Mentre l’Inter è a giocarsi il titolo mondiale nella calda Abu Dhabi, il resto d’Italia gioca per la gloria interna. Scongiurato lo sciopero dei calciatori, oggi sono tre gli anticipi in programma: Palermo-Parma, Udinese-Fiorentina e Genoa-Napoli. Il Milan capolista gioca domani all’ora di pranzo contro il Bologna messo in mora, mentre il match clou del turno è senza dubbio quello che vede opposte Juventus e Lazio. Oggi Palermo-Parma vedrà la sfida tra due argentini appartenenti a diverse generazioni ma che stanno mettendo la
loro firma su questo campionato, cioè Pastore e Crespo, mentre Udinese-Fiorentina è un incontro tra due squadre partite in maniera disastrosa che ora stanno risalendo la classifica: punti alla mano, si tratta di uno scontro diretto. La partita serale tra Genoa e Napoli vede opposte due squadre dalle tifoserie gemellate che nel 2007 andarono in A a braccetto. In campo uno dei più grandi bomber del decennio che sta finendo , Toni, e uno che con ogni probabilità caratterizzerà il prossimo, ovvero Cavani. Sfida tra cannonieri anche in Bologna-Milan: Di Vaio contro Ibrahimovic, due che creano dipendenza alle rispettive squadre. I rossoblu, nonostante i noti problemi societari, stanno facendo bene, i rossoneri, invece, vogliono continuare ad aumentare il distacco sulle rivali, in particolare sull’Inter, sfruttando anche il Mondiale per club. Davvero interessante la partita di domani sera, infine: due squadre che fanno del gruppo la loro fortuna, Juventus e Lazio, si scontrano per capire davvero dove possono arrivare.
Partiamo precisando che le rispettive qualificazioni non erano in dubbio e che quindi le prestazioni di Inter, Milan e Roma vanno prese con le molle. Certo è che la due giorni di Champions League non sarà ricordata negli annali. Moratti aveva invocato la fine delle figure del cavolo ed invece l’inter a Brema ne ha collezionata un’altra. Anche se quella scesa in campo non era proprio la formazione-tipo nerazzurra, diciamo così. Per Benitez adesso i giorni da allenatore interista sembrano agli sgoccioli: il caro vecchio (e buon) panettone
potrebbe davvero non mangiarlo, o forse lo farà per poi essere allontanato ad inizio 2011. Moratti, parole sue, si sente tradito e pare ritenere il tecnico spagnolo il vero responsabile di una stagione per ora deludente. Il Mondiale per club non la salverebbe. Il Milan puntò tutto sull’appuntamento planetario, ma oggettivamente per una squadra abituata a fare il ruolo del cannibale, nonostante non sia un torneo agostano contro selezioni valdostane, vincere una competizione con coreani, messicani e arabi sarebbe un po’ poco. Non rischia nulla invece Allegri: ma la brutta serata passata contro i giovanotti dell’Ajax forse sarà andata di traverso a Berlusconi, che magari gli ricorderà di nuovo di pettinarsi. Almeno la Roma non ha perso in Transilvania: a qualificazione già al sicuro, si è rilassata ed ha subito gli ultimi venti minuti contro il Cluj. Ranieri, comunque, non deve pettinarsi e non rischia la panchina.
