non se lo sarebbe meritato), tutti gli occhi erano puntati verso Bergamo. Atalanta-Bologna, oltre a decidere la salvezza di una delle due, poteva anche dare una mano alla Roma in chiave scudetto: se avessero vinto i nerazzurri, infatti, per la Lazio sarebbe stato importantissimo fare punti stasera contro l’Inter. Invece è stato pareggio, sì, ma arrivato nella maniera più crudele per i bergamaschi: con un autogol assolutamente casuale, frutto di una respinta del portiere sui piedi di un difensore. Povero Peluso, davvero. Personale opinione, credo che se oggi avesse vinto l’Atalanta, in B ci sarebbe andato il Bologna, squadra ormai cotta, che forse si era creduta salva troppo presto. Sembrava certo di rimanere in A a febbraio, il Bologna, poi ha rimesso tutto in discussione, complice la rimonta dell’Atalanta. A questo punto, come già detto, la Lazio potrà affrontare l’Inter senza sentirsi l’acqua alla gola: improbabile un nuovo 5 maggio (seppur con due partite ancora da giocare). Per il resto, giusto che a giocarsi la Champions League siano Sampdoria e Palermo, autrici di un campionato strepitoso. Per la disastrosa Juve di questa stagione, poi, oltre al danno potrebbe essere in arrivo la beffa: arrivando settima, dovrebbe pure fare i preliminari di Europa League.

Pazzo Inter*

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Dopo aver vinto un derby azzeccando cambi “delicati”, Ranieri non è riuscito a fare lo stesso contro la Sampdoria. Dopo essere passata in vantaggio, la Roma non ha chiuso la partita ed ha subito la rimonta. L’ingresso di Taddei ha infatti aperto il casello sulla fascia sinistra dei genovesi, ed è da lì che è arrivata la sconfitta. Sampdoria in paradiso e Roma in quell’inferno chiamato secondo posto. Ranieri ha provato a vincerla: a conti fatti, uno o zero punti cambiava poco. L’Inter sarebbe rimasta davanti: con gli scontri diretti a favore, adesso i giallorossi devono vincerle tutte e sperare che i nerazzurri ne pareggino una. Basterebbe per il tricolore, ma considerando che i nerazzurri si troveranno davanti Lazio, Chievo e Siena si capisce come le speranze della Roma siano ridotte al lumicino. La Samp, insomma, si è ripresa il quarto posto dopo che le era stato temporaneamente soffiato dal Palermo, mentre adesso, nonostante i tre punti ottenuti contro il Bari, deve dire addio alla Champions League la Juventus. Lo stesso vale per il Napoli, addirittura bloccato al San Paolo dal Cagliari. Le squadre che andranno in Europa si fermano qua: il Genoa si è fatto superare a domicilio dalla Lazio, che così è praticamente salva e potrebbe non rappresentare un grande ostacolo per l’Inter nella prossima giornata, figuriamoci col rischio di fare un grosso favore ai cugini giallorossi… La Fiorentina, poi, sempre più alle prese con uno spogliatoio in ebollizione, si è arresa mestamente al Chievo. A proposito di toscane, il Livorno saluta la A ed è quasi in B anche il Siena, caduto a Udine. Vittoria vitale per il Bologna, infine, che batte il Parma nel derby emiliano e scaccia l’incubo della retrocessione: per l’Atalanta l’aggancio ai rossoblu sembra pura utopia.

(* ringrazio Lorenzo Mantelli per il titolo)

Sì, sorpasso effettuato

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Allora, questo campionato chi lo vince? La Roma ha effettuato il sorpasso, impensabile fino a poche giornate fa, ed adesso ha un punto in più rispetto alla capolista Inter. I calendari delle due squadre si equivalgono, all’incirca. Fuori dai giochi il Milan, attardato di quattro lunghezze dai giallorossi e atteso da impegni che porteranno inevitabilente ad una serie di punti persi per strada. Lotta a due, insomma. Inter contro Roma, Mourinho contro Ranieri. I nerazzurri sono ancora in corsa su tre fronti, ma potrebbero anche finire la stagione con zeru tituli, i capitolini erano partiti in maniera disastrosa e con un allenatore rifugiatosi in Russia. Il prossimo turno dirà molto: già venerdì la Juve farà visita all’Inter (con lo stimolo delle nuove interecettazioni), la Roma sarà impegnata nel derby, partita indecifrabile per antonomasia. Continua poi ad essere avvincente la corsa al quarto posto: Palermo ok col Chievo, Sampdoria idem grazie alla vittoria nella stracittadina col Genoa, Juventus che resiste superando a fatica il Cagliari. Perde terreno invece il Napoli, che ora a cinque punti dalla Champions League e con tre squadre da superare: dopo l’harakiri col Parma è molto difficile l’aggancio al quarto posto. Per quanto riguarda la salvezza, fondamentale il successo della Lazio a Bologna: gli emiliani, adesso, rischiano grosso. Tutte quelle che stanno sopra, ad occhio e croce, sono salve.

