Scontro comunista

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Bayern Monaco - Manchester United 2-1: non sarà la stessa cosa, però almeno ieri sera a gioire nel finale sono stati i tedeschi. Adesso i bavaresi sono in leggero vantaggio, anche se il gol in più segnato all’Allianz Arena non vale certo come garanzia di passaggio del turno: quando vai all’Old Trafford un gol preso lo devi sempre mettere in conto. Nello scontro tutto francese, invece, ribaltate le gerarchie della Ligue 1: il Lione ha fatto valere la maggior esperienza europea maturata negli ultimi anni contro la squadra che ha interrotto la sua egemonia in Francia, il Bordeaux. Qua il pronostico del passaggio del turno pende già più verso Lione, anche se una sconfitta 3-1 in trasferta può essere sempre ribaltata, come sa bene, tirando fuori un esempio a a caso, il Fulham che l’ha fatto contro la Juve. Stasera tocca all’Inter, che ha l’impegno più “morbido”, ma non per questo da snobbare: in fondo, se il Cska è arrivato fin lì, un motivo ci sarà. L’Inter si presenta ancora senza Balotelli, ma comunque super-offensiva. Questa sfida di Champions League, tra l’altro, può essere considerata una partita dai mille significati. Non tutti se ne saranno accorti, ma stasera l’Internazionale gioca contro la squadra dell’Armata Rossa. Stasera, poi, gli occhi di molti appassionati nerazzurri saranno puntati verso Londra, dove si affrontano Arsenal e Barcelona in un quarto che sembra promettere spettacolo: gli interisti, a occhio e croce, faranno il tifo per i Gunners.

Si parte con i quarti

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Io sono nel mondo del calcio da oltre 50 anni, da quando ho cominciato da ragazzino fino ad oggi, e non ho mai assistito ad un’altra partita del genere, in cui una squadra arriva ad un passo ad alzare al cielo il trofeo e poi lo perde all’improvviso nelle fasi di recupero“. Parole di Beckenbauer. L’avessi detto io… ma se lo dice il Kaiser c’è da fidarsi. Me la ricordo bene quella finale del 1999: Bayern Monaco subito in vantaggio con Basler (Supermario… come Balotelli), tifoseria tedesca in delirio al Camp Nou, birra che già scorreva (o me lo sono sognato?) sugli spalti, passerella per Matthaus, poi il dramma sportivo dei bavaresi, che nei minuti di recupero subiscono la rimonta firmata dal duo Sheringam-Solskjaer, la coppia di riserva, visto che in quella stagione andavano di moda i Calypso Boys Yorke-Cole, e da juventino lo so bene. Stasera la riedizione di quella partita, anche se si tratta più modestamente di un quarto di finale, seppur di assoluto prestigio: qua c’è l’aristocrazia europea. L’altro match in programma, invece, vede opporsi Lione e Bordeaux: qua il lignaggio è inferiore, ma almeno una francese, traducendo, se ne andrà in semifinale. Un risultato sportivo importante: a memoria, era dai tempi del super-Monaco targato Deschamps che non succedeva.

Il gran giorno, senza Balotelli

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

E così, l’Inter è arrivata al grande scontro, quello che decide la stagione. Cioè, almeno così sembra, visto il gran parlare della partita di ritorno contro il Chelsea. Match importante, ma non fondamentale per il bilancio dell’annata nerazzurra, se posso permettermi di dirlo. In fondo, si tratta pur sempre di un ottavo di finale. Ottavo, il che significa che la strada per il Bernabeu comporterebbe ancora quarti e semifinale. Certo, fare fuori un avversario tosto e dato tra i favoriti come il Chelsea non potrebbe che giovare all’Inter, però piano con le pagine e i servizi tv spesi… Fuori Real Madrid e Milan, ell’aristocrazia europea rimarrebbero comunque Barcelona, Manchester United, Arsenal e Bayern Monaco. Brutte gatte da pelare comunque. E non credo che Moratti si accontenterebbe del prestigioso traguardo dei quarti di finale. L’Inter può passare il turno, ma c’è interesse anche per quello che sta succedendo fuori. Mourinho, con la solita mania di protagonismo, ha escluso Balotelli dai convocati: mossa pessima, visto che stiamo parlando di un giocatore capace di decidere ogni partita con un guizzo, sempre che ne abbia voglia. Non so quanto potrà far comodo questa azione meramente dimostrativa all’Inter, ma ormai il Mou lo conosciamo tutti… Ad ogni modo, l’accoppiata Balotelli-Raiola promette bene fin da ora.

