Garrone, toccato in maniera personale dalla rimonta dell’Inter in quella sfida contro la sua Sampdoria, dice che oltre al recupero extralarge non ci fu nulla, ma che comunque “le nuove intercettazioni sono prove e vanno prese in considerazione“. Insomma, così facevan tutti. Il bello è che lo ammette anche Bergamo, che
tra l’altro pare lo sostenga da sempre, ma nessuno, forse ci voleva sentire, da quell’orecchio. Tutti attaccati al telefono, come nemmeno nel migliore degli spot della Telecom: tutti a chiedere, tutti a cena insieme: “Se poi qualcuno a mia insaputa è andato oltre - dice l’ex designatore - non posso essere coinvolto“. E giù smentite anche sulle sim svizzere di Moggi. Che, intanto, va giù pesante nei confronti di John Elkann: dalla pagine di Libero lo paragona all’Innominato per il suo ravvedimento tardivo, ma ce l’ha anche con Moratti, che però risponde laconicamente“Sono fatti loro”, visto che, soprattutto preferisce concentrarsi sul campionato: “Sarebbe antipatico perdere la serie A”, dice. Ah, a proposito, certe cose non si possono far notare perchè coinvolgono Facchetti. Questo sì che è molto antipatico. Nel frattempo, allargando e dando un’occhiata al Mondiale, ci si mette anche Bin Laden a creare un bel clima disteso, visto che ha annunciato che gli farebbe molto piacere colpire le nazionali di Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Germani e Italia. Decisamente antipatico pure lui.
Flash dalla ventitreesima giornata: al Cagliari, ospite dell’Inter, è stato annullato un gol per un fuorigioco inesistente, visto che l’”assist” è stato del difensore. Poteva essere l’Inter, il Milan, la Juve, il Chievo o il Siena. Fatto sta che l’attuale categoria arbitrale italiana non è all’altezza. Tranne qualche picco, il resto è un piattume che sfocia nella depressione. Prendiamo la partita di ieri sera: la Juve è riuscita a pareggiare grazie ad un colpo di testa di Legrottaglie che mi sembrava in posizione dubbia. Tra l’altro, una settimana fa era stato più che generoso, diciamo così, il calcio di rigore concesso ai bianconeri contro la Lazio. Non c’entra Moggi, non c’entrano schede sv
izzere, non c’entrano arbitri chiusi negli spogliatoi. Credo che questi di adesso siano scarsi. Punto. La direzione di gara di Brighi (ed assistenti) durante Livorno-Juventus è stata insufficiente: gioco spezzettato dai troppi falli fischiati, poi il gol da rivedere, ma soprattutto la gestione delle sanzioni. L’espulsione di Melo mi è sembrata scandalosa. Il mediano juventino era fermo e quello non era assolutamente fallo. Però Brighi non aspettava altro per espellerlo, visto che già in precedenza lo aveva “graziato”, sbagliando però di nuovo, e ben due volte. Melo, già ammonito, vince un contrasto a centrocampo e se ne va palla al piede. L’arbitro fischia: deve aver visto il classico ma bruttissimo intervento col piede a martello. Ergo, Melo espulso ed addirittura sarebbe rosso diretto, se la logica vale qualcosa. Ed invece no: Brighi fischia fallo, però poi non estrae nessun cartellino. Lo farà poco dopo, sentendosi in colpa per non averlo fattO prima. W la mediocrità.
Alla fine, niente Crespo in bianconero. Invece dell’attempato (massimo rispetto per lui, eh) argentino arriva un prodotto del vivaio bianconero, che ormai da ex promessa si sta trasformando in un mediocre giocatore di Serie A dal minutaggio trascurabile. No, non è Lanzafame, bensì Paolucci. 24 anni, ha sempre giocato nella massim
a serie, non è mai andato in doppia cifra, ma tra Ascoli e Catania ha fatto due buone annate, mentre tra Udinese, Atalanta e Siena ne ha persa almeno una e mezza. Nota positiva il fatto che la dirigenza non l’ha pagato 3,5 milioni come sembrava che dovesse fare, visto che è arrivato in prestito, rimanendo in comproprietà tra Siena e Juventus. Sul sito ufficiale dei bianconeri (quelli di Torino) ecco come viene presentato il nuovo semiacquisto: “Punta potente e tecnica, dotato di buona velocità e di un ottimo fiuto del gol finora da professionista ha collezionato settantanove presenze, realizzando quindici reti. Paolucci già oggi si allenerà con i nuovi compagni e sarà già a disposizione per la trasferta di Verona”. Insomma numeri importanti. Ironia a parte, di soldi immagino non ce ne siano molti, i dirigenti non è che siano delle volpi e magari servirà contante per un centrocampista. Sempre che la Juve non faccia tornare a casa qualcun’altro buon prospetto proveniente dal settore giovanile. Ma credo che Milanetto ormai sia tutto del Genoa.
