Alla fine, niente Crespo in bianconero. Invece dell’attempato (massimo rispetto per lui, eh) argentino arriva un prodotto del vivaio bianconero, che ormai da ex promessa si sta trasformando in un mediocre giocatore di Serie A dal minutaggio trascurabile. No, non è Lanzafame, bensì Paolucci. 24 anni, ha sempre giocato nella massim
a serie, non è mai andato in doppia cifra, ma tra Ascoli e Catania ha fatto due buone annate, mentre tra Udinese, Atalanta e Siena ne ha persa almeno una e mezza. Nota positiva il fatto che la dirigenza non l’ha pagato 3,5 milioni come sembrava che dovesse fare, visto che è arrivato in prestito, rimanendo in comproprietà tra Siena e Juventus. Sul sito ufficiale dei bianconeri (quelli di Torino) ecco come viene presentato il nuovo semiacquisto: “Punta potente e tecnica, dotato di buona velocità e di un ottimo fiuto del gol finora da professionista ha collezionato settantanove presenze, realizzando quindici reti. Paolucci già oggi si allenerà con i nuovi compagni e sarà già a disposizione per la trasferta di Verona”. Insomma numeri importanti. Ironia a parte, di soldi immagino non ce ne siano molti, i dirigenti non è che siano delle volpi e magari servirà contante per un centrocampista. Sempre che la Juve non faccia tornare a casa qualcun’altro buon prospetto proveniente dal settore giovanile. Ma credo che Milanetto ormai sia tutto del Genoa.
Se l’Inter contro il Siena non avesse ribaltato in maniera incredibile il risultato nel finale, oggi il campionato sarebbe più che aperto. Il Milan, grazie ai tre punti conquistati sul campo della Juventus e con una partita in meno da recuperare, sarebbe stato virtualmente a -2. I titoloni di giornata vanno infatti al Milan, che ha umiliato la Juventus a domicilio. Vero, di questi tempi farlo non è che sia questa grande impresa, ma come risultato fa comunque sensazione. I rossoneri sanno unire qualità e quantità, almeno in questo periodo: per vincere il campionato avrebbero bisogno di più continuità. Per la Juve, invece, è notte fonda: Ferrara non si dimetterà e i dirigenti difficilmente lo manderanno via. Però lui ha perso lo spogliatoio, è evidente: un bravo allenatore non si vede solo dagli schemi e dai cambi (specialità i cui il tecnico bianconero non eccelle di certo), ma anche dalla capacità di motivare la squadra a sua disposizione. Ha perso anche la testa, visto il ridicolo battibecco con Maifredi a Conrocampo. continui infortuni non hanno aiutato Ferrara, ma a questo punto non può più essere lui l’allenatore della Juve. Anche perché i bianconeri non possono più permettersi di perdere: raggiunti dal super Napoli targato Mazzarri, sono tallonati anche dalla Roma ed anche Fiorentina e Palermo distano appena tre punti. Per quanto riguarda i partenopei, crescono i rimpianti per aver iniziato la stagione con Donadoni in panchina, che all’incirca ha passato quello che sta vivendo Ferrara adesso. A proposito, starà gongolando Ranieri, allenatore-tifoso della Roma: raggiungere e magari superare la Juve a questo punto non è certo utopia. Il campionato è già a metà: vediamo cosa ci riserva la seconda parte della stagione, quando gli impegni della Champions League potrebbero sottrarre energie mentali e nervose…
Questione di ore. Mancano solo i dettagli e poi due attaccanti che stanno trovando poco spazio partiranno alla ricerca di maggior impiego e fortuna. Sto parlando di Suazo, che approderà al Genoa, e di Floccari, che sarà ceduto in prestrito proprio dai rossoblu alla Lazio. A rivelarlo è il presidente dei genovesi, Preziosi. Ha anche aggiunto che da
questo giro di affari ci guadagneranno tutti, ed è vero. Innanzitutto i giocatori, che hanno avuto un passato simile, ma anche le loro due nuove squadre: entrambi i calciatopri coinvolti hanno fatto la gavetta, Suazo passando ben quattro anni in B nel Cagliari, Floccari girovagando per l’Italia nelle serie minori, con fortune alterne. Tutti e due sono stati, seppur in maniera diversa, sopravvalutati:l’honduregno scatenò una contesa tra Inter e Milan nell’estate del 2007, per poi non essere mai titolare tra i nerazzurri e deludere anche al benfica, per Floccari durante il calciomercato si erano fatti nomi di club importantissimi dopo che aveva segnato nell’Atalanta una dozzina di reti in campionato, poi era finito al Genoa. Ora potranno cambiare aria: Suazo, per il quale si era fatto avanti anche il Livorno (sarebbe stato uno spreco), va in una squadra che potrebbe esaltare le sue capacità, Floccari trova una piazza importante che ha bisogno del suo spirito di sacrificio per tirarsi su.