Distanze corte

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Davanti vincono tutte e la situazione rimane esattamente quella di una settimana fa. L’Inter approfitta della pochezza in attacco del Bologna per farlo a fette dopo avergli qualche spazio non sfruttato, la Roma si conferma in gran forma andando a vincere su un campo difficile come quello di Bari, il Milan dimostra di essere lassù senza essere davvero una squadra da scudetto, vista l’imbarazzante difesa messa in campo a Cagliari. Eppure i rossoneri sono lassù, del trio che corre per il tricolore sono quelli più attardati, è vero, però sono solo tre punti. Questo la dice lunga sul livello del campionato italiano: c’è una grande mediocrità oppure un campionato sostanzialmente equilibrato è un buon segno? Io sono per la prima ipotesi. Lo stesso si può dire per la corsa al quarto posto: La Juventus, semplicemente inguardabile anche ieri sera a Udine, ha perso 12 gare in campionato, ma è ancora a tre punti da Palermo e Sampdoria, appaiate ai piedi del podio a quota 51 punti. Lì poi c’è pure il Napoli, una squadra partita male, resuscitata, andata in crisi di nuovo ed adesso ancora in corsa per la Champions League. Da Fiorentina e Genoa in giù, fino al Chievo, c’è quel limbo di squadre che ormai hanno poco da chiedere al campionato: viola e rossoblu sono a -6 dal quarto posto, se rientrano in corsa con quattro squadre davanti è un miracolo sportivo. I clivensi, a pari punti col Catania, sono essenzialmente salvi, visto che la terzultima è l’Atalanta a quota 31, lontana sette lunghezze. Rischiano invece la Lazio, ma anche il Bologna, che ha finito la benzina o forse si è creduto salvo troppo presto, ma anche l’Udinese, nonostante la vittoria di ieri. Ormai spacciate, invece, Siena e Livorno: per loro la salvezza sarebbe lontana otto punti, la vedranno col binocolo.

Tutto come prima

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Fine settimana col brivido, quello appena trascorso. Perché, ad un certo punto, sembrava che fosse già tempo di titoli di coda. L’anticipo serale di sabato sembrava aver decretato l’ora del match point interista. Ieri sera, però, la capolista ha toppato, pareggiando 0-0 col Genoa. I nerazzurri forse hanno già in testa il Chelsea, magari stanno dosando le energie, forse, semplicemente, iniziano ad avere poca benzina: d’altra parte la squadra di Mourinho deve molte delle sue fortune alla condizione fisica e quando essa viene meno, qualche volta arrivano i dolori. Tuttavia il vantaggio sulle inseguitrici rimane lo stesso, ma con una partita in meno da giocare. Scendendo dal podio, ecco al quarto posto, ancora, il Palermo, che si è sbarazzato del Livorno respingendo l’assalto della Juventus. Corre ancora per il quarto posto il Napoli, sorpassato però dalla Sampdoria, visti i tre punti ottenuti dai blucerchiati contro la sempre più derelitta Lazio. I partenopei sono caduti a Bologna: nel calcio non si può sempre correre a mille all’ora e, se fino a qualche partita fa era il Napoli a far paura, adesso tocca al Bologna fare vittime illustri. Grazie alla vittoria di ieri, gli emiliani sono ad un passo dalla parte sinistra della classifica. Praticamente salvo. Si restringe, dunque, la lotta per non retrocedere: ad occhio e croce,  sono coinvolte in sei, dal Catania in giù.

Un girone fa

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Un girone fa il derby di Milano sembrava aver disegnato quella che sarebbe stata la stagione a venire: Inter troppo forte per tutti, Milan inadeguato e addio sogni di gloria rossoneri. I nerazzurri avevano fornito una vera e propria prova di forza, aveva vinto 4-0 ed avevano dominato dal primo all’ultimo minuto, offrendo anche sprazzi di grande gioco. Oggi, passate diciannove partire, le cose sono cambiate. Ok, l’Inter è in testa, ma il Milan sembra poter essere una seria rivale. Se vince il derby avvicina l’Inter fino a -3: con una partita da recuperare, i rossoneri sono virtualmente primi a pari merito. Come ogni stracittadina, la partita di domani sera è semplicemente indecifrabile ed il fatto che potrebbe indirizzare le sorti del campionato in un verso piuttosto che in un altro non fa che renderla ancora più affascinante. Ma questo turno riserva anche un altro big match. Juventus-Roma non è mai stata e non sarà mai una partita normale. Ancora meno stavolta, visto che i giallorossi hanno superato i bianconeri in classifica dopo aver passato buona parte di inizio  campionato nei bassifondi della Serie A, anche per colpa di quella Juve che un girone fa la umiliò a domicilio. Doveva essere l’epifania di Diego, è semplicemente rimasto il suo unico bagliore. Alla guida della Roma c’è quel Ranieri mai amato edalla Juve ed infine esonerato: per lui arrivare a questo scontro nel ruolo della lepre è già una grandissimo risultato e fonte di soddisfazione. Al contrario, proprio Ferrara, che gli è subentrato, stavolta rischia davvero la panchina. Tra Roma e Juve, però, ora in classifica c’è il Napoli. I partenopei, terzi, cercano conferme a Livorno, proprio nella città del tecnico dal tocco magico Mazzarri. Complice lo scontro Juventus-Roma, questa giornata potrebbe favorire la scalata ai piani alti del Napoli. Tanto per abbuffarsi, non è finita qui: occhio ad un altro incontro da alta classifica come Palermo-Fiorentina: tra oggi e domani, lo spettacolo sembra proprio essere assicurato.