La querelle-Lanzafame non ha portato a esiti positivi. La Juventus non riporterà a Torino il prodotto del suo vivaio, che preferisce fare panchina al Parma piuttosto che in bianconero. In effetti, ora come ora, non è che tra le due situazio
ni ci sia tutta questa differenza. Vice-Camoranesi, punta di riserva: non dico che non potesse essere utile, ma non è certo con lui che la Juve avrebbe risolto i suoi problemi. Numericamente avrebbe aiutato, tutto qui. Ma non era il caso di scatenare un caso del genere, con il Parma indignato per una questione riguardante un giocatore che con tutti gli effettivi avrebbe riscaldato la panchina. Ora, a quanto si dice in giro, la dirigenza bianconera avrebbe messo gli occhi su Crespo, un giovane che si farà. Scherzi a parte, l’argentino è una punta che avrei sempre voluto vedere alla Juventus, quindi nel mio piccolo potrei anche essere contento. L’argentino mi piace da sempre: è completo, in carriera ha sempre segnato ed è uno che non si risparmia. Peccato per un dettaglio, ovvero il fatto che siamo appena entrati nel 2010. Del Piero-Trezeguet-Crespo: un attacco atomico dieci anni fa, uno molto buono un lustro fa, se ci mettiamo dentro anche uno Iaquinta che stava per entrare nel giro azzurro e un Amauri in rampa di lancio al Chievo.
La società calcistica della città francese punta ad un acquisto importante, ma più che importante sarebbe classificabile come assurdo: secondo il quotidiano sportivo L’Equipe, Nedved sarebbe in procinto di accettare l’offerta del Cannes. Il club francese, che naviga nei bassifondi dell’insidioso Championnat National (l’equivalente della Lega Pro italiana), ha già ingaggiato la vecchia gloria ceca
Koller, che a 36 anni, dopo aver segnato a raffica tra Belgio e Germania, era già passato da quelle parti senza lasciare ricordi indelebili al Monaco. Giusto per completare l’attacco con un altro vetusto pedatore del calcio europeo, il Cannes ci aveva provato anche con Wiltord, sopravvalutato in generale ed ormai bollito al punto giusto per un finale di carriera dorato, ma nulla, l’affare è sfumato subito. Adesso la clamorosa voce sull’ex Pallone d’Oro, ritiratosi l’estate scorsa anche se ogni tanto al centro di voci di mercato. Ossessione gerontofila? Semplice voce senza un fondamento? Partnership con la Repubblica Ceca? Affare in dirittura d’arrivo? A Cannes iniziò la sua meravigliosa carriera il più forte giocatore degli ultimi quindici anni, ovvero Zidane. Il suo “erede” alla Juventus potrebbe ripartire a sorpresa dalla Costa Azzurra? Ok, sarebbe molto più stressante, però a questo punto potrebbe anche farlo partendo dalle parti di Vinovo…
Questione di ore. Mancano solo i dettagli e poi due attaccanti che stanno trovando poco spazio partiranno alla ricerca di maggior impiego e fortuna. Sto parlando di Suazo, che approderà al Genoa, e di Floccari, che sarà ceduto in prestrito proprio dai rossoblu alla Lazio. A rivelarlo è il presidente dei genovesi, Preziosi. Ha anche aggiunto che da
questo giro di affari ci guadagneranno tutti, ed è vero. Innanzitutto i giocatori, che hanno avuto un passato simile, ma anche le loro due nuove squadre: entrambi i calciatopri coinvolti hanno fatto la gavetta, Suazo passando ben quattro anni in B nel Cagliari, Floccari girovagando per l’Italia nelle serie minori, con fortune alterne. Tutti e due sono stati, seppur in maniera diversa, sopravvalutati:l’honduregno scatenò una contesa tra Inter e Milan nell’estate del 2007, per poi non essere mai titolare tra i nerazzurri e deludere anche al benfica, per Floccari durante il calciomercato si erano fatti nomi di club importantissimi dopo che aveva segnato nell’Atalanta una dozzina di reti in campionato, poi era finito al Genoa. Ora potranno cambiare aria: Suazo, per il quale si era fatto avanti anche il Livorno (sarebbe stato uno spreco), va in una squadra che potrebbe esaltare le sue capacità, Floccari trova una piazza importante che ha bisogno del suo spirito di sacrificio per tirarsi su.
I grandi ritorni continuano. Dopo Bettega, ecco anche Beckham, che per il secondo anno di fila si presenta a Milanello dopo le vacanze natalizie, si spera non appesantito dalle festività natalizie. La passata stagione l’affare fece tutto sommato scalpore, stavolta non so nemmeno se si sia guadagnato una prima pagina: lo sapevano già tutti. Essenzialmente, al Milan non serve Beckham e, a dire il vero, non gli serviva nemmeno nel 2009, anche se poi giocò bene, segnò un paio di reti e si rivelò utile e disponibile al sacrificio. Tutte cose ben note, ma che spesso passano in secondo piano rispetto al fatto che lui è quello belloccio con il pacco in bella vista sui cartelloni di Armani. Tuttavia Galliani avrà fatto i suoi conti: averlo in squadra costerà alla società, si dice, “appena” un milione di euro, mentre dagli sponsor e dalla vendita delle magliette arriveranno molti più soldi. Però c’è da farlo giocare, particolare non trascurabile, anche perchè è l’anno del Mondiale e Beckham, nonostante sia un senatore dell’Inghilterra, non ha certo il posto assicurato. Nel modulo ormai denominato 4-2-fantasia (orrore) non so dove potrebbe trovare posto il buon David. Chi gioca largo ha caratteristiche diverse nda quelle dell’inglese, ma sicuramente Leonardo saprà inventarsi (nomen omen?) qualcosa.
