Per me il bicchiere è mezzo vuoto

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

In giro leggo e vedo commenti positivi dopo il pareggio interno della Juventus. Vero, un punto ottenuto giocando un tempo in inferiorità numerica non è da buttare, ma forse l’ottimismo arriva in seguito ad uno sguardo alla classifica. La Juventus è lassù, non da sola, ma è in vetta. Imbattuta dopo tre giornate, con sei reti fatte e due subite, di cui una a risultato ampiamente acquisito. Della partita con il Bologna c’è da salvare il carattere mostrato e la voglia di tenere comunque il pallino del gioco, ma continua a vedere due punti persi invece di uno guadagnato. Considerato il calendario, infatti, i nove punti in classifica erano decisamente alla portata. E poco conta come era messa la squadra l’anno passato: sì, probabilmente la Juve della stagione scorsa il match contro il Bologna l’avrebbe perso, ma c’entra poco. La Juve di quest’anno l’avrebbe vinto se non fossero state commesse due o tre sciocchezze. La prima di Vucinic, che si è fatto buttare fuori per un fallo a 70 metri dalla sua porta, la seconda di De Ceglie, che ha regalato una palla gol da una situazione innocua (queste cose le poteva fare anche Ziegler) da cui è nato l’angolo del pareggio arrivato grazie all’approssimativa marcatura di Chiellini su Portanova, ecco la terza. Questo per quanto riguarda quelli che sono scesi in campo. Per il resto, Vidal sembra già essere un tuttofare da mettere sul finire di gara, Quagliarella uno da tenere solo in panchina, così come Elia, che almeno nel frattempo trova il tempo di twittare. Sono troppo critico? Forse. Ma vincere non è importante, è l’unica cosa che conta. Si sa.

L’errore che non costerà caro

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

Quello che è successo tra Inter e Bologna in occasione dell’apertura delle buste per Viviano è oggettivamente grottesco: non è accettabile che un dirigente non sappia cosa deve scrivere in quell’occasione. Pedrelli l’ha fatta grossa, anche se Moratti non chiude le porte: ma il fatto è che il Bologna non è che volesse tenere Viviano per metterlo in porta, bensì per venderlo. E questo potrebbe in effetti ridimensionare l’accaduto. Non sono un direttore sportivo, però credo di aver capito bene la questione. La cosa certa è che in due anni il Bologna ha guadagnato 600.000 euro: aveva preso metà Viviano per 3,5 milioni e l’ha rivenduta per 4,1. Se invece se lo fosse aggiudicaro per intero alle buste, avrebbe speso in tutto 8,2 milioni (3,5 + 4,7). A quel punto lo avrebbe venduto. Ma chi potrebbe essere interessata a Viviano? La Roma sembra orientata su Stekelenburg, la Lazio punta su Marchetti. La Fiorentina (per lui sarebbe un ritorno all’ovile) dovrebbe prima piazzare Frey e Boruc. Insomma, non ci sarebbe stata nessuna asta per il portiere, per cui non so a che prezzo il Bologna l’avrebbe venduto. Non credo in doppia cifra: tutto sommato è sì un portiere nel giro della Nazionale, ma c’è perchè Prandelli come riserva non chiama ultratrentenni, ed alla fine a 26 anni Viviano ha sempre giocato in B o per la salvezza in A. Insomma, l’avesse venduto a 10, il Bologna avrebbe fatto una plusvalenza di 1,8. A 9 di 800.000, l’avesse venduto a 8 avrebbe guadagnato meno rispetto ad adesso. Non credo che l’errore di Pedrelli costerà caro.

