Tutto il mondo è paese

Filed under: Pallonate, Serie A by: Matteo Innocenti

Allora, vediamo un po’… il campionato è stato falsato? No, credo proprio di no. L’Inter è forte ed avrebbe potuto vincere lo stesso contro la Lazio. Diciamo che comunque sarebbero tutte supposizioni. Certo, l’ambiente era un po’ strano, però otto anni fa tutto andò contro ogni pronostico. Ok, là ci fu chi si “ribellò”, come Poborsky, ma anche Muslera c’ha messo del suo. Ricevere minacce dalla curva certamente non è stato uno stimolo verso l’impegno per i giocatori della Lazio: bastava far giocare le partite in contemporanea. Adesso tutti insieme vengono disputati solo gli incontri degli ultimi due turni: che senso ha? Nessuno, ma da ora in poi sarà sempre peggio. Certo, magari la Lazio avrebbe perso comunque, anche con la vittoria dell’Atalanta, ma certe situazioni andrebbero evitate. Non arriverei a definire la possibile vittoria tricolore dell’Inter “una vergogna”, come ha fatto la Sensi: la Roma il campionato l’ha buttato via con la Sampdoria, tutto qua. Anzi, aveva fatto anche troppo arrivando fino al primo posto. Tuttavia, in generale, non c’è niente di anormale nel “gufare” contro gli acerrimi rivali: chi è tifoso può capire. Il 22 maggio, ad esempio, non tiferò certo Inter. In più, basta lamentarsi della nostrà mentalità: tutto il mondo è paese, anche a Liverpool tifavano un po’ Chelsea. Il Manchester United non vincerà la Premier League un po’ anche grazie all’assist di Gerrard per Drogba: splendido, davvero.

Solidarietà a Peluso

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Nella domenica in cui la Juventus ha la conferma che non disputerà la Champions League l’anno prossimo (ed in effetti non se lo sarebbe meritato), tutti gli occhi erano puntati verso Bergamo. Atalanta-Bologna, oltre a decidere la salvezza di una delle due, poteva anche dare una mano alla Roma in chiave scudetto: se avessero vinto i nerazzurri, infatti, per la Lazio sarebbe stato importantissimo fare punti stasera contro l’Inter. Invece è stato pareggio, sì, ma arrivato nella maniera più crudele per i bergamaschi: con un autogol assolutamente casuale, frutto di una respinta del portiere sui piedi di un difensore. Povero Peluso, davvero. Personale opinione, credo che se oggi avesse vinto l’Atalanta, in B ci sarebbe andato il Bologna, squadra ormai cotta, che forse si era creduta salva troppo presto. Sembrava certo di rimanere in A a febbraio, il Bologna, poi ha rimesso tutto in discussione, complice la rimonta dell’Atalanta. A questo punto, come già detto, la Lazio potrà affrontare l’Inter senza sentirsi l’acqua alla gola: improbabile un nuovo 5 maggio (seppur con due partite ancora da giocare). Per il resto, giusto che a giocarsi la Champions League siano Sampdoria e Palermo, autrici di un campionato strepitoso. Per la disastrosa Juve di questa stagione, poi, oltre al danno potrebbe essere in arrivo la beffa: arrivando settima, dovrebbe pure fare i preliminari di Europa League.

Ma che bel Palermo

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Le milanesi fanno 3-1, sì, ma di tipo diametralmente opposti. L’Inter era partita male, malissimo contro l’Atalanta, concedendo un gol ad un Tiribocchi in stato di grazia (ha segnato più di Amauri e Iaquinta insieme, che però forse andranno entrambi al Mondiale), per poi rimontare con calma, sfruttando errori altrui e talento proprio. Nota davvero positiva, il gol di Chivu, dopo che il romeno aveva rischiato non solo la carriera poco tempo fa. Il Milan, invece, ha offerto una prestazione semplicemente inguardabile a Palermo. Certo, gli stimoli nel calcio contano ed i rossoneri, c’è poco da fare, in Sicilia se ne sono portati il giusto. Ormai per loro il terzo posto è cosa certa, per i rosanero, invece, tenere il piede sull’acceleratore è obbligatorio per poter tagliare il traguardo Champions prima degli altri. Il Palermo è davvero una bella squadra: finalmente Zamparini ha per le mani il giocattolo che ha sempre desiderato, ed è frutto di fiuto e lungimiranza, se non altra negli acquisti, visto che i rosanero avevano iniziato la stagione con un altro tecnico, cioè Zenga, che aveva “mentalizzato” i giocatori, ma si vede che lo aveva fatto a scoppio ritardato. Ancora gran gol di Miccoli, per la cronaca. Ma anche segnatura di Hernandez: questo, insieme a Pastore, farà strada.