Colpa di Ovrebo, ma non solo

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Alla fine, come era prevedibile, quel gol di Klose ha pesato come un macigno nella corsa alla qualificazione. Insomma, il Bayern Monaco e Ovrebo hanno avuto la meglio sulla Fiorentina. Certo, fare ogni volta gol per poi prenderlo l’azione successiva non che aiuti, si solito. I viola hanno pagato anche questo: i bavaresi sono pur sempre una grandissima squadra con elementi in grado di fare la differenza. Uno di questi è Robben. Io stravedo per Robben, cavolo! Sembra vecchio, ma dimostra 40 anni da quando ne ha 18 e, se non tutti lo sapessero, è dell’84:a gennaio ha compiuto 26 anni. Ha già giocato nel PSV, nel Chelsea, nel Real Madrid e nel Bayern Monaco. Insomma, il meglio (o quasi) dei campionati in cui ha militato. Se non fosse di porcellana, credo che sarebbe considerato non inferiore a Cristiano Ronaldo. La Fiorentina, dal canto suo, ha un potenziale fuoriclasse, Jovetic. Il montenegrino, a quanto pare, si esalta in Champions League, dove adora fare vittime illustri: tra Bayern Monaco e Liverpool, in due partite al Franchi, ha messo quattro palloni nel sacco. Un bello (forse un ossimoro con Jovetic, non me ne voglia) di notte. Non è un brutto segno, per carità, ma per essere davvero grande gli servirà continuità, magari facendo finta, che ne so, che il Bologna sia il Barcelona. Grandi giocatori a parte, onore ai viola. Per poter riassaporare la Champions League, però, mi sa che dovranno aspettare il 2011/12.

Con la rabbia e con la testa

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Meglio chiarire subito, nel caso ce ne fosse bisogno. Io in Europa non tifo per le italiane, a meno che per “italiane” non si intenda “Juventus”. Forse una deroga l’ho fatta ai tempi del Vicenza versione Coppa delle Coppe (ah, nostalgia canaglia…), per il resto, non chiedetemi di sperare in un successo europeo di Inter, Milan o Fiorentina. E chi è tifoso può capirmi. Detto ciò, stasera tocca ai viola cercare di raggiungere i quarti di Champions League. Traguardo che sarebbe un po’ più alla portata se, per così dire, Ovrebo & Co. non avessero avuto un attacco di cecità sincronizzata all’Allianz Arena. Sia chiaro: alla Fiorentina “basta” l’1-0, ma con una terna arbitrale degna di questo nome sarebbe bastato anche lo 0-0. Non è esattamente la stessa cosa. Il Franchi sarà un catino bollente pieno di tifosi ancor più attenti alle decisioni del direttore di gara: il centro coordinamento dei club viola ha già mandato una missiva a  Undiano Mallenco, l’arbitro, e lo ha minacciato di panolada. Sicuramente se la starà già facendo sotto. L’ambiente, ovviamente, è carico e la squadra viola vuole fare in Europa quello che non le sta riuscendo in campionato. Per ora, partita di andata compresa, la loro coppa è stata perfetta. Rabbia, ma anche testa: stasera servirebbe un altro tassello di perfezione.