Stato di crisi

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Credo che per spiegare la vittoria del Bologna sulla Juventus serva elaborare un cocktail. Ci metterei, almeno io, un 40% di Delneri, 30% di Bologna e poi 30% di giocatori bianconeri. Nell’ultimo elemento della bevanda (a me indigesta, va detto) rientrano sia le singole prestazioni che la sfortuna. Mi spiego: il palo colto da Iaquinta, il tiro di Toni salvato sulla linea, le imprecisioni di Matri e Bonucci sono sì episodi avversi, ma se la fortuna è cieca, la sfiga invece ci vede benissimo. Insomma, la buona sorte bisogna anche cercarsela, magari essendo più precisi e cattivi sottoporta. Detto ciò, complimenti al Bologna e al suo valoroso capitano Di Vaio: non che vincere a Torino sia impossibile, ma questi tre punti vanno ad una squadra che lo merita e questa sconfitta, da juventino che abita nel capoluogo emiliano e che ha vissuto da vicino le vicende societarie dei rossoblu, fa un po’ meno male. Ma non mi passa certo la voglia di essere polemico nei confronti della mia squadra, ed in particolare del suo allenatore. Molte volte ho criticato Delneri, integralista del 4-4-2, perchè non si schiodava mai dal suo modulo prediletto anche quando non aveva gli uomini per metterlo in campo. Ieri sera si voleva smentire ed ha fatto le cose in grande: all’inizio del secondo tempo ha schierato un incomprensibile 4-2-4, come se avesse dovuto rimontare, consegnando il centrocampo al Bologna e confinando Matri all’ala. Poi, quando doveva rimontare, è passato, credo, ad un 3-4-3. Ma, ovviamente, senza nessun risultato. Molto bene. Almeno ha dimostrato di essere eclettico.

Vale tutto

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Nel nostro campionato non v’è certezza. Questa, paradossalmente, è l’unica che abbiamo. Eh sì, perchè il Napoli inchioda a Verona, il Lecce fa il colpaccio a Parma dopo aver fatto le barricate per novanta minuti, il Cagliari appena privatosi di Matri espugna Marassi e il Milan, fermato dai pali, in casa non riesce ad avere la meglio sulla Lazio, così come la Roma davanti ai propri tifosi fa solo un punto contro il Brescia. Ma passiamo alle dolenti note, almeno per me. La Juventus ha perso e questa non è più una notizia. Almeno stavolta c’è stata la reazione che altre volte non era arrivata e a mio modesto parere, ci stava almeno il pareggio. La squadra dei primi venti minuti meritava di perdere sonoramente e infatti lo stava facendo, quella che si è vista fino alla metà del secondo tempo ha attaccato a testa bassa, senza molta qualità, ma ha creato tanto. E ha sprecato, va detto. E’ mancata la freddezza sotto porta e le sue grandi colpe se le deve assumere anche Delneri, che non ha voluto pareggiare (almeno, di nuovo) la partita. Perchè non si può togliere Matri (sprecone, ma c’era sempre) e Aquilani (stanco morto) per mettere Martinez e Sissoko quando c’è da sferrare l’assalto. Non si può togliere un centravanti e un centrocampista dai piedi buoni per mettere un’ala e un mediano. O forse si può. Visto che si può non fischiare certi rigori, forse si può fare tutto nel nostro calcio.

Dove si fa benzina?

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Ci sono squadre che azzannano l’avversario, imponendo grandi ritmi, giocando con il cuore, e che rendono al di là di ogni più rosea previsione. E’ il caso del Napoli, che adesso fa sul serio. Non vincerà lo scudetto, non ne ha ancora la forza, ma la Champions League ormai è l’obiettivo reale di questa stagione. Non ci avevo creduto, lo ammetto, ma a questo punto la squadra di Mazzarri ce la può fare. C’è chi come l’Inter, invece, soffre maledettamente e riesce a superare l’avversario con l’aiuto della buona sorte, in virtù di pali colti e rigori sbagliati dall’avversario. Ovviamente tutto questo considerando la partita di ieri, in cui i nerazzurri hanno avuto la meglio sul Palermo, ma che lascia spazio ai “se” e ai “ma”. Nel calcio, però, queste cose non contano. Conta vincere, in un modo o nell’altro. Ed eccomi alla Juve: questa squadra proprio non ce la fa e la formazione vista ieri sera proprio non poteva fare tre punti. Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato tifare per un club da metà classifica: ecco, il destino mi ha accontentato e devo dire che si stava meglio prima. Tuttavia, stavolta non riesco ad essere arrabbiato con chi è sceso in campo. Piuttosto, quella che provo è rassegnazione: i giocatori, proprio, sono in condizioni pietose. Ormai per me è chiaro: complici gli infortuni, che hanno decimato una rosa già non eccelsa, la benzina è finita. E adesso, con le due trasferte di Palermo e Cagliari la situazione potrebbe davvero precipitare. Il quarto posto inizia ad essere un obiettivo proibitivo: l’unica reale speranza è che chi è davanti inizi a rallentare un po’. La vedo dura, anche perchè iniziano ad essere in troppe.