Apre l’Inter, chiude la Roma

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L’impresa dell’Inter contro il Barcelona avrà prosciugato le energie degli uomini di Mourinho? Questo si chiede e spera che la risposta sia “sì” l’Atalanta, che alle 18 si presenta a San Siro affamata di punti-salvezza. Nonostante le fatiche di coppa e la mente già in Catalogna, difficile che l’Inter fallisca l’appuntamento con i tre punti. Se lo augura la Roma, ovviamente, ed avrà il vantaggio di sapere il risultato della rivale, visto che gioca domani sera. Contro la Sampdoria, non esattamente un impegno facile, ma comunque abbordabile visto che i giallorossi sono di scena all’Olimpico, che si prospetta gremito e pronto a spingere i suoi verso il tricolore. Fuori dai giochi, ormai, il Milan, che stasera è atteso dal Palermo in Sicilia in una partita di livello, anche se i milanesi hanno ormai poco da chiedere al campionato. A differenza dei rosanero, che sognano la Champions League. Per il Napoli, iscritto anch’esso alla gara per la Champions ma un po’ attardato, ecco il Cagliari, squadra ormai sgonfia che pare aver tirato i remi in barca. Speranze di coppa flebili per la Juventus, troppo distante dalla Samp e con altre due squadre in mezzo: anche vincendo tutte le partite che rimangono a partire dalla sfida con il Bari di domani (e sembra fantascienza), per i bianconeri al massimo dovrebbe esserci l’Europa League. Interessante Genoa-Lazio: i liguri hanno ambizioni europee, i capitolini hanno bisogno di punti per scacciare l’incubo della B.

Non l’hanno aripijati

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Per una attimo, il titolo del Il Romanista “Aripijatece” apparso dopo il sorpasso della settimana scorsa è sembrato una gufata pazzesca. Invece, la Roma ce l’ha fatta a rispondere all’attacco dell’Inter ed è tornata in testa a meno di 48 ore dal sorpasso nerazzurro. Due big match che, in un modo o nell’altro, potevano decidere la stagione. La Juventus era partita bene nel derby d’Italia, poi una sciocchezza di Sissoko le ha tagliato le gambe: arroccata dietro, sono finiti presto i rifornimenti per le punte. L’Inter è passata con una prodezza di Maicon, ma dopo aver fallito molto. Ha sofferto per arrivare ai tre punti anche la Roma, passata in svantaggio contro la Lazio: farlo rinunciando a Totti e De Rossi potrebbe giovare ancora di più al morale della truppa giallorossa. Il “generale” Ranieri, bravo o fortunato, ha scelto la strategia giusta. Il campionato ha comunque emesso due verdetti: il Milan è fuori dalla corsa scudetto dopo essere caduto a Genova. D’altra parte, quando al centro della difesa gioca un onesto ex terzino destro come Oddo e deve affrontare uno dei migliori nel gioco aereo come Pazzini, il gol è sempre nell’aria. La rete-vittoria della Sampdoria è arrivata al 90°, così come il pareggio del Palermo, autore di una rimonta in extremis a Cagliari. Questi due risultati, insieme colpo esterno del Napoli a Bari, ottenuto grazie ad un super-Lavezzi, spingono la Juve sempre più giù. Con tre squadre davanti, troppi punti da recuperare e quattro partite al termine, per i bianconeri la Champions League è pura utopia. In coda, vitale la vittoria dell’Atalanta sulla Fiorentina: i bergamaschi, così, si avvicinano a Bologna e Lazio. Con una squadra che insegue così in forma, può davvero succedere di tutto là dietro.