Passa solo la Juve

Filed under: Champions League, Europa League by: Matteo Innocenti

L’Europa League dovrebbe essere una competizione più facile della Champions League, però le italiane riescono a zoppicare anche lì. Delle due ancora in lizza, dopo ieri sera ne è rimasta solo una, la Juventus. I bianconeri, però, hanno giocato contro l’Ajax una partita piatta, hanno sì sfiorato il gol in un paio di occasioni, ma il gioco ha latitato e di voglia forse non ce n’era troppa. Ad ogni modo, dopo una sfida intrisa di vecchi ricordi europei tra due squadre che dire blasonate è poco, alla Juve toccherà l’ottavo di finale con il Fulham. Nota stonata della serata di ieri, l’ennesimo infortunio: stavolta è toccato ad Amauri. Tutto da dimenticare, invece, per la Roma, che dopo il 3-2 dell’andata, perde in casa con l’identico punteggio contro il Panathinaikos. Ai capitolini bastava l’1-0 per passare il turno, ed invece, a causa di qualche minuto di ordinara follia si vedono costretti ad abbandonare la competizione, nonostante Ranieri volesse riportare un trofeo europeo in casa giallorossa dopo quasi mezzo secolo. Insomma, è rimasta solo la Juve. In Champions League, il Milan dovrà fare l’impresa a Manchester, per l’Inter non sarà semplice difendere a Londra il vantaggio acquisito al Meazza e la Fiorentina dovrà sfogare tutta la rabbia che ha per avere la meglio sul Bayern Monaco. Qua si rischia l’ennesima fallimentare campagna europea.

Dopo un’Europa così così…

Filed under: Serie A by: Matteo Innocenti

Dopo la settimana densa di impegni europei (tranne che per l’Inter, ancora i attesa della supersfida col Chelsea), gli sguardi dei calciofili tornano a posarsi sul campionato. La capolista anticipa a stasera contro la Sampdoria: il pronostico, considerando che i nerazzurri giocano in casa, direbbe 1 fisso. In realtà i blucerchiati stanno attraversando un periodo d’oro e l’Inter potrebbe essere distratta dall’imminente impegno europeo. Dunque, occhio alle sorprese: ancora senza Cassano, la Sampdoria cerca la quinta vittoria su cinque uscite, anche perché vorrebbe arrivare in Champions League. Adesso è a braccetto col Napoli, che ha incontrato proprio l’Inter nell’ultimo turno e che domani va a Siena ad affrontare l’ultima in classifica. La settimana europea non ha decisamente sorriso a Roma e Milan, entrambe sconfitte per 3-2. I giallorossi, tuttavia, in campionato si sono rilanciati in grande stile: per loro l’obiettivo obbligatorio è superare il Catania all’Olimpico. I rossoneri, invece, masticano ancora amaro per la sconfitta a domicilio subita dal Manchester United e sono impegnati nel posticipo serale contro il Bari. Vincere in Puglia sarà tutt’altro che facile, ma se vogliono continuare a coltivare ambizioni importanti in Italia, ora che il trionfo europeo è un miraggio, i rossoneri devono fare risultato. L’unica italiana che ha sorriso nelle coppe è la Juventus, che è passata ad Amsterdam dopo essere stata in svantaggio contro l’Ajax. Per i bianconeri, c’è la trasferta a Bologna. I felsinei sono in ottima forma e i bianconeri sono ancora imprevedibili. Delusa dall’uscita europea è poi la Fiorentina, derubata a Monaco. Per i viola l’occasione per scacciare ogni malumore è lì, servita su un piatto d’argento: a Firenze arriva il Livorno, avversario che annaspa nei bassifondi della classifica. Non una vittima sacrificale, ma i tre punti per la Fiorentina sono decisamente alla portata.