Oggi è il giorno di Roberto Bettega. Fossimo stati trenta anni fa, la Juve avrebbe appena acquistato una grande punta. Purtroppo, nel 2009, i bianconeri apportano solo un’aggiunta all’attuale dirigenza: sarà infatti il vice direttor
e generale. In pratica il vice di Blanc, gran lusso. Proprio il dirigente francese parla del ritorno di Bettega come di “una decisione strategica, con lui l’accordo è di almeno 30 mesi. Con lui rinforziamo ancora di più la nostra organizzazione a livello sportivo. Avrà deleghe e poteri giusti per tutta l’area sportiva. E’ una testa in più per ragionare, per continuare a fare volare alta la Juventus”. Beh, che ne sappia di calcio più di Blanc è poco ma sicuro, che basti uno lassù per invertire la rotta è tutto da vedere. Tra l’altro io non sono nemmeno questo grande detrattore di Blanc: in fondo, in campo ci vanno i giocatori ed in campo li mette l’allenatore. Dopo un paio di sessioni di mercato deludenti, quest’anno i dirigenti sembravano aver fatto un discreto lavoro. L’unica colpa che mi sento di imputare a Blanc e soci, stavolta, è la scelta di Ferrara. Lo so, non è poco, ma la squadra, per me, c’è. Ah, ultima cosa: in questi giorni ha fatto scalpore (ma nemmeno così tanto) l’intervista fatta da Blanc in cui diceva che nel 2004 Elkann gli chiese di entrare nella Juve… ecco: io non ho mai creduto alla tesi del complotto interno.
Ok, non è di sicuro un fenomeno. Però o se ne va gratis tra poco oppure lo puoi prendere per una manciata di milioni. La Juventus dovrebbe farci un pensierino, modesto parere. Su chi? Su Ledesma, che ha la stessa situazione di Pan
dev, solo che il macedone ha già rescisso il contratto e, con ogni probabilità, tornerà all’Inter, società nella quale era cresciuto prima di essere dato in prestito al La Spezia, all’Ancona e poi di essere ceduto alla Lazio. Alla Juventus essenzialmente manca un regista classico (manca anche la condizione fisica e la testa, ma quelle non si comprano al mercato di riparazione): Melo non è in grado di giocare in quella posizione, o almeno non lo è adesso. Al limite ci potrebbe stare Marchisio, che i piedi ce l’ha e che nelle giovanili ha ricoperto quel ruolo, però ora come ora lo vedrei “sprecato” in quel ruolo, ormai non suo. E allora i vertici bianconeri, magari Bettega se davvero conta qualcosa, dovrebbero andare da Lotito e prendersi l’argentino che, ripeto, non è un fenomeno, ma almeno è uno che fa il regista e che ormai gioca in Italia da anni, dunque non sarebbe un salto nel buio. Ma, visto che si tratterebbe di un affare, sono sicuro che i dirigenti bianconeri si guarderanno bene dal concluderlo.
E così c’è un vincitore nel lungo braccio di ferro tra Lotito e Pandev. Ed è il calciatore: il suo avvocato, Mattia Grassani, ha annunciato: “E’ stato accolto il ricorso del giocatore al collegio arbitrale della Lega Calcio. Ci hanno dato ragione e ora il contratto di Pandev è stato risolto con la Lazio che è stata costretta a pagare 160.000 euro di
risarcimento danni più le spese legali“. Allora, diciamo che io su questioni del genere ho una mia opinione: la società è libera di mettere il calciatore fuori squadra, in fin dei conti è come se il tecnico decidesse di sua volontà di non farlo giocare perchè “non lo vede”. Allenarsi a parte e non essere mai convocati non è piacevole, ma se a fine mese ti arrivano sul conto in banca, che ne so, 100.000 euro, allora si può anche stringere i denti. Quindi, per me non ha senso la risoluzione del contratto. Però non ha nemmeno senso la strada scelta da Lotito: non si può imporre il rinnovo a chi non lo vuole, ma soprattutto non trova spiegazione razionale mettere fuori squadra un proprio calciatore. A fine anno se ne andrà comunque a costo zero e nel frattempo non lo avrai nemmeno sfruttato. In questo caso la Lazio ha giocato un intero girone senza uno dei suoi migliori giocatori (anzi due, visto che c’è anche Ledesma, che con ogni probabilità si liberererà come Pandev) e lo ha perso addirittura prima della fine della stagione.