Anticipo importante

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Clima rovente dopo le intercettazioni riguardanti l’Inter. L’impressione è che si risolverà tutto in una bolla di sapone, però per avvelenare il clima era proprio l’ideale, in vista del rush finale. Meno sei giornate alla fine del campionato e tutto è ancora in ballo. I nerazzurri sono ancora soli in vetta, ma c’è la Roma che fa sentire il fiato sul collo, il Milan, leggermente più distante, è pronto ad approfittare di eventuali passi falsi. Molto si deciderà fin dall’anticipo serale di stasera: la Fiorentina, che non vuol,e abbandonare i suoi sogni di Champions, aspetta in Toscana la capolista. Come sfida, mettiamola così, non è delle più facili. Tra l’altro, l’Inter affronterà di nuovo in settimana i viola per la Coppa Italia: insieme all’Europa, altri impegni che potrebbero distrarre  e togliere energie in vista della corsa al tricolore. La Roma ha decisamente un impegno più morbido contro l’Atalanta, squadra che comunque cerca punti salvezza, ma vedere i giallorossi in testa domani sera non è utopia. Il Milan, poi, cerca il bottino pieno col Catania in attesa di sviluppi interessanti. Per l’appassionante corsa al quarto posto, il Palermo aspetta il Chievo in Sicilia: i clivensi già sono arrendevoli in generale, figuriamoci  in casa dei rosanero… Il match clou di giornata è l’attesissimo derby tra Sampdoria e Genoa, che potrebbe influire sulle sorte di entrambe le squadre nella corsa all’Europa. La Juventus, sempre in crisi ma ancora in corsa nonostante tutto, affronta a Torino il Cagliari, una squadra con il serbatoio vuoto da un pezzo dopo un girone d’andata col turbo. Per i bianconeri i tre punti sono fondamentali. Lo sono anche per il Napoli, che apre la giornata sfidando al San Paolo il Parma già salvo: tre punti decisamente alla portata per Hamsik e soci.

Il Milan non è da scudetto

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Sembrava dovesse essere il duello tra Inter e Milan quello che avrebbe dovuto decidere il campionato. La trentesima giornata lascia invece intuire che potrebbe non essere così. L’Inter prima soffre la vivacità del Livorno, ma poi lo doma grazie alla qualità dei singoli assicurandosi così tre punti preziosi, perché arrivati contemporanea con la caduta del Milan. I rossoneri disputano un match incolore a Parma, finendo persino per perderlo e buttando via così tanta fatica fatta per avvicinare l’Inter. Adesso gli uomini di Leonardo sono a -4 dalla capolista, e pensare che pochi giorni fa avevano avuto l’occasione per il sorpasso: niente di definitivo, ma è tutto da rifare. Soprattutto, quella vista a Parma non è una squadra da scudetto. Le potrebbe però dare una mano la Roma, visto che sabato si gioca il match tra i capitoli e l’Inter. In realtà, oltre al Milan i giallorossi darebbero una mano a loro stessi, essendo secondi in classifica. Tre punti conquistati nello scontro di sabato vorrebbe dire -1 dalla cima. E, in caso di vittoria casalinga del Milan sulla Lazio, i rossoneri tornerebbero prepotentemente in corsa. In ottica Champions, mastica amaro il Palermo, che, mentre già pregusta i tre punti, subisce il pareggio contro il Genoa proprio sul fischio finale. Niente fuga per i rosanero, dunque. I palermitani almeno guadagnano un punto sulla Sampdoria, battuta a Bari nella partita del cuore di Cassano, tra l’altro a segno. La corsa per la Champions League riserverà sorprese fino alla fine: sembra non voler però partecipare la Fiorentina, che cade a Catania nei minuti iniziali senza poi essere capace di reagire. Stasera al San Paolo c’è il posticipo tra Napoli e Juventus: i partenopei giocano per non uscire dal giro buono, i bianconeri, avanti di tre punti rispetto agli avversari, sperano di agganciare il quarto posto.