Il risultato non deve ingannare: la Juve, nonostante il risultato piuttosto rotondo, è riuscita a complicarsi la vita anche stavolta e a subire due gol da una squadra che è stabilmente nei bassifondi della classifica dall’inizio del campionato. Una partita che sembrava chiusa dopo la doppietta di Camoranesi viene riaperta così, all’improvviso, grazie ad un’incursione di Valdes che inganna Caceres (autore comunqu
e di una prova positiva, modesto parere). Ci pensa Melo, poco dopo, a chiudere i conti con una sassata da lontano? Ehm, non esattamente, perchè Ceravolo inventa un gran gol anche grazie alla marcatura allegra di Grosso. Per fortuna la Juve qualche campione ce l’ha, e così nel giro di pochi minuti ecco le reti di Diego, che evidentemente segna solo quando lo fa anche Melo (e viceversa) e di Trezeguet, già a sei segnature in campionato. Da tifoso juventino, almeno posso dire che durante ogni partita mi diverto, o quantomeno godo del brivido che ti dà l’imprevedibilità della tua squadra: questa Juve, infatti, è tale solo a tratti. E’ capace di cose bellissime ma anche di amnesie e cali di concentrazione clamorosi. Le manca, insomma, la continuità, elemento imprescindibile per poter ambire allo scudetto e non alla Coppa Italia. Merito anche di un’Inter che vola, sia chiaro, perchè tutto sommato questa Juve è comunque seconda.
Nel calcio spesso si riduce tutto a una questione di stimoli, si sa, ma dopo l’ottima prestazione con vittoria a Madrid, dal Milan era lecito aspettarsi qualcosa di più. Invece, per aver ragione del Chievo, il Milan si è dovuto affidare a Nesta, giocatore ritrovato che con una doppietta personale ha regalato il successo alla sua squadra. Forse il Milan vincerà la Champions League, ma in campionato la sensazione è che si dovrà accontentare di un p
osto sul podio, ma non in cima. L’Inter ha una sicurezza che i rossoneri non hanno. Sarà difficile tenere il passo della capolista anche per la Juventus: ok, i bianconeri la smetteranno di giocare così male, prima o poi, e magari ricominceranno a girare anche le gambe, forse Ferrara la finirà di sbagliare formazione e l’infermeria si svuoterà. Fatto sta che anche a Siena la Juve è stata tutt’altro che brillante. Anzi, diciamo pure che a tratti è stata imbarazzante per la pochezza di azioni offensive prodotte. Ancora a segno Amauri, l’unica vera nota positiva. Applausi di giornata al Napoli corsaro di Firenze e al Livorno, che a Roma coglie una vittoria che definire preziosa è riduttivo. Effetto-Cosmi? Forse, ma cambiare allenatore non sempre dà la stessa scossa: qualcuno ha notato l’effetto-Colomba?
Il campionato torna dopo due settimane causa partite della Nazionale e lo fa in grande stile. L’ottava giornata offre infatti un menù ricchissimo, per veri intenditori. Apre il turno di campionato quella che per i fiorentini non è una partita, ma “la partita” per eccellenza. Ovviamente sto parlando di Juventus-Fiorentina: storica rivalità, corsa alle prime posizioni, recenti scambi di mercato (Melo ha recuperato e ci sarà). La partita ha diversi motivi di interesse e se il fattore campo dice Juve, i viola stanno meglio fisicamente. Quin
di occhio alle sorprese… Di grande importanza ai fini della classifica anche l’altro anticipo Genoa-Inter: nerazzurri primi, rossoblu a solo tre punti di distanza. Anche in questo caso il match mette di fronte due società che in estate hanno fatto affari insieme. Curiosamente, però, nessuno dei giocatori coinvolti nel maxi-scambio tra Inter e Genoa sarà della partita. Niente possibile gol dell’ex per Milito: al suo posto c’è Suazo. L’altra capolista, la Sampdoria, ha un impegno difficile domani pomeriggio, perché va a far visita alla Lazio. Posticipo di lusso tra Milan e Roma, scontro tra due squadre che certo non sono partite bene. Il Milan zoppica in campionato e, novità, anche in Champions, la Roma ha tolto adesso il freno a mano, ma ha già cambiato allenatore: un pareggio serve a poco e chi perde dovrà digerire l’ennesimo boccone amaro. Dire che è una partita delicata è poco…Buon campionato!