Non è proprio l’anno dell’Inter: se la scorsa stagione tutto era andato nella direzione giusta, stavolta i nerazzurri stanno scivolando sempre più giù, e non riescono a trovare il freno a mano. A dirla tutta, e va detta, la squadra vista stasera, intendo gli undici titolari, è solo lontana parente di quella dell’anno scorso. Probabilmente Benitez non è Mourinho, ma bisogna ammettere anche che i tanti infortuni hanno reso l’Inter una squadra normalissima. Da Europa League, forse meno. Pandev centravanti: basterebbe questo a definire in poche parole le potenzialità di questa squadra. Dove una volta c’era Maicon, oggi c’è Felice Natalino: a parte il nome, oggettivamente discutibile, non si tratta esattamente della stessa cosa. Meno sette dal
Milan prima di oggi: passato questo turno l’Inter potrebbe trovarsi davvero lontana dai cugini rossoneri e con tante squadre davanti. Tuttavia, sembra che ormai Benitez il benedetto panettone sia destinato a mangiarlo: c’è il Mondiale per Club e nonostante le mille difficoltà l’Inter parte favorita. In più, a gennaio Moratti interverrà sul mercato quasi sicuramente. Personalmente, poi, sono contrario agli esoneri in squadre di alta classifica: quando la stagione è andata a farsi benedire, c’è poco da fare. Prendiamo la Juventus 2009/10: Zaccheroni per Ferrara e cosa è cambiato? Posso capire quando una squadra di bassa classifica cambia tecnico, perchè la salvezza si gioca su così pochi punti che anche la piccola “scossa” che a volte dà il cambio di panchina può essere fondamentale. In altri contesti, ha senso solamente se si fa arrivare il tecnico che poi rimarrà a stagione conclusa: per questo, l’unica soluzione davvero giusta si dovrebbe chiamare Spalletti. Ma lui sta tanto bene in Russia…
Il punto raccolto da Milan e Juventus diventa meno misero dopo la domenica di campionato, perchè del gruppo di testa vince solo l’Inter, che però, va detto, è forse l’unica possibile rivale dei rossoneri. Lo fa a fatica, nonostante lo scarto di tre reti rifilato al Parma: il calcio non è scienza esatta e spesso sono gli episodi ad indirizzare le partite in una direzione piuttosto che in un’altra. E’ successo al Meazza, dove i
nerazzurri segnano due gol in due minuti grazie a deviazioni di difensori, e il Parma, invece, prende due pali. Fatto sta che i tre punti se li prende l’Inter, che così ne rosicchia due al Milan. E’ un campionato strano, già si sapeva, ma giornata dopo giornata se ne ha la conferma: tutti possono perdere con tutti, ed anche malamente. Brutte infatti le sconfitte di Napoli e Roma, rispettivamente contro Udinese e Palermo. Davanti si è trovato un super-Di Natale, vero, ma il Napoli, ad occhio, non è ancora pronto per correre per la Champions League, a meno che il presidente De Laurentiis non intervenga sul mercato, magari per dare un’aggiustatina al reparto arretrato. Ha promesso tre colpi, uno per reparto: vediamo se saranno colpi seri o se sparerà a salve. La Roma, invece, ha senza dubbio una rosa più competitiva, ma alterna ancora ottime prestazioni a prove sconcertanti. Gennaio si avvicina: come ho già scritto, il mercato inciderà molto su questo campionato. Non vedo l’ora che inizi.
La vittoria dell’Inter sul Twente è esattamente questo: un toccasana in un momento difficile, ma che però non può essere certo la soluzione dei suoi problemi. L’Inter non è guarita, ma almeno ha messo è agli ottavi di Champions League ed adesso potrà concentrare tutte le energie (che sono poche, o così sembra) sulla rimonta in campionato e sul Mondiale per Club. Che potrebbe sì portare un altro trofeo in bacheca, ma anche tanta fatica e, chissà, altri infortuni. Perchè qua ogni partita è un rischio: ieri sera si è “quasi” fatto male
Cordoba, per dire. Comunque, ci ha pensato Cambiasso a togliere le castagne dal fuoco e, simbolicamente, ad allungare a Benitez una fetta di panettone, il tipico dolce milanese che però il pingue Rafa non è ancora sicuro di gustare. Le scene di giubilo sul gol e a fine partita sono un segnale di fatica mentale e fisica, ma anche di grande compattezza: all’Inter lo spogliatoio sembra remare dalla stessa parte. Se sia quella in cui va Benitez, non so. Nota finale da tifoso: bello lo striscione apparso in curva interista, che diceva all’incirca “Nessuna contestazione per chi d’Europa è campione”. Molto bello. Peccato lo abbiano tirato fuori dopo la rete di Cambiasso…