Milan e Roma tifano Udinese

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Dopo una settimana europea, rieccoci al campionato. Competizione ancora aperta, chi l’avrebbe mai detto? L’Inter comanda ancora, lassù, da sola, ma dietro le avversarie si stanno avvicinando: i nerazzurri hanno rallentato e, a forza di racimolare pareggi, Milan e Roma si stanno facendo minacciose. L’Inter coltiva sospetti e tra rossi e manette dovrà affrontare questa ventiseiesima giornata a ranghi (si fa per dire) ridotti. L’Udinese è un avversario in ripresa e galvanizzato dopo il fondamentale successo ottenuto nel recupero contro il Cagliari, ma la rosa a disposizione di Mourinho, o meglio di Baresi, è talmente vasta da poter affrontare la trasferta con ottime credenziali. Ha il dente avvelenato anche la Fiorentina, ultimamente derubata sia dentro che fuori i confini nazionali: per i viola l’occasione del riscatto arriva presto, contro una Lazio, però, alla disperata ricerca di punti salvezza. Il Milan, che proprio nell’altro recupero disputato in settimana è passato al Franchi anche grazie ad un rigore negato alla Fiorentina, aspetta a San Siro l’Atalanta. Obiettivo obbligatorio centrare i tre punti tifando, nel frattempo, Udinese. Lo stesso farà la Roma, che però ha un impegno decisamente più gravoso, visto che va a Napoli in casa di una squadra che forse non è più quella di un mese fa, ma che comunque gravita lassù, in zona Champions. Sa di spareggio per la quarta piazza, poi, il posticipo tra Juventus e Palermo. I bianconeri sembrano rigenerati dalla cura-Zaccheroni ed hanno raggiunto gli ottavi di Europa League. Fuori l’ex Amauri, torna titolare Trezeguet ed è difficile pensare che la Juve abbia perso qualcosa in questo avvicendamento. In ottica europea, scontro incrociato Genova-Emilia: la Sampdoria va a Parma, mentre il Genoa aspetta a Marassi il Bologna. Infine, occhio al Cagliari, di scena a Verona, ospite del Chievo.

Quanto Costinha?

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Stasera gioca l’Inter: quella col Chelsea è una partita che già può valere una stagione, però è bene ricordare che si tratta pur sempre dell’andata di un ottavo di finale. Insomma, il destino dell’Inter passa da questo match, però in ogni caso la strada da fare sarebbe comunque lunga e perigliosa. In più, se ne occupano già molto tanti latri, meglio dedicarsi ad un’altra squadra, sempre lombarda e nerazzurra. Il cerchio si restringe: è l’Atalanta. E’ notizia di oggi che Costinha (Josè Rodriguez Da Costa per i conoscenti) ha rescisso il contratto che lo legava alla società bergamasca. Dov’è la notizia? In fondo anche Panucci ha fatto lo stesso col Parma… Il fatto è che Costinha, arrivato all’Atalanta nel 2007 su precisa indicazione di Delneri, che lo aveva avuto con sè nella sua brevissima esperienza al Porto, in tre anni ha messo insieme ben 54 minuti in campo. Nella società portoghese era arrivata nel 2001 ed aveva dato il suo contributo alla conquista della Champions League nel 2004, che ad oggi rimane l’unico trionfo europeo di Mourinho, e si era affermato come pedina importante anche in nazionale. Un passaggio in Russia, un’altro in Spagna e poi l’approdo in Lombardia. Ma la Serie A l’ha vista col binocolo. In compenso ogni stagione si è messo in tasca qualcosa come 700.000 euro netti. Conti alla mano, il suo conto in banca nel suo periodo italiano si è gonfiato di quasi 2 milioni. La paga di mezza partita, in pratica 33.000 euro al minuto. Spettacolo. Credo che ricorderà per sempre l’Italia con un certo affetto.

Torna a casa Paolucci

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Alla fine, niente Crespo in bianconero. Invece dell’attempato (massimo rispetto per lui, eh) argentino arriva un prodotto del vivaio bianconero, che ormai da ex promessa si sta trasformando in un mediocre giocatore di Serie A dal minutaggio trascurabile. No, non è Lanzafame, bensì Paolucci. 24 anni, ha sempre giocato nella massima serie, non è mai andato in doppia cifra, ma tra Ascoli e Catania ha fatto due buone annate, mentre tra Udinese, Atalanta e Siena ne ha persa almeno una e mezza. Nota positiva il fatto che la dirigenza non l’ha pagato 3,5 milioni come sembrava che dovesse fare, visto che è arrivato in prestito, rimanendo in comproprietà tra Siena e Juventus. Sul sito ufficiale dei bianconeri (quelli di Torino) ecco come viene presentato il nuovo semiacquisto: “Punta potente e tecnica, dotato di buona velocità e di un ottimo fiuto del gol finora da professionista ha collezionato settantanove presenze, realizzando quindici reti. Paolucci già oggi si allenerà con i nuovi compagni e sarà già a disposizione per la trasferta di Verona”. Insomma numeri importanti. Ironia a parte, di soldi immagino non ce ne siano molti, i dirigenti non è che siano delle volpi e magari servirà contante per un centrocampista. Sempre che la Juve non faccia tornare a casa qualcun’altro buon prospetto proveniente dal settore giovanile. Ma credo che Milanetto ormai sia tutto del Genoa.