Furto con scasso

Filed under: Champions League by: Matteo Innocenti

Non si può definire altrimenti quello che si è visto ieri sera all’Allianz Arena. La Fiorentina aveva giocato bene, senza paura, non come ad Anfield magari, però con coraggio e buona volontà. Si era anche difesa piuttosto bene. Poi lo scempio in salsa norvegese. Incomprensibile il black out della terna arbitrale: chissà come avrà reagito Biscardi… la moviola in campo è come la pena di morte: gran parte delle persone la condannano, però in certe occasioni viene davvero voglia di sostenerla. E questo sarebbe proprio il caso. D’altra parte il pingue Ovrebo è colui che decise che il Barcelona doveva andare in finale l’anno scorso, cosa ci si poteva aspettare? Se sull’arrosto del rigore ci ha poi pensato Robben a salvarlo, era stata incomprensibile la scelta di cacciare Gobbi per un fallo di ostruzione sulla linea del fallo laterale. Eh vabbè: in fondo si vede pure di peggio in campo. Ma difficilmente si vede qualcosa peggiore del 2-1 bavarese. Un fuorigioco di tre metri in area di rigore è complicato da non vedere, decisamente. Ok, Ovrebo e i suoi assistenti, in assenza della Champions League al massimo possono dilettarsi nella direzione arbitrale di supersfide come Rosenborg-Molde o Brann-Valerenga. Questo è quello che passa il convento della Tippeligaen. Però cavolo, per un fuorigioco del genere non ci sono giustificazioni scandinave che tengano. Vergognoso.

Toni è carico

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

Se Ribery a giugno andrà al Real Madrid, il suo amicone Luca Toni è già arrivato a Trigoria ed ha iniziato la sua vita in giallorosso, presenta ai tifosi della Roma come nemmeno l’Ibrahimovic più ispirato avrebbe fatto: “Sono strafelice di essere qua, da quando ho avuto problemi al Bayern il mio desiderio era di venire alla Roma“. Solo alla Roma, insomma, di cui era stratifoso da bambino, magari. Toniha scelto come numero il 30, quello che aveva a Firenze, quando riusciva a segnare in ogni modo e con continuità incredibile, sforando quota 30 segnature nel 2005/06, la stagione che portò al Mondiale. A Roma ritrova tre compagni che facevano parte della spedizione in Germania:  “Sono pronto a mettermi a disposizione della squadra per centrare gli obiettivi dando il mio contributo e cercando di segnare il più possibile. Mi sento da un mese con Totti, De Rossi e Perrotta che mi hanno fatto sentire l’affetto e la fiducia di cui ho bisogno“. Toni cercherà di riconquistare il posto in Nazionale, De Rossi ce l’ha di sicuro, Perrotta è fuori dai giochi, mentre Totti, a quanto pare, se decidesse di tornare in azzurro avrebbe le porte spalancate. A proposito, gustosissima la querelle Zarate-Totti, in cui entrambi hanno dato dimostrazione di grande signorilità. Magari ne parliamo nei prossimi giorni…

Capodanno col botto

Filed under: Calciomercato by: Matteo Innocenti

Anche se era un po’ il segreto di Pulcinella, fa comunque un certo effetto. Manca solo l’ufficialità, ma Bayern Monaco e Real Madrid hanno raggiunto l’accordo per il trasferimento in Spagna la prossima estate di Ribery. In realtà la chiusura dell’affare risale alla scorsa sessione di calciomercato, quando in Baviera, come caparra, arrivò un certo Robben (uno che, modesto parere, se sta bene fisicamente non è inferiore al francese). Il costo di Ribery sarà di circa 55 milioni di euro. Una cifra abnorme, ma in linea con i prezzi gonfiati post-Cristiano Ronaldo. Anche se, a quanto pare, con Robben valutato 25 milioni di euro, il Real Madrid ne sborsera “solo” 30. Come si può valutare questa operazione? Direi che è, tutto sommato, logica. La follia di Florentino Perez ha almeno seguito una linea: dopo aver preso la miglior ala destra del mondo (sempre che Cristiano Ronaldo possa essere assegnato ad un ruolo), dopo aver vestito di bianco anche il miglior trequartista del globo (direi che si tratta di Kakà), dopo aver messo lassù una delle punte più ambite e promettenti d’Europa (Benzema, peccato che Higuain sia più forte), cosa mancava per un formidabile 4-2-3-1? Uno da mettere largo, un ideale contraltare di Cristiano Ronaldo. E chi, meglio di Ribery, poteva vestire quel ruolo? Adesso si che il Real fa paura.