Una serata da anni Novanta quella di ieri sera per le due squadre italiane impegnate in Champions League: vittoria senza patemi per il Milan, successo in rimonta per la Roma contro un avversario blasonato come il Bayern Monaco. I rossoneri sono così già qualificati per gli ottavi di finale, che sono ormai ad un passo anche per i giallorossi. Ibrahimovic si conferma uomo in più di una squadra che fino agli ultimi giorni di mercato era la disperazioen dei suoi tifosi, mentre nella Roma Borriello si conferma attaccante di qualità: e pensare che anche lui è arri
vato a mercato quasi chiuso, dopo che Ranieri si era reso conto che la scommessa-Adriano non poteva dare frutti. Per un Totti che trova il gol solo su rigore, c’è poi un Menez che sta vivendo, forse, la stagione della definitiva esplosione: se non si trattasse di un caso umano, qua saremmo già davanti ad uno dei migliori giocatori d’Europa. Tornando al Milan, punta ad essere eletto come tale Ibrahimovic, a cui manca l’alloro internazionale per poter essere annoverato nell’elenco dei grandissimi del calcio moderno. In quanto a scudetti, infatti, può decisamente già dire la sua, e con il Milan potrebbe arricchire ulteriormente il suo palmares. Paradossalmente, però, i rossoneri potrebbero soffrire il doppio impegno, vista la rosa tutto sommato non eccelsa. In compenso, non dovranno andare a giocarsi il Mondiale per club, a differenza dei “cugini” interisti che stasera, contro il Twente, si giocano buona parte della stagione.
La Juventus piazza il colpo in attacco e si aggiudica Adebayor, che arriverà a gennaio in prestito. Lo ha annunciato lo stesso attaccante togolese durante un’intervista rilasciata alla rivista Sport Foot. Peccato che la società bianconera abbia già occupato per quest’anno il posto da extracomunitario: l’affare, dunque, è impossibile. Chissà con chi si è allora messo d’accordo Adebayor: forse gli hanno detto che c’è una grande decaduta del calcio italiano che lo voleva. Pensando di andare alla Juventus, avrà detto di sì all’Inter? Difficile
anche in questo caso, visto che i nerazzurri hanno tesserato Coutinho. E se lo potevano risparmiare, aggiungo io. Scherzi a parte, passando da una punta africana all’altra, oggi era il giorno delle decisioni del giudice sportivo: Eto’o ha ricevuto tre giornate di squalifica, l’altro cattivo di giornata, Chevanton, ne ha prese ben cinque. Per la punta dell’Inter si tratta oggettivamente della pena minima possibile, per l’uruguaiano del Lecce ha pesato molto il lancio della maglietta verso il direttore di gara. Fatto sta che ora una squadra in piena crisi come l’Inter per tre turni dovrà fare a meno di Eto’o, suo goleador principe, di cui avrebbe invece bisogno visto che il vero Principe, Milito, non c’è e quando c’è non sembra nemmeno lui. Domani sera c’è il Twente: per Benitez l’ennesimo passo falso sarebbe fatale.
Nel post di due giorni fa c’è la prova evidente che io di calcio capisco poco, ma, come diceva qualcuno, francamente me ne infischio e vado avanti. Benitez, a quanto pare, adesso rischia sul serio. Capello, Spalletti, Trapattoni. Simeone, Leonardo, Rijkaard, Zenga: i nomi del suo successore già si sprecano. Tra traghettatori o meno, il tecnico spagnolo sembra avere comunque i giorni contati. Deciderà molto il turno di Champions League, ma a questo punto il fatidico panettone Benitez potrebbe mangiarlo, sì, ma da disoccupato, seppur
di lusso. Lo spagnolo non è Mourinho: non è quel sergente di ferro in grado di far correre tutti i campioni come i più umili dei gregari, e sembra aver perso lo spogliatoio. L’Inter, dopo anni di dominio quasi incontrastato, all’improvviso si trova attardata in classifica, a -9 dalla vetta. Come ho già scritto, Benitez avrà sì le sue colpe, ma nel rendimento modesto dell’Inter non possono non contare gli infortuni in serie. In campo ci vanno i giocatori, ma quando si chiamano Coutinho, Biabiany, Obi e Alibec, allora ogni avversario diventa duro da superare. In più, a Verona ha trovato un palo a porta vuota in apertura di partita e un Sorrentino versione Buffon 2006. All’infermeria piena adesso si aggiungerà anche la squalifica di Eto’o, unico uomo in più di questa Inter. Gambe molli, gioco che non c’è, marcature approssimative e tanta paura di sbagliare con la palla tra i piedi: il futuro prossimo dell’Inter sembra sempre più nero, altro che nerazzurro.