Questa per l’Inter dovrebbe essere la volta buona: con sette punti di vantaggio, a questo punto basta vincere la partita casalinga contro il Siena per aggiudicarsi matematicamente il 17° scudetto. I nerazzurri, però, potrebbero laurearsi campioni d’Italia ancora prima di scendere in campo, perché il Milan anticipa al sabato contro l’Udinese: in caso di vittoria dei friulani, l’aritmetica darebbe già lo scudetto all’Inter. Ad ogni modo, sembra che finalmente i nerazzurri festeggeranno in casa, cosa che non capita dal 1989, l’anno del record di punti. Se le prime due posizioni sono ormai assegnate, dietro la Juve deve difendere il terzo posto e per farlo deve battere l’A
talanta in uno stadio deserto, visto che l’Alta Corte di Giustizia ha respinto il ricorso dei bianconeri e la Lega Calcio ha deciso che la sanzione inflitta per i cori contro Balotelli torna ad essere immediatamente efficace. In ogni caso, dopo i segnali di ripresa visti contro il Milan, potrebbe essere la volta buona per il colpo da tre punti. La Fiorentina è in bilico tra terzo, quarto e quinto posto: Juve e Genoa distano entrambe tre lunghezze. I viola affrontano al Franchi la Sampdoria dell’ex dal dente avvelenato Pazzini, mentre il Genoa va a cercare la vittoria a Verona contro il Chievo in pratica già salvo. Testa a testa anche tra Roma e Palermo, ma per la Uefa. I rosanero aspettano la Lazio, i giallorossi il Catania. Insomma, uno scontro incrociato Lazio-Sicilia che potrebbe decidere l’accesso all’Europa. Capitolo salvezza: la Reggina quasi spacciata ospita il Cagliari, che ormai vede lontano il sesto posto, a Bologna va in scena la sfida tra i padroni di casa ed il Lecce, un vero spareggio di cui potrebbe giovarsi il Torino, impegnato a Napoli. Insomma, il campionato rimane interessante fino all’ultimo…
Eh sì, perché se adesso la distanza tra i nerazzurri ed il Milan è di 7 punti, dopo questo turno potrebbe aumentare fino a 10, irrecuperabile in sole tre giornate. Non che ci sia qualche dubbio sul tricolore, sia chiaro. L’Inter è impegnata sul campo del Chievo quasi salvo, mentre il Milan gioca nel big match di questa giornata contro la Juventus. La squadre italiana con più scudetti contro quella con più Coppe dei Campioni: per molti è Milan-Juventus il vero Derby d’Italia. Peccato che stavolta si giochi per le piazze d’onore e, per quanto riguarda i bianconeri, per difendere
il podio e la Champions League. La crisi juventina, infatti, pare non avere fine e dietro, a distanza non di sicurezza, ci sono Fiorentina e Genoa, entrambe impegnate in questo turno in trasferta, ma sui campi di due formazioni che non hanno più niente da chiedere al campionato: rispettivamente Catania e Atalanta. Insomma, entrambe, domenica sera, potrebbero essere molto più vicine alla Champions League. Anche la lotta Uefa è interessante: la Roma non è certa nemmeno del sesto posto e va a Cagliari ospite, a questo punto, di una diretta concorrente. Spettatore interessato è il Palermo, di scena a Siena, ormai sicuro di rimanere in A. Chi invece non è ancora salvo, come Torino e Bologna, si gioca gran parte della stagione nello scontro diretto che si terrà all’Olimpico. Due società blasonate che stanno vivendo un’annata balorda: solo una di loro rimarrà in Serie A, ed anche questo è tutto da vedere. Lecce e Reggina, le loro concorrenti, sono ancora in corsa. In Salento gioca il Napoli, la Reggina, ultima ma ancora viva, va ad affrontare la Sampdoria, reduce da un derby disastroso. Questo è l’incontro che apre la giornata. Lazio-Udinese è invece l’anticipo serale.