Percorso netto per Leo

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

C’era un tempo in cui comparivano allenatori che rivoluzionavano il calcio. Ma ormai, nel 2011, tutto è stato fatto e la categoria, con ogni probabilità si è estinta. Rimangono quelli che migliorano le loro squadre, quelli che svolgono il compitino e quelli che peggiorano le cose. Ecco, Benitez nella sua esperienza interista è appartenuto al terzo gruppo. Non c’è dubbio che Moratti lo abbia spinto in quella direzione, ma anche lo spagnolo non è esente da colpe. Se ne farà una ragione, immagino, o forse se l’è già fatta. Sarebbe bastato rimanere nel limbo del compitino, ma non c’è riuscito. Sarebbe bastato proseguire il lavoro di Mourinho ma lo spogliatoio non l’ha mai seguito, cosa che non sta accadendo con il suo successore Leonardo. Da quando c’è lui i nerazzurri non hanno sbagliato un colpo: ad impressionare positivamente è soprattutto la quantità di reti segnate. Dopo le reti del centrocampo, ieri sera sono andati a segno i terminali offensivi Eto’o e Milito, che nell’ultimo periodo latitavano. Per ora, Leonardo si può collocare nel gruppo intermedio. Il tempo dirà se la ripresa dell’Inter è dovuta a lui o al semplice fatto che alla nave che stava andando alla deriva bastava cambiare il timoniere. Il Milan non è irraggiungibile, soprattutto considerando le due partite da recuperare: sei punti un po’ più che virtuali. Insomma, se l’Inter si ricompatta sul serio, mantenere la testa non sarà facile per chi adesso comanda la classifica. L’anti- Milan, insomma, sono già i nerazzurri. E chissà che, presto, non diventi il Milan l’anti-Inter.

Un ottimo mercato, è innegabile

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

In attesa di conoscere i risultati della partita del pomriggio e anche del posticipo Juventus-Lazio, il Milan mette altro fieno in cascina andando a vincere a Bologna: più che di una vittoria è stata una passeggiata, a dire il vero. Nonostante il buon momento della squadra rossoblu, infatti, i rossoneri hanno sempre avuto la partita in pugno e agli avversari sono rimaste solo le briciole, o forse nemmeno quelle, visto il rigore parato da Abbiati a Di Vaio. Boateng-Robinho-Ibrahimovic: stessi marcatori dell’ultima partita. Tre acquisti dell’estate 2010: se non altro non si può dire che il Milan quest’anno abbia sbagliato il mercato, visto che i nuovi arrivati stanno mettendo le loro firme sul campionato rossonero. Di Ibrahimovic ormai si è detto tutto: decisivo in Italia, inadatto per il gioco del Barcelona, continua a segnare e a sfornare assist senza soluzione di continuità. La sopresa, piuttosto, è l’ottimo impatto di Robinho e Boateng nel nostro calcio. Il brasiliano si sta rivelando molto meno fumoso del previsto e dopo un inizio poco convincente ha iniziato ad andare in gol spesso, il ghanese, reduce da un ottimo Mondiale, nel ruolo di trequartista sembra poter rendere al massimo delle sue potenzialità. Bellissimo l’inserimento aereo sul suo gol, il cui merito, va detto, va almeno per la metà a Ibrahimovic, uno in grado di mettere certe palle in mezzo che chiedono solo di essere buttate dentro. Il Milan fa paura, e all’Inter ne farà ancora di più: chissà a quanti punti di distanza saranno i nerazzurri quando torneranno da Abu Dhabi…