Difficile, ma non impossibile, che dopo questa giornata il Milan allunghi in classifica: nell’anticipo di stasera i rossoneri affrontano la Fiorentina in casa, squadra in ripresa, mentre l’Inter va a Verona per giocare contro il Chievo in una partita il cui esito può essere un “2″, nonostante i tanti infortuni che hanno colpito i nerazzurri. C’è chi parla di crisi, che chi parla di un prossimo esonero di Benitez, c’è anche chi ha
messo un panettone in prima pagina. Francamente tutto questo mi sembra eccessivo: l’Inter non sta andando male, sta andando peggio rispetto agli ultimi anni, ma prima o poi l’effetto-Calciopoli doveva finire e questo potrebbe essere l’anno buono, per le altre. In primis il Milan, già primo, però chissà: negli anni dopo il Mondiale vince sempre l’outsider, o comunque chi non vinceva da secoli. Benitez al panettone ci arriverà: paga il fatto di non essere Mourinho, ma nessuno lo è, come hanno già capito anche in Spagna, e paga, come già detto, una marea di infortuni, ma era la miglior scelta possibile. Non ha mai espresso un calcio spettacolare, ma Moratti lo sapeva ed in fondo, nemmeno con Mou c’era stato. Squadra solida e tanta corsa. Ok, l’Inter è meno compatta dell’anno passato ma, soprattutto, quest’anno ci sono anche le altre, tutto qua.
Vista la valanga di infortuni, con ogni probabilità il mercato di gennaio influirà molto sull’esito finale del campionato. L’Inter, che praticamente in estate non ha investito un euro e che ha fatto la scelta di far partire Balotelli per Manchester, certamente sarà tra le protagoniste. Anche perchè dovrà porre rimedio al flagello degli infortuni. Lo stesso potrebbe accadere al Milan, soprattutto se la dirigenza avrà iniziato a scorgere il traguado-scudetto più vicino: serve un’altra punta, e magari anche un innesto dietro, perchè dopo Nesta e
Thiago Silva non è che le alternative siano di grande livello. Si è fatto male Inzaghi, vero, ma tutto sommato stiamo parlando della quinta punta in organico. Il vero problema è Pato, ventenne già alle prese con muscoli di seta. Da archiviare sotto “fantamercato” le voci su Benzema, più probabile l’arrivo a Milanello di Matri, attaccante che tra l’altro Allegri conosce bene e gradirebbe molto. Insomma, Berlusconi in estate si è affidato ai prestiti del Genoa e poi si è “frugato” nel portafoglio, come si dice dalle mie parti: lo farà di nuovo a inizio 2011. Forse non competitiva per lo scudetto è poi la Juventus, ed anche lei soffre per i continui infortuni e per il fatto di essere scoperta in certi ruoli: manca, ad esempio, un’ala sinistra. Ma credo che il reparto dove debba operare sia quello avanzato: per adesso molto bene Quagliarella, ok Del Piero ed anche Iaquinta, tutto sommato. Ma Amauri, oggettivamente, non è presentabile. Oggi gira il nome di Adebayor: non so se è il genere di punta che serve ai bianconeri, ma oggettivamente sarebbe un salto di qualità.