Non è stata una due giorni all’insegna dei buoni sentimenti, mettiamola così. Sabato sera i gestacci di Ibrahimovic alla curva, ieri altri episodi roventi. Se la cura per il suo mal di pancia dello svedese si dovrebbe chiamere Real Madrid, la medicina per la crisi della Juve ancora non c’è. Adesso saltano pure i nervi: nell’intervallo della partita con il Lecce, sul punteggio di 1-0 per i salentini, Ranieri toglie Del Piero e Camorane
si. L’italo-argentino non la prende bene e la situazione si surriscalda al punto che Buffon rientra subito in campo senza aspettare il resto della squadra. Per la cronaca, nonostante la rimonta e due reti di Nedved, la Juve si fa pareggiare al 93°, uscendo tra i fischi. Ranieri finirà la stagione in bianconero, ma non dovrebbe andare oltre. Nervi tesi, tesissimi anche a Genova per il derby: il Genoa finisce in nove, la Samp in dieci. I rossoblu finiscono anche con tre punti, frutto della serata magica del “principe Milito”, ieri sera autoincoronatosi re. Genoa oggettivamente più bello e più forte. Tuttavia, davanti ai rossoblu in classifica c’è ancora la Fiorentina, che al Franchi supera a fatica un Torino tenace ma come sempre poco efficace sotto porta. La Roma, dietro, è ormai lontanissima: contestata dai tifosi, non va oltre lo 0-0 interno con il Chievo. Con il Palermo ad un punto, non è sicura nemmeno dell’Uefa, mentre Genoa e Fiorentina possono ancora provare a superare la Juve, che nel prossimo turno gioca a San Siro contro il Milan, che anche ieri ha raccolto tre punti a Catania, allungando a +4 sui bianconeri. In chiave salvezza, infine, giochi apertissimi e classifica più corta dopo la vitale vittoria della Reggina a Bologna e il punto conquistato dal Lecce con la Juve.
La Serie A ci regala una sola sicurezza: l’Inter sarà campione d’Italia. Non che ci fossero grandi dubbi, ma adesso i punti di vantaggio nei confronti della Juventus sono dieci. E, a dire il vero, sarebbe anche meglio che i bianconeri, anziché guardare chi sta davanti, iniziassero a dare un’occhiata dietro. Eh sì, perché il Milan, terzo, è ora a sole due lunghezze, il Genoa a sei e la prima fuori dalla zona Champions, cioè la Fiorentina, è lontana otto punti. Il prossimo turno vede in programma Juventus-Inter, dunque non è improbabile che la Vecchia Signora veda le sue rivali avvicinarsi ulteriormente. L’Inter vive un sabato double face: spietata nel primo tempo, arrendevole nel secondo. Dal 2-0, infatti, si fa rimontare dal Palermo fino al 2-2. La peg
gior Juve della stagione cade invece a Genova 3-2, ed il risultato è bugiardo. Grifone straripante dal punto di vista fisico, bianconeri volenterosi ma senza concentrazione: per due volte riescono infatti ad acciuffare i rossoblu, ma per due volte riescono anche a farsi segnare subito un’altra rete. Genoa che mantiene due punti di vantaggio sulla Fiorentina, che nel pomeriggio supera non senza affanni il Cagliari. Da censurare una presunta rissa nel sottopassaggio tra Melo e Lopez, così come è da dimenticare la corrida vista all’Olimpico in occasione del derby di Roma, vinto dalla Lazio 4-2. Espulsi Spalletti, Tare, Mexes, Panucci e Matuzalem. Adesso per la Roma la situazione si fa davvero difficile, visto che il Genoa ha ben otto punti di vantaggio. Chi invece può raggiungere e superare chi lo precede è il Milan, corsaro contro il Chievo: la Juve si può scavalcare già nella prossima giornata. In chiave salvezza, preziosa vittoria del Torino che, approfittando del contemporaneo tonfo casalingo del Bologna, lo supera portandosi al quart’ultimo posto.