Pesi massimi

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Onyewu che prende per il collo Ibra e realizza il sogno di tanti tifosi di Juventus e Inter, questa la succosa novità in arrivo da Milanello. La società, nella figura di Galliani, ha subito ridimensionato l’accaduto, dicendo che è meglio fare allenamenti pieni di carica che alla camomilla. Personalmente credo che certi episodi non siano mai un buon segnale: lo stesso era accaduto alla Juventus, poco tempo fa, tra Melo e Sissoko. Meglio essere carichi, certo, ma fino ad un certo punto. La Lazio vinse lo scudetto con uno spogliatoio diviso in due clan, ma quella rimane una splendida eccezione e non è la regola. Comunque, diamo uno sguardo al campionato. Oggi alle 18 anticipano Bologna e Lecce: vista la qualità delle due squadre, non la consigliereia nessuno. Ma potrebbe anche venir fuori un bell’incontro, chissà: il calcio non è certo una scienza esatta, non si sa mai. L’anticipo serale, poi, vede in campo l’Inter che ospita il Brescia per un match dal pronostico nettamente indirizzato verso l’1 in schedina. I nerazzurri non sono particolarmente brillanti in questo periodo e lamentano problemi di rosa (che cosa dovrebbe dire la Juventus allora?): il “piccolo” Brescia potrebbe essere lo sparring partner ideale per ripartire dopo la batosta di Londra. Il match clou della giornata, comunque, ci sarà domani pomeriggio. Derby di Roma: l’aquila Olimpia non potrà volare, proverà a farlo ancora la Lazio.

Pugno duro, ma con tutti

Filed under: Pallonate by: Matteo Innocenti

Milos Krasic salterà le prossime due partite di campionato dopo la simulazione contro il Bologna. Per lui, spiega il giudice sportivo Tosel, “la sanzione applicata è quella minima”. Due turni fuori, dunque, per un abile tuffo in avanti. Che quello di Krasic sia stato un palese tentativo di procurarsi un rigore non ci piove: bene, sono d’accordo sul fatto che si debbano punire i simulatori, e trovo la difesa della dirigenza juventina fuori luogo, però a questo punto, che siano puniti tutti. In passato hanno ricevuto squalifiche Iliev, Zalayeta e Adriano, solo per fare alcuni nomi. comunque pochi casi rispetto a ciò che si vede sui campi di calcio in ogni turno di campionato. Solo rimanendo a questa stagione, è stato plateale il tuffo di Lucio contro il Bari, e non lo dico per essere anti-interista. Ed in quel caso non si può negare che si trattasse di un “abile tuffo in avanti”. Il risultato era di 2-0, ma cosa cambia? Se sono già ricco e faccio una rapina, allora non devo andare in galera?  Le simulazioni, poi, sono ovunque: anche Robinho, contro il Napoli, ha ricevuto una pacca sul petto da Aronica, eppure è stramazzato a terra come se fosse stato raggiunto da un montante di Tyson. Un fatto incomprensibile delle punizioni inflitte è poi un altro, a mio avviso: se l’arbitro si accorge della simulazione durante la partita, allora il giocatore che finge riceve un’ammonizione. Se il direttore di gara non se ne accorge, allora si va alla prova tv, e la sanzione minima è una squalifica per due giornate. Se le cose devono avere una logica, beh, questa non ne ha molta. A questo punto, meglio un bel cartellino rosso anche in partita.

L’aquila non vola, Krasic sì

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

In attesa che l’aquila Olimpia vinca la sua timidezza e non faccia più i capricci (con buona pace degli animalisti), nel frattempo a volare sicura in alto ci pensa la Lazio, che evidentemente non soffre nessuna sindrore da alta quota. In questo momento per i biancocelesti gira tutto nel modo giusto: basta vedere la rete di Mauri ieri e di Floccari nella trasferta vittoriosa di Bari. Lazio prima dunque, Inter per adesso seconda, in attesa della partita del Milan di stasera. I nerazzurri non vanno oltre l’1-1 casalingo contro la Sampdoria, tra l’altro andata in vantaggio. Ci pensa Eto’o a mettere le cose a posto con una zampata delle sue: c’è poco da fare, questa Inter dipende in tutto e per tutto dalle lune del camerunense, per adesso mai storte. Ha una pericolosa dipendenza anche la Juventus, ma da Krasic: quando il serbo ha le gambe molli, i bianconeri non brillano. Tra l’altro, la nota stonata della giornata riguarda proprio la simulazione dell’ala juventina: sono già partiti i processi, come se non fosse mai successo prima. Che paghi, ma che paghino tutti. A proposito di sanzioni disciplinari: è possibile squalificare un giocatore perchè è troppo scarso? Credo di no. Peccato, perchè nel caso di Iaquinta qualche turno fuori sarebbe stati provvidenziale. Al di là del rigore sbagliato: per quello c’è solo da ringraziare i suoi piedi, meglio così.